Perché il mio traffico non converte?
Le 2 cause più frequenti di traffico non convertito sono la bassa qualità del traffico e i problemi di usabilità del sito. Il traffico non qualificato proviene da campagne ADV con targeting troppo ampio, da keyword informative non transazionali o da canali social che intercettano utenti in fase di awareness e non di acquisto. I problemi di usabilità si identificano analizzando il funnel di conversione in GA4: se l’abbandono è concentrato nella pagina prodotto, il problema è la scheda (immagini, descrizione, prezzo); se l’abbandono è nel checkout, il problema è la frizione nel processo di pagamento. Le 2 diagnosi richiedono interventi opposti: la prima agisce sul piano media, la seconda sul piano tecnico e UX.
Qual è la differenza tra sessione e utente nel calcolo del CR?
Una sessione è una singola visita al sito con una durata definita (termina dopo 30 minuti di inattività o alla mezzanotte); un utente è un browser o dispositivo unico che può generare più sessioni nel periodo analizzato. Il CR calcolato sulle sessioni è lo standard di riferimento per l’analisi eCommerce perché misura ogni opportunità di conversione in modo indipendente. Il CR calcolato sugli utenti unici è sempre superiore al CR per sessioni (perché il denominatore è più piccolo) e produce un dato meno confrontabile con i benchmark di mercato. In GA4, la metrica standard “Tasso di acquisto della sessione” usa le sessioni come denominatore: è il dato corretto da usare per il monitoraggio continuativo.
Come impatta la velocità del sito sulla conversione?
Ogni secondo di ritardo nel caricamento della pagina riduce il conversion rate del 7% secondo Google: un sito che impiega 5 secondi a caricarsi converte il 25-30% in meno di un sito che si carica in 2 secondi. Il parametro tecnico di riferimento è il Largest Contentful Paint (LCP), uno dei Core Web Vitals: deve essere inferiore a 2,5 secondi per non incidere negativamente sul CR. L’impatto è maggiore su mobile, dove la connessione è più variabile e la soglia di tolleranza dell’utente è più bassa. Gli interventi tecnici con il più alto impatto sull’LCP sono: compressione delle immagini in formato WebP o AVIF, utilizzo di una CDN per la distribuzione geografica delle risorse e ottimizzazione del codice JavaScript bloccante nel rendering della pagina.