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Il 13 marzo, 2019
Topic SEO

Google è noto per i suoi cambiamenti repentini e per gli aggiornamenti improvvisi, che fanno facilmente impazzire tutti coloro che vorrebbero dare il via ad una seria ed efficace strategia SEO. Il sommo motore di ricerca, infatti, riesce a cambiare le carte in tavola e a stravolgere i suoi algoritmi anche a distanza di poche settimane: è per questo che è necessario rimanere costantemente al passo con i tempi. Ecco perché, dopo la guida alle tecniche 2018, ti presentiamo quella relativa alla SEO 2019: cosa cambierà rispetto allo scorso anno? Quali sorprese ci riserverà il colosso di Mountain View? Scopriamolo in questo articolo.

tecniche seo 2019

Le novità delle tecniche SEO del 2018:

#1 Google Search Console: trova le keyword per cui posizionarti

Iniziamo il nostro percorso attorno alle tecniche SEO 2019 con un tool che sta assumendo sempre maggiore importanza in questo ambito: stiamo parlando di Google Search Console, una piattaforma a cui puoi accedere gratuitamente che ti permette di valutare le performance della tua strategia di ottimizzazione per i motori di ricerca.

google search console

Ciò che contraddistingue maggiormente questo tool dagli altri presenti sul mercato (per esempio, Pro Rank Tracker) atti a mostrare il posizionamento per una determinata keyword è il fatto che i dati che trovi qui provengono direttamente da Google. Ciò significa che Google Search Console è il vero specchio del tuo sito. Ma vediamo, passo dopo passo, come puoi ottenere nuovo traffico a partire da questo strumento.

Innanzitutto, accediamo al portale e clicchiamo su “prestazioni”, che si trova nella barra sulla sinistra.

prestazioni

A questo punto ti troverai di fronte ad una panoramica del tuo sito, che terrà conto principalmente dei clic e delle impressioni totali ottenuti negli ultimi 3 mesi (ma puoi modificare manualmente il periodo). Seleziona anche la posizione media, elemento fondamentale per capire come sei posizionato per le keyword che interessano il tuo business.

posizione

Scrollando leggermente, troverei una tabella che indicherà, da sinistra verso destra:

  • Query, ossia la parola chiave per la quale stai ottenendo visite;
  • Il numero di clic totali ottenuti;
  • Il numero di impressioni totali ottenuti;
  • La posizione.

tabella gsc

A cosa dovrai prestare attenzione, in questo senso per perfezionare le tue tecniche SEO? Opta per incentivare un ulteriore posizionamento per quelle parole chiave che presentano una posizione non ottimale (sicuramente non in prima pagina) ma per le quali ottieni numerose impressioni. Nel caso proposto, potrebbe essere la quarta keyword, quella che si trova in terza pagina (posizione 27) e ha ottenuto comunque quasi 10.000 visualizzazioni.

Perché scegliere proprio questo genere di parole chiave? Queste keyword presentano indubbiamente un potenziale inespresso. Infatti, se per una posizione non ottimale riescono comunque ad ottenere ottima visibilità, prova ad immaginare quanti utenti riusciresti a raggiungere migliorando notevolmente il ranking. Dopo aver selezionato le keyword interessate, crea un piano editoriale che ti permetta di realizzare contenuti specifici per posizionarti adeguatamente. Se hai già pagine ottimizzate per quelle keyword, segui invece il prossimo consiglio.

#2 articoli meno recenti: "ristrutturali" per migliorare il tuo ranking

Sono ancora moltissimi coloro che, una volta pubblicato un articolo o un testo ottimizzato per i motori di ricerca, pensano che il loro operato si concluda lì. In realtà, un’attività fondamentale della SEO è data proprio dall’analisi costante del posizionamento, delle impressioni e dei clic ottenuti per ogni singolo contenuto. E, successivamente, dall’eventuale “restauro” dello stesso per perfezionarlo e renderlo compliant agli aggiornamenti di Google. È questa una delle principali tecniche SEO del 2019: studia quali articoli potrebbero performare meglio e restaurali, arricchiscili, perfezionali.

In che modo è possibile rendere perfetti i propri contenuti? Innanzitutto, è bene analizzare a monte quali articoli stanno performando bene e quali, invece, faticano a trovare il proprio posto nel complesso mondo dei motori di ricerca. Questi dati si possono facilmente ottenere attraverso Google Search Console, filtrando questa volta per “pagine”:

pagine-1

Cliccando su “pagine” avrai una panoramica completa degli articoli che funzionano e quelli che non funzionano. Da qui in poi potrai selezionare i contenuti che necessitano di un “restyling”.

A questo punto, cerca di capire perché l’articolo in questione non sta ottenendo ranking, ossia perché Google non lo valuta positivamente come ti saresti aspettato:

  • Il contenuto è scarso, poco approfondito?
  • Il contenuto è troppo tecnico e professionale, anche se si rivolge ad un utente con scarse conoscenze nel tuo ambito?
  • Hai scelto una keyword troppo competitiva?

Dopo aver trovato le risposte alle tue domande, non ti resta che dare il via al “restauro” dell’articolo.

In che modo puoi re-ottimizzare al meglio un tuo contenuto? Innanzitutto, studia le mosse dei competitor, ossia di coloro che ti hanno “rubato” le prime posizioni. Perché i loro articoli vengono considerati migliori rispetto ai tuoi? Che stile comunicativo hanno utilizzato? Quali aspetti hanno approfondito? Una volta analizzati gli articoli dei competitor, potrai stabilire in che modo è possibile agire per migliorare i tuoi contenuti e renderli i migliori risultati per l’utente che cerca. Se necessario, fai un confronto con gli articoli che hai scritto in passato e che presentano ottime performance, per capire le differenze e cercare di appiattirle.

Ricorda che gli aggiornamenti delle pagine del sito vengono valutati positivamente dagli algoritmi di Google: anche se i tuoi articoli trattano tematiche “sempreverdi”, non legate ad un singolo periodo o ad una singola tendenza, le mode cambiano e gli stili comunicativi pure ed è per questo che dovresti monitorare periodicamente l’andamento dei singoli contenuti. Aggiungere nuovi dettagli di quando in quando li farà divenire delle vere e proprie guide ricche di nuovi paragrafi, che attireranno maggiormente l’attenzione dell’utente.

Una volta ripubblicato il tuo articolo, non dimenticare di promuoverlo all’interno dei Social Network o delle newsletter per offrirgli la visibilità che si merita.

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#3 meta title e meta description: prendi spunto dagli annunci di AdWords

Sappiamo perfettamente che meta title e meta description hanno una rilevanza particolare non solo a livello SEO, ma soprattutto lato utente: solo attraverso meta tag curati, puoi affascinare chi cerca su Google e spingerlo a cliccare sul tuo risultato di ricerca. È proprio per questo che la SEO del 2019 pone sempre maggior valore a questi elementi, invogliandoti a perfezionarli giorno dopo giorno.

In che modo puoi constatare di aver bisogno di meta title e meta description più efficaci? La risposta, come sempre, la puoi trovare su Google Search Console, analizzando questa volta il CTR (Clic Through Rate) per ogni singola parola chiave o per le pagine del tuo sito:

ctr

Se, come nel secondo caso dell’esempio sopra citato, noti una posizione ed un numero di impressioni elevato, ma un CTR particolarmente basso, allora dovresti prendere in considerazione un restyling dei tuoi meta tag. L’utente, infatti, potrebbe non trovare un motivo per cliccare sul risultato e virare sulle proposte dei competitor.

La SEO 2019 ci indica un nuovo metodo di perfezionamento dei propri meta tag: si tratta di prendere spunto dagli annunci AdWords presenti ad una determinata ricerca per realizzare meta title e meta description perfetti. Facciamo un esempio concreto per capire al meglio questa nuova tattica.

Cerchiamo su Google una “collana d’oro”. Ecco quali risultati ci propone il sommo motore di ricerca.

meta tag

Come possiamo notare, i primi 4 risultati derivano dalle campagne a pagamento di Google AdWords. Stiamo parlando di annunci professionali, che vengono monitorati ed ottimizzati quotidianamente. Studiamo a fondo quali sono gli elementi comuni a tutti i risultati: attenzione ad una vasta gamma, tipo di spedizione, call to action “ordina/compra online”.

Ecco, a partire da queste prime, generiche considerazioni possiamo realizzare i meta tag dei nostri prodotti o dei nostri articoli, ponendo in evidenza tutti quegli elementi che catturano maggiormente l’attenzione degli utenti.

#4 i poteri di Wikipedia: scopri nuove parole chiave

Pensi di aver terminato le keyword per le quali posizionare i tuoi contenuti? Ebbene, non è così: oltre al fatto che le parole chiave, anche per i settori che si rivolgono ad un target più ristretto, sono davvero tantissime, esistono diversi metodi per trovarne di nuove. Uno di questi ti permette di sfruttare la più famosa enciclopedia online, Wikipedia.

In che modo Wikipedia può aiutarti a trovare nuove parole chiave per i tuoi contenuti? Vediamolo assieme grazie a questo esempio. Cerchiamo all’interno dell’enciclopedia un termine correlato al nostro core business, per esempio “marketing”.

Fin da subito, Wikipedia ci offre una serie di utili suggerimenti:

suggerimenti wikipedia

Si tratta, probabilmente, dei contenuti più ricercati dagli utenti.

Una volta entrati nella pagina principale riguardante il “marketing”, ci focalizzeremo sull’indice dei contenuti:

indice wikipedia

È proprio qui che troveremo importanti spunti per realizzare nuovi articoli e nuove pagine ottimizzate per la SEO. Ovviamente, dopo aver selezionato le keyword che ci interessano maggiormente, come “storia del marketing” o “analisi SWOT”, dovremo analizzarle approfonditamente per capire se presentano un volume di ricerca elevato e un livello di concorrenza accessibile, che ci permetta di posizionarci al meglio. In questo senso, lasciamo che il processo di analisi ci condizioni solo in un secondo momento, partendo da un main topic e ricercando successivamente, nel caso la parola chiave si rivelasse troppo generica, una keyword più specifica ed attinente. Letteralmente, una “long tail keyword”. Ma di questo ne parliamo più accuratamente nel nostro articolo “SEO: come scegliere le giuste parole chiave per posizionare la tua azienda su Google”.

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#5 Strategia delle pillar pages: collega più contenuti

Sempre allacciandoci alla tecnica SEO che prende come punto di riferimento Wikipedia, possiamo sostenere che una nuova strategia di ottimizzazione per i motori di ricerca per il 2019 prevede la creazione delle cosiddette “pillar pages”. Questa tendenza ha preso il via già gli scorsi anni, ma si è accentuata ulteriormente nel corso di questi primi mesi del nuovo anno.

Il nuovo modello strategico per la creazione dei contenuti prevede lo studio di argomenti correlati che si colleghino non solo tra loro, ma che mirino ad una singola pagina, che viene definita appunto “pillar page”. In pratica, stiamo parlando non solo di una tecnica innovativa del Content Marketing, che non si riferisce più ad una singola keyword ma ad un insieme di parole chiave, ma anche di una strategia legata alla link building.

Torniamo all’esempio della collana d’oro per poter esplicare al meglio questa nuova strategia. Prendiamo come pillar page l’articolo “Collana: quale tipologia scegliere?” e colleghiamo le diverse “pagine minori”, con le keyword “collana d’oro”, “collana d’argento”, “collana d’oro bianco” e così via.

pillar pagesNell'esempio riportato dall'immagine, possiamo constatare come da una pillar page, "restauro della casa", sia possibile giungere a tante pagine minori: il miglior tempo per completare il restauro della casa, i budget per il restauro della casa, i preventivi per il restauro della casa, idee ed ispirazioni per il restauro della casa

Grazie ad una strategia basata sulle "pillar pages", riusciamo ad ottenere un triplice benefit:

  • Creiamo una serie di articoli posizionabili per un’ampia varietà di parole chiave. In questo modo, sia chi cerca “collana d’oro”, sia chi cerca “collana d’argento” può entrare in contatto la nostra azienda;
  • Realizziamo un percorso interno al sito, con una struttura specifica, ben delineata per l’utente. In questo modo riusciamo ad aumentare la durata di permanenza media del visitatore, avvicinandolo ulteriormente alla nostra azienda;
  • Le pagine vengono valutate in modo positivo da Google, perché riescono a trasferirsi la "popolarità" a vicenda, l'una con l'altra.

I best seller anche per il 2019:

#6 User Experience: massima attenzione alla SEO tecnica

La User Experience rimane sempre il focus di Google: difficilmente riusciremo ad ottenere la tanto agognata prima posizione se il nostro sito non sarà realizzato appositamente per accogliere l’utente. Teniamo sempre ben a mente, infatti, che il colosso di Mountain View non sceglie a caso il sito a cui concederà il privilegio di ricevere la massima visibilità, ma si domanda: quale potrebbe essere il risultato migliore per un utente che ricerca questa keyword? La risposta all’esigenza dell’utente, quindi, rimane anche per il 2019 il punto di riferimento di Google...e di conseguenza anche il nostro.

user experience-3

La SEO tecnica, in questo senso, mantiene inalterata la propria importanza. Prima di svolgere qualsiasi altra attività, studia a fondo:

  • La velocità del sito. Utilizza il tool PageSpeed Insights di Google per constatare la durata di caricamento delle pagine del tuo sito. Ricorda, infatti, che difficilmente un visitatore rimarrà al suo interno se dovrà attendere minuti e minuti prima di avere una risposta dal server;
  • Mobile friendly. Google valuta positivamente i siti che mostrano una particolare accortezza nei confronti dell’aspetto mobile: rendi il tuo sito perfettamente visualizzabile anche da dispositivi mobili, considerando che, ad oggi, sono il principale strumento con cui avviene una ricerca su Google;
  • Menu di navigazione semplice ed intuitivo. L’utente deve comprendere fin da una prima occhiata dove può trovare le risposte che cerca. Per questo le pagine di categoria e le sottocategorie devono essere messe in evidenza;
  • Form di contatto privi di un elevato numero di campi. Chiedere troppo a chi sta cercando di mettersi in contatto con l’azienda potrebbe risultare controproducente: cerca di rimanere sempre sulle informazioni di base (nome, cognome, indirizzo e-mail e numero di telefono). Successivamente, se la trattativa commerciale proseguirà a gonfie vele, potrai richiedere ulteriori dettagli sul nostro potenziale cliente.

Questi sono solo alcuni aspetti che permettono di rendere intrigante l’esperienza dell’utente all’interno del sito e, quindi, di acquisire una maggiore autorità agli occhi di Google. Una serie di caratteristiche che non passano mai di moda e sono sempre attuali.

#7 La ricerca vocale: utilizza keyword più specifiche e “colloquiali”

Un’altra caratteristica di tendenza anche per la SEO 2019 sarà quella di assecondare, per mezzo di contenuti e soprattutto di uno stile comunicativo mirati, alle ricerche vocali effettuate dall’utente. Anche per quest’anno, infatti, le vocal search consolideranno la propria presenza: il fruitore medio dei motori di ricerca utilizza sempre più spesso gli assistenti vocali per trovare risposte alle proprie domande, che si tratti di chiedere “Che tempo farà domani?” o “Quali saranno le principali tecniche SEO per il 2019?”. È per questo che ogni nostra attività in ambito SEO dovrà adeguarsi ad un nuovo stile di ricerca.

ricerca vocale 2

Come indichiamo nel nostro articolo “Il marketing nell’era del riconoscimento vocale: Siri, Cortana e Assistente Google”, l’arrivo e, soprattutto, l’ascesa delle ricerche vocali comporta un cambiamento anche nella scelta delle parole chiave per le quali ricercare (ed ottenere) un posizionamento. L’utente, infatti, non è più schematico come una volta, che per cercare le previsioni meteorologiche per il weekend scriveva nella barra di ricerca “meteo Verona weekend”. Oggigiorno, la ricerca viene svolta per mezzo di domande, come: “Come sarà il meteo a Verona nel weekend?”. Addirittura, nella maggior parte dei casi il consumatore si aspetta una risposta immediata, magari vocale, da parte dell’assistente interpellato.

Cosa fare, dunque, per soddisfare le richieste di un utente che sta modificando profondamente le proprie abitudini di ricerca? Prima di tutto, iniziamo a realizzare articoli e contenuti che rispondono ad una domanda specifica. Per esempio, “come fare una torta margherita squisita?”, “come farsi trovare su Google nel 2019?”. Insomma, realizziamo delle vere e proprie guide, in grado di rispondere specificatamente alla domanda che verrà posta dal consumatore. Se il nostro contenuto sarà considerato di estrema qualità, potremo addirittura aspirare ad una posizione zero:

ricerca vocale

In secondo luogo, prendiamo in considerazione principalmente parole chiave dalla “lunga coda”, ossia specifiche e poco generiche. In pratica, ci addentriamo a fondo nella richiesta che potrebbe fare l’utente, per poter soddisfare al massimo la sua curiosità o la sua esigenza. Il consumatore che utilizza regolarmente la ricerca vocale è quello che ha sempre fretta ed è più portato ad aggiungere dettagli alla propria ricerca per fare in modo che Google capisca esattamente ciò di cui ha bisogno. È per questo che, ad una parola generica come “maglietta”, dovremo preferire il posizionamento per la keyword “maglietta rossa a maniche corte con bottoni”. In questo modo sarà possibile attirare al sito anche un maggior numero di utenti qualificati, ossia in linea con il nostro target di riferimento (Buyer Persona).

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#8 Attività di guest blogging: collaborare è la parola chiave

Anche per il 2019, la collaborazione tra aziende rimane uno dei punti di forza per una strategia SEO con i fiocchi. L’attività di guest blogging, ossia quella di pubblicare i propri articoli inediti all’interno di blog di altre imprese, permette infatti di accedere ad un duplice beneficio: da un lato, possiamo raggiungere un maggior numero di utenti; dall’altro lato, possiamo svolgere un’efficace strategia di backlink per la SEO. I link esterni, quasi di più di quelli interni, sono fondamentali per Google: se provengono da fonti certificate e particolarmente autorevoli, permettono di accrescere la nostra credibilità nei suoi confronti e, quindi, di ottenere un miglior ranking.

guest blogging-1

In questo senso, il focus rimane la pubblicazione di articoli di qualità, un elemento che Google continua a considerare prioritario rispetto ad ogni altra cosa. Per questo, la vera novità del 2019 è relativa ai link verso il sito che arrivano dai guest post. Di norma, fino ad oggi il backlink veniva inserito all’interno della biografia dell’autore del blog post; da qualche mese a questa parte, il sommo motore di ricerca ha deciso di svalutare i backlink inseriti in quella posizione.

È per questo che è necessario fare in modo di rendere il più evidente possibile il link all’utente. Tuttavia, questo, per poter assumere maggior valore agli occhi di Google, sarebbe opportuno si trovasse all’interno del testo. Ovviamente, come per tutti i link in ingresso, valgono sempre le solite considerazioni:

  • Il backlink non dev’essere forzato;
  • Il backlink deve provenire da un sito correlato all’azienda (per esempio, un’azienda che produce utensili da cucina che viene linkata da Giallo Zafferano);
  • Il backlink deve provenire da un sito con un’ottima visibilità su Google;
  • Il backlink deve avere come anchor text un termine legato al core business dell’azienda (citando l’esempio precedente, “utensili cucina” potrebbe rappresentare la soluzione migliore).

Quali differenze tra le tecniche SEO 2018 e le tecniche SEO 2019?

In generale, come abbiamo constatato nel corso dell’articolo, i princìpi su cui si fondano le tecniche SEO del 2018 e quelle del 2019 risultano inviariati: l’attenzione alla User Experience, volta a rendere perfetta l’esperienza dell’utente all’interno del sito, dev’essere sempre massima.

Nel 2019 si rafforza ulteriormente l’importanza del contenuto: l’ottimizzazione SEO non dev’essere il punto di arrivo, bensì il punto di partenza per proporre articoli di elevata qualità. In questo senso, lo studio e l’analisi delle parole chiave, collegate tra loro tramite main topic e pillar pages, realizza una strategia completa in ottica SEO, ma anche lato utente, che può accedere a centinaia di informazioni riguardanti la sua richiesta.

Nell’agosto del 2018 Google ha aggiornato in modo rilevante i suoi algoritmi, penalizzando pesantemente tutti quei siti che non rilevavano un’alta qualità nei contenuti e nei dettagli tecnici del sito. È anche questo un ulteriore aspetto da tenere in considerazione: è inutile scrivere articoli per ottenere un posizionamento, se questi non vengono valorizzati da notizie autentiche, approfondite, che aggiungono qualcosa di nuovo rispetto a ciò che viene detto e ripetuto sul Web. Google valuta positivamente tutti quei contenuti che possono davvero rappresentare un “valore aggiunto” nella vita del consumatore che utilizza il motore di ricerca.

Per il resto, rimane da sottolineare il cambiamento apportato dagli assistenti vocali e, più in generale, dalla vocal search, che permette un linguaggio più “colloquiale” e meno schematico rispetto alla ricerca manuale. Infine, nonostante in tempi recenti l’attività di Guest Blogging sia finita sotto accusa e abbia subìto un ridimensionamento rispetto al passato, è lo stesso colosso di Mountain View a rivelare l’importanza che, ancora oggi, questa strategia detiene. Tuttavia, è da specificare che la posizione del link verso il sito dev’essere spostata dalla biografia all’interno dell’articolo (o dell’indice). In tutti gli altri casi, i backlink rimangono alcuni degli strumenti principali per accrescere l’autorità dell’azienda agli occhi del motore di ricerca.

Conclusione

In questo articolo abbiamo visto le tecniche SEO 2019: una serie di nuove tattiche per riuscire a raggiungere la tanto amata prima posizione sui motori di ricerca. Il punto di riferimento della strategia risiede nell’importanza del contenuto, ossia degli articoli del blog o dei testi delle pagine, che devono essere ottimizzati per nuove parole chiave, collegate tra loro. Tutto passa anche da una User Experience ottima, da una visione più “vocale” e meno schematica della parola chiave e dall’immancabile attività di Guest Blogging.

Desideri conoscere la SEO in modo più approfondito? Ecco alcune guide che potrebbero fare al caso tuo:

Se, invece, necessiti di aggiornare le tue tecniche SEO nel corso di questo 2019,Parlami del tuo progetto e scopriamo assieme quale strada percorrere per farlo  crescere.

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Mattia Mella

SEO Expert - Talento SEO di NetStrategy, Mattia si è laureato all’Università di Verona e si è poi subito immerso nel mondo degli algoritmi e delle ottimizzazioni approfondendo sul campo le sue competenze sulla Search Engine Optimization. Grazie al suo spirito analitico e all’interesse naturale per il mondo digitale, è entrato a far parte del nostro team e oggi, navigando tra una keyword e l’altra, Mattia è il SEO Expert di NetStrategy.

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