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Condividiamo risultati, esperimenti e strategie a 360°. Vuoi conoscerle?

In novembre 25, 2016

 

Il raggiungimento del successo online non è cosa da poco. Per questo motivo vogliamo condividere oggi l’attività di digital marketing che NetStrategy ha svolto per un cliente nel business dei veicoli commerciali, assicurandogli un incremento considerevole di traffico e visibilità. Avendo firmato un NDA (non-disclosure agreement), non riveliamo il nome del cliente, ma in questo case study entreremo nel dettaglio delle strategie che abbiamo intrapreso mostrando dati e statistiche dei valori raggiunti. Prima di iniziare, una brevissima panoramica sull’azienda che in Ottobre 2015 ha deciso di affidare la totalità delle loro attività di marketing online a NetStrategy.

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Il Cliente

Nel business dei veicoli commerciali il settore è sempre più concentrato. Grandi player internazionali come Volkswagen, Renault e Ford detengono le maggiori quote di mercato in termini di prodotti venduti, ma la concorrenza tra i vari rivenditori e concessionari sul territorio è sempre più agguerrita.

L’azienda di cui parleremo oggi è un rivenditore di veicoli commercial nuovi ed usati di differenti brand, con un posizionamento medio-alto nel mercato e con focus specifico su furgoni e autocarri. Questa attività è nel mercato da anni, ma nell’ultimo periodo si è ritrovata ad affrontare una clientela, superficialmente fidelizzata, che per motivi di pricing si stava allontanando sempre più.

A peggiorare la situazione vi erano le strategie dei concorrenti, che tramite una serie di azioni di comunicazione e advertising online acquisivano fette di mercato sempre più rilevanti puntando su un posizionamento competitivo price-based. Mentre quindi la concorrenza, tramite social e motori di ricerca, comunicava la sua economicità, il nostro cliente stava perdendo anche la base di clientela che aveva acquisito negli anni. Comunicare i prezzi dei propri prodotti non sarebbe stata una strategia efficace, perché contraria ai valori su cui il brand si è da sempre focalizzato, aveva quindi bisogno di alternative strategiche e tattiche.volkswagen.jpg

Dopo vari colloqui iniziali, i nostri referenti hanno compreso il problema in essere e proposto un piano d’azione a 24 mesi per ristrutturare l’economia e l’immagine complessiva dell’azienda.

Nel momento in cui questo case study viene scritto, sono passati solo 12 mesi da quel momento, e ora vediamo di apprezzare il lavoro svolto in questo periodo.

La Strategia di NetStrategy

Quando il Cliente si è rivolto a noi, la prima cosa che ci chiese (come accade per quasi tutti i nostri progetti) fu di trovare un modo per acquisire visibilità e soprattutto nuovi clienti. A differenza del solito, tuttavia, la necessità di questa azienda non era crescere per guadagnare di più, ma era crescere per poter rimanere in un mercato sempre più concentrato e in cui i potenziali clienti erano sempre più attratti dalle politiche di pricing piuttosto che dalla qualità del prodotto o servizio offerto.

Con tutti i dati alla mano, il team di NetStrategy si è messo al lavoro per costruire una strategia efficace per il tipo di cliente e per il tipo di servizio che questo stava offrendo. Senza poter veicolare l’economicità dei prezzi alla clientela, bisognava trovare un elemento su cui fondare il vantaggio competitivo del cliente. Dopo alcune ricerche e analisi congiunte con i dati a disposizione dell’azienda, è stato deciso di comunicare l’aspetto qualitativo dell’offerta e specialmente focalizzare l’attenzione sui vari servizi compresi nel prezzo di vendita: informare in maniera continuativa e capillare circa i vantaggi derivanti dall’acquisto di un veicolo commerciale di alta qualità, mettendo l’accento sui reali problemi che un veicolo low cost poteva causare nel tempo era la prerogativa. Il messaggio da veicolare al mercato era spiegare con numeri alla mano che una maggior qualità di servizio significava maggior risparmio futuro, mostrando esempi concreti di veicoli economici malfunzionanti e inefficienti.

Definito il “What” o “Cosa” comunicare, lo step successivo e ben più articolato è consistito nella scelta degli strumenti di comunicazione più efficaci da utilizzare a questo scopo con i vincoli di risorse e budget con cui ogni azienda si deve confrontare. Abbiamo analizzato l’audience potenziale del cliente, compresi gli usi e le abitudini, con una serie di indagini qualitative e quantitative finalizzate a comprendere a quali mezzi di comunicazione fossero più esposti e, soprattutto, più ricettivi.

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Messi in relazione i risultati ottenuti dall’analisi del target con l’orizzonte temporale nel quale il cliente avrebbe voluto vedere i risultati dalla nostra attività, abbiamo deciso di intraprendere una strategia completa di inbound marketing.

La maggior parte delle aziende non ha ancora colto il potenziale dell’inbound marketing, e continua ad utilizzare esclusivamente i classici canali di comunicazione e i tradizionali metodi di pubblicizzazione con tutti i limiti che ne derivano. Le strategie di comunicazione appena descritte possono riassumersi nel termine “interruption marketing”, ovvero quel tipo di advertising che interrompe un processo cognitivo del destinatario al fine di mostrare un proprio messaggio pubblicitario.  La spot che interrompe il film in tv, la telefonata a freddo del telemarketing, il volantino sull’autovettura sono tutti tipi di comunicazione pubblicitaria di intromissione, in quanto spingono a forza il messaggio nella vita della persona senza che questa lo abbia chiesto. Chiaramente l’efficacia di una comunicazione non solo non richiesta, ma anche che interrompe l’attività che il destinatario stava compiendo è decisamente bassa.

L’inbound marketing invece si focalizza sull’utente, e cerca di attrarlo con una tecnica non più push come quella dell’interruzione, ma pull. L’utente non viene sottoposto allo stress di essere interrotto nell’azione intrapresa (guardare un film su una rete televisiva, ascoltare una canzone su una qualunque stazione radio), ma viene esposto al messaggio pubblicitario solo nel momento in cui egli manifesta il bisogno che il messaggio soddisferebbe. Per fare un esempio, quando un utente cerca con Google le parole chiave “veicoli commerciali”, egli è effettivamente alla ricerca di informazioni di varia natura su tali veicoli. L’obiettivo delle strategie di marketing di tipo inbound consiste nell’intercettare tutte queste ricerche affini ai prodotti dell’azienda nostra cliente e soddisfare i loro bisogni informativi o commerciali con dei contenuti sviluppati ad hoc. Ma affinché l’utente trovi questi contenuti, i contenuti dovranno essere scritti ed inseriti all’interno di un “contenitore” che funga da “amplificatore” e permetta all’azienda di divulgare i propri contenuti.


funnel-blog-image-final-1.jpgPer raggiungere questo risultato, il processo complessivo è articolato in differenti fasi. Nella prima fase è necessario focalizzare l’attenzione sullo sviluppo di un “contenitore” idoneo a trasmettere e diffondere i messaggi che verranno sviluppati. Cosa sarà mai questo “contenitore”? Semplice, il sito stesso dell’azienda. Successivamente il lavoro si focalizza nel rendere visibili i contenuti prodotti al fine di acquisire un numero sempre più elevato di nuovi visitatori e nuovi potenziali clienti. È qui che entrano in gioco tutte le strategie di acquisizione di traffico (SEO, SEM, Social Media...etc..). Una volta attratte le visite, però, il sito dev’essere in grado di svolgere il lavoro più delicato, ovvero trasformare i semplici utenti in clienti potenziali per l’azienda. Il successo di un intero progetto di inbound marketing dipende strettamente da questo punto. Si possono svolgere tutte le altre fasi dell’attività correttamente, ma se il cosiddetto “funnel di conversione” non funziona i risultati saranno scadenti. Ora vediamo più nello specifico come abbiamo svolto questo processo, con particolare attenzione al funnel.

 

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FASE 1: Costruzione di un sito web votato all’acquisizione dei lead

La prima cosa che abbiamo aggiustato è stata l’immagine online del Cliente. Le informazioni riportate sul loro sito erano difficili da reperire e, una volta trovate, risultavano essere per nulla esaustive. Insomma era tutto poco chiaro, dalle immagini utilizzate, alla pagina chi siamo con informazioni poco rilevanti fino ad arrivare ai contenuti pressoché inesistenti.

3.pngEra giunto il momento di costruire un sito nuovo e che facesse da contenitore alla strategia di content marketing che avevamo pensato per loro. Per farlo abbiamo utilizzato una piattaforma di creazione di siti web chiamata Hubspot, per la quale siamo tra i primi partner certificati in Italia. Parliamo quindi di come siamo riusciti a costruire la struttura efficace per rendere il sito del nostro Cliente veloce, intuitivo e specialmente in grado di convertire gli utenti in clienti.

Una cosa che caratterizza più o meno tutti i siti di vecchia data è la mancanza dei contenuti, ed è esattamente questo il problema. I contenuti sono il fulcro della comunicazione online di oggi, nonché presupposto indispensabile per il posizionamento nei motori di ricerca. Quindi no content, no party.

NetStrategy ha pensato e creato i contenuti da inserire nel blog del sito perché fossero indirizzati al buyer persona, cioè a colui al quale il nostro Cliente vuole effettivamente rivolgersi. Per fare questo è stato necessario fare uno studio preliminare delle keywords che identificassero i bisogni del target e, a parità di concorrenza, è stato necessario individuare le parole chiave che avrebbero potuto portare maggior traffico al sito web.

Ogni contenuto prodotto nel sito deve servire a risponde ad un bisogno specifico di un segmento di potenziali clienti; producendo molti articoli, si rispondono alle necessità di molti segmenti differenti di domanda collocati in differenti stadi del processo d’acquisto. Un altro aspetto determinante è stato dato dalla qualità dell’output prodotto. Contenuti di basso profilo o mediocri, non generano fiducia nell’utente che non lascerà all’azienda i propri riferimenti per essere poi contattato. Invece articoli approfonditi, scritti esattamente nel linguaggio del cliente potenziale permettono all’azienda di entrare in sintonia e di fare il primo passo per ridurre la distanza virtuale che la separa dalla persona dall’altra parte del monitor.

Stabiliti i bisogni del target, i segmenti di domanda a cui rivolgersi, e le parole chiave su cui svolgere attività di SEO, il focus è passato poi all’impostazione del funnel di conversione. Tale percorso si compone di 4 step consecutivi:

  • Creazione della Call to Action (CTA). La CTA è fondamentale per la strategia di conversione, in quanto è una vera e propria chiamata all’azione di chi legge. Questa viene solitamente posizionata alla fine dell’articolo, anche se abbiamo riscontrato essere molto più efficacie inserirla anche verso la metà dello stesso. La call to action è un semplice invito all’utente a compiere una certa azione, che va dall’iscrizione alla newsletter alla richiesta di una consulenza gratuita, fino ad arrivare al free download di un contenuto utile. Con il nostro Cliente abbiamo fatto proprio così, abbiamo creato come CTA un invito a scaricare una checklist gratuita attraverso la quale l’utente poteva capire quale veicolo commerciale era più adatto alle sue esigenze sulla base di un questionario pre compilato. Offrire qualcosa di gratuito infatti aumenta la stima dell’utente nei confronti dell’azienda, facendolo così entrare nel funnel di conversione.

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Esempio di Call to Action (non progettata da NetStrategy), con offerta di un e-book scaricabile gratuitamente,

 

  • Creazione della Landing Page. Dopo aver “chiesto” all’utente di cliccare sul bottone per ricevere gratuitamente la checklist, questi viene reindirizzato ad un’altra pagina prima di poter effettuare il download: la Landing page. Questa pagina di “atterraggio” è forse la pagina più importante del sito, perché è dove l’utente lascerà i suoi dati per avere in cambio la checklist che è stata confezionata per lui. È possibile creare molte landing page diverse, in modo da soddisfare i differenti bisogni dell’utente, ma la cosa che non deve mai mancare in questa è il form di contatto, dove l’utente può lasciare il suo nome e indirizzo e-mail. Inserendo i dati richiesti nel form, l’utente potrà ricevere il contenuto per il quale inizialmente aveva cliccato sulla CTA. Compilato il form, l’utente è stato trasformato da semplice visitatore a lead.

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 Esempio di Landing Page (non progettata da NetStrategy) su 3 colonne: breve descrizione, immagine e form di contatto.

 

  • Il peso dell’offerta. La checklist scaricabile dall’utente dopo aver compilato il form precedente è un vero banco di prova per l’impresa. Non solo costituisce un touch point fondamentale nell’esperienza utente, ma anche permette di informare ed educare il suo processo decisionale. Tanto più attuale e appealing sarà l’offerta, tanto più alto sarà il tasso di conversione da semplici visitatori a lead qualificati.
  • Creazione della Thank you Page. La continuità è fondamentale per far sì che l’utente (ormai lead) abbia serie possibilità di diventare potenziale cliente, quindi come ultimo step verrà ringraziato. Generalmente la thank you page è una pagina che permette all’utente di ricevere ciò per cui ha cliccato sulla CTA, ma noi non ci siamo limitati a questo. Per il nostro Cliente abbiamo creato varie thank you page, ma quella che abbiamo visto avere riscontri molto positivi era formata da: un testo dove venivano fornite informazioni riguardanti la ricezione via e-mail dell’e-book, un box laterale contenente i link alle pagine di articoli correlati (e che quindi possono interessare all’utente), e un breve testo conclusivo ad effetto dove l’azienda si mette a disposizione dell’utente per eventuali domande o chiarimenti.

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FASE 2: Aumento del traffico

Dopo aver strutturato in maniera efficace il sito al fine di trasmettere e veicolare la corretta immagine aziendale alla propria audience, siamo passati alla fase 2 del nostro piano di marketing: l’aumento del traffico e dei visitatori che ogni giorno entrano in contatto con il sito.

SEO

aumentare-visite-sito-web.jpgLa prima e più importante strategia messa in pratica è la strategia di SEO, dall’inglese Search Engine Optimization. Questa racchiude in se tutte quelle attività che, applicate ad un determinato sito internet, fanno in modo di aumentarne il ranking o posizionamento su Google. Ciò sta a significare che con delle operazioni studiate e mirate il sito può essere spostato da una posizione sventurata ad una molto più favorevole, essenzialmente nella prima pagina di Google. Queste operazioni vanno quindi ad incidere sui risultati organici che Google offre gratuitamente e che posiziona in base a diversi fattori e parametri.

Come abbiamo spiegato nel paragrafo precedente, prima di pubblicare un articolo sul sito è stato necessario fare uno studio sulle parole chiave relative al settore specifico dei veicoli commerciali. Questa è una attività di SEO importantissima in quanto ci si deve immedesimare nel buyer persona, digitando sui motori di ricerca le keyword che userebbe l’utente alla ricerca di un’impresa rivenditrice di autoveicoli commerciali: meglio “veicoli commerciali” o “autocarri da lavoro”? Solo dopo aver concluso lo studio delle parole chiave si potrà iniziare la scrittura dei contenuti, ottimizzando i titoli e il contenuto stesso per keyword più ricercata.

Un altro parametro che Google usa per decidere se considerare o meno un sito è quello della lunghezza e della profondità degli articoli: contenuto corto significa spesso produzione rasente la sufficienza, mentre un contenuto più ampio è sinonimo di professionalità. Per questo gli articoli creati per il nostro Cliente hanno una lunghezza ben superiore alla media dei competitor e cercano di risolvere ogni dubbio dei potenziali clienti relativi all’ambito specifico a cui il contenuto si rivolge.

Nella strategia di SEO, oltre alla fase iniziale di analisi del volume di ricerca delle parole chiave e alla successiva ottimizzazione on-page del sito e dei contenuti prodotti, non si può prescindere da tutto il lavoro di SEO off-page. L’off-page è un ambito molto delicato, soggetto spesso a variazioni algoritmiche da parte di Google, ma è determinante nell’acquisizione di elevati e duraturi livelli di ranking organico.

SOCIAL

I social sono oggi un catalizzatore di utenza incredibile, tant’è che una buona percentuale del traffico ricevuto dal sito web arriva proprio da questi. È vero esistono settori in cui la comunicazione si presta maggiormente all’utilizzo dei social, specialmente laddove il prodotto venduto sia di tipo fisico e facilmente fotografabile. Tuttavia per comunicare agli utenti tramite Facebook o Twitter è fondamentale essere perfettamente a conoscenza non solo delle logiche specifiche di funzionamento dei vari social, ma anche del linguaggio che il proprio target utilizza per riuscire ad entrare facilmente in relazione con loro.

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Immagine con il solo scopo esemplificativo, non riguarda il nostro Cliente.

La strategia di comunicazione attuata sui social è stata incentrata su messaggi brevi, trasmessi tramite cortometraggi o gif animate, che ricordassero ripetutamente agli utenti le caratteristiche distintive dell’azienda nostra cliente rispetto al mercato. Anche in questo caso è stato efficace trovare un connubio tra messaggi auto-referenziali e messaggi informativi, al fine di rendere credibile e attrattiva la pagina allo stesso tempo.

Solo aggiungendo informazioni e descrizioni più dettagliate nella pagina, aggiornamento immagine del profilo e di copertina avevamo già avuto un aumento importante dei “mi piace” alla pagina. Ciononostante, il vero risultato è stato raggiunto dopo aver programmato il calendario editoriale di pubblicazione dei contenuti del sito e le varie attività di advertising. Per ovvi motivi non possiamo entrare più nello specifico in questo case study, ma basti dire che in meno di sei mesi la pagina aziendale ha quintuplicato i propri fan, passando da 12.412 like a 62.041.

PAID ADS

Per portare traffico al proprio sito non esistono solo i social e la SEO. Stiamo parlando dei Paid ads, cioè di quegli strumenti di sponsorizzazione a pagamento, che permettono al sito di avere immediata visibilità e quindi un risultato tempestivo. Essendo questi a pagamento, basati sui click ricevuti, in molti casi non consentono di massimizzare la redditività nel lungo periodo.  

Un esempio lampante di Paid Advertising è la Pay per Click, dove l’inserzionista paga, per esempio Google, perché sia posizionato nei primi posti nei risultati sponsorizzati della prima pagina di ricerca. L’azienda richiedente tale servizio dovrà pagare a click, cioè ogni qual volta un utente clicca sul risultato sponsorizzato. Le campagne Pay-Per-Click sono fondamentali spesso all’inizio dell’attività, dopo aver ristrutturato il sito internet, per acquisire i primi contatti qualificati.

Con il nostro Cliente abbiamo sviluppato un piano di sponsorizzazione dei veicoli commerciali mirato al target delineato in precedenza e svolto campagne di Paid Ads sia su Google che su Facebook. Abbiamo preparato un advertising frizzante e coinvolgente, capace di colpire il potenziale cliente non per il prezzo conveniente, ma per la qualità del servizio e del veicolo sponsorizzato. I risultati sono stati eccellenti, tanto da acquisire nei primi tre mesi di campagne AdWords un numero di contatti superiore a quanto il “vecchio” sito avevo registrato nei 12 mesi precedenti. Sfruttando le potenzialità del content e del search network, ovviamente in campagne distinte, siamo riusciti anche a contenere il bid price e il cost per click, minimizzando il costo di conversione complessivo. 

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Dove possono essere inseriti gli advertising a pagamento su Facebook.

FASE 3: Inserimento dei contatti nel CRM e avvio dei workflow

Grazie alle attività mirate all’aumento di visibilità e traffico, molti utenti sono arrivati sulla pagina del nostro Cliente e qui hanno lasciato il loro contatto volontariamente, compilando un form preparato appositamente per lui. Una volta ricevuto il contatto ci siamo mossi immediatamente per inserirlo nel nostro CRM (customer relationship menagement). Questo è una sorta di database che permette di salvare al suo interno i dati dei nuovi lead, cioè degli utenti che sono sulla giusta strada per diventare clienti.

Anche questo aspetto è determinante nella riuscita del piano di marketing complessivo e quindi va svolto con la massima precisione. Gli utenti possono diventare lead a step differenti del loro processo decisionale ed è importante stabile un percorso di conversione differente per ciascuno di questi step.

Ci sono infatti diversi stadi che l’utente deve superare per poter diventare cliente a tutti gli effetti:

  • Awareness. L’utente ha un bisogno, anche se non ha ancora ben chiaro cosa fare per soddisfare tale bisogno. Diciamo che non ha le idee chiare per niente.
  • Consideration. L’utente inizia a ricercare una probabile soluzione, mettendo a confronto varie possibilità. Ecco diciamo che inizia a guardarsi intorno e a farsi un’idea di cosa potrebbe avere bisogno.
  • Decision. Ha capito cosa gli serve per soddisfare il suo bisogno, ora non gli resta che decidere chi scegliere.

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Abbiamo creato dei workflow ad hoc o dei flussi di lavoro automatizzati in grado di soddisfare i differenti bisogni dei lead e così facendo abbiamo sviluppato un dialogo con l’utente dando vita ad un progressivo processo di fiducia reciproca. I workflow sono finalizzati allo spostamento informato del lead dallo step più a monte (Awareness) del suo iter decisionale, allo step più a valle (Decision) per trasformare un contatto potenziale in cliente.

Ecco NetStrategy ha guidato il lead attraverso questi step, in modo che arrivasse alla decision con la chiara idea di acquistare un veicolo commerciale di qualità, con un servizio di post vendita senza eguali, dove l’attenzione al prezzo veniva spostata dal prezzo del singolo veicolo venduto al prezzo complessivo del servizio che l’utente doveva pagare nei primi 2 anni di vita del veicolo per assistenza e manutenzioni.

FASE 4: Rafforzamento della fedeltà del cliente

Una volta che il lead è stato convertito in cliente è importante continuare a tenere vivo il rapporto ovvero ad alimentare la relazione cliente-azienda. Questo si può fare tramite una comunicazione mirata al mantenimento, che sia dilazionata nel tempo e che faccia comprendere al cliente che per l’azienda egli non rappresenta un numero, ma una risorsa. Questo si può fare con la Newsletter.

Questa e-mail inviata periodicamente può avere temi diversi, tuttavia una delle più classiche è la comunicazione di un imminente evento aziendale: mantiene vivo l’interesse del cliente spingendolo anche a partecipare a tali eventi o addirittura a promuoverli e nel contempo rende partecipe il cliente dell’attività che l’azienda svolge su più fronti. Il lavoro che abbiamo svolto, quindi, per il nostro Cliente è stato quello di preparare anche a livello di contenuto la newsletter perché risultasse attraente già a prima vista. Poi abbiamo composto la mailing list appropriata, analizzando i dati dei vari contatti (leads e clienti), e abbiamo quindi scelto con cognizione di causa a quali clienti inviare i differenti messaggi che avevamo preparato. In questo modo il dialogo è quasi personalizzato e non si ferma mai, nemmeno dopo l’acquisto.

Risultati e conclusione

Ora che siamo giunti alla conclusione di questo articolato case study, vogliamo ricapitolare in breve in che modo il team di NetStrategy sia stato fondamentale per il riposizionamento di questa azienda di veicoli commerciali, all’interno del proprio settore di mercato. Dopo aver studiato a fondo le dinamiche di mercato del settore nel quale dovevamo operare, abbiamo costruito meticolosamente una strategia di inbound marketing, su misura per il nostro Cliente. Non potendo attuare una tattica di marketing basata sul pricing, perché non idonea al posizionamento competitivo dell’azienda, abbiamo fatto in modo di spostare il focus del potenziale acquirente dal prezzo del servizio al servizio stesso. Aiutando l’utente a comprendere i vantaggi del servizio, in termini di risparmi sul lungo periodo, prestazioni ottimali e assistenza post-vendita di qualità, siamo riusciti ad emergere anche senza proporre veicoli low-cost.

Il target al quale eravamo rivolti ha risposto prontamente alle nostre campagne free e a pagamento, facendo aumentare di molto i like e le visual di sito e pagina Facebook. Parallelamente a questo, abbiamo implementato la visibilità del sito e le ricerche organiche relative ad esso con la SEO, fedele alleata del nostro team. Stringendo una relazione di fiducia con l’utente, questi ha finito per scendere nel nostro funnel di conversione, dove da semplice utente si è trasformato in lead, e poi in cliente. Costruire tale relazione tuttavia ha richiesto lavoro e dedizione da parte del team di NetStrategy, ma ha portato a dei risultati decisamente soddisfacenti.

Nonostante l'NDA firmato con il Cliente, ci è stato permesso di pubblicare sul nostro case study lo screenshot dei risultati conseguiti per quanto riguarda la sola parte di strategia SEO, omettendo ovviamente il nome dell'azienda. Come si può vedere, il numero delle sessioni e dei nuovi utenti è aumentato in maniera molto importante: per quanto riguarda le sessioni, si è passati dai 18.820 dell'Ottobre 2015 ai 41.524 dell'Ottobre 2016. mentre per i nuovi utenti si è passati da 10.421 a 26.922.

In meno di 12 mesi, solo la strategia di SEO che abbiamo intrapreso ha permesso al sito di generare +22.704 visite mensili con un numero di contatti ricevuti che è stato più che quadruplicato nello stesso esatto periodo. 

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Il nostro Cliente in soli dodici mesi si è ritrovato ad avere finalmente una posizione rilevante sul web, con una visibilità incrementata quasi del 60%, oltre 130 nuovi lead al mese e di un tasso di conversione da lead a cliente finale che è passato dal 2% all'8%.

Considerando il valore medio di un acquisto nel settore pari a circa €40.000, si può dedurre facilmente l'impatto sul business aziendale che hanno avuto le nostre strategie. Non possiamo che dirci soddisfatti di questi risultati, sia a livello professionale che a livello personale, in quanto prima di tutto il nostro lavoro è la nostra passione, nel quale mettiamo anima e cuore. Vedere un incremento così elevato in soli dodici mesi, quindi ad appena metà del cammino, ci stimola a continuare nel nostro percorso professionale puntando alla crescita, nostra e dei nostri clienti.

 

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Stefano Robbi

Appassionato di digital marketing con forte propensione all'analisi dei dati, ha fondato NetStrategy® nel lontano 2009. Alla passione e alle competenze maturate nel search marketing, Stefano può accostare una formazione specifica di marketing strategico, acquisita nel M.Sc. in Marketing Management all'Università Bocconi e nella pregressa esperienza presso Microsoft Italia.

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