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Il 9 maggio, 2018
Topic SEO

Hai realizzato un sito molto bello a livello grafico, ma che non riesce a vendere o generare contatti qualificati e a portare risultati in termini di fatturato? Desideri conoscere le più efficaci tecniche SEO del momento? Le tradizionali tecniche SEO non stanno portando un numero sufficiente di potenziali clienti all’interno del tuo sito nel 2018?

Se hai risposto “sì” a qualcuna di queste domande, sappi che nel redigere questo articolo ho pensato proprio a te e alla tua attività: di seguito, ti mostrerò quali sono le tecniche SEO che hanno preso piede nel 2018. In questo modo saprai su cosa puntare per migliorare il posizionamento del sito web della tua azienda e potrai aggiornare o implementare i tuoi mezzi per raggiungere migliaia di nuovi potenziali clienti. Sei pronto? Cominciamo! 😊

Attenzione! Se vuoi rimanere sempre sul pezzo, puoi trovare l'articolo sulle tecniche SEO 2019 qui:
"Tecniche SEO 2019: ecco come farsi trovare su Google!".

copertina-9

Iniziamo dal principio: cos’è la SEO?

Questo paragrafo ti sarà utile per avere un’infarinatura generale di ciò di cui parleremo nel resto dell’articolo. Quello della SEO è un processo lungo e complesso: per questo è importante fare un po’ di chiarezza.

seo cos'è

SEO è un acronimo che sta per Search Engine Optimitation, ossia ottimizzazione per i motori di ricerca. Come avrai potuto constatare tu stesso, sono Google e Bing (ossia i motori di ricerca più utilizzati in Italia), a decidere quali siti inserire nella prima pagina dei risultati di ricerca – definita anche SERP –. Sicuramente ti sarai chiesto perché il tuo competitor si trova tra i primi risultati e il tuo sito sia praticamente introvabile su Google. Credimi, non è questione di simpatia! 😉 I motori di ricerca, che sono più intelligenti di quanto tu possa immaginare, agiscono tramite algoritmi, che si basano su diverse caratteristiche: in pratica, il sito deve rispondere a numerosi requisiti per ottenere il posizionamento più in alto possibile. A questo punto è importante che tu ti chieda: il tuo sito è veloce? Si può navigare in maniera ottimale anche da smartphone e tablet? Al suo interno sono presenti contenuti originali, aggiornati e pubblicati costantemente? Le tue pagine sono ottimizzate tramite meta title e meta description? Se la risposta a una di queste domande è no, è evidente che hai un problema sul tuo sito web e che difficilmente potrà apparire tra i primi risultati all’interno della SERP.

È proprio per risolvere questo problema che entra in gioco la SEO. Per definizione generale, si tratta di un processo di ottimizzazione dei contenuti online realizzato per fare in modo che il motore di ricerca li mostri in alto come risultato della ricerca di una specifica keyword. In sintesi, attraverso tutte le innumerevoli attività SEO si ottiene un ranking (alias posizionamento) più elevato su Google. Da qui ne deriva una maggiore visibilità sui motori di ricerca, che porta più utenti all’interno del sito, che possono diventare potenziali clienti per la tua azienda.

Per farti capire i motivi per cui la SEO è così importante per il tuo sito web, ti propongo il più classico degli esempi. Il sito della tua azienda, in questo momento, è come un albergo lussuoso dotato di tutti i comfort, che però si trova nel bel mezzo del deserto. Secondo te, quanti turisti sceglieranno questo albergo per le loro vacanze? La risposta appare abbastanza scontata: nonostante sia perfetto a livello estetico, nessuno potrà arrivare all’albergo, se si trova in mezzo ad un deserto e, di conseguenza, risulta sconosciuto ai più. Questo è ciò che accade ad un sito quando non è ottimizzato SEO: nonostante sia bello graficamente e abbia tutte le carte in regola per ottenere la conversione da utente a potenziale cliente, non riesce a raggiungere un numero elevato di visitatori. Di conseguenza, si dimostra inutile alla causa di aumentare il fatturato dell’azienda.

Praticamente, tutte le azioni rivolte all’ottimizzazione SEO ti permettono di essere trovato quando un cliente manifesta un bisogno specifico che tu puoi soddisfare. Ecco perché un processo di questo tipo può risolvere il problema della scarsità del traffico di visitatori che arriva al sito della tua azienda: ti consente di fare in modo che il tuo negozio venga trovato da un numero ampio di potenziali clienti! Tutto bellissimo, vero? Tieni però presente che non è facile apparire nei primi risultati di ricerca e che l’attenzione dev’essere sempre alta per aggiornare costantemente le tecniche SEO che si stanno utilizzando.

Curioso di conoscere da cima a fondo la SEO? Ti propongo i seguenti articoli:

#1 - Tecniche SEO: l’audit per monitorare costantemente il tuo sito

Partiamo da un presupposto: quando la tua automobile non si accende, la prima cosa che fai è cercare di capire se il problema sia imputabile alla batteria o al motore di avviamento. Da qui, poi, decidi come (e soprattutto dove!) agire. Lo stesso devi fare con il tuo sito, per capire se, effettivamente, il motivo per cui non riesci a raggiungere nuovi potenziali clienti è imputabile a problemi riguardati l’ottimizzazione SEO. E, soprattutto, cosa devi correggere.seo audit

In questo contesto entra in gioco l’attività di SEO audit, una procedura custom da eseguire su ogni sito web in modo frequente per analizzare i suoi problemi e i suoi punti di forza. Per questo processo puoi affidarti anche ad un’agenzia SEO, in grado di darti risposte più specifiche. Questo processo, in genere, viene svolto almeno una volta al mese e ti consente di implementare le tecniche SEO a cui stai lavorando. In questo modo, senza stravolgere tutti i tuoi piani, puoi capire come si sta comportando il tuo sito ed eventualmente aumentare la visibilità della tua azienda modificando o aggiornando ciò su cui stai già lavorando, senza dover pensare ad altri investimenti. Se, invece, hai un sito web nuovo e stai iniziando ad approcciarti con l’ottimizzazione SEO, quest’analisi è l’ideale per capire se è tutto in regola e a cosa devi puntare.

Come si svolge un’attività di SEO audit? Diversi sono i tipi di analisi che devi affrontare:

  • Analisi tecnica. Ti permette di capire se il sito della tua azienda funziona correttamente. In questo caso valuti la sua accessibilità sui motori di ricerca, ossia se tutte le pagine del tuo sito web si possono trovare su Google. La prima cosa che devi controllare sono il tuo file txt e i meta tag robots: talvolta, infatti, può capitare che vengano bloccate, erroneamente, determinate pagine e, di conseguenza, non possano essere trovate sui motori di ricerca. Questo passaggio, come puoi constatare tu stesso, è fondamentale: l’ottimizzazione SEO di una pagina bloccata è assolutamente inutile. Attraverso l’analisi tecnica sei in grado di controllare anche se l’architettura generale del tuo sito è efficace: all’utente devono servire pochi click per raggiungere ogni pagina dalla homepage. Controlla, inoltre, di aver indicizzato il tuo sito web, processo primario della SEO con il quale Google riconosce le tue pagine e le posiziona nella SERP;

  • Analisi on-page. Controlla il contenuto delle tue pagine per fare in modo di non avere testi duplicati (che vengono guardati con sospetto dai motori di ricerca) e pagine ottimizzate per la stessa keyword, che, quindi, possano entrare in conflitto tra di loro. Analizza anche gli URL di ogni pagina: devono risultare chiari, separati con trattini, privi di lettere maiuscole e, soprattutto, composti da una parola chiave specifica. Quando svolgi un’analisi on-page, tieni presente anche l’importanza di avere un elevato numero di contenuti testuali all’interno del sito: se questo risulta scarno e povero di elementi, difficilmente potrà aumentare il proprio ranking a tal punto da risultare in prima pagina;

  • Analisi off-page. Questa sezione dell’audit SEO, definita anche "link audit", ti consente di analizzare come si comportano i competitor e quali sono le strategie con le quali loro acquisiscono link in ingresso. Infatti, attraverso un’analisi off-page puoi comprendere se la qualità e la quantità dei link esterni al tuo sito sono elevate e se, effettivamente, la strategia che stai perseguendo per far acquisire visibilità e popolarità al sito, stia funzionando.

Ovviamente, in tutto questo processo di analisi, non sei lasciato da solo: puoi utilizzare Google Analytics ed, eventualmente, i dati forniti dalle campagne di Google AdWords per capire quanti visitatori ricevi mensilmente, per quali pagine sei posizionato meglio e, di conseguenza, su cosa puoi puntare per aumentare il traffico di utenti.

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#2 - Tecniche SEO: AMP per avere un sito “mobile-first”

mobile-first

Sapevi che negli ultimi anni c’è stato un incremento incredibile delle ricerche da mobile, a discapito di quelle da PC? Se no, ti diamo qualche numero: secondo statistiche recenti sui trend mondiali della navigazione, le ricerche su Google tramite smartphone o tablet sono pari al 58%. Ancora più rilevanti sono i dati relativi all’Italia, dove il 62% degli utenti utilizza principalmente i dispositivi mobili per navigare. A sottolineare queste statistiche è lo stesso Google, principe dei motori di ricerca, che da qualche mese a questa parte (grazie al "Google-Mobile First Index) ha rivoluzionato il proprio modo di presentare i risultati: le pagine internet seguiranno un processo differente per la versione mobile del sito.

Per questo motivo, per essere ben visti agli occhi di Google, è importante avere un sito “mobile-first”. Cosa vuol dire? Il sito viene pensato principalmente per gli utenti da smartphone e tablet, prima ancora che da desktop, proprio per seguire le tendenze di chi usufruisce di Google.

Cosa puoi fare per rendere il tuo sito “mobile-first”? Ricorda di rendere le tue pagine AMP, ossia Accelerated Mobile Pages, in italiano “pagine a caricamento veloce”: cosa significa? L’AMP è uno standard di codifica open-source che si basa, come tutte le pagine, su codici HTML, CSS e JavaScript, ma possiede delle limitazioni su regole e tags specifici che rendono più veloce ed efficace la navigazione tramite dispositivo mobile. In pratica, le AMP praticano una “dieta” di HTML sugli elementi considerati più ingombranti e inutili che appaiono su desktop, per risultare meno appesantite e, di conseguenza, essere fruibili in modo ottimale da qualunque dispositivo. Le AMP permettono, di conseguenza, di diminuire la frequenza di rimbalzo sul sito, ossia la percentuale di visitatori che visitano per pochi secondi la pagina in cui sono atterrati per poi sparire nel nulla. Aumentando la navigabilità del tuo sito da smartphone o tablet, permetterai ai visitatori che vi entrano di rimanere più a lungo, evitando che perdano la pazienza per il lungo caricamento delle diverse pagine.

Che effetti hanno le AMP sulla SEO? Google ha spiegato che il processo di indicizzazione di queste pagine su mobile, per il momento, non influenzerà sul ranking di un sito da desktop. Ciononostante, da ormai quasi un decennio il principale motore di ricerca strizza l’occhio ai siti mobile-friendly, che si caricano velocemente e che possono essere utilizzati senza problemi da dispositivo mobile. Se possiedi le AMP, sarà più facile per te ottenere un ranking elevato e “rubare” posizioni ai tuoi competitor che si sono affidati unicamente alla visione da desktop del proprio sito.

Se vuoi saperne di più riguardo le Google AMP, consulta il nostro articolo interamente dedicato all'argomento!

#3 - Tecniche SEO: non più keywords, bensì main topic!

Negli ultimi mesi è cambiato molto anche il modo di scrivere gli articoli per il blog aziendale. Prima, infatti, quello di scegliere le giuste parole chiave era uno step fondamentale e su queste si basava l’intero contenuto: era, quindi, normale, trovare articoli in cui una keyword veniva ripetuta – talvolta come una triste litania – migliaia di volte. Oggi non è più così.

In tempi recenti i motori di ricerca sono diventati ancora più intelligenti e, soprattutto, attenti all’utente e a ciò di cui necessita: ora riescono a scovare un argomento principale basandosi maggiormente sulla semantica che sulla parola chiave e ad offrirlo a chi manifesta un bisogno specifico. A questo punto utilizzare le parole chiave non è più una tappa fondamentale per il posizionamento: l’importante è trovare un argomento principale attorno cui basare l’intero articolo. Le keyword rappresentano di conseguenza solo una guida nella stesura del post, ma non il suo tutto: potrai, quindi, evitare di sforzarti per inserirne il più possibile nell’articolo. L’importante è che sia chiaro il main topic, ossia il messaggio che vuoi lanciare.seo content

L’approccio di chi scrive dev’essere incentrato sul visitatore, sulla risposta al suo bisogno che gli si vuole dare. Per questo, gli articoli, che prima erano abbastanza corti e riassuntivi, assumono oggi l’aspetto di una guida completa riguardante un topic preciso. I post diventano, quindi, completi e approfonditi e ricchi di parole (minimo 2000). Per fare questo, devi conoscere perfettamente le esigenze del target a cui ti riferisci e fare in modo di offrirgli una risposta così soddisfacente da convincerlo ad affidarsi alla tua azienda.

Come questa “modernizzazione” della stesura dei post influenza la SEO? La risposta è facilmente intuibile: grazie a questo nuovo approccio, riuscirai a posizionarti per migliaia di parole chiave, ottenendo maggior visibilità. L’unica cosa a cui dovrai pensare è: quale potrebbe essere l’argomento che interessa maggiormente il mio pubblico?

Attenzione, però: non ti sto dicendo di puntare tutto sull’argomento, ma di utilizzare intelligentemente le parole chiave. Il mio consiglio è quello di creare un ibrido tra la vecchia mentalità di Google & co., davvero troppo restrittiva nei confronti di chi scriveva il post, e quella nuova, più aperta all’argomento che alla parola chiave. Grazie ad una perfetta combinazione dei due elementi, si è in grado di ottenere ottimi risultati: da un lato, si possono costruire articoli sulla base delle keyword maggiormente ricercate dagli utenti; dall’altro lato, potrai spaziare su più argomenti correlati e ottenere un post di grande effetto. Si tratta quindi di realizzare una corrispondenza tra la parola chiave (ossia il concetto che ricerca l’utente su Google) e il main topic. Tieni presente che l’obiettivo principale del motore di ricerca è quello di trovare nel tuo sito la soluzione migliore dell’utente, per soddisfarlo appieno: fai in modo di creare un’alleanza con Google in questo intento, che deve essere anche il tuo!

#4 - Tecniche SEO: i cari, vecchi, link interni

Come si suol dire, “i link interni non passano mai di moda”. Ok, forse la frase non era proprio così, ma teniamola per buona per parlare dell’importanza di questo strumento utilissimo per ottimizzare il proprio sito. 😉 Sai perfettamente cosa sono i link interni in un contenuto testuale presente nel sito della tua attività, vero? Se no, corri ad apprenderlo! Rappresentano una delle maggiori fonti di visibilità e uno dei principali guerrieri contro la frequenza di rimbalzo per il tuo sito.

linkI link interni, infatti, ti aiutano a creare una struttura rigida per le varie sezioni e, soprattutto, per il blog: se non eccessivamente sforzati, sono strumento utile per consentire all’utente di rimanere piacevolmente nel tuo sito e di esplorarlo da cima a fondo. Non solo, grazie a questi potrai facilmente seguire le sue azioni, intuire quali sono i suoi interessi e fare definitivamente breccia nel suo cuore, fino a condurlo al processo di vendita.

Perché non è possibile inserire un link interno per ogni parola chiave presente in un articolo? Google & co. sono sempre stati abbastanza chiari riguardo l’utilizzo dei link interni: è più importante la qualità rispetto alla quantità! Cosa vuol dire? Se hai duecento link in un post, ma questi sono troppo forzati, non producono effetto e, anzi, vengono visti con sospetto dai motori di ricerca, che potrebbe anche darti delle “penalità”. E sappiamo tutti quanto una penalità su Google possa rappresentare una penalità anche per il fatturato della propria azienda. Per questo, il consiglio che voglio darti è: non eccedere nell’uso di link interni, ma cerca un filo conduttore per quelli che inserisci. Fai in modo che tutti abbiano un macro topic generale a cui fare capo: non inserire un link interno inerente la pizza, se l’articolo che hai scritto spiega come cucinare una pasta alla carbonara al top! Al massimo, concentrati nell’immettere link inerenti altri tipi di pasta di cui hai parlato negli articoli precedenti.

Ricordati che i collegamenti tra i link devono avvenire per mezzo di parole chiave specifiche: a questo proposito, riprendi la keyword dell’articolo a cui vuoi collegarti. In questo modo il motore di ricerca noterà l’attinenza tra i due argomenti più facilmente.

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#5 - Tecniche SEO: immagini di qualità E navigazione visiva

Soprattutto negli ultimi anni, le immagini e i video stanno prendendo particolarmente piede. Gli utenti hanno sempre meno tempo per leggere e captare il messaggio che vuoi trasmettere: evitare loro questa fatica tramite navigazione visiva può rappresentare un’ottima soluzione. Tieni presente che il tuo sito web, al giorno d’oggi, assume la valenza di un “biglietto da visita” che tu distribuisci a migliaia di visitatori: offriresti mai loro un biglietto da visita senza prima averne studiato la qualità degli elementi? Ecco: proprio qui sta il segreto sull’importanza dell’immagine visiva all’interno del sito.

immagini

Utilizzare immagini originali – e quindi realizzate appositamente da te e non trovate su internet – e di elevata qualità può essere uno strumento fondamentale, anche poco costoso, tra le tue mani. Questo perché le immagini permettono di catturare l’attenzione del visitatore: foto illuminate e ben strutturate dei prodotti che vendi risultano sicuramente più efficaci al fine della vendita di brutte immagini in bianco e nero trovate su Google Immagini. Proprio in virtù di questo, le immagini che inserisci nel tuo sito possono sviluppare anche il tuo brand: è molto più facile che un potenziale cliente associ il nome della tua azienda ad un logo o ad un simbolo specifico, che ad un testo presente sul sito!

Ma le immagini possono divenire valore aggiunto anche per l’ottimizzazione SEO: se utilizzate con accortezza, riescono a “richiamare l’attenzione” del motore di ricerca, influendo positivamente sul ranking del sito. Per poter rendere le tue immagini il più efficace possibile dal punto di vista del posizionamento, ricordati di modificare il nome del file. Soprattutto quando le scarichi da internet (fallo solo quando non sono protette da copyright!), le immagini devono contenere un titolo ben preciso: Google, in pratica, anche senza riuscire a decifrare cosa rappresentino, deve capire cosa vuoi comunicare con quella foto. Utilizza, quindi, una parola chiave specifica. Ricordati anche di modificare l’alt tag. Cos’è? Si tratta di una breve descrizione testuale, pari a non più di 8 parole, in cui si descrivono gli elementi principali presenti nella figura. Non sottovalutare questi importanti passaggi!

Per ottimizzare al meglio le tue immagini, fai in modo che non rallentino il caricamento della pagina in cui sono situate. Per evitare ciò, le figure non devono risultare troppo pesanti. Riduci le loro dimensioni, tenendo sempre presente che devono vedersi chiaramente all’interno del sito: per questo motivo è meglio salvarle in formato JPEG, GIF o PNG, quelli maggiormente supportati dal web. Se vuoi un tool in grado di ottimizzare le tue immagini per il blog, affidati a Optimizilla.

Questi sono solamente alcuni degli spunti riguardanti l’ottimizzazione SEO delle immagini: se vuoi conoscerli interamente, leggi il nostro articolo dal titolo “SEO immagini: guida all’ottimizzazione definitiva in 11 step”.

#6 - Tecniche SEO: Youtube SEO, la nuova frontiera dell’ottimizzazione

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Se dovessimo associare il 2018 ad un’unica tecnica SEO, utilizzeremmo il termine “Youtube SEO”. La piattaforma più diffusa a livello mondiale per tutto ciò che concerne i video, infatti, sta ottenendo sempre più successo nel mondo del digital marketing. Lo abbiamo già visto nel nostro articolo dedicato alle tendenze del 2018 del digital marketing e adesso lo ribadisco nell’ambito dell’ottimizzazione. Basta leggere le statistiche per capire quanto i video stiano divenendo sempre più uno strumento fondamentale per il web: il 55% delle ricerche di Google contiene come risultato uno o più video e l’82% di questi video proviene da Youtube. Si tratta, infatti, del secondo motore di ricerca, con 3 miliardi di ricerche al mese (assieme a Google Search e a Google Immagini rappresenta un colosso!).

Gli utenti cercano in continuazione “scappattoie” per evitare di leggere lunghi articoli e la presenza di un video è, a questo proposito, un mezzo utilissimo per riuscire a mantenere inalterata la loro concentrazione dall’inizio alla fine. Proprio per questo, più del 63% delle aziende ha già cominciato da tempo ad inserire i video all’interno del proprio sito. Non vorrai essere l’unico a rimanere indietro, vero?!😉

Ma i video, come per le immagini, non sono importanti solo per catturare l’attenzione del visitatore. Se inseriti in maniera ottimale, possono far ottenere al tuo sito numerose visite, che potranno poi portare nuovi potenziali clienti. Come costruire video che siano “SEO-friendly”, e, soprattutto, cosa si intende con questo termine? L’ottimizzazione SEO dei video consente che questi vengano indicizzati correttamente e che ottengano un posizionamento all’interno dei motori di ricerca. Per fare in modo che ciò avvenga, bisogna seguire una serie di step.

Il primo passo da fare verso l’ottimizzazione SEO dei video è quello di inserire un nome del file, un titolo e una descrizione adeguati. Si tratta degli elementi più importanti (ancor prima del contenuto stesso) per fare in modo che il video sia ben visibile e riesca a coinvolgere o stimolare l’utente a primo impatto. Anche in questo caso è opportuno utilizzare uno strumento di ricerca delle parole chiave per essere sicuri di non ottimizzare il nostro video per una keyword che non utilizza nessuno.

Ricordati di inserire una bella immagine di copertina e di realizzare un video né troppo lungo né troppo corto: nel primo caso, potresti stuzzicare l’attenzione di un utente, “abbandonandolo” sul più bello senza approfondire l’argomento (potrebbe spostarsi in un altro sito per cercare nuove e più complete informazioni e, di conseguenza, faresti un favore ai tuoi concorrenti!); nel secondo caso, invece, rischieresti di non riuscire ad essere incisivo e di perdere la sua concentrazione dopo pochi minuti. Se ritieni che un argomento sia particolarmente ampio, crea più video!

Tra i dettagli a cui devi prestare attenzione quando inserisci un video all’interno di una pagina del tuo sito, c’è quella di non ripeterlo più volte: potrebbe entrare in conflitto con se stesso e farti perdere posizioni nel motore di ricerca! Inoltre, fai in modo che tutt’attorno ci sia qualcosa di scritto. Un articolo, una trascrizione di ciò che si dice nel video…se lasciato da solo in una pagina, perderà l’efficacia per cui è stato fatto. E tu perderai tempo e denaro senza ottenere particolari risultati.

#7 - Tecniche SEO: farsi trovare nella ricerca vocale

Può sembrare una banalità, ma essere ottimizzati per apparire ad una ricerca vocale, in realtà, è tutt’altro che elemento scontato. Tieni presente che il 20% delle ricerche viene già svolto così; si presume che entro il 2020 questo numero sarà più che raddoppiato, fino a raggiungere il 50%. Praticamente, la metà delle ricerche verrà fatta vocalmente. Gli utenti, infatti, non hanno più tempo (e neanche voglia) di pigiare i tasti e preferiscono “parlare” con il motore di ricerca: l’assistente di Google, Cortana e Siri hanno contribuito a influenza questo fenomeno.

La domanda potrebbe sorgerti spontanea: cosa cambia, per me, se qualcuno per ricercare una soluzione ad un suo bisogno scrive o parla? Se la risposta potrebbe apparirti scontata ("Niente"), nella realtà dei fatti, però, molto cambia dalla ricerca scritta a quella vocale. Normalmente, infatti, durante la ricerca scritta gli utenti si esprimono in parole chiave, mentre, durante quella vocale, pongono delle domande al motore di ricerca. In pratica, il processo di ricerca diventa più colloquiale e l’utente si aspetta una risposta diretta da Google & co. Le parole chiave ricercate, inoltre, sono più lunghe e contengono più elementi rispetto ai metodi tradizionali. Per questo motivo, è opportuno alzare le orecchie e stare allerta, perché questo nuovo, innovativo, metodo di ricerca può farti perdere visite importanti. E, di conseguenza, potenziali clienti e potenziali vendite.Google-Voice-Search

Le prime tecniche SEO da attuare quando si vuole apparire nei primi risultati di Google Voice Search riguardano il modo di impostare i testi presenti nel sito. Come abbiamo detto precedentemente, la ricerca vocale viene svolta in modo conversazionale tra utente e motore di ricerca: per questo, utilizzare un lessico semplice e naturale all’interno di un articolo ti permetterà di essere posizionato più in alto. Fai un’analisi sulle parole chiave che potrebbero essere utilizzate senza difficoltà nella lingua parlata di tutti i giorni. Poi, punta tutto sulla leggibilità, attraverso: la divisione in paragrafi, l’utilizzo di frasi brevi, l’aggiunta di sottotitoli e, perché no, anche gli elenchi puntati per focalizzare l’attenzione del visitatore.

Un altro strumento utile per l’ottimizzazione SEO tramite la ricerca vocale è quello delle FAQ. Abbiamo già visto che la maggior parte degli utenti che si approcciano a questo nuovo sistema di ricerca lo fa tramite domande: poter disporre di una sezione apposita all’interno del tuo sito in cui rispondi alle domande più gettonate dei tuoi clienti può risultare una marcia in più per apparire tra i primi risultati nella SERP. Provare per credere! 😉

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#8 - Tecniche SEO: geolocalizzati!

Local-SEO

Un altro mezzo per ottenere maggiore visibilità sui motori di ricerca riguarda Google Maps. L’ottimizzazione che avviene all’interno di questo tool viene definita Local SEO, proprio perché ti permette di geolocalizzare la tua azienda e di farti trovare da potenziali clienti a livello locale.

Per comprendere nel concreto quanto sia importante un processo di ottimizzazione di questo tipo, facciamo un esempio: possiedi una pizzeria nei pressi di Ponte Pietra a Verona e non hai svolto una local SEO per la tua attività. Un gruppo di turisti, verso l’ora di mezzogiorno, si trova nei dintorni e, avendo fame, cerca su Google Maps una pizzeria “nelle vicinanze”. Ovviamente, non trova la tua pizzeria ma quella del tuo concorrente, che è situata 500 metri più lontana rispetto alla tua. Ciò significa che hai perso un gruppo di potenziali clienti affamati che si sarebbero fermati volentieri a mangiare la tua pizza. Prova ora a pensare quanti turisti passano per Ponte Pietra nell’ora di pranzo e immagina di “regalarne” la maggior parte al tuo competitor, che offre una pizza di qualità inferiore e che si trova più lontano. Se provi fastidio, ho reso bene l’idea! 😉 Scherzi a parte, da una serie di statistiche è emerso che il 22% delle ricerche vocali (che, come abbiamo visto, si stanno diffondendo a macchia d’olio) si svolge per geolocalizzare un’attività “nelle vicinanze”. Per questo motivo, essere rintracciabili su Google a livello locale è fondamentale.

Come puoi fare per sviluppare un processo di local SEO della tua azienda? Il primo step è quello di iscriversi a Google My Business, piattaforma che il principale motore di ricerca mette a disposizione gratuitamente e che può farti ottenere non poca visibilità online. Grazie ad un profilo su Google My Business, potrai disporre di un pannello in grado di presentare al meglio la tua attività sia su Google Search che su Google Maps. Potrai, quindi, inserire informazioni, numero di telefono, indirizzo e-mail, orari di apertura e, addirittura, reindirizzare l’utente al tuo sito web. All’interno del pannello trovi anche uno spazio dedicato alle recensioni e ad immagini e video dove puoi mostrare il meglio della tua azienda.

Questo ottimo metodo di geolocalizzazione non viene utilizzato molto: gran parte delle aziende non ha ancora capito quanto può dare in termini di visibilità locale e non (e in modo completamente gratuito!). Puoi sfruttare questo fatto per aggiungere credibilità e professionalità a chi si imbatte sulla tua azienda tramite Google Maps. Grazie a questo, sarai molto più competitivo non solo online ma anche offline.

Per ottimizzare al meglio a livello locale la tua attività, puoi anche adottare ulteriori tecniche SEO. Utilizza il nome della città per la quale vuoi posizionarti il più possibile: nei meta title, nelle meta description e, se possibile, nelle immagini. E, soprattutto, non sottovalutare la local SEO: potrebbe divenire uno strumento potentissimo nelle tue mani per attirare nuovi clienti.

Conclusione

In questo articolo abbiamo parlato delle tecniche SEO che hanno preso particolare piede nel 2018. Come avrai constatato, i processi di ottimizzazione SEO cambiano in continuazione: se, da un lato, ci sono pilastri fissi che rimangono inalterati (l’importanza di un sito “mobile-friendly” e dell’uso di link interni in modo congeniale), dall’altro lato, come per ogni aspetto online, ci sono aggiornamenti costanti. In questi ultimi mesi, per ottenere visibilità all’interno dei motori di ricerca, devi utilizzare immagini e video di qualità, scrivere articoli incentrati su un main topic ed adeguarti al nuovo modo di ricercare online, Google Voice Search. Avrai sicuramente constatato l’importanza di rimanere costantemente al passo con i tempi per non lasciare nessun potenziale cliente alla concorrenza.

Credo di essere stato fin troppo prolisso! 😉 Nel caso, però, tu volessi saperne di più riguardo le tecniche SEO sopra elencate, non esitare a contattarmi o a prenotare una consulenza gratuita. Sarò disponibile per te e per la tua azienda, con il fine di aumentare la visibilità del tuo sito e, di conseguenza, le tue vendite.

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Mattia Mella

SEO Expert - Talento SEO di NetStrategy, Mattia si è laureato all’Università di Verona e si è poi subito immerso nel mondo degli algoritmi e delle ottimizzazioni approfondendo sul campo le sue competenze sulla Search Engine Optimization. Grazie al suo spirito analitico e all’interesse naturale per il mondo digitale, è entrato a far parte del nostro team e oggi, navigando tra una keyword e l’altra, Mattia è il SEO Expert di NetStrategy.

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