<img height="1" width="1" src="https://www.facebook.com/tr?id=955744661221576&amp;ev=PageView &amp;noscript=1">
Il 19 luglio, 2019

Proprio così, sembrava un semplice test fuori dalla nostra portata, ma la scomparsa dei “like” di Instagram si è manifestata anche in Italia nella giornata di mercoledì 17 luglio 2019. Di cosa stiamo parlando? Alcuni mesi fa, il capo supremo di Facebook Mark Zuckerberg annunciò ad un’assemblea di tecnici e sviluppatori del famoso Social Network, l’intenzione di modificare – o per lo meno di provarci – uno dei metodi di interazione più utilizzati sulla piattaforma: il “like” a forma di cuore! Il processo di test, che ha avuto come primo soggetto di sperimentazione il Canada, è approdato anche sulla penisola italica scatenando reazioni di ogni sorta, dall’apprezzamento al disaccordo più totale. Questo potenziale upgrade, o downgrade a seconda dei punti di vista, potrebbe avere ripercussioni molto interessanti anche sul mondo patinato degli influencer e del web marketing legato ad essi. Il canale social che si basa sulla popolarità e sulla vanità sta per essere privato del suo metro di misura più importante. Cosa potrebbe succedere se ciò si verificasse veramente?

Like-di-Instagram

Perché Instagram vuole togliere i “like”?

Agenzie, influencer e aziende di tutto il mondo, siete pronti a cambiare le strategie di Instagram marketing fino ad ora implementate? Se il gruppo Facebook dovesse andare in fondo con l’aggiornamento di Instagram e togliere la possibilità di visualizzare il numero di “like” presenti sotto i post, non ci sarà molto da fare se non adeguarsi il cambiare social strategy.

Il perché di questa scelta drastica si nasconde dietro due grandi problemi della società moderna.

Cuore-Dot-RossoIl primo è la cosiddetta dipendenza da “like”, problema che affligge sia chi normalmente utilizza il canale social per svagarsi, ricavandone invece ansia da performance, sia chi lo utilizza per lavoro e ha bisogno di mantenere alta la propria brand authority attraverso il numero di “like” presenti sui post.

Cuore-Dot-RossoIl secondo problema invece è più ampio e si colloca in un ambiente comunicativo/business, dove il “mi piace” non è un semplice apprezzamento ma una vera e propria metrica da tenere in considerazione per le proprie strategie di marketing. Ecco che il contenuto visuale viene condiviso dall’influencer solo se in grado di generare quanti più “like” possibili, rendendolo così degno di nota e appetibile. In poche parole, più il tuo post riceve “mi piace” più la tua carriera da influencer ha successo e sponsor disposti a pagare per la tua visibilità.

Le dichiarazioni ufficiali di Tara Hopkins, Head of Public Policy Emea di Instagram, sono chiare e mettono in luce la volontà di Facebook di dare un taglio netto alla politica dei “like”, cercando di incentivare una user experience genuina e naturale. Meno macchinazioni, meno calcoli e dati superficiali, più qualità e contenuto.

Come puoi acquisire nuovi clienti tramite i social network? Scoprilo con una  consulenza.

Gli influencer: i più colpiti.

Chi potrebbe rimetterci, e anche in maniera abbastanza rilevante, sono gli influencer. Questa professione digitale, esplosa con l’avvento dei social media, si è consolidata con il tempo e ha trovato sempre più sbocchi di business. Il numero di follower e il numero di “like” che sono in grado di generare con un singolo post, sono due delle metriche più utilizzate dai brand per decidere a chi affidare la propria strategia di social e web marketing. Nascondendo una delle due metriche l’influencer viene privato della prova oggettiva della propria “influenza” solida ed efficace.

Il lavoro dell’influncer si basa sulla ricezione di “like” e come tale ogni post che viene pubblicato ha lo scopo di riceverne quanti più possibili. Perché sul profilo di Chiara Ferragni non troviamo praticamente mai soggetti differenti dalla sua persona? Perché il suo pubblico è interessato a vedere lei ed è più incline a mettere “mi piace” ad un’immagine che vede lei come protagonista.

Chiara Ferragni-1

Un’altra influencer italiana che ha un pubblico molto ampio sia all’estero che in Italia è Marzia Bisognin. Trasferitasi dall’Italia per amore, si fidanza con il famoso youtuber PewDiePie e la sua popolarità esplode. Grazie alla fama acquisita anche attraverso la sua relazione, decide di intraprendere la carriera di fashion blogger e influencer, ricevendo parecchi riconoscimenti di pubblico.

Marzia 1

Il soggetto è Marzia e il suo outfit. Questo post ha totalizzato 351.450 "cuoricini".

 

Marzia 2 - Sky

La tipologia di post è diversa: è più personale e artistico rispetto a quello visto precedentemente, il quale sponsorizza anche un brand (le scarpe che indossa). Questo post "diverso" ha totalizzato 164.484 "like", un numero molto inferirore rispetto alla media del suo canale.

 

Anche in questo caso la maggior parte dei post la vede protagonista, ma a differenza della Ferragni, Marzia ha deciso di dare un taglio più personale al suo canale, producendo contenuti di qualità a discapito del numero di “like”.

Quello che cerca di fare la dirigenza Facebook, dunque, è lasciare più libera la comunicazione di chi effettivamente lavora tramite il proprio canale Instagram, permettendogli di esprimere anche la propria personalità e sensibilità, oltre a mettere in mostra la propria persona. Il focus si sposta dalla quantità di “like” alla qualità del contenuto.

Certo, senza la metrica dei ““like”” sarà molto più difficile per gli influencer farsi notare dai brand e far emergere il proprio valore, ma è proprio qui che sta la sfida. Invece di tenere conto unicamente del numero di “mi piace”, si dovranno utilizzare altri metri di misura.

Cosa cambia a livello marketing e promozione?

L’influencer è uno degli “strumenti” di comunicazione più utilizzati nel panorama social: tramite il suo parco utenti, infatti, l’azienda riceve visibilità immediata e di qualità. A differenza della classica pubblicità in televisione, la promozione tramite influencer dà la possibilità ai brand di comunicare direttamente ad un pubblico potenzialmente interessato ai suoi prodotti, avendo come “plus” la stima e la considerazione di tale pubblico nei confronti dell’influencer. Nella maggior parte dei casi, infatti, l’influencer recensisce e parla del prodotto, dando consigli ed elencandone i pregi. In altri casi, invece, il prodotto o il brand viene solamente menzionato, innescando la curiosità nell’utente e spingendolo a informarsi.

Clio Makeup - Clinique

È quindi fondamentale per un brand andare a pescare l’influencer migliore nel mare di profili presenti su Instagram. Le tre metriche utilizzate per questa ricerca sono:

Cuore-Dot-RossoImpressions: con questa metrica è possibile dare un valore al lavoro di promozione dei contenuti. L’utilizzo di hashtag specifici e ben calibrati porta il post ad innalzare la sua visibilità, raggiungendo un buon numero di pubblico.

Cuore-Dot-RossoCopertura (Reach): per migliorare la copertura del post non sono sufficienti gli hashtag ma è fondamentale studiare il momento della giornata migliore nel quale postare. Con accorgimenti di questo tipo è possibile raggiungere un maggior numero di utenti interessati.

Cuore-Dot-RossoCoinvolgimento: questa è la metrica principale con cui un post e di conseguenza l’influencer viene valutato. L’engagament rate è dato dall’interazione che raggiunge il posto pubblicato, sia in termini di “mi piace”, che di commenti e ricondivisioni. Il dato che salta subito all’occhio è il numero di “like”, seguito poi dai commenti e dalle ricondivisioni.

Togliendo la possibilità di visualizzare il numero di “cuoricini” di un post, l’azienda deve per forza focalizzarsi sulle altre metriche e dare un maggiore peso alla qualità visual dell’immagine, il copy, gli hashtag, le impressions e la reach complessiva.

Trovare l’influencer ideale diventerà più difficile e più lungo, ma potrebbe essere meno dispendioso e più efficace lato coinvolgimento utente.  

Conclusioni


Per te che gestisci il tuo profilo instagram le cose non cambieranno, ovvero tu sarai ancora in grado di visualizzare il numero di “like” che il tuo post riceverà. Saranno tutti i tuoi follower a non vederlo! È un male? Non per forza. Con questa tattica la direzione Facebook vuole spingere verso una direzione comunicativa e contenutistica di maggiore qualità, evitando di dare troppa visibilità a contenuti stupidi o non appropriati. Ricordiamoci che al momento l’immagine che detiene più “like” al mondo su Instagram raffigura un uovo su sfondo bianco.

Uovo Instagram

I profili di qualità esistono già, comunque, e sono nati nonostante la battaglia dei “like”. Le grandi aziende si affidano a questi influencer, anche se non sono i più seguiti di Instagram, per promuovere i loro prodotti e per ricevere una buona visibilità da pubblici omogenei ed eterogenei. I brand che scelgono la qualità e una visibilità elevata ma non stratosferica ci sono, e senza i “like” questa tendenza è destinata ad aumentare. E ciò ci fa solo che piacere.

 

Cane Secco - ActionAid

Vuoi ricevere una consulenza sul mondo del Social Media Marketing e capire come andare a strutturare la tua nuova campagna social adesso che Instragram è in fase di cambiamento? Siamo qui per questo! Clicca qui e parliamo di come far crescere il tuo  progetto. 

 

Vuoi sfruttare facebook, instagram & linkedin per far crescere la tua azienda?

 

Condividi questo articolo

Giulia Montin

Social Media Manager - Immersa nel mondo dei social media da mattina a sera, Giulia ha alle spalle una laurea in Scienze e tecniche della comunicazione Grafica e Multimediale allo IUSVE di Verona e una specializzazione in Web Marketing & Digital Communication. Il suo amore per il social media marketing è pari solo a quello per il caffè e, a colpi di post su Facebook e storie su Instagram, Giulia è diventata l’asso nella manica di NetStrategy nell’ambito social.

Lascia un commento