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Il 12 giugno, 2019
Topic Ecommerce

Il tuo e-commerce è aperto già da un po’ ma il tasso di conversione rimane basso? Al tuo sito arrivano centinaia e centinaia di visitatori ogni giorno, ma solo in casi sporadici l’utente arriva ad acquistare? Al contrario di quanto ti era stato detto, vendere online per te si sta rivelando un’impresa tanto difficile quanto scalare l’Everest? Prima di arrovellarti il cervello, pensando di aver perso tempo e denaro in un’attività inefficace e puntando verso altri “pascoli”, è importante che tu corregga certi dettagli che non stanno funzionando. Talvolta, infatti sono proprio quelle che definiremmo “piccolezze” ad allontanare i clienti dal tuo negozio.

In questo articolo vedremo com’è possibile aumentare il tasso di conversione di un e-commerce: di seguito puoi trovare una serie di modifiche che puoi apportare ad alcuni elementi del tuo sito, che solo apparentemente non influiscono anche sul numero di vendite.  Provare per credere!

tasso-conversione

Cos’è un tasso di conversione e quando viene considerato “buono”?

tasso di conversione-1Di tasso di conversione si sente parlare spessissimo quando si è inseriti all’interno del mondo “digital”: di norma, per un sito, questo concetto indica la percentuale del numero di utenti che compilano il form di contatto sul totale dei visitatori. Nell’e-commerce, il tasso di conversione si spinge addirittura oltre e risponde alla domanda: qual è la percentuale degli utenti che acquistano qualcosa su una piattaforma online, sulla base del numero totale di visitatori che entrano? In pratica, per parlare in termini matematici, se il mio e-commerce ha 100 visitatori e 10 di questi comprano qualcosa, il tasso di conversione sarà pari al 10%. Non solo: il tasso di conversione può tenere conto di quanti inseriscono un articolo nel carrello o aggiungono i prodotti nella “lista dei desideri”. Insomma, tutto è relativo alla prospettiva da cui si vuole osservare il proprio negozio online.

Il tasso di conversione non è l’unico dato importante per un negozio online: anche il numero di visitatori e l’importo medio degli acquisti risultano elementi fondamentali e permettono di realizzare una “radiografia” completa di come sta il tuo e-commerce. Certo che, se il sito presenta un buon numero di visitatori ma questi non arrivano all’acquisto e quindi il tasso di conversione è particolarmente basso, è facile intuire che siamo in presenza di un problema. In questo caso, difficilmente il nocciolo della questione è da riscontrare nel prodotto che vendiamo: se i visitatori ci sono, significa che questi articoli vengono ricercati, ma, probabilmente, gli utenti si indirizzano principalmente verso aziende competitor (online e non).

Talvolta il problema è da ricercare nella struttura del sito, che risulta confusionaria e poco intuitiva. Una problematica del genere si riesce a percepire ad una rapida occhiata dei dati su Google Analytics: se la permanenza media sul sito degli utenti è pari ad alcuni secondi, probabilmente è proprio questo il punto su cui bisogna intervenire. Non solo, comunque: sono tantissimi i fattori che possono influire sulle vendite di un e-commerce e, di conseguenza, sul tasso di conversione.

tasso di conversione 2Ma quando un tasso di conversione viene considerato “buono”? Premettiamo subito che è veramente difficile offrire un numero univoco per ogni negozio online. Questo perché ognuno ha il proprio obiettivo personale: c’è chi fa i salti di gioia con un tasso di conversione al 2% e chi si mangerebbe le mani con un tasso pari al 5%. Questo dipende anche da quanto si è investito nel marketing attorno all’e-commerce: quello che ha il 2% di Conversion Rate potrebbe aver generato quelle vendite senza spendere un solo euro; quello che, invece, ha il tasso al 5% potrebbe averne spesi migliaia tra Facebook Ads e Google Advertising e, di conseguenza, potrebbe essere deluso dei risultati ottenuti dopo un tale investimento. Inoltre, il tasso di conversione dipende anche da quanti competitor pronti ad attaccare si hanno, se il prodotto è di nicchia oppure aperto ad un numero vasto. Ecco, come puoi notare non è facile stabilire quando un tasso di conversione è buono o fa pena. Ciononostante, abbiamo a disposizione alcune indicazioni di massima a riguardo: nel settore B2B viene considerato positivo un Conversion Rate pari al 3-4%. Se, invece, possiedi un B2C, è opportuno che tu sappia che il tasso di conversione è buono se è pari a: 1-2% nel caso di negozi a basso valore (con carrelli di massimo 50 euro), 2% nel caso di negozi a medio valore (con carrelli di massimo 300 euro) e 1% per negozi ad alto valore, con carrelli superiori ai 300 euro.

Detto ciò, se il tuo Conversion Rate è più basso rispetto ai valori indicati, è opportuno che tu ti chieda se ciò può essere dovuto all’elevato livello di concorrenza o a qualche problema intrinseco al sito. E, eventualmente, che tu riesca ad apportare le giuste correzioni per aumentare il tasso di conversione del tuo e-commerce. Vediamo quali potrebbero essere i punti da aggiustare!😊

Prima di proseguire la lettura, ti consiglio di dare un’occhiata a questi articoli, inerenti sempre al mondo dell’e-commerce:

#1 la struttura

Abbiamo già visto nella nostra premessa che uno dei motivi per i quali il tasso di conversione potrebbe risultare basso è quello di una struttura del negozio online poco efficace: un sito poco intuitivo, in cui è difficile trovare ciò che si cerca, risulta luogo inospitale per gli utenti.

Quando penso ad un sito efficace, la mia mente mi riporta sempre a Booking.com. Sarà che mi piace viaggiare o sarà che, quando non ho tempo per farlo, adoro fantasticare passando le serate a cercare hotel in giro per il mondo, ma per me questa piattaforma è il paradiso. Questo principalmente perché, ancora prima che per fare soldi con le prenotazioni, il sito è pensato per essere di facile utilizzo per l’utente. Ti basta, quindi, inserire la destinazione, le date di pernottamento e il numero di passeggeri, per essere catapultato in una serie di strutture pronte ad ospitarti. La cosa migliore appare quindi nella sezione sulla destra, dove c’è una checklist di preferenze da spuntare: appartamento o hotel? Vuoi il bagno in comune o il bagno privato? Qual è il tuo budget massimo per notte? In pratica, anche se hai solo 5 minuti di tempo per prenotare la tua vacanza, sei certo di riuscire a fare tutto: preferenza dopo preferenza, le strutture diminuiscono di numero e, alla fine, rimangono solo quelle che si adattano perfettamente alle tue esigenze. Non è quello che dovrebbe succedere con ogni sito, forse?

booking

Sulla base di questo esempio, prova a pensare se, effettivamente, anche il tuo sito risulta così intuitivo: le categorie in cui hai diviso i prodotti sono chiare e ben distinguibili? Gli articoli sono ordinati nel modo corretto, tanto che è impossibile trovare un frigorifero nella categoria degli smartphone? Hai realizzato dei filtri specifici per eliminare, progressivamente e sulla base delle necessità dell’utente, i prodotti che non gli interessano? Per l’utente è fondamentale riuscire a trovare in modo rapido tutte le informazioni di cui necessita per arrivare alla decisione finale, che riguarda: ho davvero bisogno di questo prodotto? Dove posso acquistarlo? Far atterrare un consumatore sulla tua piattaforma e presentargli un “negozio” disordinato e confusionario è come, nel gergo più comune, “tirarsi la zappa sui piedi da soli”: prova a metterti nei suoi panni e a pensare quanto tempo rimarresti all’interno di uno store in cui le categorie non sono ben definite e gli abiti da donna sono mescolati con quelli da bambini. Poco? Risposta esatta!

ecommerce 2In tutto questo contesto, ricorda di mettere in evidenza i prodotti che riesci a vendere maggiormente e che, quindi, rappresentano una “tendenza”: riuscirai ad attirare l’attenzione di molti fin da subito, senza costringerli a navigare più e più categorie prima di trovarli. Quando inizi con il processo di indicizzazione e ottimizzazione SEO, ricorda di posizionare per le parole chiave giuste il tuo negozio online: se qualcuno cerca “aspirapolvere”, non puoi farlo atterrare nella sezione dei “phon” solo perché questi sono ricercati maggiormente. Cerca di essere chiaro fin da subito e di rispondere con un tuo prodotto ad un bisogno che l’utente ha manifestato ricercando sui motori di ricerca.

Ultimo, fai in modo che il tuo e-commerce si navighi perfettamente anche da mobile. Ricorda che molti degli utenti ti troveranno tramite smartphone o tablet e che dovrai essere pronto a permettere oro il massimo della navigazione senza rallentamenti nei caricamenti e con una grafica idonea. Senza questo passaggio, che può apparire banale ma che non lo è affatto, perderesti una grande fetta del tuo pubblico e, di conseguenza, non riusciresti ad aumentare il tasso di conversione del tuo e-commerce. È inutile avere un sito perfetto in ogni suo aspetto da dispositivo fisso, se poi chi ricerca da mobile – e il numero di questi utenti sta crescendo in maniera esponenziale – scappa a gambe levate!

Vuoi far crescere il tuo E-Commerce, vendere di più e guadagnare di più? Se la  tua risposta è sì, la tua parola d'ordine sarà "tasso di conversione": scopri  subito come aumentarlo.

#2 i contenuti

Può sembrare incredibile, ma i contenuti all’interno di un e-commerce sono elementi imprescindibili. E non sto parlando solo del blog e dei testi, ma anche di molto altro. Prestare attenzione ad ogni singolo dettaglio riesce davvero a fare la differenza per il tasso di conversione del tuo e-commerce. Vediamo assieme quali sono gli aspetti che devi curare per richiamare nuovi clienti.

blog ecommerceBlog. È il contenuto principe (o "king", come si suol dire!) di tutti gli altri. “Ma io sto cercando di vendere, non di creare un giornale!” potresti ribattere. Ma il blog rientra anche nella strategia per incrementare le vendite del tuo e-commerce, per molteplici motivi. Prima di tutto, il blog ti aiuta a posizionarti al meglio all’interno dei motori di ricerca: grazie all’uso di keywords specifiche, riesci ad apparire in tantissime SERP – Search Engine Results Page, la pagina dei risultati di Google – e, di conseguenza, ad avere maggiore visibilità. È facile intuire come essere più presente nei motori di ricerca possa giovare alla tua azienda online: senza il giusto posizionamento è come se gestissi l’hotel più lussuoso, bello ed elegante del mondo, ma situato in mezzo al deserto. Sarebbe un’attività efficace?

Rientrare nel processo di ottimizzazione SEO non è l’unico benefit che il blog può portare al tuo e-commerce: grazie a questo strumento, puoi capire alla perfezione in che punto del Buyer’s Journey si trova l’utente. È all’inizio del processo decisionale? Alla fine? A metà e, quindi, ti basta dargli una spinta per raggiungere la vendita? Grazie al blog puoi rispondere alle sue necessità, alle sue domande e ai suoi dubbi e fargli capire che tu hai la risposta giusta per soddisfare i suoi bisogni.   

Infine, sempre grazie al blog, sei in grado di dirigere l’utente esattamente dove vuoi tu. Le Call to Action al suo interno potranno farlo atterrare in una landing page efficace, in cui potranno scaricare materiale o mettersi in contatto con te. I link interni, inoltre, lo condurranno ad altri articoli specifici o ai prodotti correlati ai post e, di conseguenza, dopo essersi informati, gli utenti potranno direttamente passare all’acquisto.

offerta ecommerce-1Le offerte. Si sa, più di ogni altra cosa, sono sconti esclusivi e promozioni a catturare l’attenzione dell’utente che arriva in un e-commerce: le offerte fungono anche da ottimo “passaparola” tra un cliente e l’altro, la strategia di marketing più efficace in assoluto😉. È per questo che è importante che tu metta in primo piano, all’interno del tuo negozio online, le offerte a cui gli utenti possono accedere. L’avrai notato sicuramente: molte aziende mettono le promozioni direttamente in home page, “above the fold”, nella zona visibile senza alcun movimento di scroll. Entrare in un sito e notare fin da subito la presenza di promozioni attira la curiosità più di ogni altra cosa ed è importante dare la giusta visibilità ad ogni aspetto possa portare un aumento non indifferente del tasso di conversione dell’e-commerce.

Quali sono le offerte che presentano maggior impatto sull’utente? Ovviamente, leggere percentuali di sconto elevate e promozioni 2x1 può catturare molto la sua attenzione. Inoltre, cerca di puntare anche sulla scarsità di prodotti: quante volte ti sei ritrovato a leggere “fino ad esaurimento scorte” e hai pensato che dovessi muoverti per poter accedere allo sconto prima che lo facessero tutti gli altri? Ecco, questo è un altro aspetto promozionale da considerare.

Ciò che risulta particolarmente efficace, comunque, è sempre il solito concetto: quello di creare il massimo dell’urgenza. Non dare una scadenza specifica e immediata all’offerta la rende decisamente meno appetibile, in quanto l’utente è convinto che “un giorno vale l’altro” per l’acquisto. Non è così. Tu devi puntare ad aumentare il tasso di conversione nel più breve tempo possibile: organizza offerte “super” solo per pochi giorni. In questo modo vedrai correre tra le tue braccia un’ondata di potenziali clienti che vorranno acquistare prima di subito😉!

Demo. Si tratta di una tendenza degli ultimi tempi. Come in un negozio fisico puoi toccare con mano il prodotto e, addirittura nel caso del settore dell’abbigliamento, puoi provare su di te gli abiti per vedere come ti stanno, lo stesso devi poterlo fare anche nell’e-commerce. Il potenziale cliente, oggi più che mai, ha bisogno di sapere con certezza quello che sta andando ad acquistare. Questo perché, di norma, chi acquista online lo fa principalmente per la comodità di ricevere direttamente a casa ciò che desidera e, di conseguenza, vuole evitare impicci come il reso.

sephoraÈ in questo contesto che prende piede il fenomeno delle demo. Rivolto principalmente agli e-commerce che vendono software, ma non solo, le prove gratuite per un periodo di tempo risultano una soluzione efficace sia per l’utente che per l’imprenditore: il primo può capire fin da subito se il prodotto fa al caso suo; il secondo, invece, evita di perdere denaro inutilmente con i resi. Le demo, normalmente, vengono effettuate per mezzo della realtà aumentata: è il caso di Sephora, che, come puoi leggere nell’articolo dedicato, ha reso disponibile un’app per far provare i propri cosmetici alle ragazze e alle donne che si avvicinano al suo mondo.

Un’altra soluzione importante per contenuti innovativi da presentare al proprio pubblico è quella di mostrare le testimonianze concrete di chi utilizza i tuoi prodotti: oltre alle demo, avere a disposizione le foto e le recensioni di chi ha toccato con mano gli articoli rappresenta un’ulteriore garanzia per l’utente. In questo modo, quindi, potrai incrementare la credibilità nei confronti del tuo brand. Inoltre, il potenziale cliente potrà vedere i prodotti utilizzati da "gente comune", come loro, e non modelli/e, sentendo l'azienda decisamente più vicina.

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Il segreto sta nella realizzazione di un’esperienza a 360 gradi per l’utente: quando entra nel tuo sito, deve avere la possibilità di mettere piede in un negozio fisico, rimanendo direttamente seduto a casa sua. È per questo che, maggiori saranno i contenuti che saprai offrire (testuali e non), maggiori saranno le probabilità che il potenziale cliente decida di acquistare. Riuscirai, infatti, a convincerlo in modo più semplice e rapido.

#3 le immagini

Si sa, le immagini rappresentano la priorità assoluta per un negozio online. Se nella vita di tutti i giorni è il mix tra tatto e vista a farla da padrone, nel mondo degli e-commerce tutto è concentrato sulla vista e, di conseguenza, l’effetto su questo senso dev’essere massimo. Sono da gettare, quindi, immagini sgranate, non originali (ossia, prese da altri siti) e di scarsa qualità. L’e-commerce si deve fondare su foto realizzate con strumenti appositi e di grande impatto visivo. Questo è il primo, grande, dogma dei negozi online per aumentare il tasso di conversione.

È per tutti questi motivi che è fondamentale realizzare immagini di elevata qualità per i tuoi prodotti. L’utente vuole avere un approccio con gli articoli che proponi: tu devi riuscire ad offrirgli questa esperienza. Di seguito vedremo una serie di consigli su come rendere migliori le foto, con i relativi esempi:

Chiarisci fin da subito ciò che vuoi ottenere con le tue immagini e, quindi, come dovranno essere e quale dovrà risultare l’effetto definitivo. Di quali dimensioni? In che modo vuoi strutturarle? Come rendere efficace l’user experience da questo punto di vista? È importante conoscere fin dall’inizio quali sono le esigenze a cui ti troverai di fronte nel campo della fotografia.

  • Molteplici foto per ogni prodotto.

Talvolta non basta una sola immagine per soddisfare la necessità dell’utente. È per questo motivo che, per ogni prodotto, è fondamentale che tu presenti una grande quantità di slide: il potenziale cliente deve conoscere l’articolo in ogni suo aspetto, a 360 gradi. Insomma, mostrane ogni singolo centimetro. Questa è una strategia particolarmente utile soprattutto per chi vende prodotti di lusso, in cui è necessario mettere in evidenza la qualità e il materiale di ogni articolo. Per questo motivo, se possibile, fai in modo che l’utente possa zoomare le immagini ed evidenzia i dettagli su cui vuoi far soffermare chi li osserva.

Per fare un esempio, possiamo prendere Hotel Chocolate, che produce scatole di cioccolatini di lusso. Ora, potrai sicuramente chiederti: quali immagini vuoi inserire per un prodotto come una scatola di cioccolatini? Ebbene, Hotel Chocolat mostra non solo le scatole, belle e decorate, ma anche ogni singolo cioccolatino e la disposizione di questi all’interno. In questo modo, quando l’utente acquista il prodotto, sa per certo quale sarà il prodotto, in ogni suo aspetto, che gli arriverà tra le mani.

hotel chocolat

  • Mostra il prodotto in uso.

La gente vuole sapere come funziona e in che modo si adatta un determinato prodotto alla vita di chi ha già acquistato. Per questo motivo, presentare prodotti in azione, nel loro “habitat” naturale, può rappresentare la mossa vincente. Lo sa bene, per esempio, iZettle, che fin dalla sua homepage mostra come, nella vita di tutti i giorni, su un tavolo da cucina, possa essere utilizzata quest'app nata per organizzare al meglio le vendite di ogni attività.

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Nel caso ti occupassi di e-commerce nel settore dell’abbigliamento o della gioielleria, puoi utilizzare una serie di modelli/e per mostrare come appaiono, effettivamente, gli abiti addosso a persone in carne ed ossa. In questo modo, sarà anche più facile per l’utente capire se la taglia che sta per acquistare è quella idonea.

zalando

Allo stesso modo, se, invece, vendi automobili o motocicli, sarà decisamente più efficace mostrare le prestazioni su strada dei tuoi prodotti, rispetto che all’interno di un buio showroom. In questo caso, potresti prendere in considerazione anche i video. Quelle direttamente su strada sono le immagini più utilizzate nel mondo delle case automobilistiche, come dimostra l'esempio di Alfa Romeo.

alfa romeo

  • Cerca di essere creativo.

L’originalità ripaga sempre: più un prodotto viene presentato in modo innovativo e fantasioso, maggiori saranno le probabilità di attirare la curiosità dell’utente. Per fare un esempio, prendiamo Jeni’s Splendid Ice Creams, azienda dell’Ohio che produce gelati in tutti gli Stati Uniti.

jeni's

Oltre al fatto che, proprio come i gelati, il sito è un’esplosione di colori e di freschezza, per quanto riguarda i prodotti, l’azienda avrebbe potuto optare per le immagini delle scatole. Ma ha fatto molto di più: spiccando per originalità, ha presentato i cucchiai con le varie palline di gelato. Il risultato? Tantissima acquolina in bocca e la voglia di mangiarsi un ottimo gelato…subito😉!

La fantasia, ovviamente, può essere sviluppata in modo particolare soprattutto con prodotti legati alla cucina, dove l’originalità è l’ingrediente principale, ma non solo. Ognuno può avere la propria idea specifica su come presentare i propri articoli, deve solo scoprirla e seguirla!

Questi sono solo alcuni consigli su ciò che si può fare per non perdere clienti a causa di immagini poco veritiere o di bassa qualità. Ovviamente, ogni foto dovrà essere corredata con descrizioni dettagliate, che, prima ancora che le caratteristiche principali dell’articolo (dimensioni,…), mettano in mostra le loro peculiarità. Devi, infatti, far capire all’utente perché dovrebbe scegliere te a discapito del tuo competitor. Non dimenticare di prestare attenzione alla SEO immagini!

A questo proposito, un ulteriore valore aggiunto potrebbe essere rappresentato dalla possibilità, per i tuoi clienti, di aggiungere foto dei prodotti acquistati a quelle già esistenti. Per tornare al principio e al nostro esempio, è quello che fa Booking.com. La principale piattaforma online turistica del mondo, infatti, sa bene che talvolta le immagini che offrono hotel e appartamenti non corrispondono propriamente alla realtà: è in questo caso che le foto scattate direttamente dai clienti assumono importanza e credibilità. A me, per esempio, capita spesso di scartare hotel che appaiono bellissimi solo perché privi di immagini di clienti che ci sono già stati: si tratta di un comportamento involontario, psicologico, che mi porta a provare diffidenza verso queste strutture. Per questo motivo, proprio come fa Amazon, fai in modo di rendere visibili a tutti le immagini dei tuoi clienti.

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#4 le spese di spedizione

Le spese di spedizione, tasto dolente per chiunque gestisca un e-commerce per la vendita di prodotti. Sono sicura che in più di un’occasione di sarai trovato anche tu nella situazione di pensare a come limitare le spese di spedizione. Ebbene, sappi che molti tuoi potenziali clienti potresti averli persi proprio a causa di questo: spese di spedizione più elevate di quanto avessero pensato o, addirittura, scarsa chiarezza possono provocare un esodo di utenti.

spese spedizione ecommerceCome fare per ovviare a questo problema? Innanzitutto, è bene mettere in chiaro fin da subito, con trasparenza, a quanto ammonteranno le spese di spedizione per l’utente. Mi è capitato più di una volta di inserire un paio di prodotti nel carrello, entusiasta perché rispetto al negozio fisso risparmiavo quasi una decina di euro, per poi arrivare solo alla fine del processo di acquisto e rendermi conto che la spedizione eliminava ogni possibile risparmio. Non è piacevole essere sul punto di comprare, aver già inserito tutti i dati relativi all’acquisto, per poi dover uscire perché non erano stati segnalati prima i costi della spedizione. Se non puoi eliminare il costo, fai quantomeno in modo che l’utente sia già preparato a questa spesa: sotto la descrizione di ogni prodotto, segnala anche a quanto ammonterà la spedizione. In questo modo sarai più corretto e il potenziale cliente sarà preparato fin da subito alla “batosta”: eviterai, quindi, che numerosi carrelli vengano abbandonati.

Se, ancora meglio, hai la possibilità di diminuire i costi di spedizione dal punto di vista dell’utente, puoi farlo in molteplici modi. Il più diffuso è quello di porre una soglia minima di valore del carrello per poter usufruire della spedizione gratuita. Quante volte ti sei trovato a leggere frasi del tipo: “Spedizione gratuita per ordini superiori ai 30 euro!”. Tantissime volte, immagino. Si tratta del modo più comune ed efficace per aumentare il tasso di conversione del tuo e-commerce e anche il valore medio della vendita. Un cliente che arriva al prezzo di 25 euro con i prodotti che sta per acquistare, infatti, piuttosto di spendere 5 euro di spedizione, preferirà di gran lunga spendere quel denaro per raggiungere la soglia minima.

Un altro metodo per eliminare i carrelli abbandonati a causa delle spese di spedizione è quello di utilizzare prezzi che già contengono il costo della spedizione. In pratica, i tuoi prezzi saranno un po’ più elevati rispetto alla concorrenza, ma, quantomeno, l’utente avrà la certezza di non ricevere brutte sorprese durante la fase d’acquisto.

#5 il processo d’acquisto

Se noti che molti tuoi potenziali clienti inseriscono i prodotti nel carrello ed escono alla velocità della luce dopo essere entrati nella fase d’acquisto – e, quindi, di checkout –, forse il problema è proprio da ricercare in questo punto. Sei sicuro che questo processo sia facile per ogni utente, anche quello più inesperto su Internet? Si tratta di un punto su cui devi concentrare gran parte della tua attenzione: è la fase in cui il potenziale cliente ti consegna la sua carta di credito e tu puoi raggiungere una nuova vendita. Perdere conversioni in questa fase è molto più doloroso rispetto che in ogni altra fase del processo. Ma allo stesso tempo risulta, paradossalmente, più facile trovarne una soluzione.

ecommerce 4Il primo aspetto su cui puntare è quello di permettere l’acquisto senza la creazione di un account. Come dicevamo all’inizio, è importante realizzare un sito efficace e facilmente navigabile dagli utenti, che permetta loro di acquistare (o, nel caso di Booking, di prenotare) nel giro di pochissimi minuti. Prova ora a pensare al percorso dell’utente, che arriva alla fase finale dell’acquisto e sa di dover comprare nel più breve tempo possibile, perché di lì a poco avrà un appuntamento con un cliente. E, a questo punto, quando ormai si pregustava l’acquisto, gli viene richiesto di creare un account. E, quindi, di compilare un form di registrazione infinito, di aprire la posta elettronica per confermare la registrazione, di rientrare sul sito. Minimo 5 minuti, per tutto questo processo, se ne vanno. Le soluzioni sono due: o l’utente, scocciato, esce e acquista un articolo di qualità decisamente più bassa e con un prezzo più elevato dal tuo competitor, oppure fa tutto il procedimento e arriva in ritardo all’appuntamento con il cliente. Per questo motivo, fai in modo che sul tuo e-commerce si possa acquistare qualcosa direttamente come “ospite” e, eventualmente, richiedi un indirizzo email e la password, in modo facoltativo, solo alla fine di tutto il processo: l’utente potrà decidere se vuole o meno ricevere informazioni su sconti e novità nel tuo negozio online tramite email!

Un altro aspetto della fase di acquisto in un e-commerce che allontana notevolmente i potenziali clienti è quello di consentire un solo metodo di pagamento. Non tutti, infatti, utilizzano lo stesso metodo per acquistare su Internet e tu devi essere aperto a tutte le diverse casistiche, per evitare di perdere un cliente che poteva essere soddisfatto, solo perché non ha la tessera che tu richiedi. Secondo alcune statistiche, il 56% degli utenti si aspetta diverse opzioni di pagamento durante la fase di acquisto. È per questo che devi pensare ad ogni singolo utente: concedi pagamenti per mezzo di carta di credito o di debito, carta prepagata, contrassegno e quant’altro. L’importante, in fondo, è che gli utenti paghino e non importa come, no?😉

ecommerce 5Molti di coloro che vorrebbero acquistare un prodotto nel tuo negozio, all’ultimo minuto optano per un negozio fisico. Non c’è da meravigliarsi: la diffidenza dilaga quasi quanto le truffe online e, di conseguenza, risulta difficile portare a termine un acquisto se non ci si sente sicuri al 100%. È per questo motivo che, al momento dell’inserimento dei dati degli utenti, devi saperli rassicurare. Prima di tutto, fallo con un’informativa specifica, in cui sostieni che non utilizzerai i loro dati personali per scopi esterni alla vendita. Ciò, comunque, potrebbe non bastare. A questo punto, quindi, fai in modo di non indirizzare il potenziale cliente ad un sito di terzi al momento del pagamento: potrebbe essere la procedura più sicura del mondo, ma non metterebbe a proprio agio nessuno!

Di norma, per garantire il massimo della sicurezza contro gli attacchi degli hacker, è consigliabile disporre di un certificato SSL (Secure Sockets Layer): questo ti permette di fornire una connessione sicura e di crittografare le informazioni della carta di credito dell’utente. Oltre a questo, cerca di rispettare in toto gli standard del PCI Security Standard Council.

Questi sono i suggerimenti più attuabili per assicurare che un potenziale cliente che ha già deciso di acquistare non scappi prima del momento “clou”: rendi facile e “a prova di bambino” l’intero processo e dimostra la massima trasparenza e sicurezza nei confronti dei suoi dati personali. Noterai fin da subito un aumento del tasso di conversione del tuo e-commerce.😊

Conclusione

In questo articolo abbiamo visto alcuni metodi efficaci per aumentare il tasso di conversione nel tuo e-commerce. Se non si riesce ad avere un buon numero di vendite, quantomeno sufficiente per “sopravvivere”, il problema è da ricercare in più aspetti. Ammesso che il processo SEO stia funzionando e la piattaforma online si stia ottenendo visibilità, il nocciolo della questione potrebbe essere un sito scarsamente navigabile, disordinato e confusionario: è importante impostare categorie e sezioni specifiche, oltre che i filtri per far rimanere, passo dopo passo, solo gli articoli che interessano all’utente. Se il livello di permanenza sul sito è abbastanza elevato, il problema è da ricercare altrove. Per esempio, nei contenuti: blog mal scritti o, addirittura, inesistenti e offerte poco visibili. Il primo è fondamentale per “educare” l’utente e spingerlo a prodotti o testi specifici; le offerte devono essere messe in evidenza per richiamare l’attenzione e produrre un “passaparola” fra i potenziali clienti. In questo contesto anche le demo prendono piede e permettono all’utente di fare esperienza dei prodotti prima di acquistarli. Un altro problema potrebbe essere relativo alle immagini, sgranate e di scarsa qualità. Anche in questo caso è fondamentale pianificare delle strategie precise per realizzare foto originali e fantasiose. Infine, se l’utente inserisce i prodotti nel carrello ma non arriva all’acquisto, è chiaro che il problema si riferisce alle spese di spedizione, troppo elevate e inserite con poca chiarezza solo alla fine, o la difficoltà del processo di checkout o alla scarsa sicurezza durante il pagamento.

Riuscire a focalizzarsi sul problema specifico dell’e-commerce e a trovare la giusta soluzione in questo senso è uno step fondamentale per non trovarti a dover chiudere un negozio online su cui hai speso tempo e denaro. In questo articolo ti ho dato alcuni spunti: cerca di capire quale potrebbe fare al caso tuo e adottalo. Noterai fin da subito dei notevoli miglioramenti sul tasso di conversione.

Se desideri conoscere in modo approfondito le soluzioni più efficaci per la tua azienda, contattami o prenota una consulenza. Potrai raccontarmi le tue necessità e le tue problematiche. Sulla base di queste, poi, realizzeremo la strategia per aumentare il tasso di conversione del tuo e-commerce. Ti aspetto!😊

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Letizia Poltronieri

Copywriter & Content Creator - Mossa da una grande passione per la scrittura, Letizia si è laureata in Lingue e Culture per l’Editoria all’Università di Verona, accrescendo le sue conoscenze nell’ambito della comunicazione anche in diverse lingue straniere. Con una buona conoscenza di inglese e tedesco (e molto altro), fin da giovanissima ha fatto esperienza nel campo del giornalismo e dell’editoria. Letizia ama viaggiare tanto tra le parole quanto per l’Italia e oggi, per NetStrategy, si occupa della gestione del reparto di Content Marketing.

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