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Il 21 novembre, 2018
Topic SEO

Come in ogni competizione, anche quando si decide di imprimere la propria presenza sui motori di ricerca le prime posizioni sono sempre le più ambite. È per questo motivo che spesso si accende una tanto intrigante quanto agguerrita battaglia per chi riuscirà a vincere il trofeo più importante di tutti: proprio come la Champions League nel calcio o il Gran Premio di Formula 1, le aziende che entrano a far parte del mondo del web combattono fino all’ultimo sangue per la prima posizione. Chi la spunterà? Quali sono i business che riescono a divenire primi su Google e attraverso quali strategie ci riescono? Lo scopriamo in questa guida.

primi su google

Premessa: quanto è importante essere primi su Google?

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Perché perdere tempo nella battaglia estenuante di diventare primi su Google? Vale davvero la pena di investire tempo e denaro in strategie di marketing online in questo senso? Dipende. Se pensi di gestire un’azienda strutturalmente avviata, con una forte brand awareness, puoi anche lasciare perdere: imprese del calibro di Nike, Mc Donald’s, Barilla e simili non hanno certamente bisogno di dichiarare guerra a nessuno per vincere perché partono già in vantaggio. La loro buona parte di visitatori provenienti dalla ricerca diretta (ossia, inserendo semplicemente il nome dell’azienda nella barra di ricerca) li hanno comunque.

Ma siccome la maggior parte delle imprese, purtroppo, non rientra in questa categoria, possiamo dire che: sì, è fondamentale essere primi su Google alle soglie del 2019 e sì, ne vale la pena. Facciamo un esempio concreto per capire meglio il perché di questa affermazione. Poniamo il caso che la nostra azienda produca pezzi di arredamento made in Italy. Un utente che è in procinto di arredare la sua nuova casa digita su Google la parola chiave “camera da letto di qualità”. Tu sei in seconda posizione e il tuo più acerrimo competitor è al primo posto. L’utente non conosce nessuna delle 2 aziende e, ovviamente, clicca sul primo risultato: al suo interno trova la risposta che cerca e decide di acquistare la camera da letto dal tuo più acerrimo competitor. Ora, tu eri solamente in seconda posizione eppure hai perso comunque un cliente e, quindi, la possibilità di aumentare il tuo fatturato. Per di più, il cliente ha riempito il portafoglio della concorrenza. Fa male solo il pensiero, vero? Ebbene, questo è il motivo principale per cui la tua strategia dev’essere improntata all’obiettivo di divenire primo su Google.

Il fatto di perdere potenziali clienti dev’essere uno dei principali motivi che ti spingono ad avere questo obiettivo, ma ce ne sono altri. Prima di tutto, grazie alla prima posizione su Google puoi costruire un’importante brand awareness, mettendo in evidenza la tua azienda e facendo in modo che l’utente ne ricordi il nome, il logo, il colore distintivo, i valori e il core business. In secondo luogo, ti fai trovare esattamente nel momento in cui l’utente sta ricercando qualcosa: al contrario di ciò che succede con la pubblicità alla televisione o prima di guardare un video di YouTube, che interrompono l’azione che sta svolgendo il consumatore, in questo caso l’azienda si fa trovare ad una sua ricerca. in questo modo, non provochi nessun fastidio e risulti semplicemente essere la risposta alla domanda di un utente.

Ora che abbiamo fatto questo excursus, iniziamo a capire meglio come è possibile divenire primi su Google. Esistono 2 strade per poter raggiungere la prima posizione, le strategia della SEO e della SEM. Non ti preoccupare se per il momento ti sembrano termini stranissimi e, magari, addirittura poco gradevoli: avremo modo di approfondirli nel corso dell’articolo. Se non hai tempo di leggere o sei particolarmente pigro, di seguito trovi un video, proveniente dal canale di NetStrategy su YouTube, che racchiude i concetti principali che tratteremo nei prossimi paragrafi:

 

 

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#1 SEO, aumenta le visite “naturali” al tuo sito

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Il primo punto focale del nostro articolo si basa su tutte quelle attività che ci permettono di richiamare al sito utenti provenienti da risultati naturali, e non da annunci a pagamento. È il principio su cui si basa la SEO. Scopriamo cosa ruota attorno a questo affascinante mondo.

Cos’è la SEO?

Iniziamo con l’ottimizzazione per i motori di ricerca, o Search Engine Optimization: questa strategia, che racchiude in sé attività da svolgere sul sito e attività da svolgere al di fuori del sito, ha lo scopo di attirare visite “naturali”. Che cosa si intende con questo termine? Una visita naturale è una visita che non viene pagata: in pratica, un utente digita una determinata keyword – parola chiave – e la nostra pagina appare tra le primissime posizioni. Questo succede quando i nostri contenuti vengono costruiti appositamente per “strizzare l’occhio” ai numerosissimi algoritmi di Google e vengono, quindi, considerati “di qualità” dal sommo motore di ricerca. L’unico costo previsto in questo senso dalla tua azienda riguarda il lavoro di uno SEO specialist, che si occupa proprio di rendere il tuo sito consono ai princìpi di Google, o di un consulente SEO, nel caso volessi svolgere autonomamente le diverse attività.

Quali sono gli obiettivi della SEO?

Come dicevamo, l’ottimizzazione per i motori di ricerca presenta 2 obiettivi principali:

  • Attirare visite “naturali” – che vengono definite in termine tecnico “organiche” – al sito per far conoscere l’azienda e le sue caratteristiche all’utente;
  • Migliorare la User Experience all’interno del sito. Che cosa indica questo termine così particolare? Non è nient’altro che l’esperienza che l’utente compie quando si trova nel sito: rimane piacevolmente nelle diverse pagine o scappa a gambe levate? Google, in questo senso, si basa su algoritmi molto rigidi, che mettono costantemente l’utente al centro di tutto: è per questo che per ottenere un posizionamento elevato bisogna disporre di un sito veloce, che si legga ottimamente anche dai dispositivi mobili (smartphone e tablet) e che presenti contenuti pertinenti. Ma di questo parleremo in seguito.

Quando si decide di dare il via ad un processo di SEO bisogna considerare che questa strategia presenta obiettivi nel medio-lungo periodo: è impensabile ottimizzare una pagina oggi e sperare di ottenere visite organiche già domani, perché ci vogliono minimo 3 mesi prima che Google decida in quale posizione meritiamo di stare. Tuttavia, se è vero che i risultati arrivano nel medio-lungo periodo, è anche vero che sono destinati a durare nel tempo: anche se Google modifica spesso i propri algoritmi, l’idea di base – quella di mettere l’utente al centro di tutto – resta sempre la stessa.

Chi è degno di essere tra i primi su Google per la SEO?

Partiamo dal presupposto che l’obiettivo principale di Google e, quindi, il criterio di classifica dei diversi risultati dipende unicamente da un concetto: quello di offrire sempre il miglior risultato per l’utente. Ciò significa che, per fare in modo che la maggior parte dei consumatori si affidi a questo motore di ricerca, Google sceglie accuratamente quali pagine mettere in evidenza e quali no.

Giunti a questo punto, quindi, ci domandiamo: chi è degno di essere tra i primi su Google per i risultati organici, naturali? Come dicevamo, la strategia di SEO si suddivide in attività sul sito (on site) e attività esterne al sito (off site). A livello di attività on site, il sito dovrebbe possedere le seguenti caratteristiche:

  • Velocità. È fondamentale che il sito non presenti tempi di caricamento estremamente lunghi per non spazientire l’utente: Google si accorge facilmente quando una pagina risulta troppo lenta e la penalizza. Se vuoi essere sicuro di non incorrere in questo problema, puoi utilizzare un tool che lo stesso motore di ricerca mette a tua disposizione per conoscere la velocità del tuo sito sia da dispositivo fisso sia da dispositivo mobile: Page Speed Insight.
  • Visualizzazione da mobile. Al giorno d’oggi la maggior parte degli utenti utilizza lo smartphone per ricercare informazioni o prodotti specifici su Google: avere un sito non ottimizzato per i dispositivi mobili può essere, quindi, controproducente.
  • Meta title e meta description. I cosiddetti “meta tag” sono elementi fondamentali per la SEO: ogni pagina deve contenere un titolo e una brevissima descrizione per poter essere posizionata per le parole chiave giuste e, allo stesso tempo, invogliare l’utente a cliccare sul risultato.
  • Immagini ottimizzate. Dare il via ad un processo di SEO immagini è fondamentale per aumentare il proprio posizionamento. Le immagini non devono essere eccessivamente pesanti e devono contenere nell’alt tag la keyword per la quale ci si vuole posizionare, nell’ottica di far sapere a Google di cosa trattano.

 

 

  • Contenuti originali. I cosiddetti “contenuti duplicati”, ossia i testi che risultano identici all’interno dello stesso dominio o tra domini differenti vengono penalizzati pesantemente da Google, che premia l’originalità.
  • Contenuti lunghi ed approfonditi. Prova ad immaginare di cercare un’informazione su Google, di entrare nel risultato presente in prima posizione e di trovare una risposta di 3 parole. Deludente, vero? Ecco, il sommo motore di ricerca vuole evitare che l’utente decida di non affidarsi più a lui e, per questo, predilige le pagine esaurienti ed approfondite.

Per riuscire nell’intento di avere un sito ottimizzato è necessario, possibilmente ancora prima della creazione del sito stesso, effettuare un’analisi approfondita delle parole chiave giuste per la tua azienda. In questo modo sarà possibile conoscere anticipatamente le keyword per le quali si vuole essere primi su Google e, successivamente, improntare l’intera struttura interna del sito e del blog sulla base di queste.

E cosa succede, invece, con le attività off site? Per Google è fondamentale che il sito, oltre a crearsi autorevolezza da solo attraverso le strategie on site, acquisisca la fiducia del mondo del web. In che modo è possibile raggiungere questi risultati per essere primi su Google? Esistono principalmente 2 fattori che il motore di ricerca valuta in modo positivo:

  • Backlink. Si tratta dei link in entrata, ossia quei link che il tuo sito ottiene da siti terzi. Quando qualcuno ti “linka”, significa che ha stima di te e che valuta positivamente il tuo sito: nessuno, infatti, sarebbe così masochista da linkare un sito scarso e poco efficace. È per questo motivo che, maggiore sarà il numero di backlink che avrai a tua disposizione, maggiori saranno anche le probabilità che Google decida di inserirti tra le prime posizioni.
  • Social Media Marketing. L’attività sui Social Network aiuta ad aumentare la brand reputation online della tua azienda: utilizzare costantemente i Social Media e condividere al loro interno gli articoli e i contenuti del sito ti permette di essere visto in modo positivo dal motore di ricerca.

Questi sono i principali fattori su cui Google basa la propria scelta, ma, ovviamente, il mondo della SEO è vastissimo. Scoprilo da cima a fondo grazie alle seguenti letture:

Come sempre, puoi accedere anche ai nostri video per ottenere ulteriori informazioni:

 

 

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#2 SEM, porta visitatori al sito da annunci sponsorizzati

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Un altro modo per divenire primi su Google riguarda la creazione di annunci sponsorizzati, ossia a pagamento, che seguendo determinati criteri possano ottenere il massimo della visibilità. Le attività di realizzazione e monitoraggio degli annunci rientrano nella strategia di SEM, di cui parleremo ora.

Cos’è la strategia SEM?

Finora ci siamo concentrati sulle visite organiche che può ottenere il nostro sito quando si trova in prima posizione su Google. Ora faremo un ulteriore passo in avanti e studieremo una strategia incentrata sugli annunci a pagamento: la SEM. L’acronimo sta per Search Engine Marketing: fino a qualche anno fa questo termine veniva utilizzato per indicare tutte le attività che si possono svolgere sui motori di ricerca e, quindi, anche la SEO. Successivamente, però, il termine venne limitato unicamente agli annunci sponsorizzati, volti a mettere in evidenza le diverse pagine del sito e, di conseguenza, ad aumentare le visite . Grazie alla strategia di SEM, infatti, puoi pagare il motore di ricerca per raggiungere le prime posizioni nel più breve tempo possibile. Potrebbe sembrare un’attività semplice da attuare. In realtà, non è tutto così intuitivo ed è per questo che molto spesso le aziende decidono di affidarsi ad un’agenzia web in cui sia presente un SEM specialist.

Quali sono gli obiettivi della SEM?

Come per la SEO, anche la strategia di SEM presenta 2 obiettivi principali:

  • Attirare visite al sito tramite annunci a pagamento. In pratica, alla ricerca di una determinata parola chiave da parte dell’utente, il tuo annuncio sponsorizzato apparirà tra le prime posizioni e lui sarà invogliato a cliccarci sopra;
  • Portare al sito traffico qualificato e targettizzato. Gli annunci sponsorizzati sono costruiti per avere un target di riferimento specifico. Per esempio, se gestisci una cancelleria, potrai rendere visibile il tuo annuncio a coloro che hanno già cercato, in passato, la keyword “penne nere”, proponendo una super offerta. Grazie a questo fattore, che risulta rilevante soprattutto se la tua attività si rivolge ad un pubblico eterogeneo, potrai attirare al tuo sito utenti a cui tu, effettivamente, puoi soddisfare una necessità.

In questo contesto risulta necessario specificare che gli obiettivi che si impone la strategia di SEM sono a breve, brevissimo termine: già dopo la pubblicazione dell’annuncio, se questo è stato fatto con le dovute accortezze, dovresti constatare un aumento delle visite a pagamento sul tuo sito. Il risvolto della medaglia è che, purtroppo, i risultati durano giusto il tempo della campagna: una volta spenti i riflettori sull’annuncio, sarà impossibile ottenere ulteriore traffico e, a quel punto, sarà necessario accendere una nuova campagna o dare il via ad un processo di ottimizzazione SEO. Possiamo quindi sostenere che per ottenere risultati duraturi nel tempo attraverso la strategia di SEM è obbligatorio mantenere costantemente accese le campagne di annunci sponsorizzati.

Chi è degno di essere tra i primi su Google con la strategia di SEM?

Se in questo momento stai pensando: “Wow! Ora inizio a creare annunci a pagamento per essere primo su Google in pochissimo tempo!” stai sbagliando. Come per la SEO, anche la SEM richiede una strategia di fondo per fare in modo che le tue campagne ottengano il consenso di Google e vengano inserite in posizione zero, quel posticino tanto comodo che ti permette di ottenere il massimo della visibilità. Anche per gli annunci a pagamento, infatti, si instaura una lotta tra i diversi siti e dovrai sgomitare non poco per vincerla.

Ma partiamo dal principio, per rendere tutto più chiaro: gli annunci sponsorizzati su Google vengono creati attraverso Google Ads, un tool messo a disposizione gratuitamente dal motore di ricerca per dare il via ad un’efficace strategia di SEM. Dopo aver realizzato il tuo annuncio, studiando le parole chiave per le quali vuoi ottenere il posizionamento e creando un testo attrattivo per l’utente, si instaurerà una cosiddetta “asta”. L’asta sarà automatica e, al termine di questa, Google offrirà ad ogni campagna un quality score, ossia un punteggio di qualità, che va da 1 a 10. Fai bene attenzione a questo concetto, perché sarà proprio sulla base di questo score che il motore di ricerca deciderà se farti diventare primo.

Ma su cosa si basa il quality score di Google? Il motore di ricerca offre un punteggio su:

  • Click Through Rate previsto. Google fa una stima di quanti vedranno l’annuncio e quanti, effettivamente, decideranno di cliccarci sopra. Se questo valore risulta basso, probabilmente il motore di ricerca considera l’annuncio di scarsa qualità: prova a modificarne il contenuto;
  • Pertinenza dell’annuncio con le parole chiave. Ovviamente, l’annuncio deve essere coerente con la keyword ricercata dall’utente, e, quindi, con il bisogno che ha manifestato;
  • Efficacia dell’annuncio e, soprattutto, della landing page, ossia la pagina a cui l’annuncio rimanda. Se non hai una landing page presente nel tuo sito e rimandi tutto alla home page, è più probabile che questo punteggio sia basso: la landing page dev’essere specifica per la richiesta che ha fatto l’utente nel momento in cui cercava una determinata

Oltre a queste caratteristiche, anche il bid price massimo, ossia il budget complessivo previsto per gli annunci, detiene particolare importanza nella scelta di Google.

Come avrai già constatato tu stesso, per poter essere degno di apparire tra i primi risultati su Google è essenziale che il quality score sia particolarmente elevato. Per fare ciò è necessario non solo avere delle ottime basi di Google Ads e conoscere a fondo i parametri su cui il motore di ricerca basa la propria decisione finale, ma anche monitorare costantemente le campagne: potrebbe apparire come uno step superficiale e di scarsa importanza, ma non è così. Il controllo dell’andamento degli annunci è fondamentale quando si dà il via ad una strategia di SEM: se noti che non sei ancora in prima posizione, dovrai constatare quale fattore del quality score si presenta particolarmente basso e, successivamente, provvedere per aumentarlo. Ricorda che la formula per calcolare il ranking, ossia il posizionamento dell’annuncio, in genere è questa:

Ranking dell’annuncio = (Costo per click massimo) x (Punteggio di qualità)

Tienila ben presente nel momento in cui realizzi le tue campagne per Google AdWords, per riuscire a massimizzare le performance di ogni tuo annuncio. Se vuoi conoscere più a fondo il mondo della SEM, leggi l’articolo dedicato: “Sfruttare il Google Advertising: come e perché”.

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Qual è la strategia migliore per la tua azienda?

quale strategia

Dopo aver parlato a lungo sia della SEO sia della SEM e aver creato una prospettiva d’insieme dell’argomento su come divenire primi su Google, sono quasi sicura che la domanda uscirà spontanea: quale potrebbe essere la strategia migliore per la tua azienda? La verità è che, come nella maggior parte dei casi, dipende da molteplici fattori e tu dovresti, prima di tutto, porti i seguenti quesiti:

  • Entro quanto voglio ottenere i risultati? Come abbiamo visto, la strategia di SEM porterà risultati immediati in termini di visite e di ROI all’interno della tua azienda; la SEO, invece, rappresenta una strategia a medio-lungo termine, di cui difficilmente si vedranno gli effetti prima dei 3 mesi. Se, quindi, sei impaziente di raggiungere la prima posizione, punta tutto sulla SEM; se, invece, vuoi costruire una base per il tuo futuro, dai il via ad una strategia di ottimizzazione dei motori di ricerca: in questo senso, potremmo fare l’esempio del contadino che semina e, a distanza di mesi, raccoglie i numerosi frutti maturi che ne sono derivati.
  • Desidero risultati che durino nel tempo? La SEO, anche se impiega maggior tempo ad entrare in circolo, garantisce che i propri effetti sul tuo sito saranno presenti anche a diversi anni di distanza. La SEM, invece, si esaurisce nel momento stesso in cui decidi di spegnere una campagna su Google Ads. Se, quindi, necessiti di una strategia costante, la SEO può essere la soluzione adatta a te; se sei già molto attivo nel campo del marketing offline e vuoi semplicemente incrementare le vendite in un determinato periodo dell’anno, puoi puntare sulla SEM.
  • Ho già un sito ben strutturato o voglio realizzare un restyling del sito che si basi sull’ottimizzazione per i motori di ricerca? In questo caso, se il tuo sito è già efficace, puoi decidere di dare il via ad una campagna di SEM per spingerlo ulteriormente. Invece, se noti parecchie carenze all’interno del sito, potresti prendere come punto di riferimento gli algoritmi imposti da Google per realizzare un sito già ottimizzato per i motori di ricerca.

Al termine di questo percorso mi premeva rendere più chiari i concetti con cui siamo entrati in contatto nel corso dell’articolo. Ecco, quindi, una tabella riassuntiva:

Search Engine Optimization

Search Engine Marketing

I risultati arrivano nel corso dei mesi

I risultati sono immediati

Gli effetti durano nel tempo

Gli effetti vengono meno nel momento in cui si spengono le campagne

Viene pagato il SEO specialist

Il costo è dato dal budget previsto per le campagne e, eventualmente, dal SEM specialist

Segue gli algoritmi di Google

Segue il quality score di Google Ads

I visitatori arrivano dai risultati organici

I visitatori arrivano dagli annunci a pagamento

Comprende molteplici attività, sia on site che off site

Non comprende attività on site

Permette la creazione di un sito efficace per i motori di ricerca e per l’utente

Non interviene sul sito

 

Conclusione

In questo articolo abbiamo visto come diventare primi su Google: si tratta di una bella sfida, soprattutto perché la concorrenza è sempre più elevata. Esistono sostanzialmente 2 strategie per raggiungere l’obiettivo prefissato, quello di un ottimo posizionamento: ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) e Search Engine Marketing (SEM). Queste 2 strategie presentano caratteristiche diverse, a cui corrispondono effetti differenti. Nel caso della SEO, parliamo di una strategia che sfrutta le potenzialità del posizionamento organico: l’obiettivo è quello di perseguire gli algoritmi dei motori di ricerca per ottenere ranking. I risultati, ovviamente, non sono immediati, ma gli effetti durano nel corso degli anni. Al contrario, la strategia di SEM prevede la creazione di una serie di annunci a pagamento che attireranno l’utente all’interno del sito. In questo caso i risultati sono immediati, ma le visite sponsorizzate si concludono nel momento esatto in cui si concludono anche le campagne.

Come avrai constatato, è importante conoscere bene le differenze tra le 2 strategie, nell’ottica di scegliere quella che più si addice alle tue esigenze. E tu, pensi che per portare la tua azienda tra i primi risultati su Google possa essere più efficace la strategia di SEO o di SEM? Contattami direttamente o prenota una consulenza: sulla base dei tuoi obiettivi e delle tue richieste, costruire la strategia su misura per la tua attività!

Vuoi arrivare primo su Google? Scopri come puoi farlo!

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Letizia Poltronieri

Copywriter & Content Creator - Mossa da una grande passione per la scrittura, Letizia si è laureata in Lingue e Culture per l’Editoria all’Università di Verona, accrescendo le sue conoscenze nell’ambito della comunicazione anche in diverse lingue straniere. Con una buona conoscenza di inglese e tedesco (e molto altro), fin da giovanissima ha fatto esperienza nel campo del giornalismo e dell’editoria. Letizia ama viaggiare tanto tra le parole quanto per l’Italia e oggi, per NetStrategy, si occupa della gestione del reparto di Content Marketing.

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