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Il Real Time Penguin Update è arrivato: 5 caratteristiche di Google Penguin 4.0

 Il tanto atteso e discusso Google Penguin 4.0 è arrivato: e adesso? Se temi che il tuo sito possa essere penalizzato o vuoi accertarti di aver fatto tutto il necessario per evitarlo, hai trovato l'articolo giusto. Ti illustriamo 5 delle caratteristiche principali di questo Google Update finora emerse, le ripercussioni che possono avere sul tuo sito e alcune soluzioni che puoi adottare. Ricorda: anche in ambito SEO, sapere è potere!

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Il Real Time Penguin Update è arrivato: 5 caratteristiche di Google Penguin 4.0

 Il tanto atteso e discusso Google Penguin 4.0 è arrivato: e adesso? Se temi che il tuo sito possa essere penalizzato o vuoi accertarti di aver fatto tutto il necessario per evitarlo, hai trovato l'articolo giusto. Ti illustriamo 5 delle caratteristiche principali di questo Google Update finora emerse, le ripercussioni che possono avere sul tuo sito e alcune soluzioni che puoi adottare. Ricorda: anche in ambito SEO, sapere è potere!

penguin happens

 

Come abbiamo spiegato in un precedente articolo, due settimane fa, la release di Google Penguin 4.0 annunciata nell’Ottobre 2015 era ormai un orizzonte imminente. Ebbene, da qualche giorno è diventato una realtà concreta: il tanto atteso Penguin Update è online.

Atteso lo era, certo, ma non proprio con l’entusiasmo di un bambino che freme per aprire i regali di Natale. Non da tutti, se non altro. Ciò di cui stiamo parlando, ricordiamolo, è infatti l’aggiornamento di un algoritmo introdotto da Google per la prima volta in Aprile del 2012. Il compito di questa formula era ed è quello di monitorare la qualità dei siti web in particolare sotto gli aspetti riguardanti il profilo di link.

L’istituzione originaria di questo nuovo strumento ha avuto non poche ripercussioni sui siti di aziende, professionisti, enti e privati. Non solo in termini di puro ranking, ma anche di traffico organico e di guadagno. Se infatti il tuo sito non è visibile su Google, gli utenti non ti troveranno, non visiteranno le tue pagine e non alimenteranno il tuo business.

Tanto i link detengono un ruolo chiave per la SEO se sono buoni, altrettanto minano l’autorevolezza di un sito nel caso siano ingannevoli, basati su spam o poco controllati sotto diversi altri punti di vista. Per un approfondimento sulle caratteristiche dei link e su come costruire su di essi una efficace strategia di ottimizzazione rimandiamo al nostro articolo che parla di diverse strategie di Link Building.

Per tutti questi motivi, la prospettiva di una versione progredita e potenziata di Google Penguin ha creato non poche ansie in imprenditori, web master e operatori del marketing online. Ma, secondo la nostra agenzia SEO, a questo c’è una soluzione piuttosto semplice: farsi trovare pronti e ben informati.

Nel precedente articolo a proposito di Penguin 4.0 abbiamo presentato una serie di consigli su come attrezzarsi per essere preparati all’esame di Penguin 4.0. Oggi, all’indomani dalla sua release e quindi con diversi dati in più a disposizione, proseguiamo su questa linea ed elenchiamo 5 caratteristiche di Google Penguin 4.0 che possiamo osservare dal vivo.

Conoscerle nel dettaglio ti aiuterà non solo ad evitare la penalizzazione, ma anche a scoprire quale strada seguire per migliorare al massimo il tuo sito così che venga preferito a quello dei tuoi competitor sia da Google che dai tuoi potenziali clienti. Partiamo!

icon-1a1- Integrato nell’algoritmo "madre" di Google

Questo significa, in parole povere, che Penguin 4.0 è diventato un organo costitutivo dell’algoritmo principale di Google, quello che regola il ranking. Non è insomma una parte opzionale, un satellite della formula matematica che determina il posizionamento dei diversi siti web, bensì una parte sostanziale del cuore pulsante di Google.

Lo stesso provvedimento è stato adottato anche per Panda - qualche tempo fa - e per circa altri 200 diversi fattori di ranking che sappiamo essere i criteri di valutazione dei nostri siti ed i responsabili della rispettiva posizione tra i risultati di ricerca.

Agli occhi degli utenti che consultano le SERP (Search Engine Result Pages), questa incorporazione di Penguin nell’algoritmo principale non comporterà alcun impatto evidente. Ciò che cambia è però visibile da una prospettiva SEO: sia a livello concettuale che per altri aspetti che andremo a descrivere nei prossimi punti.

icon-5a2- Refresh in tempo reale

Di questo si è parlato già lungamente fin dal primo annuncio ufficiale del nuovo Penguin Update nell’Ottobre 2025. Confermiamo che l’algoritmo è caratterizzato da un elemento di real-time, che renderà evidente in tempi molto più rapidi ogni impatto – negativo o positivo – delle tue azioni sul tuo sito. Per capire appieno in cosa consista servono delle precisazioni.

In passato, i siti con pessimi profili di link avevano la possibilità di campare più o meno dignitosamente anche per periodi relativamente lunghi. Questo perché il rilevamento della scarsa qualità del sito da parte di Google e il conseguente provvedimento di penalizzazione potevano avvenire solo al momento del rilascio dell’aggiornamento algoritmico.

Per risanare poi il tuo sito da una penalizzazione ad opera di Google Penguin avresti dovuto innanzitutto attuare gli opportuni provvedimenti di recovery. Dopodiché, avresti dovuto aspettare pazientemente – e talvolta anche per diversi mesi – il successivo aggiornamento algoritmico affinché le tue pagine fossero re-indicizzate e le tue migliorie sortissero i dovuti risultati in termini di ranking.

Oggi questo non accadrà più dal momento che Penguin non necessiterà di aggiornamenti “epocali”, bensì verrà mantenuto costantemente up to date. Affinché quindi il ranking di una pagina precedentemente penalizzata venga rivalutato non sarà più necessario aspettare dei mesi, ma basterà un refresh.

Ancora non è chiaro? Spieghiamo ulteriormente. Ogni volta che Google manda il proprio crawler a scansionare una pagina, oggi questa viene analizzata anche sotto il profilo dei suoi link: i disavow vengono processati e il googlebot rileva immediatamente che il brutto link in questione non è più presente. Perché la reputazione della pagina venga ripulita sono insomma sufficienti una nuova scansione e re-indicizzazione da parte del motore di ricerca.

Hai perso posizioni dopo un aggiornamento? Recupera con noi!

icon-4a3- Ultimo aggiornamento

Da quanto abbiamo detto nei precedenti punti 1 e 2 possiamo facilmente dedurre che questo Penguin Update 4.0 sarà anche l’ultimo. È ovvio che l’algoritmo subirà ancora perfezionamenti; questi però non saranno eventi straordinari, promossi e commentati da Google pubblicamente, bensì operazioni di ordinaria manutenzione e normale routine.

Essendo inoltre integrato del core-algorithm e in real-time, da ora in poi Penguin potrebbe quasi passare inosservato anche agli occhi dei SEO specialist. È probabile infatti che non noteremo più macro-cambiamenti né ondate di penalizzazioni grazie al refresh che avverrà ad ogni nuova scansione dai parte dei crawler.

icon-3a4- Operativo per tutti i paesi e tutte le lingue

Il Penguin Update interessa le ricerche su Google provenienti da qualunque paese e per qualunque lingua. È successo che gli aggiornamenti algoritmici abbiano sperimentato delle release che potremmo definire scalari, uscite cioè prima per una nazione e poi per altre in successione. Nel caso di Penguin 4.0, invece, il rilascio è avvenuto simultaneamente per tutti gli utenti di Google, indipendentemente dalla lingua selezionata e dalla zona di connessione.

icon-2a5- Granularità

Il termine “granularità” indica la misura, la portata, il livello di dettaglio o la profondità di penetrazione che caratterizza un modello, un oggetto, un modello o un processo. Questo termine è usato in diversi contesti semantici ed in ciascuno assume differenti sfumature, perciò il suo significato si presta spesso a differenti interpretazioni.

Cosa Google intenda di preciso descrivendo Penguin 4.0 più granulare non è infatti del tutto chiaro. Quel che è certo è che questa caratteristica non implica che la penalizzazione di Penguin potrà semplicemente colpire singole pagine: anche avere link “spammosi” su una sola URL continuerà ad impattare sull’intero sito web.

Secondo noi, una maggiore granularità di questo Update potrebbe stare a significare che il controllo sulla qualità del profilo di link si un sito è oggi molto più capillare, scende cioè ad un livello di dettaglio molto più approfondito ed è in grado di valutare e rilevare dati puntuali e microscopici.

L’algoritmo di Google si può ora concentrare non solo sui siti, ma anche su specifiche pagine alle quali i link tossici puntano. Rilevare una pagina di spam nascosta all’interno di un sito apparentemente autorevole è un’operazione molto complessa che richiede, appunto, una granularità molto avanzata da parte della formula di scansione.

Cosa fare ora?

Se hai curato l’ottimizzazione SEO del tuo sito web, applicato su di esso provvedimenti di white-hat SEO e controllato periodicamente il relativo profilo di link con una puntuale Audit, allora non hai che da proseguire sulla stessa via. Data la più alta granularità del codice algoritmico della quale abbiamo appena parlato, è bene prestare molta attenzione anche al monitoraggio di ogni subdominio e pagina specifica a cadenza regolare.

Google stesso ha fornito diverse linee guida sulla qualità dei link e l’introduzione del cosiddetto real-time Penguin non ha costituito occasione di rettifiche o cambiamenti al loro interno. Lo stesso si può dire sulle indicazioni in merito al disavow: rimane una più che valida valida opzione da applicare ai bad link, anche se il consiglio di Google è di tentare sempre la rimozione di questi link.

Conclusione

Nell’ultimo anno si è fatto molto rumore attorno a Google Penguin 4.0, da pochi giorni operativo. Un aggiornamento importante, molto atteso e che presenta diverse caratteristiche innovative: è integrato nel core algorithm, opera in real-time, costituisce l’ultimo del suo genere, è attivo in ogni paese e lingua ed ha granularità molto più alta rispetto alle precedenti release.

Una delle considerazioni più importanti che tutti questi aspetti portano a notare è come Penguin sia oggi più che mai un singolo pezzo fra altre centinaia nel puzzle algoritmico di Google. Questo vuol dire, tra le altre cose, che per quanta influenza i link possano avere sul ranking esiste una miriade di altri fattori che richiede l’attenzione degli agenti SEO.

I siti web e le pagine che li compongono sono creature complesse, che possono dare molto ma che necessitano di essere adottate, gestite e monitorate con grande cura. Fare SEO non può essere un’attività una tantum, sporadica o da rispolverare giusto alle soglie di un nuovo aggiornamento negli algoritmi di Google.

Hai trattato il tuo sito con la proverbiale cura del buon padre di famiglia, fino ad oggi? Se hai bisogno di un mano per scoprire se il tuo sito è stato penalizzato o semplicemente per applicare i nostri consigli, contatta la nostra agenzia di Web Marketing! E, se questo articolo ti è stato utile, lasciaci anche un commento nell'apposita sezione qui sotto.

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Stefano Robbi

C.E.O. di NetStrategy. Appassionato di digital marketing con forte propensione all'analisi quantitativa dei dati, ha dato vita al cuore digitale di NetStrategy® nel lontano 2009. Alla passione e alle competenze maturate sul campo nell’ambito del search marketing, Stefano può accostare una formazione specifica di marketing strategico, acquisita nel M.Sc. in Marketing Management all'Università Bocconi e nella pregressa esperienza presso Microsoft Italia.

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