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Il 5 agosto, 2016
Topic SEO

Terza puntata della saga che analizza le convinzioni fuorvianti o solo parzialmente corrette a proposito di SEO 2016. Siamo a buon punto con la pulizia di quanto sappiamo su come fare oggi Search Engine Optimization, ma c’è ancora diverso lavoro da fare. Addentriamoci subito in ulteriori 3 chiarimenti che renderanno aiuteranno la tua SEO – e con essa i tuoi affari – a conquistare un meritato successo online.

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Come ogni parte terza che si rispetti, questo post prosegue il lavoro iniziato nell'articolo sui falsi miti parte prima ed approfondito in una seconda tappa. L’obiettivo che la nostra agenzia di Web Marketing e SEO si è prefissata è quello di individuare e raddrizzare le imprecisioni in materia di SEO nel 2016 che ci capita più frequentemente di riscontrare durante il nostro lavoro di consulenza e Web Marketing operativo.

Per le prossime righe abbiamo in programma di sfatare 3 falsi miti sulla Search Engine Optimization, i quali – aggiunti ai 6 che abbiamo già illustrato – ci portano ad una buona base sulla quale poter elaborare una valida strategia di SEO. Ciò non significa che il lavoro sia esaurito, certo; ma se il motto “Roma non fu costruita in un giorno” non ci inganna, siamo sulla buona strada.

Ricapitolando

SEO-2016-RicapitolandoPer ottimizzare il tuo web marketing, soprattutto per quanto riguardo il delicato rapporto tra il tuo sito web ed i motori di ricerca (Google in primis), devi prendere consapevolezza del fatto che alimentare e seguire delle conoscenze non corrette penalizza il rendimento delle tue strategie e ruba il posto a contenuti di qualità che invece potrebbero migliorarlo. In altre parole, sprecheresti innumerevoli occasioni di guadagno: questo è infatti il risultato di una SEO assente o condotta male. Riassumiamo quello che abbiamo chiarito fino a qui.

  • Devo presentare il mio sito a Google?
    Si e no: presentare l’URL del tuo sito e, quindi, forzare Google ad operare una nuova indicizzazione non è necessario, ma può essere utile se vuoi aiutare il motore di ricerca a rilevare dei nuovi fattori di ranking subentrati a seguito di ottimizzazioni.
  • Meglio tanti link che tanto contenuto?
    Non oggi. I link continuano ad essere fondamentali per acquisire ranking e visibilità organica, ma devono essere rilevanti. Allo stesso modo, un buon contenuto incrementa il valore della pagina e dell’intero sito: un buon Content Marketing incoraggia anche i backlink spontanei.
  • Il protocollo HTTPS è rilevante per la SEO?
    Google e i suoi aggiornamenti si stia muovendo proprio verso l’HTTPS, perciò la nostra SEO farebbe bene a pianificare delle opportune manovre che ne tengano conto. Il consiglio è di agire come se il protocollo HTTPS fosse già un fattore fondamentale per il ranking.
  • La SEO è tutta questione di ranking?
    No: il ranking non è mai stato una garanzia di successo, ma oggi più che mai è importante metterlo in relazione con una efficace keyword strategy, con una concreta ottimizzazione SEO on-page, quindi del sito web, e mettendo in primo piano l’engagement.
  • Le meta description influiscono sul ranking?
    Non direttamente: Google le usa come snippet, ma il loro vero ruolo è distinguere il tuo sito da quelli dei tuoi competitor, attirare l’attenzione degli utenti e convincerli a cliccare sul tuo link. In seconda battuta, comunque, la popolarità di un sito tra gli utenti è un elemento che Google considera.
  • L’ottimizzazione delle keyword è il segreto ultimo della SEO?
    Grazie al Latent Semantinc Indexing (LSI), è il concetto stesso di ottimizzazione delle parole chiave che è cambiato: Google riconosce i sinonimi e interpreta il testo, perciò ha più senso investire sull’esperienza di lettura dell’utente che sulle keyword in sé.

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Mito #7: Le parole chiave devono corrispondere perfettamente a quelle cercate

SEO-2016-KeywordLa discussione di questo punto è collegata con quella dell’ultimo mito appena riepilogato, il #7. Le parole chiave non devono necessariamente essere contenute verbatim in un contenuto. In un titolo, in special modo, sarebbe piuttosto meglio formulare una frase che risultasse accattivante per i lettori. Il fine ultimo dovrebbe essere quello di scrivere un titolo di grande effetto – preferibilmente tra le 4 e le 9 parole – che spieghi di cosa parla il contenuto successivo e soprattutto incuriosisca l’utente.

Nulla è meno accattivante riguardo ad un articolo dell’avere un titolo poco creativamente incastrato in una frase chiave o, peggio, nella ripetizione di una parola chiave. Questa regola non si applica solo per i titoli, chiaramente: il contenuto della pagina ne è altrettanto interessato. Ancora una volta, il senso del contenuto è di informare il lettore, non il motore di ricerca.

Dobbiamo inoltre ricordarci del rischio di keyword stuffing, l’atto di riempire il più possibile le pagine di parole chiave. Lo stesso Matt Cutts ha messo in guardia tutti noi da questa pratica: come il susseguirsi di aggiornamenti algoritmici di Google ha testimoniato (percorso culminato con Google Panda e le sue penalizzazioni), chi non ha seguito il consiglio non solo non ha acquisito un miglior ranking, ma ha subito altresì pesanti penalizzazioni.

Il keyword stuffing è totalmente contrario alle linee guida per i webmaster che Google ha fornito e, a meno che tu non voglia addentrarti in un gioco pericoloso, dovresti starne ben lontano

Mito #8: Gli H1 sono gli elementi on-page più importanti

SEO-2016-CSSI titoli contrassegnati come H1 sono importanti, certo, ma non sono i più importanti in assoluto. Considera la struttura del contenuto che inserisci sulla tua pagina web come una traccia, uno scheletro. Gli H1 sono quindi soltanto un elemento, un singolo step di un approccio combinato e graduale volto a presentare il contenuto agli utenti ed ai motori di ricerca. ll tipo di title tag nel quale la tua intestazione è confezionata ha un ruolo tutto sommato circoscritto nel quadro SEO d’insieme. In questo contesto, è più rilevante il ruolo che H1, H2, H3 e colleghi hanno a fini stilistici.

L’H1 è parte uno strumento del tuo CSS, il foglio di stile che contiene le istruzioni sull’aspetto che il tuo contenuto deve assumere. Se un tempo questo aveva un’importanza rilevante, oggi i motori di ricerca sono esponenzialmente più intelligenti: quale title tag usi ha una scarsa importanza, a patto che tu esponga i concetti principali che stai trattando in modo evidente e il più vicino possibile alla testa della pagina. Ricorda sempre che stai ottimizzando la tua pagina in primo luogo per gli utenti, il che significa che ti premerà far loro sapere il prima possibile con quali informazioni li arricchirai.

Mito #9: Nella Home Page ci deve essere molto contenuto

Nel corso del tuo navigare per il web ti sarà di certo capitato di fare sia l’esperienza di Home Page stipate di testo che quella contraria di Home Page estremamente spartane, quasi prive di testo. Di fronte a queste due scelte ognuno ha una reazione diversa. E qui inizia il dilemma Home Page: come decidere quale faccia al caso tuo? Pensa alla tua Home Page come se fosse la hall del tuo business, il portale d’ingresso: questa visualizzazione è ciò che ti serve per decidere quale filosofia adottare per la tua Home Page. È la tua occasione di fare un’ottima prima impressione e trasmettere al contempo ciò che sei e fai. Se l’immagine attraverso la quale intendi proporti mette in cima alla propria scala di valori la semplicità, allora un essenziale login potrebbe essere tutto ciò di cui hai bisogno. Questa è ad esempio la scelta fatta da Quora.

Home-Page-Quora

Puoi trovare ulteriori esempi su questa stessa scia nel nostro articolo sul rapporto tra Home Page e Sign up rate.

Per la maggior parte degli operatori di Marketing e delle agenzia SEO, tuttavia, fornire maggiore contestualizzazione e informazione è un’esigenza imprescindibile. In questo caso, il contenuto della Home Page dovrà essere sufficientemente lungo per chiarire chi sei, di cosa ti occupi, dove ti trovi (soprattutto se il tuo business è fortemente local), i tuoi valori principali e tutto ciò che l’utente dovrebbe fare una volta approdato sul tuo sito. Ma è fondamentale che il visitatore abbia un’esperienza di navigazione che lo lasci soddisfatto e non confuso e frastornato.

In conclusione

Siamo così arrivati a 9 importanti precisazioni che puoi utilizzare come strumenti per un aggiornamento non solo della tua conoscenza di SEO, ma anche della tua strategia concreta, operativa. Nei precedenti paragrafi abbiamo chiarito che:

  • i motori di ricerca sono oggi abbastanza intelligenti da capire il significato delle keyword anche in assenza di una perfetta corrispondenza letterale;
  • gli H1 – così come gli altri title tag – hanno un’importanza relativa, da porre in secondo piano rispetto alla chiarezza ed efficacia generale del contenuto nell’insieme;
  • se il business di cui parla non lo richiede, la Home Page può non contenere molto testo. Nel caso in cui fornisca molte informazioni, queste devono essere ottimizzate pensando alla user experience.

Se hai trovato interessante questo articolo condividilo con i tuoi contatti. Se inoltre hai una considerazione che vuoi esporci oppure desideri un approfondimento su un aspetto specifico, lascia un commento nell’apposita sezione qui sotto o contattaci. Buona SEO!


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Mattia Mella

SEO Expert - Talento SEO di NetStrategy, Mattia si è laureato all’Università di Verona e si è poi subito immerso nel mondo degli algoritmi e delle ottimizzazioni approfondendo sul campo le sue competenze sulla Search Engine Optimization. Grazie al suo spirito analitico e all’interesse naturale per il mondo digitale, è entrato a far parte del nostro team e oggi, navigando tra una keyword e l’altra, Mattia è il SEO Expert di NetStrategy.

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