La comunicazione nel marketing: 4 consigli per renderla davvero efficace

La comunicazione nel marketing è tutto.

Infatti, chi comunica più efficacemente si prende la fetta più grossa del mercato.

Scopri come migliorare la tua comunicazione con i 4 consigli di NetStrategy.

Riuscire a sviluppare un piano di comunicazione efficace è fondamentale per farsi spazio, con le proprie caratteristiche – il tono di voce, il logo, i colori e il vantaggio competitivo –, tra le migliaia di aziende concorrenti.

Proprio perché comprendiamo a fondo l’importanza della comunicazione nel marketing, NetStrategy sviluppa continuamente nuove strategie per supportare le aziende nel raggiungimento dei loro obiettivi di marketing. Approfondiamo assieme i servizi che possono aiutarti in questo ambito.

Contenuti in breve:

Quali sono i sintomi di una comunicazione di marketing non efficace?

Che cosa vuol dire, esattamente, che la comunicazione non funziona? Vediamo assieme alcuni esempi:

  • Comunicazione saltuaria, poco continuativa. Il sito aziendale, che dovrebbe rappresentare la vetrina della nostra impresa sul mondo, non viene aggiornato con regolarità; i Social Network non vengono sfruttati appieno e i post sono pubblicati una volta al mese. Ciò non consente all’utente di abituarsi alla presenza della nostra azienda nell’online: stiamo sprecando tempo e denaro per strategie non pensate che difficilmente porteranno frutto;
  • Tono di voce differente in ogni canale. La nostra azienda deve sapersi distinguere dal pubblico per i colori e il simbolo del proprio logo, per il proprio mood,  ossia tono di voce, per il proprio core business. È per questo motivo che utilizzare un tono di voce diverso in ogni canale non porterà l’utente a riconoscere facilmente la nostra impresa. Per esempio, se i nostri colori sono il rosso e il nero, dovremo privilegiarli all’interno del sito, dei Social Network, dei volantini e di qualsiasi altro canale decidiamo di sfruttare per raggiungere i nostri obiettivi;
  • Valori non coerenti con il nostro business. Dobbiamo avere ben chiari quali sono i valori fondanti del nostro business per riuscire ad esprimerli al meglio, senza sbagliare il tiro e confondere il nostro pubblico;
  • Non viene aggiornato né utilizzato il database aziendale. In un’azienda, il database di clienti ricopre un ruolo fondamentale: permette, infatti, di sfruttare i nostri attuali contatti per farli arrivare più facilmente all’acquisto. È per questo che un chiaro sintomo di comunicazione di marketing non efficace è rappresentato dall’assenza di comunicazione tra l’azienda e il contatto acquisito.

Hai già qualche domanda?

Prosegui la lettura. Ma se non vedi l’ora di chiacchierare con noi, raccontaci qual è il tuo progetto.

#1 Progettare e realizzare un sito incentrato sull’utente

La maggior parte delle aziende ama creare i cosiddetti “siti vetrina”, con bellissime immagini originali e testi romantici ed affascinanti. Tutto bellissimo, ma questo non basta se il sito non è ottimizzato per l’esperienza dell’utente, ossia se non è user friendly. Nella progettazione e realizzazione del sito è importante mettere al primo posto il visitatore, colui che approda sulla piattaforma e dev’essere guidato in modo efficace nei punti giusti. La finalità di un sito non dev’essere unicamente quello di essere bello esteticamente; per essere davvero uno strumento utile al business, il sito deve esprimere una comunicazione di marketing efficace che porti a:

  • l’aumento del tasso di conversione, ossia la percentuale di coloro che decidono di mettersi in contatto con l’azienda;
  • l’aumento della durata di permanenza media dell’utente all’interno del sito;
  • il decremento della frequenza di rimbalzo, ossia la percentuale di visitatori che si limitano a visitare un’unica pagina del sito per poi uscire per sempre.

Siamo convinti che per esprimere una comunicazione di marketing positiva sia necessario disporre di un sito che possa rappresentare al massimo i valori identitari dell’azienda e lanciare un messaggio coerente e ben delineato. Tutto questo, però, risulta inutile se il sito non converte.

Cosa significa? Il sito deve richiamare nuovi utenti e condurli verso la sezione dei contatti, convertendoli in potenziali clienti. In che modo è possibile realizzare un sito simile? Inserendo al suo interno almeno 3 elementi fondamentali:

  • Ebook/documenti premium. All’interno del sito non possono mancare offerte che l’utente può scaricare. Questo perché, nel caso un visitatore non fosse ancora sicuro di volerci contattare, potrebbe ripiegare su un’offerta specifica, che lo porterà a convincersi della nostra professionalità.
  • Call-to-Action. Si tratta di una stringa di testo o di un pulsante che spinge l’utente a compiere un’azione, come scaricare un’offerta, mettersi in contatto con l’azienda, acquistare un prodotto.
  • Landing page. Quando l’utente clicca sulla Call-to-Action, deve atterrare su una pagina pertinente a ciò su cui ha cliccato. Stiamo parlando proprio della landing page, ossia della pagina di destinazione, realizzata appositamente per ospitare il form per scaricare l’offerta, per contattare l’azienda o per acquistare il prodotto.

Questi 3 elementi sono fondamentali per far compiere un percorso all’utente all’interno del sito e per mettere in mostra le caratteristiche e il vantaggio competitivo della propria azienda. Vuoi saperne di più a riguardo? Ecco alcune letture che potrebbero interessarti:

#2 Ottimizzare il sito per keyword ricercate dal consumatore

Una volta realizzato un sito con cui sviluppare una strategia efficace di comunicazione, bisogna porsi l’obiettivo di renderlo visibile sul Web. È inutile sprecare tempo e risorse per avere un sito aziendale che si presti all’obiettivo di comunicare i valori dell’impresa, se questo non può essere visto da nessuno: sarebbe come parlare con un altoparlante posto nel bel mezzo del deserto e sperare di essere ascoltati. Sulla base di questa consapevolezza, bisogna sfruttare il potere delle keyword per rendere visibile il sito all’interno dei motori di ricerca. Questi sono, infatti, i principali strumenti utilizzati dal consumatore contemporaneo per cercare risposte alle proprie domande e per chiarire i propri dubbi.

Per dare il via a questo processo, si parte studiando la Buyer Persona del nostro cliente.

Si tratta di definire in modo approfondito le caratteristiche del cliente-tipo dell’azienda. Questo passaggio è fondamentale per conoscere il comportamento e le abitudini del potenziale cliente, per entrare nella sua mentalità e riuscire a capire in che modo potrebbe agire sui motori di ricerca. Terminato questo processo, si svolge un’analisi delle parole chiave efficaci per il nostro cliente: stabiliamo quali siano le keyword pertinenti, che potrebbero essere effettivamente ricercate dall’utente, a seconda delle sue caratteristiche. È ovvio che se ci rivolgiamo ad un pubblico di professionisti, potremo decidere di utilizzare parole chiave tecniche; se, invece, la nostra Buyer Persona non è esperta del settore, sarà opportuno evitare keyword troppe tecniche e utilizzare parole chiave che si addicano al linguaggio del consumatore.  

Cosa fare con la lista delle parole chiave definitive? Attraverso la SEO o la SEM, a seconda dell’esigenza del nostro cliente, si deve elaborare una strategia che gli consenta di risalire alle primissime posizioni. Il primo acronimo sta per Search Engine Optimization e presenta obiettivi a medio-lungo termine: si tratta di rendere il sito ottimizzato per i motori di ricerca, che rispetti i parametri imposti dagli algoritmi di Google, Bing e tutti gli altri. SEM, invece, sta per Search Engine Marketing ed è una strategia ad obiettivo a breve termine: si pagano i motori di ricerca per ottenere fin da subito un ranking elevato – riservato alle prime 4 posizioni della SERP, la pagina dei risultati – e portare nuovi visitatori al nostro sito.

In che modo queste 2 strategie possono divenire utili per esprimere una comunicazione di marketing efficace? Innanzitutto, fin da subito, attraverso lo studio delle parole chiave che i consumatori utilizzano per ricercare determinati risultati, riusciamo a mettere in mostra i prodotti e i servizi della nostra azienda, con tutti gli aggettivi a loro correlati che li rendono più appetibili sul mercato. In secondo luogo, grazie alla preliminare analisi della Buyer Persona, è possibile portare all’interno del proprio sito aziendale unicamente potenziali clienti a cui la nostra comunicazione di marketing può realmente interessare: si tratta di utenti a cui noi possiamo essere utili, che possono davvero cogliere la nostra mission aziendale e che vengono definiti “qualificati”.

Desideri conoscere più a fondo il mondo della SEO e della SEM? Ecco 3 letture che fanno al caso tuo:

#3 Sviluppare un piano editoriale per l’attività di copywriting

Continuiamo nel nostro percorso: dopo aver realizzato un sito che presenta tutte le carte in regola per esprimere al meglio la nostra identità aziendale e dopo averlo ottimizzato per i motori di ricerca, con lo scopo di portare traffico qualificato al suo interno. Una volta approdato sul sito, l’utente si aspetta di trovare una serie di contenuti che possano rispondere al bisogno che ha manifestato. È in questo momento che serve un’attività di copywriting.

Il copywriter è colui che redige articoli e contenuti testuali che risultino adatti al Web. Al contrario di quanto accade quando si scrive un libro o si apre un blog da “tempo libero”, i blog aziendali devono sottostare a rigide regole: i copywriter le conoscono a fondo e, nel redigere i loro articoli, ne tengono conto. Lo scopo principale è quello di rispondere alle domande dell’utente, dimostrando professionalità ai suoi occhi e spingendolo a compiere un’azione per entrare in contatto con noi. Per arrivare a raggiungere questo obiettivo, è necessario realizzare un piano editoriale per il blog aziendale.

Un piano editoriale permette di stabilire preventivamente quali argomenti verranno trattati all’interno del blog e, soprattutto, a quali keyword saranno correlati. L’ottimizzazione e la presenza sui motori di ricerca dei contenuti che pubblichiamo restano sempre un punto fisso della strategia. Gli argomenti, i titoli, i giorni di pubblicazione vengono stabiliti sulla base del pubblico di riferimento: esistono articoli che sono indirizzati verso utenti con conoscenze scarse che vogliono unicamente informarsi; altri articoli saranno invece rivolti verso coloro che presentano già qualche conoscenza in materia e intendono acquistare, ma non hanno ancora le idee molto chiare. Infine, alcuni articoli si rivolgono a coloro che sanno esattamente cosa vogliono e stanno cercando l’azienda che possa rispondere alle loro domande.

In che modo l’attività di copywriting è fondamentale per esprimere una comunicazione di marketing efficace? Si tratta del miglior modo per dare un tono di voce all’impresa: è il primo approccio del cliente con l’attività ed è per questo che è importante predisporre fin da subito un linguaggio che verrà perseguito anche nel resto degli articoli, come un lunghissimo filo conduttore. Teniamo presente che quando si scrive un articolo da pubblicare nel blog aziendale è come se si parlasse con l’utente, avendo dalla propria parte però il vantaggio di conoscere già il suo bisogno: è per questo che bisogna organizzare in modo efficace il piano editoriale per il blog, per riuscire a dare un’ottima prima impressione dell’azienda.

Di seguito trovi alcuni articoli dedicati all’argomento:

#4 Scegliere il canale adatto per comunicare al mondo la tua azienda

Dopo aver realizzato un sito ottimizzato per parole chiave pertinenti ed efficaci e dopo aver organizzato il calendario degli articoli che andremo a pubblicare, devi scegliere anche in che modo sviluppare una strategia di  “Lead Nurturing”. Di cosa si tratta? Letteralmente, parliamo di come “nutrire” un potenziale cliente, ossia come fare in modo di portare all’acquisto colui che si è già dimostrato precedentemente interessato alla nostra attività.

Se vuoi espandere i tuoi valori fondanti ad un pubblico estremamente ampio, puoi dare il via a una campagna sui Social Network. Anche in questo caso bisogna realizzare un piano editoriale per presentare i contenuti del sito all’interno della piattaforma, che porterà nuovo traffico al sito. Grazie a una comunicazione di marketing efficace che passa per i Social Network, sarà possibile richiamare l’attenzione di coloro che già erano entrati in contatto con noi, la cui conversione finale da potenziale cliente a cliente non è ancora avvenuta. La possibilità di segmentare il pubblico aiuta notevolmente: con le giuste accortezze, si possono presentare i post solo a coloro che si sono dimostrati interessati a determinati aspetti della nostra azienda, personalizzando la loro esperienza e conducendoli in punti precisi del nostro sito, destinati a loro e a nessun altro.

Se i Social Network non fanno per la tua azienda, sarà possibile realizzare una strategia improntata su altri canali. Per esempio, puoi sfruttare l’email marketing, che permette di inviare newsletter a liste di contatti prestabilite e segmentate. Al contrario di quanto si possa pensare, un’email non va inviata senza una logica di fondo: deve contenere immagini originali, testi invoglianti, un oggetto che spinga l’utente ad aprirla e un argomento interessante. Solo attenendosi a determinate regole, potremo fare in modo che il tasso di apertura dell’email sia elevato e che questa non risulti un fastidioso SPAM. Sempre nell’ambito della Lead Nurturing, puoi affidarti a ulteriori canali o combinare quelli già citati in più modi. L’obiettivo ultimo è quello di realizzare una comunicazione di marketing che possa creare interazione con l’utente e permettergli di ricordarsi a lungo della nostra azienda e di tornare quando manifesta nuovamente il bisogno.

Vuoi approfondire l’argomento? Leggi questi articoli:

In conclusione

In questo articolo abbiamo visto, step by step, cosa può fare NetStrategy per migliorare la tua comunicazione di marketing. Il primo passo verso questo obiettivo è dato dalla progettazione e dalla realizzazione di un sito web che sia inbound oriented, prima ancora che bello esteticamente: all’interno del sito deve essere creato un percorso dell’utente, affinché, passo dopo passo, arrivi all’acquisto. Questo step permette di esprimere una comunicazione solida per mezzo del sito, strumento fondamentale per il business al giorno d’oggi: tutto deve riprendere il logo, i colori, la proposta di valore dell’azienda.

Dopo aver realizzato un sito conforme al gusto dell’azienda cliente e all’interesse dell’utente che approda sul sito, si deve pensare a una strategia di SEO o SEM (o entrambi combinati), affinché il sito sia presente all’interno di Google, Bing e tutti gli altri motori di ricerca: ciò è molto importante perché consente all’utente di trovare l’azienda e, soprattutto, di conoscere fin da subito i suoi prodotti e servizi e le loro peculiarità. A questo step si aggiunge l’attività di copywriting, ossia di stesura degli articoli del blog. Questi si coordinano con keyword specifiche, trattano argomenti d’interesse e sono suddivisi in base alla tipologia di informazioni di cui necessita l’utente quando entra nel sito. Gli articoli permettono all’azienda di darsi una tonalità specifica di comunicazione.

Alla fine, verranno sfruttati canali mirati – Social Network o email, per esempio – per far tornare utenti che hanno manifestato un certo interesse ma che non hanno ancora acquistato o per attirarne di nuovi. Il linguaggio e lo stile comunicativo di questi canali riprenderà quello già presentato all’interno del sito. Grazie ad un processo di questo tipo, che riprende appieno la strategia di Inbound Marketing, sarà possibile offrire un messaggio univoco, creando la brand awareness nel potenziale cliente.

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Stefano Robbi

Stefano Robbi

C.E.O. di NetStrategy. Appassionato di digital marketing con forte propensione all’analisi quantitativa dei dati, ha dato vita al cuore digitale di NetStrategy® nel lontano 2009. Alla passione e alle competenze maturate sul campo nell’ambito del search marketing, Stefano può accostare una formazione specifica di marketing strategico, acquisita nel M.Sc. in Marketing Management all’Università Bocconi e nella pregressa esperienza presso Microsoft Italia.

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