Cosa sono le Start Up: differenza tra Italia e Stati Uniti

Secondo il Ministero dello sviluppo economico, le startup iscritte si assestano ormai stabilmente sopra quota 10mila.

I dati sostengono che le startup innovative sono soprattutto micro-imprese, e vantano un valore della produzione medio di poco superiore a 184,7 mila euro.

Il termine Start Up viene coniato per la prima volta in una terra molto lontana dalla nostra penisola italica: gli Stati Uniti. L’economia, la cultura e i modelli di business dai quali questo termine è scaturito sono diversi da quello italiano. A questo proposito per noi italiani diviene difficile capire con esattezza cosa l’imprenditore americano o il tech guru intenda con la parola Start Up. Certo è che forse non solo la intendiamo diversamente, ma la implementiamo anche in maniera diversa. Sei pronto a scoprire cosa significa Start Up nel nostro Paese? Partiamo allora!

Contenuti in breve:

Il modello americano

L’America è da sempre la terra delle opportunità, fin dal momento in cui si è sviluppata. Popoli diversi, negli anni, si sono spinti verso le sue coste in cerca di fortuna e di successo. Ma perché proprio l’America venne designata come il “paese dei balocchi”? Di certo ha avuto un grande e veloce sviluppo nel ‘900 ed ha dato i natali a menti brillanti che hanno contribuito ad accrescere il mito americano. Tuttavia crediamo che uno dei fattori principali del successo degli Stati Uniti d’Ameria sia la mentalità dei suoi abitanti. Gli americani ragionano per obiettivi e sono sempre in cerca di nuove sfide da vincere. Certo l’America è composta da molti Stati e si estende su di una superfice molto più grande di quella italiana, vi è quindi biodiversità sia di stili di vita che di abitudini. Tocca davvero tutti questa mentalità allora? In un modo o nell’altro sì.

La voglia di fare, costruire, inventare e innovare è insita nella cultura americana. I successi economici che questa mentalità e stile di vita ha generato sono evidenti, tra i quali il più recente mito della Silicon Valley. Tutte le Start Up di successo e le maggiori aziende tecnologiche degli ultimi anni hanno preso letteralmente vita in quella valle, divenuta ormai la Mecca dell’informatico e dell’ingegnere.

Start Up nasce proprio da qui, dalla Silicon Valley e dal boom di innovazione che ha generato. Nell’immaginario generale la Start Up viene raffigurata come una mini organizzazione formata da due ragazzi dentro un garage, modello HP. Questo esempio è forse il più emblematico, ma è probabilmente anche l’unico del suo genere. Veniamo quindi al dunque e diamo una definizione di Start Up:

Start Up è un’organizzazione temporanea con lo scopo di cercare e trovare un business model scalabile e ripetibile.

Ecco, questa definizione arriva niente meno che da Steve Blank, uno degli imprenditori più influenti della Silicon Valley e del settore tecnologico americano. Quest’uomo non è solo un imprenditore, ma possiamo tranquillamente definirlo un tech guru, specialmente per quanto riguardo le Start Up; non a caso ha dato vita alla metodologia Lean Start Up, della quale abbiamo parlato nell’articolo “Time to market Start Up: approccio Lean o tradizionale?”.

Ma cosa intende Blank con questa definizione? Per Blank la Start Up non è un’azienda di recente costituzione né un’idea non ancora implementata chiusa tra le quattro mura di un garage. La Start Up è un’organizzazione che ha come obiettivo la grandezza. Lo small business è destinato a rimanere small business, mentre l’obiettivo della Start Up è crescere velocemente (concetto che ha dato vita al Growth Hacking per Start Up) e “conquistare il mondo”. Così hanno fatto Facebook, Quora e Uber: ora non sono più Start Up, sono imprese multinazionali famose in tutto il mondo.

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Innovazione

Una caratteristica importante delle Start Up americane è il fattore innovation. Come dice Blank, per potersi posizionare velocemente sul mercato è necessario offrire al consumatore qualcosa di nuovo e diverso da ciò che già esiste. Certo non è sempre possibile inventarsi qualcosa di successo, e ciò è dimostrato dall’enorme quantità di fallimenti che riguardano proprio questo tipo di organizzazione. Il rischio, infatti, fa parte del gioco ed è considerato parte integrante della struttura della Start Up. In fin dei conti si sta cercando di sfondare un mercato già rodato con un nuovo prodotto. Alcune Start Up, poi, si sentono così potenti da poter creare addirittura un nuovo mercato e quindi un nuovo bisogno!

In America funziona proprio così: lo stratupper deve cercare un business model perseguibile e scalabile, solo in questo modo potrà avere la possibilità di crescere velocemente. Tutto sta nella velocità, perché altrettanto velocemente il mercato di riferimento si può evolvere. Ci troviamo in un periodo storico dove i cambiamenti sono all’ordine del giorno e la tecnologia continua imperterrita la sua crescita esponenziale: lo startupper deve stare al passo.

In Italia invece come funziona la Start Up? Anche le Start Up italiane puntano alla grandezza, all’innovazione e all’unicità? Scopriamolo subito.

La start up in Italia

Quando si parla di Start Up nel nostro Paese la confusione regna sovrana. Non abbiamo avuto una figura come Blank a mettere dei paletti, per cui ora la Start Up è sia “l’organizzazione temporanea con un business model scalabile e ripetibile” che la piccola impresa in fase di avvio. Negli Stati Uniti queste sono due cose ben distinte: lo small business nascente è e rimane un’attività imprenditoriale atta alla normalità e quotidianità, non alla grandezza. Che sia chiaro, questo non è un male anzi, senza imprese di piccola/media dimensione la nostra società si ritroverebbe sprovvista di molti comfort

Diciamo che un elemento fondante delle Start Up italiane è la differenziazione. Anche l’innovazione è importante, ma ciò che più conta è trovare uno spiraglio nel mercato dove inserire il proprio prodotto. Molti investitori sono interessanti non solo all’idea innovativa (estrapolata da un Business Plan adeguato) ma anche alla qualità del servizio/prodotto.

Nel nostro Paese la qualità è un elemento molto importante. L’Italia è conosciuta nel mondo per la qualità dei suoi prodotti enogastronomici, per il settore della moda e del tessile (haute coture), per il settore dell’arredamento, dove la quotidianità viene trasformata in arte, e così via. L’investitore potrebbe preferire l’idea di una catena di ristorazione o fastfood all’italiana, piuttosto che una piattaforma web innovativa che ti permetta di fare la spesa online, come Cicalia supermercato online.

In conclusione

Ciò che è certo è che la Start Up è crescita. Questa organizzazione, o come la si voglia chiamare, deve crescere velocemente e posizionarsi al meglio nel settore che la compete. La velocità è un elemento che impregna la nostra società, fatta di continui mutamenti sia a livello di consumo che di abitudini. Per questo la Start Up deve essere veloce ad afferrare la fetta di mercato alla quale punta: un attimo di incertezza o di ritardo potrebbe fare la fortuna di altri.

Speriamo questo articolo ti sia stato utile e abbia fatto chiarezza su cosa sia la Start Up e su come essa venga percepita nel nostro Paese e oltre oceano. Se vuoi approfondire la questione oppure se hai delle domande da porci a riguardo non esitare a contattarci! La nostra Agenzia di Web Marketing è a tua disposizione.

Stefano Robbi

Stefano Robbi

C.E.O. di NetStrategy. Appassionato di digital marketing con forte propensione all'analisi quantitativa dei dati, ha dato vita al cuore digitale di NetStrategy® nel lontano 2009. Alla passione e alle competenze maturate sul campo nell’ambito del search marketing, Stefano può accostare una formazione specifica di marketing strategico, acquisita nel M.Sc. in Marketing Management all'Università Bocconi e nella pregressa esperienza presso Microsoft Italia.

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