Pokémon GO: App geniale tra Social e Local

Non è ancora stato rilasciato in tutti i paesi, ma Pokémon GO è già un fenomeno globale.

Ha invaso le nostre notifiche social, è al centro dell’attenzione dei media e ha aumentato del 50% il valore di Nintendo. Oltre all’indubbio fascino di un gioco con realtà aumentata, Pokémon GO rappresenta una fonte inestimabile di spuntipronto a catturarli tutti?

Siamo in Italia, e per noi questa app non dovrebbe essere disponibile (quanto meno ufficialmente) prima di domani. Tuttavia, diciamolo: se non hai ancora sentito parlare di Pokémon GO è plausibile ritenere che tu sia tenuto in ostaggio da misteriose entità e segregato in un bunker da dove non puoi entrare in contatto con alcuna forma di vita. È pur vero però che stai leggendo questo articolo, perciò o hai un problema diverso – nel qual caso ti preghiamo di confidarcelo nei commenti: ci impegneremo ad aiutarti in ogni modo – oppure possiamo dare per scontato che tu abbia almeno una vaga idea a di cosa stiamo trattando.

Giusto per scongiurare ogni rischio, Pokémon GO è la nuova app per iOS e Android creata dal colosso giapponese Nintendo e sviluppata da Niantic Labs. I pokémon sono delle creature fantastiche e colorate il cui nome contiene la contrazione di pocket, tasca, e monster, mostri. Sono definiti “mostri tascabili” non perché siano piccoli; anzi, alcuni di loro pesano svariati quintali. Il motivo è che, tra i poteri speciali che detengono, possono rimpicciolirsi fino ad entrare in una sfera poké, o pokéball, delle dimensioni di un’arancia: è questo lo strumento tascabile che gli allenatori utilizzano per catturare i pokémon e che funge loro da cuccia. Già protagonisti di alcune serie di videogiochi e di cartoni animati, i pokémon sbarcano insomma sui nostri dispositivi mobile.

Il diventare un’applicazione mobile non è però l’unica novità per il mondo di Pikachu. L’aspetto sorprendente di questo gioco è che sfrutta alcune tecnologie di realtà aumentata e riesce così a mischiare digitale e reale. E con reale intendiamo sia luoghi che persone. Giocare a Pokémon GO significa guardare ed esplorare letteralmente il mondo attraverso la fotocamera del tuo smartphone – ispirazione di recente colta anche da Pinterest – e vederci più cose di quelle che coglieresti ad occhio nudo. L’obiettivo primario del gioco è di catturare più pokémon possibili e di addestrarli poi al combattimento. Per cercarli e rispondere al richiamo di “Gotta catch ‘em all” dovrai fisicamente uscire di casa e lasciarti guidare dalla app. Che sia stato finalmente scoperto il modo di costringere anche i video-gamer incalliti a fare del movimento all’aria aperta? A giudicare dalle considerazioni di diversi utenti pubblicate ad oggi sui Social si direbbe di sì.

Attivando il GPS, il tuo dispositivo mobile può rilevare dove ti trovi e, in tempo reale, sovrapporre la mappa di gioco a quella nella quale ti sposti realmente. Strada per strada, angolo per angolo, lo smartphone o il tablet ti notificheranno quando sarai nelle vicinanze di un pokémon allo stato brado. Come lo avvisterai? Inquadrando i dintorni con la fotocamera, visualizzerai non solo gli elementi presenti in quel luogo, ma anche quelli aggiunti dalla app; tra gli altri, appunto, i pokémon. Con la tecnica che forse avrai già imparato giocando ad Angry Birds, dovrai poi lanciare una sfera poké verso la creatura e, se la mira non ti fa difetto, aggiungerlo così alla tua collezione. Potrai successivamente far combattere i tuoi pokémon con quelli di altri aspiranti pokémon Master, scambiarli o venderli.

Contenuti in breve:

Un successo, diverse ragioni

Ad uno sguardo superficiale, Pokémon GO è un bel gioco per smartphone la cui popolarità deriva dalla sua capacità di offrire un intrattenimento alternativo. Già qui possiamo intravedere un primo spunto di successo: puntare sul mobile engagement è una delle tendenze al momento più promettenti. In realtà sotto a questo divertimento colorato c’è molto di più. Già poche ore dopo il lancio in Giappone, Australia e USA, la app si è aggiudicata il primo posto come più scaricata per App Store e Google Play, facendo salire le quotazioni di Nintendo di circa il 50%.  Il download è gratuito, ma gli utenti possono acquistare feature aggiuntive e strumenti speciali; sembra inoltre che la Niantic abbia in programma l’introduzione di opportunità di advertisement integrate nel gioco, ma di questo parleremo più avanti.

Il brand Pokémon è molto forte: dagli anni ’90 ad oggi ha accompagnato intere generazioni in tutto il mondo, ha fatto vendere centinaia di migliaia di videogiochi, anime e gadget ed ha generato fatturati per oltre 40 miliardi di dollari. Nascere su queste fondamenta è sicuramente il primo dei tanti motivi dell’attuale – ed in crescita – successo di Pokémon GO; vediamone qualcun altro.

  • Tempistiche intelligenti: Pokémon GO è stato lanciato giusto ad inizio estate, quando le normali attività scolastiche sono terminate e le persone accolgono volentieri dei pretesti per uscire e approfittare delle belle giornate. Non è un caso che un gioco di questo genere non sia stato lanciato nel bel mezzo dell’inverno. Ricordiamo inoltre che i primi giochi Pokémon – nelle versioni Rossa e Verde – sono usciti nel 1996, cioè esattamente 20 anni fa: al di là del significativo anniversario, i bambini che al tempo giocavano al Game Boy sono ora ragazzi con molta probabilità dotati di smartphone e potere d’acquisto.
  • Fattore emotivo: questo è in realtà già perfettamente contenuto in quello che abbiamo appena detto nel chiudere il precedente paragrafo. Pokémon GO può giocare sul fatto di evocare negli utenti un senso di appartenenza. Come dicevamo, i 20-30enni sono cresciuti assieme ai pokémon ed al relativo brand: questo target di mercato si ritrova sentimentalmente legato ad un fenomeno che hanno vissuto e che, pur nelle trasformazioni dettate dai tempi, li affianca ancora oggi.
  • Potere del passaparola: per mantenere il meccanismo di collegamento a cascata tra i punti della nostra argomentazione, il fatto che Pokémon GO sappia toccare delle corde emotive negli utenti li spinge a parlarne, a commentare, a condividere. A ben vedere, infatti, non abbiamo visto in giro molte pubblicità “ufficiali” per questa app; tuttavia ne siamo stati comunque travolti tramite media, conoscenti e Social.

Hai già qualche domanda?

Prosegui la lettura. Ma se non vedi l’ora di chiacchierare con noi, raccontaci qual è il tuo progetto.

La componente social

Qualcosa a questo proposito lo abbiamo già evidenziato: se è stato possibile che la maggior parte della promozione si sia sviluppata attraverso i Social Network, con successo e per azione degli utenti, allora il potere Social di Pokémon GO è già innegabile. Si può quasi affermare che gli utenti si siano messi a fare Social Marketing attraverso le immagini e i contenuti. Si tratta di un argomento che il pubblico target trova estremamente interessante, che li invoglia a condividere e rielaborare le notizie. E i contenuti, non solo quelli testuali, sono estremamente engaging:. Le anteprime del gioco o le testimonianze di chi già ha avuto occasione di testarlo hanno fatto il giro del mondo, registrando tassi di interazione spontanea altissimi.

C’è anche un altro elemento da considerare. Una volta raggiunto il livello 5, al giocatore viene chiesto di scegliere una delle tre fazioni rivali Team Valor, Team Instinct e Team Mystic. Questa è una efficace mossa di marketing, perché il potersi identificare con una squadra, condividerne le vittorie e perseguirne gli obiettivi in gruppo coinvolge maggiormente gli utenti. L’elemento di socializzazione è inoltre sia virtuale che concreto: abbiamo spiegato quali siano le modalità di gioco, che richiedono di muoversi in strade e luoghi pubblici. Incontrare altri giocatori, della propria squadra o meno, offre l’opportunità di incontro e scambio tra sconosciuti, di un tipo di contatto umano che né i tradizionali videogiochi e né quelli online permettono.

Il potere della comunicazione Social, che già ha avuto un ruolo fondamentale nel promuovere il prodotto e creare attesa per il suo rilascio, potrà sicuramente dare molto anche alle fasi successive della sua diffusione. Le community online raccolte su piattaforme quali Facebook, Twitter o Instagram sapranno non solo sfruttare le modalità e gli strumenti che già conoscono, ma qualcosa lascia presagire che sapranno anche inventarne di nuovi. E tu?

Una grande risorsa local

Se hai un’attività commerciale in qualche modo legata al local dovresti cominciare ad aguzzare l’ingegno: hai davanti un’opportunità straordinaria da non lasciarti assolutamente scappare, come acquisire nuovi clienti geolocalizzati, per esempio. Alcuni esercizi sono particolarmente avvantaggiati: quelli posizionati in zone con un grande passaggio pedonale o vicino a punti strategici segnalati dalla app come pokéstop (dove trovare oggetti speciali) o palestre (dove allenare i propri pokémon e incontrare il proprio team) attireranno di certo e senza particolari sforzi molti giocatori. Lo sforzo da parte tua sarà elaborare una strategia di marketing in grado di sfruttare questo grande vantaggio e trattenere i trainer.

Il primo consiglio che ti diamo è di scaricare il gioco, provarlo e comprenderne i meccanismi: conoscere nel dettaglio gli strumenti a tua disposizione, il contesto e le figure che lì interagiscono è il primo passo per poter concepire una strategia vincente. E non sai quanto spesso ciò venga ignorato. Fatto questo, sfrutta quello che hai imparato a favore del tuo business: trova un modo per declinare le possibilità offerte da Pokémon GO al tuo business specifico. Studia attentamente, sperimenta e dai libero sfogo alla tua creatività.

Hai un locale o un ristorante? Potresti organizzare un happy-hour per uno dei 3 team o per ciascuno di essi in differenti momenti; oppure una serata a tema in modo da incoraggiare i giocatori a radunarsi nel tuo locale per confrontarsi sul gioco. Potresti addirittura agire dall’interno sfruttando i moduli esca: sono letteralmente esche per pokémon, attivabili presso i pokéstop, con un potere d’azione di 30 minuti. Funzionano grossomodo come l’aroma per i pokémon selvatici, ma mentre quest’ultimo agisce solo per il trainer che lo ha utilizzato, il modulo esca funziona per chiunque si trovi nei paraggi. Lanciando quindi un modulo esca in un luogo specifico dal gioco, entro pochi minuti vedrai diverse persone aggirarsi attorno al punto corrispondente nel mondo reale, magari il tuo negozio o il tuo chiosco nel parco. Fidati: funziona.

A giudicare da alcune dichiarazioni di John Hanke, CEO di Niantic Labs, pare inoltre che ci sarà presto la possibilità di diventare location sponsorizzate all’interno di Pokémon GO: magari potrai far diventare i locali della tua attività un pokéstop o una palestra, incrementando così il tuo traffico reale di clienti. Potrebbero anche essere previste altre attività promozionali in collaborazione col gioco, come permettere la distribuzione di oggetti speciali come uova o moduli esca presso i negozi o, ancora, iniziative sulla base della tipologia di prodotti o servizi. Per sapere qualcosa di più preciso dobbiamo purtroppo attendere.

In conclusione

È curioso, per noi che siamo un’agenzia SEO specializzata, parlare di marketing con un piede nel web e l’altro nell’analogica realtà concreta. Eppure è questo che succede parlando di un gioco in-app che funziona sfruttando la cosiddetta realtà aumentata. Pokémon GO è geniale anche per questo, perché vive e trasporta tutti i suoi giocatori a cavallo tra due dimensioni. Ed è sempre oscillando tra questi due mondi che la app incarna uno spirito social e offre un terreno estremamente fertile per il Local Marketing. Pokémon GO è ancora in fase di sperimentazione ed il team di sviluppatori che ha alle spalle sta lavorando sia per risolvere i bug via via riscontrati che per migliorarne le prestazioni; dato però il livello di partenza, siamo più che autorizzati ad aspettarci grandi cose. 

Stefano Robbi

Stefano Robbi

C.E.O. di NetStrategy. Appassionato di digital marketing con forte propensione all'analisi quantitativa dei dati, ha dato vita al cuore digitale di NetStrategy® nel lontano 2009. Alla passione e alle competenze maturate sul campo nell’ambito del search marketing, Stefano può accostare una formazione specifica di marketing strategico, acquisita nel M.Sc. in Marketing Management all'Università Bocconi e nella pregressa esperienza presso Microsoft Italia.

Inizia a fare marketing sul serio. Parla con NetStrategy