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Il 8 gennaio, 2020

Con il termine “pubblicità su Google” s’intendono tutte quelle attività che hanno come obiettivo quello di far acquisire maggiore visibilità e quindi visite al sito dell'azienda a partire dai motori di ricerca.

L’arrivo di Internet ha rivoluzionato il concetto di “pubblicità”.

Fino a qualche anno fa, quando si nominava questo termine, la nostra mente era un susseguirsi delle seguenti immagini:

  • il Carosello della RAI;
  • gli spot che si succedono durante la visione di un programma in televisione o alla radio;
  • il volantino che viene lasciato sul parabrezza dell’automobile all’uscita del centro commerciale;
  • i cartelloni pubblicitari da scrutare nel dettaglio quando si è fermi al semaforo.

Oggi, sempre più spesso, il concetto di pubblicità viene accostato a strategie specifiche per essere visibili online.

Ciò parte dal presupposto che il consumatore del 2020 è cambiato enormemente rispetto a quello del passato: egli è divenuto parte attiva del processo d’acquisto. Senza attendere la pubblicità di un prodotto o un servizio, oggi è lui stesso a ricercare ciò di cui necessita.

E, nella maggior parte dei casi, lo fa tramite i motori di ricerca.

Quante volte ti è capitato di digitare “come fare a…” su Google per avere istruzioni su come compiere un’attività?

E quante volte, prima di recarti nello store fisico, hai cercato sul motore di ricerca il nome del prodotto di cui necessitavi per poterne conoscere meglio i dettagli?

O, ancora, ti è mai capitato d’informarti su Google in merito ad un’azienda specifica, per conoscerne i prodotti, i servizi, i prezzi e, perché no, le recensioni che la riguardano?

Il motore di ricerca è divenuto il principale punto d’appoggio di chi cerca prodotti, servizi, aziende. Dal punto di vista di queste ultime, Google rappresenta oggi una delle principali opportunità per trovare nuovi clienti e accrescere così il fatturato.

In questo articolo vediamo assieme com’è possibile sfruttare Google per fare pubblicità al nostro business, ottenendo visibilità per tutte quelle ricerche per le quali potremo essere la risposta migliore.

Pubblicità-su-Google

Cosa s’intende per “pubblicità su Google”?

Con il termine “pubblicità su Google” s’intendono tutte quelle attività che hanno come obiettivo quello di far acquisire maggiore visibilità e quindi visite al sito dell'azienda a partire dai motori di ricerca.

L’obiettivo è quello di raggiungere le prime posizioni su Google, che detiene più del 90% di tutto il traffico mondiale che passa dai motori di ricerca, come dimostrano i seguenti dati statistici:

Pubblicità su Google

Google viene utilizzato da coloro che hanno accesso ad Internet mediamente una volta al giorno. Il consumatore consulta il motore di ricerca per ricevere informazioni in merito a prodotti e servizi e alle aziende a cui affidarsi. È per questo che è fondamentale farsi trovare tra le prime posizioni nel momento in cui chiedono supporto a Google.

Per ottenere pubblicità su Google si possono percorrere 2 strade differenti: quella del SEM, che prevede la realizzazione di annunci a pagamento sul motore di ricerca, e quella della SEO, che ha come obiettivo quello di acquisire visibilità naturale, organica. 

La pubblicità su Google rientra appieno nel concetto di SEM, Search Engine Marketing, che comprende tutte quelle azioni strategiche in cui l’azienda o il libero professionista paga il motore di ricerca per ottenere visibilità immediata. In questo contesto troviamo certamente gli annunci sponsorizzati che compaiono nel momento in cui si compie una ricerca su Google.

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Non solo, comunque. La SEM comprende anche quelli che vengono definiti “annunci display”. In questo caso il concetto è simile a quello dei cartelloni pubblicitari, che però risultano visibili su siti e blog popolari e non più all’interno di parchi, parcheggi, centri commerciali.

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Gli annunci display possono derivare anche da un’efficace strategia di remarketing, che consente di recuperare quegli utenti che hanno già visitato il sito, ma non si sono tradotti in una conversione.

Nei prossimi paragrafi approfondire le modalità di creazione degli annunci sponsorizzati per keyword, che più soddisfano le esigenze di chi desidera raggiungere visibilità pressoché immediata sui motori di ricerca tramite Google Ads.

Se stai cercando strategie per sfruttare al massimo i benefit del motore di ricerca senza dover destinare un budget per la creazione di annunci sponsorizzati, corri alla fine dell’articolo: troverai le risposte che stai cercando nell’applicazione della SEO e nell’utilizzo profittevole di Google My Business.

 

Quali sono le differenze tra pubblicità tradizionale e pubblicità su Google?

Se abbiamo già una vaga idea di cosa significhi fare pubblicità su Google, ci interesserà sapere anche in che modo differisce, in termini di risultati e di costo, dalla tradizionale pubblicità (spot televisivi o alla radio, volantini e così via).

Una delle differenze principali riguarda il momento in cui si raggiungere il target. Nel caso del marketing tradizionale, l’utente viene interrotto dall’azione che sta svolgendo: per esempio, vede la pubblicità mentre sta guardando un film. Non c’è inoltre una suddivisione del target, perché l’obiettivo è quello di pescare un papabile acquirente in mezzo ad una moltitudine di consumatori.

Con la pubblicità su Google avviene l’esatto contrario. Il primo step per una strategia di marketing di questo tipo è infatti la definizione del Buyer Persona, il prototipo del proprio cliente ideale. Solamente comprendendo chi è, cosa fa e quale può essere la sua esigenza è possibile selezionare per quali keyword farsi trovare.

In questo caso non s’interromperà l’azione compiuta dall’utente: è lui stesso che troverà la nostra azienda nel momento in cui cercherà qualcosa correlato al nostro core business.

Un’altra importante differenza riguarda i costi. Gli annunci su Google normalmente si basano su un sistema PPC, ossia pay-per-clic: in pratica, l’azienda paga solamente nel momento in cui l’utente compie una conversione (clicca sull’annuncio). Ciò ovviamente è diverso da ciò che accade negli spot pubblicitari in televisione e alla radio, il cui costo d’investimento non è influenzato dall’engagement che si viene a creare con il consumatore, ossia dal risultato finale.

Quali tipologie di pubblicitÀ si possono fare su google?

Prima di approfondire i metodi per creare campagne sponsorizzate efficaci, è bene evidenziare in che modo queste ultime differiscono dai tradizionali risultati di Google, che nel gergo tecnico sono definiti “organici”.

Normalmente, nella SERP (Search Engine Results Page), i primi si trovano sopra i risultati organici alla ricerca di una determinata keyword e vengono segnalati con la dicitura “annuncio”:

Pubblicità su Google 2

Entrambi i risultati che appaiono alla ricerca del brand “Alfa Romeo” portano alla homepage del sito dedicato alla casa automobilistica di Arese. Il primo risultato, però, è sponsorizzato: lo si evince dalla scritta “annuncio” a lato; il secondo risultato è organico, ossia posizionato in modo “naturale” da Google in base alla ricerca effettuata dall’utente.


Come fare pubblicità a pagamento su Google?

Lo strumento principale per creare campagne di annunci a pagamento su Google è Google Ads, conosciuto fino a poco tempo fa come “Google AdWords”.

Google Ads è un servizio inserzionistico di Google. Esso permette di realizzare campagne di annunci che si attivano solamente quando un utente cerca una parola chiave per la quale noi possiamo essere la risposta migliore.

Ma come funziona Google Ads? Vediamo i 3 step essenziali per creare campagne sponsorizzate di successo.

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#1 La scelta delle parole chiave

Il punto di partenza di ogni campagna di annunci è sempre la ricerca delle parole chiave. Sarebbe controproducente, infatti, posizionarsi per keyword che non vengono ricercate dagli utenti o che presentano un livello di concorrenza troppo alto.

Per svolgere una selezione accurata delle parole chiave migliori per il nostro business, possiamo utilizzare il Keyword Planner, un tool gratuito che Google mette a disposizione di chi desidera creare annunci sponsorizzati. Esso permette, per l’appunto, di “pianificare” le parole chiave, studiandone il volume di ricerca e di concorrenza e compiendo così un’accurata selezione.

Vediamone il funzionamento.

Inseriamo nella barra principale del Keyword Planner la parola chiave che meglio identifica i prodotti e i servizi che offriamo.

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Oltre al volume di ricerca, al livello di concorrenza e all’offerta media di questa parola chiave, è Google Ads ad offrirci alcuni suggerimenti sulle keyword migliori per la nostra ricerca.

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Sulla base di queste parole chiave, potremo realizzare i contenuti testuali dei nostri annunci, che dovranno essere persuasivi al punto di spingere l’utente a cliccarli per conoscere meglio la nostra realtà.

Una volta definiti gli annunci e le parole chiave e stabilita l’offerta, Google Ads svolgerà un’asta automatica. In pratica, ogni qualvolta un utente digiterà come query una delle keyword che abbiamo selezionato, la piattaforma darà il via ad un processo di posizionamento dei diversi annunci, in base a molteplici parametri: l’offerta, la qualità dell’annuncio, la sua pertinenza con la ricerca e così via.

#2 Attenzione al Quality Score

Oltre ad un’accurata selezione delle parole chiave, nella gestione delle campagne di annunci sponsorizzati è fondamentale tenere conto anche di quello che viene definito “Quality Score”. Si tratta del punteggio, rapportato su una scala da 1 a 10, che Google mostra in merito agli annunci che abbiamo realizzato. Esso ci dà quindi un’indicazione della qualità della nostra campagna e, quindi, del posizionamento che potremo ottenere.

Non si conosce precisamente a quali criteri si riferisca un Quality Score, ma gli algoritmi si basano su:

  • percentuale di clic prevista. Google Ads valuta il livello di probabilità che un utente faccia clic su un annuncio;
  • pertinenza dell’annuncio. Il contenuto testuale dell’annuncio dev’essere perfettamente in linea con la keyword ricercata dal consumatore per potersi rivelare efficace e performante;
  • livello d’esperienza all’interno della landing page. Non conta solamente l’annuncio, ma anche ciò che accade dopo il clic dell’utente: la pagina di destinazione deve garantire un’ottima esperienza e risultare idonea a raggiungere la conversione definitiva.

Grazie al Quality Score potremo ottimizzare la nostra campagna, raggiungendo di volta in volta un punteggio più elevato. In questo modo, nel momento in cui parteciperemo alle aste automatiche, riusciremo ad ottenere un ranking più elevato per le singole parole chiave.

#3 Monitoraggio delle prestazioni e ottimizzazione della campagna

Sono molti coloro che accendono le campagne, per poi dimenticarsene per sempre. In realtà, una fase fondamentale per rendere performanti gli annunci riguarda proprio il monitoraggio: con costanza e pazienza, sarà possibile ottimizzare la strategia e renderla profittevole per la nostra attività.

Il punto di riferimento per un’ottimizzazione della campagna è sempre Google Analytics: grazie a questo strumento è possibile comprendere quanti utenti stanno arrivando al nostro sito per mezzo delle campagne PPC e, soprattutto, quanti di questi poi divengono clienti della nostra azienda.

Nel monitoraggio degli annunci, che dev’essere svolto almeno a cadenza settimanale, è fondamentale concentrarsi sulla singola parola chiave: controllando le performance e il punteggio di qualità della keyword sarà possibile mettere in pausa gli annunci che non si rivelano efficaci e destinare maggior budget a coloro che stanno portando nuovi lead (potenziali clienti).

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Quali strategie per ottenere visibilità “gratuita” su Google?

Finora ci siamo concentrati sulla strategia che rappresenta per eccellenza la pubblicità su Google. Creare campagne di annunci sponsorizzati è infatti il miglior modo per ottenere un posizionamento elevato nell’arco di pochissimo tempo.

Ma c'è un problema.

Uno dei punti di debolezza della pubblicità a pagamento su Google è che, una volta spente le campagne, se non c’è un’altra strategia di fondo, s’interrompe il flusso di utenti che arriva al sito. È per questo che la combinazione perfetta per il successo prevede l’applicazione di SEM e SEO assieme. Vediamo di cosa si tratta.

pubblicitÀ gratuita su google

 

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La strategia di ottimizzazione per i motori di ricerca (Search Engine Optimization o “SEO”) presenta il medesimo obiettivo della SEM (ottenere visibilità online) ma lo raggiunge in modo diverso. Attraverso una serie di tecniche che si sviluppano on-site e off-site, il sito acquisisce autorevolezza agli occhi del motore di ricerca e viene posizionato in alto in modo naturale – senza pagare – per determinate parole chiave.

Per ottenere ranking su Google senza accendere le campagne a pagamento è necessario prestare attenzione a:

  • user Experience. Un sito web dovrebbe presentarsi veloce nel caricamento e visualizzabile ottimamente da ogni tipo di dispositivo (desktop, smartphone, tablet). Inoltre, la sua struttura dovrebbe essere pensata per creare un percorso intuitivo e interessante per l’utente, garantendogli un’esperienza di navigazione brillante;
  • analisi e utilizzo delle keyword. Come per la SEM, anche per la SEO la selezione delle parole chiave rappresenta uno step imprescindibile: ogni pagina e ogni articolo del blog dev’essere ottimizzato per keyword ricercate dal consumatore. Ciò permetterà di creare coerenza tra ciò che egli cerca su Google e la risposta che trova nella SERP;
  • link building. Per acquisire ulteriore credibilità agli occhi del motore di ricerca è necessario che anche altri siti web e blog parlino bene di noi per mezzo di link in entrata (backlink). Ciò sarà possibile solamente realizzando contenuti editoriali di qualità, che si differenzino da tutti gli altri già esistenti sul Web.

Le attività elencate qui sopra rappresentano una minima parte della SEO, che è una disciplina molto complessa. Se desideri approfondire l’argomento, di seguito puoi trovare alcune guide:

pubblicitÀ gratuita su google a livello locale

Quella che viene definita “SEO Local” è una branca dell’ottimizzazione per i motori di ricerca che ha come obiettivo quello di ottenere ranking elevato per parole chiave geolocalizzate. Per citare un esempio, è il caso di “sartoria Verona”.

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Riuscire ad ottenere visibilità online per keyword legate ad un territorio significa farsi trovare da potenziali clienti che manifestano un bisogno che dev’essere soddisfatto nel breve periodo. Chi cerca una sartoria a Verona, probabilmente deve farsi costruire un vestito su misura o sistemare un abito che ha già nel giro di pochissimo tempo. Ancora, chi cerca un ristorante, probabilmente ha una gran fame e vorrà sedersi ad un tavolo e mangiare nell’immediato.

Nell’ambito della SEO Local è impossibile non citare Google My Business. Si tratta di un servizio che Google mette a disposizione gratuitamente per le aziende che vogliono imprimere la propria presenza sui motori di ricerca a livello geografico.

Per farlo, è necessario realizzare la scheda della propria attività e ampliarla di contenuti. Nel mostrare i differenti risultati per “sartoria Verona”, il motore di ricerca non tiene conto solamente della distanza geografica. Il ranking in questo caso è dato dallo studio della pertinenza con la richiesta dell’utente, dalla completezza della scheda, dalle recensioni e da tutti quegli elementi aggiuntivi che possono rendere più “credibile” la nostra azienda.

Per esempio, è fondamentale aggiungere immagini e video inerenti alla nostra realtà, il link che rimanda al sito web, le novità e i prodotti e così via. In questo modo possiamo offrire una panoramica completa all’utente, invogliandolo a venirci a trovare.

Desideri conoscere tutti i dettagli di Google My Business? Abbiamo preparato una guida per te: Come apparire su Google Maps: la guida completa su Google My Business. Grazie a questo articolo, inoltre, aggiungi la tua attività commerciale su Google Maps.

In conclusione…

La pubblicità su Google rappresenta oggi una delle strategie principali per raggiungere nuovi clienti online. Realizzare annunci sponsorizzati significa ottenere visibilità immediata sui motori di ricerca, che sono uno degli strumenti più utilizzati dal consumatore per cercare prodotti, servizi e aziende.

Per ottenere una massimizzazione delle performance del sito web è possibile combinare questa strategia con la SEO e l’utilizzo efficace di Google My Business, che presentano risultati duraturi nel tempo.

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Sara Stabili

SEM Specialist & Project Manager - La sua tesi sull’Inbound Marketing è stata solo l’inizio di un percorso di successo: Sara si è laureata in Marketing e Comunicazione per le Aziende con il massimo dei voti e da quel momento in poi non ha più abbandonato il mondo del digital marketing. Nel 2016 ha sviluppato un progetto volto ad aumentare awareness e consideration di un’azienda italiana leader nel proprio settore, segnando un grosso punto per NetStrategy. Oggi, Sara è la colonna portante del reparto SEM e gestisce web reputation e strategie di sviluppo per i clienti di NetStrategy.

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