Come far crescere un brand: 4 idee degli esperti NetStrategy

Il valore della tua azienda passa, prima di tutto, attraverso la sua identità visiva.

Un brand di successo non nasce da un colpo di fortuna ma da una progettualità, un concentrato di idee e attività concepite e portate avanti da una squadra di professionisti eterogenea.

Ogni elemento su cui occorre lavorare per far crescere un brand (online e offline) rappresenta, infatti, il tassello di un puzzle che noi chiamiamo strategia.

Una strategia in grado di affermare il tuo brand sul mercato dovrebbe includere il lavoro di professionisti attivi su più fronti. Ognuno, nella propria area di competenza, potrà tradurre idee in tattiche, strategie in attività operative e obiettivi in risultati concreti.

Ecco perché abbiamo pensato a questo contenuto. All’interno dell’articolo che stai per leggere NetStrategy, web agency con sede a Verona e Milano, ti propone consigli su come far crescere un brand, aumentandone la visibilità e facendo in modo che quante più persone ne parlino.

Contenuti in breve:

1. Definisci un’identità chiara: quali sono i valori e le emozioni che vuoi trasmettere?

Il primo consiglio è quello di creare a un’identità visiva che rispecchi il carattere, i valori e le intenzioni della tua azienda. Una visual identity non è altro che l’insieme di emozioni e sensazioni che, attraverso lo stile comunicavo di un brand, vengono percepire da chi vede/entra in contatto con la nostra azienda, prodotti o servizi.

Far crescere un brand significa, innanzitutto, occuparsi di questo aspetto: la sua identità visiva, la quale, comunemente, si identifica con il logo del brand. Il simbolo per eccellenza che racconta l’essenza e l’unicità di una realtà aziendale. Un segno grafico che, idealmente, racchiude gli aspetti che differenziano il tuo brand dai competitor.

Hai già qualche domanda?

Prosegui la lettura. Ma se non vedi l’ora di chiacchierare con noi, raccontaci qual è il tuo progetto.

2. Traduci le emozioni in uno stile comunicativo

Una volta compreso quali sono le emozioni che vogliamo suscitare nel nostro pubblico è il momento di decifrarle, attribuendo loro una forma concreta e chiara. Tale processo si traduce nell’ideazione di uno stile comunicativo che dovrà essere unico.

Poco più su abbiamo visto come il logo sia quell’elemento visivo che custodisce la storia (e il futuro) della tua azienda. Per definirsi efficace, un marchio deve essere memorabile, identificabile a colpo d’occhio, imprimersi nella mente di potenziali clienti e di chi in generale ha contatti con la tua azienda. Ma deve anche essere flessibile.

Pensa a quanti spazi accoglieranno il tuo logo: i prodotti in primis, supporti cartacei utilizzati per promuoverli o per comunicare servizi, banner e cataloghi distribuiti nel corso di fiere o a potenziali clienti che passano a trovarti direttamente in azienda.

Il logo aziendale lo si ritrova poi anche online: in tutte le pagine del sito web, sui canali social e su tutte le comunicazione inviate tramite newsletter. Un marchio memorabile non è quindi, necessariamente, appariscente, pieno di colore e forme grafiche. Un logo che si fa ricordare è un elemento che, da solo, è capace di comunicare un messaggio chiaro e preciso, anche in assenza di parole a fare da supporto.

Ecco perché quando si parla di creare un logo da zero o di un suo restyling ci si preoccupa, prima di tutto, del suo stile comunicativo e della riconoscibilità dello stesso.

3. Trova un segmento di mercato che ti apprezzi

Ora che abbiamo chiaro cosa comunicare e come farlo efficacemente rimane da individuare la giusta nicchia di persone in grado di apprezzare ciò che proponiamo. È qui che interviene la SEO (Search Engine Optimization). Il macro-obiettivo di un’attività di questo tipo è quello di raggiungere, con il proprio sito web, le prime posizioni di Google per specifiche parole chiave digitate dagli utenti, anche se la finalità che le sta dietro è molto più ambiziosa: fissare il tuo brand nella mente delle persone.

La notorietà di brand aumenta ogniqualvolta un utente lo vede comparire tra i primi risultati di ricerca. La SEO è dunque, a tutti gli effetti, un insieme di tattiche e azioni tecniche e strategiche che, nel lungo periodo, possono incidere positivamente sulla crescita di un brand, portando le persone a riconoscerlo, a fidarsi e a fidelizzarsi.

Con l’attività di SEO si va dunque a intercettare un ampio pubblico di potenziali clienti che – seppur interessato a ciò che vendi – potrebbe non essere ancora pronto ad acquistare un tuo prodotto. Con le campagne SEM, invece, si avvicina il proprio brand e la propria offerta commerciale a persone già convinte di voler completare uno o più acquisti.

Possiamo quindi definire la SEM come un’attività strategica parallela alla SEO, che permette di far crescere un brand, acquisendo nuovi clienti nell’immediato. Si tratta, tuttavia, di una pratica che smette di portare risultati nel momento in cui si decide di non investire più budget nella creazione e sponsorizzazione di annunci su Google. D’altro canto, invece, la SEO continuativa fa guadagnare visibilità al tuo brand senza versare nulla a Google.

Ma non pensare che la SEM sia solo un processo legato alla spesa. Se è vero che per ottenere risultati occorre pagare il motore di ricerca, è altrettanto vero che la SEM restituisce a un brand enorme visibilità, favorendone dunque la crescita, specie nel breve periodo.  Infatti, la sezione Annunci è la prima che un utente vede quando fa una ricerca su Google. Da questa prospettiva diventa fondamentale integrare le due strategie – SEO e SEM – per aumentare la notorietà del tuo brand e rendere la tua attività più visibile agli utenti.

In questo paragrafo ti abbiamo raccontato due strategie di marketing – SEO e SEM – che, se tra loro integrate, sono utili a far crescere il tuo brand in termini di visibilità. Ma non finisce tutto qui.

4. Fai parlare di te: sfrutta il passaparola digitale

Quale modalità migliore per far parlare del tuo brand se non attraverso i canali social della tua azienda?

Ma come un brand può crescere davvero grazie ai social? Nel momento in cui si “mettono da parte” i prodotti e i servizi e si ricorda a chi ci segue che dietro alla nostra offerta commerciale ci sono persone e processi impegnati a far funzionare gli ingranaggi dell’azienda.

La strategia social per far crescere il tuo brand dovrebbe quindi avere come obiettivo ultimo far sì che la tua azienda possa farsi conoscere su diversi canali, attraverso contenuti accomunati da un filo rosso che fa da conduttore.

Sui social non emerge il brand più competitivo, quello con i prezzi più bassi o con l’offerta di prodotti più ampia. Sui social primeggia chi sa raccontarsi, chi va oltre descrizioni sterili e immagini banali. Sui social si impone chi sa sfruttare le logiche di funzionamento di una piattaforma specifica per costruirsi un’immagine forte, che sa lasciare il segno. Per fare ciò è essenziale anche coltivare le proprie community: reagire con prontezza a commenti, richieste e interazioni dimostra di avere a cuore la loro fiducia, facendole sentire coinvolte.

In conclusione...

Come far crescere strategicamente un brand per ottenere risultati continuativi nel tempo? Mettendo in piedi un piano d’azione custom che tenga conto delle peculiarità della tua azienda. Per questo, in NetStrategy troverai grafici, SEO & SEM specialist, content creator e altri professionisti specializzati in discipline utili a far crescere un brand.

Per la tua azienda possiamo progettare una strategia di marketing e comunicazione personalizzata, integrata e attiva su più canali, sia online che offline. Siamo qui per questo. Clicca qui e parliamo di come far crescere il tuo progetto.

Stefano Robbi

Stefano Robbi

C.E.O. di NetStrategy. Appassionato di digital marketing con forte propensione all’analisi quantitativa dei dati, ha dato vita al cuore digitale di NetStrategy® nel lontano 2009. Alla passione e alle competenze maturate sul campo nell’ambito del search marketing, Stefano può accostare una formazione specifica di marketing strategico, acquisita nel M.Sc. in Marketing Management all’Università Bocconi e nella pregressa esperienza presso Microsoft Italia.

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