Time to market Start Up: approccio Lean o tradizionale?

Il fattore tempo è fondamentale per qualsiasi business e gli approcci principali con cui affrontarlo sono l’approccio tradizionale e l’approccio lean.

L’espressione Time To Market (talvolta indicata con l’acronimo TTM) definisce il tempo necessario per lo svolgimento del processo che va dall’ideazione e sviluppo di un prodotto o servizio fino ad arrivare alla sua commercializzazione.

Stare al passo coi tempi non è facile, specialmente in un ambiente movimentato come quello del marketing e della comunicazione. La struttura delle aziende, il metodo di sviluppo di nuovi prodotti, la mentalità imprenditoriale sono tutti elementi che hanno avuto un’evoluzione piuttosto fiacca nel corso degli anni. Tutto cambia, però, con l’avvento di Internet. Cosa succede al il time to market nelle prime decadi del XXI secolo e, più che altro, cos’è l’approccio Lean di cui si sente tanto parlare? In questo articolo abbiamo voluto rispondere proprio a queste domande.

Contenuti in breve:

Il fattore tempo

Partiamo dallo spiegare cos’è il time to market. La nostra realtà di agenzia di web marketing ha a che fare tutti i giorni con termini di questo tipo – le fantomatiche buzzword ovvero quei paroloni che ogni tanto spuntano fuori in ambiente economico-finanziario o marketing per descrivere un nuovo concetto o una nuova tecnica – ci rendiamo conto, tuttavia, che non tutti possono conoscere il significato specifico di time to market.

Il time to market definisce un processo molto ampio che comprende tutte le operazioni svolte all’interno dell’azienda o Start Up dal momento dell’ideazione del prodotto fino alla sua commercializzazione. In parole povere è il tempo investito nella progettazione e vendita di un prodotto o servizio. Il fattore tempo è infatti un’arma a doppio taglio nel business moderno: lanciare un prodotto a metà per superare la concorrenza può avere conseguenze catastrofiche sulle vendite – e sulla soddisfazione dei consumatori – mentre attardarsi perché in cerca del prodotto perfetto dà la possibilità ad altri di arrivare alla meta prima di te.

Come affrontare la questione “tempo” in maniera efficacie? Gli approcci più famosi sono sostanzialmente due: quello tradizionale e quello Lean. L’approccio tradizionale è quello che da anni viene proposto come il modo migliore per affrontare il processo di creazione e commercializzazione di un prodotto. L’approccio Lean, invece, confuta la tesi portata da quest’ultimo e propone un approccio meno severo e più snello.

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La start up e l’approccio tradizionale

Quando parliamo di approccio tradizionale non intendiamo un metodo di lavoro datato ed inefficacie; ci riferiamo semplicemente ad un approccio non in linea con la natura della Start Up. La componente statica e fissa della metodologia tradizionale fa sì che un business dinamico come quello dello startupper non possa trarvi giovamento.

L’approccio tradizionale si compone di diversi step dai quali non si può prescindere:

  • Creazione di un Business Plan completo e strutturato
  • Ricerca di investitori e sottoposizione agli stessi del Business Plan creato
  • Mettere insieme un team di lavoro
  • Creare e produrre il prodotto
  • Inserire il prodotto o servizio sul mercato
  • Pubblicizzare e vendere il più possibile

Come si evince da questa scaletta, il processo di creazione di un’attività volta alla commercializzazione di un prodotto specifico è schematico e fisso. Il primo passo è quello di creare un Business Plan. Come abbiamo detto nel nostro articolo avente per tema il Business Plan per Start Up, crediamo che un piano a lungo termine – solitamente 5 anni – sia fin troppo per una realtà ancora in incubazione.

In questo documento infatti dovrebbero essere descritti per filo e per segno quali opportunità si vogliono andare a cogliere tramite il prodotto/servizio, quali problemi si potrebbero incontrare nella realizzazione, come risolvere tali problemi, quali vantaggi il prodotto/servizio porterà al consumatore, e così via. Lo stesso include analisi di mercato accurate, analisi economiche e finanziarie nonché previsioni di ricavi futuri. Si presuppone infatti che si possa prevenire qualsiasi tipo di problema o bug di sistema attraverso un resoconto dettagliato di strategie, corredate da numeri e grafici. Certo l’analisi è importante, ma quanto tempo porta via? Dopo mesi di ricerche e scrittura, il Business Plan è pronto per fare proseliti, sia a livello di dipendenti che di investitori, perché si sa: senza budget nessuna Start Up può mettersi in marcia.

E qui arriva la sentenza: servirà tutto ciò ad una Start Up? Si, ma in maniera diversa, con l’approccio Lean.

Lean thinking

Il principio dell’approccio Lean sta nella velocità e nel “testing”. A differenza dell’approccio tradizionale, dove tutto è fisso e strutturato, l’approccio Lean è più libero e agile, e si focalizza sulla riduzione degli sprechi di tempo e di risorse. Questa è diventata una vera e proprio metodologia grazie a Eric Ries, che nel 2008 ne rivelò l’esistenza spiegandone i principi fondanti:

  • Velocità: La velocità è sicuramente molto importante nell’approccio Lean; tuttavia fare le cose troppo velocemente può denotare prodotti di scarsa qualità. Per ovviare al problema si propone di sostituire il Business Plan tradizionale (quello utilizzato anche dalle grandi aziende multinazionali) con uno più snello e meno time- wasting. Alcuni marketers americani addirittura suggeriscono di eliminare il Business Plan e di sostituirlo con uno business model canvas, ovvero un diagramma capace di spiegare quali siano i valori della Start Up e che beneficio questa riuscirà a portare al consumatore.
  • Testare: La pratica per la quale il Lean Thinking si contraddistingue è quella del test. Prima di partire con la creazione e produzione di un determinato articolo, la Start Up inizia a fare sondaggi, chiedere pareri a utenti targetizzati e a far provare il prodotto ai futuri consumatori. Solo successivamente il prodotto verrà commercializzato e, anche questa azione farà parte di un test. Il cardine di questa metodologia è, infatti, il continuo miglioramento del prodotto attraverso i feedback dei clienti. La ricerca della perfezione permette alla Start Up di posizionarsi sul mercato con un prodotto non ancora completo, ricevendo poi la possibilità si perfezionarlo man mano che la Start Up cresce.
  • Sviluppo: Come era da immaginarsi anche lo sviluppo del prodotto differisce dal classico metodo di produzione. La metodologia dietro la creazione e sviluppo del prodotto si chiama agile development, e fu pensata inizialmente per l’ambito software. Questo è un modus operandi agile e senza battute d’arresto. Completata un’operazione si passa alla successiva velocemente e senza intoppi, fino ad arrivare alla commercializzazione del prodotto sul mercato. Questo evita sprechi di tempo e di risorse-

Il Lean Thinking è una metodologia ma, come dice il nome, è anche una mentalità. Venne introdotta la primissima volta negli anni ’50 da Taiichi Ohno, allora dirigente generale della Toyota. Il settore dell’automobile era in crisi in quegli anni, e lui per mantenere l’azienda a galla decise di ridurre gli sprechi attuando una strategia manageriale differente. Con l’approccio Lean applicato alla produzione, in questo caso, evitò di mandare in fumo risorse importanti, ottimizzando allo stesso tempo la produzione.

In conclusione

Tradizionale o Lean, quale dei due approcci è il migliore? Per questa domanda non abbiamo risposta, perché entrambi possono essere validi alleati, ma dipende dal soggetto che li utilizza e dell’ambito nel quale si inserisce. Il processo di time to market per un’azienda già affermata può essere tranquillamente sviluppato tramite il caro vecchio metodo classico; quando si parla di Start Up però la cosa cambia. L’approccio Lean è senza dubbio un ottimo metodo per arrivare sul mercato in tempo. Certo dovrà subire perfezionamenti, ma ciò fa parte della strategia.

Non è facile diventare una Start Up di successo, le statistiche dimostrano una percentuale di disfatte superiore alle riuscite, tuttavia siamo convinti che con lo spirito giusto, la motivazione, un buon piano e l’aiuto di un consulente specializzato la vittoria sia dietro l’angolo. Se anche tu la pensi come noi non esitare a farcelo sapere nei commenti; se invece vuoi avere più informazioni sul mondo delle Start Up contattaci. Il team di NetStrategy è pronto ad aiutarti, anche con una consulenza marketing gratuita.

Stefano Robbi

Stefano Robbi

C.E.O. di NetStrategy. Appassionato di digital marketing con forte propensione all'analisi quantitativa dei dati, ha dato vita al cuore digitale di NetStrategy® nel lontano 2009. Alla passione e alle competenze maturate sul campo nell’ambito del search marketing, Stefano può accostare una formazione specifica di marketing strategico, acquisita nel M.Sc. in Marketing Management all'Università Bocconi e nella pregressa esperienza presso Microsoft Italia.

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