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Il 10 giugno, 2016
Topic Ecommerce

Quando si parla di SEO, a volte si dimentica che essa deve coinvolgere anche l'ottimizzazione delle immagini: soprattutto se hai un E-Commerce, non puoi trascurare una parte così importante del tuo portale. Le immagini sono infatti uno degli strumenti più efficaci che hai a disposizione per coinvolgere gli utenti, attirarli verso il tuo store online e convertirli in clienti: vuoi sfruttarle al massimo? Scopri come con queste 11 cose che devi sapere sulla loro ottimizzazione.

 SEO-Immagini-cover-800x430.jpg

Soprattutto se hai un e-commerce e punti ad aumentarne le vendite, l’ottimizzazione delle immagini è un’arte della quale devi assolutamente avere padronanza. A cominciare dall’attrarre i clienti che passeggiano tra le vetrine di Google e proseguendo col ridurre i tempi di caricamento del tuo portale, ottimizzare le immagini in ottica SEO può essere una parte vitale per la costruzione di un business online di successo.

 

Ti sei mai chiesto perché, quando fai una ricerca per immagini su Google, i tuoi prodotti non compaiono quasi mai? Oppure se sia effettivamente importante aggiungere gli alt tag sulle foto che carichi? O, ancora, se ci sia un senso nel preferire un formato specifico tra JPEG, GIF o PNG? In questo articolo troverai alcune risposte: preparati a fare un bel tuffo in 11 cose che devi sapere sulla SEO per immagini.

1- Scegli nomi descrittivi e per esteso

È molto comodo, avendo centinaia di prodotti e altrettante immagini da caricare, lasciare il nome di default che la fotocamera assegna a ciascuno scatto. Ma, prima che tu ti conceda questa abitudine, lascia che ti spieghiamo per quale motivo non sarebbe una buona idea.

È importante utilizzare delle keyword targeted che possano incrementare il ranking del tuo sito per bisogni a cui il tuo sito riesce a rispondere; in un precendente articolo abbiamo approfondito il rapporto tra le keyword e quello che potremmo chiamare SEO Marketing. Assegnare dei nomi descrittivi e contenenti termini chiave è assolutamente cruciale per l’ottimizzazione delle immagini. I crawler dei motori di ricerca non solo analizzano il testo della tua pagina, ma cercano anche le keyword nei nomi dei tuoi file immagine.

Facciamo un esempio (e rifacciamoci gli occhi!) con questa immagine:

Honda-CB-Hornet-160R

Potresti usare il nome generico, assegnato dalla fotocamera, DCMIMAGE10.jpg; tuttavia, sarebbe molto meglio nominare il file 2016-Honda-CB-Hornet-160R-rossa.jpg. Al di là di Google, pensa a come i tuoi clienti ricercheranno i prodotti sul tuo sito: che tipo di pattern è più probabile che utilizzino? Se vuoi un esempio di quanto le ricerche su Google possano essere prezione per la SEO e per il marketing in generale dai un'occhiata a questo articolo riguardante ricerca su Google e food trend: rimarrai sorpreso. Tornando a noi e al nostro esempio, probabilmente i nostri utenti centauri utilizzeranno qualcosa di simile a:

2016 Honda Hornet 160R

Honda Hornet 160R 2016

Hornet CB 160R 2016 rossa

Non puoi sapere con esattezza quale sintassi verrà utilizzata, ma puoi trovare degli ottimi suggerimenti utilizzando un tool di analisi che evidenzi quali sono le occorrenze più utilizzate dal tuo target di pubblico (Google Keywords Planner è uno dei più semplici). Sulla base di queste statistiche, troverai la formula da applicare nella scelta dei nomi per le tue immagini. La giusta strategia aiuterà in maniera decisiva la tua on-page SEO e, di conseguenza, il ranking del tuo portale. Non dimenticare che il lavoro di un'agenzia SEO va molto più in profondità, ma le presenti indicazioni sono un ottimo punto di partenza!

2- Ottimizza intelligentemente i tuoi alt tag title

Gli alt tag sono i testi alternativi che vengono mostrati al posto dell’immagine quando il browser non riesce a caricarla per qualche motivo. Ma anche quando l’immagine viene visualizzata correttamente, passandoci sopra col cursore del mouse potrai vedere il testo di questo tag (a seconda delle impostazioni del tuo browser). Anche l’attributo alt aggiunge valore al tuo sito web: curando questo elemento per ciascuna delle tue immagini contribuirai alla conquista di un ranking migliore. Di fatto, anzi, l’oculato utilizzo degli alt tag è probabilmente il metodo più efficace per fare in modo che i prodotti del tuo e-commerce risultino in evidenza su Google images o nella ricerca generica.

Diamo un’occhiata al codice sorgente di un alt tag:

Esempio-di-Alt-Tag

La priorità numero 1, quando provvedi ad ottimizzare le immagini, è di compilare per ognuna di esse il campo alt tag. Ecco alcuni suggerimenti:

  • descrivi le tue immagini per esteso, esattamente come per il nome del file: le abbreviazioni non sempre sono interpretate
  • se vendi prodotti che hanno un numero di serie o di modello, includili nell’alt tag
  • non “farcire” allo stremo i tuoi alt tag di keyword (alt=”honda hornet naked moto compra miglior prezzo sconti affare” o simili)
  • non utilizzare gli alt tag per le immagini puramente decorative: i motori di ricerca penalizzano anche l’eccessiva ottimizzazione

Spendiamo qualche parola anche per il title dell'immagine. La "letteratura" in materia di web marketing ha discusso lungamente sulla sua importanza, in particolare rapportandola a quella dell'alt tag. Non è il caso di ripercorrere qui l'intero dibattito, ma segnaliamo che Google ha esplicitamente specificato come sia l'alt tag l'elemento che gli spider tengono maggiormente in considerazione per comprendere il significato del file immagine. Il title, d'altro canto, fornisce informazioni aggiuntive a corredo. Indipendentemente da chi, fra alt tag e title, vinca questo braccio di ferro, il nostro consiglio è di sfruttare qualunque opportunità di ottimizzazione per le tue immagini. Compila dunque anche il title: per quanto riguarda la struttura ed il contenuto del testo da scegliere puoi in linea di massima rifarti alle medesime indicazioni che abbiamo suggerito per nomi e alt tag.

3- Tieni d'occhio anche il contesto

Questo punto è particolare perché riguarda un aspetto importante dell'ottimizzazione delle immagini, ma non le coinvolge direttamente: riguarda infatti il contesto nel quale esse si trovano inserite. Se entrassi in un negozio di prodotti tipici toscani e, fra insaccati e ottimi vini, trovassi la nostra fiammante Hornet, la cosa ti sembrerebbe quanto meno eccentrica, giusto? Ebbene, in qualche modo il crawler di Google prova la medesima sensazione se il significato dell'immagine inserita sulla tua pagina web non è ben contestualizzata nel testo che la precede e la segue. E Google non apprezza questo tipo di "originalità". Anche se hai un e-commerce, dunque, non sottovalutare l'importanza di un'appropriata redazione in ottica SEO dei tuoi contenuti testuali: fai in modo che introducano e forniscano dettagli in linea con il significato dell'immagine, così che Google possa giudicare il contenuto complessivo coerente, rilevante e - conseguentemente - di alta qualità.

Sempre parlando di contesto, aggiungiamo una brevissima postilla su un altro elemento che, pur essendo esterno all'immagine che tuttavia influisce molto sul suo ranking in Google images. Ci stiamo riferendo alla Domain Authority del sito web, spesso abbreviata nell'acronimo DA: si tratta di una metrica sviluppata da Moz che determina, su una scala da 1 a 100, quanto è affidabile ed autorevole il tuo sito web. È una discriminante fondamentale che i motori di ricerca utilizzano per valutare l'importanza di un dominio e, di conseguenza, la posizione da assegnargli nella pagina dei risultati. Quindi ricorda: la stessa immagine, anche ottimizzata per tutti gli altri parametri, se inserita in un sito con DA 57 avrà un ranking sicuramente maggiore rispetto a quello che avrebbe su un sito con DA 3.

Intervallo: ricapitoliamo quanto detto finora con un video

Prima di proseguire con il resto delle cose da sapere sull'ottimizzazione delle immagini, assicuriamoci di aver assimilato ciò che abbiamo trattato fino a questo punto. Fortunatamente, ci viene in aiuto un video che puoi trovare sul canale YouTube di NetStrategy e che riportiamo anche qui.

 

 

Tutto chiaro, quindi? Bene: procediamo.

 

4- Adotta una strategia per dimensioni e inquadrature

Una tendenza molto comune oggigiorno è di mostrare i prodotti da diverse angolazioni. Rimanendo sulla nostra meravigliosa Hornet, vorrai che i tuoi potenziali clienti possano ammirare più di un dettaglio: per ognuno di essi crea un alt tag differente, così da sfruttare al massimo l’opportunità SEO di queste immagini extra. Giusto per fare un esempio:

2016-Honda-CB-Hornet-160R-rossa-Scarico-singolo

2016-Honda-CB-Hornet-160R-rossa-Naked-gearbox

2016-Honda-CB-Hornet-160R-rossa-Codone-sottocoda

L’obiettivo è di aggiungere delle descrizioni ai tuoi alt tag base in modo tale che gli utenti in ricerca sul web approdino al tuo sito. Uno sforzo in più da fare, ma per il quale Google ti ricompenserà.

Potresti poi desiderare di fornire immagini più grandi ai visitatori delle tue pagine; senz’altro questo ne migliorerà la user experience. È però buona norma evitare di farne l’upload e di restringerne poi le dimensioni dal codice sorgente: questo influirà negativamente sul tempo di caricamento, dal momento che ad un’immagine più grande corrisponderà un codice più grande. Potresti piuttosto prevedere che l’opzione di vedere l’immagine ingrandita sia affidata ad un pop-up o all’apertura di una nuova pagina web separata.

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5- Riduci la dimensione dei tuoi file immagine

Qualche dato da considerare:

  • la maggior parte degli utenti aspetta circa 3 secondi per il caricamento di una pagina su computer desktop o laptop;
  • questo tempo di attesa è invece di circa 5 secondi per le connessioni da dispositivi mobili;
  • Amazon ha calcolato che un rallentamento di 1 secondo nella visualizzazione delle proprie pagine comporta la perdita di 1.6 miliardi di dollari all’anno;
  • il load time è un fattore di ranking per l’algoritmo di Google.

Sulla base di questo, è chiaro che – se non vuoi dire addio ad una parte significativa dei tuoi potenziali clienti – le tue immagini non possono impiegare 15 secondi a caricarsi. Al contrario, se riesci a diminuire la dimensione dei relativi file e incrementare così la velocità di caricamento delle pagine, meno persone “cliccheranno via” dal tuo sito.

Cosa puoi fare? Su alcune piattaforme per E-Commerce la compressione delle immagini avviene in automatico. Negli altri casi, è necessario trovare una soluzione differente. Eccone una: ottimizzare le immagini per web con Photoshop. La procedura è estremamente semplice e consiste sostanzialmente nell'utilizzare la funzione Salva per web in Adobe Photoshop: questo ti permette di adattare il file alla dimensione più bassa che ti puoi permettere, vale a dire avendo cura del fatto che la qualità dell’immagine risulti accettabile per il contesto.

Funzione-Salva-per-web-Photoshop

Se non utilizzi Photoshop hai comunque a disposizione una vasta scelta di tool online per l’editing delle immagini (ad esempio PicMonkey, Pixlr, FotoFlexer) e di applicazioni software gratuite e open-source (come Gimp).

In genere, per l’e-commerce si consiglia di mantenere le immagini al di sotto dei 70 kb: fare questo può spesso risultare complicato, ma procediamo col prossimo punto.

6- Adotta il formato giusto nel contesto giusto

Sono 3 i formati immagine più comuni e che prendiamo in considerazione: JPEG, GIF e PNG. ll primo è tale anche per “anzianità di servizio”, ed è diventato una sorta di standard de facto per il web. Le immagini .jpg possono essere compresse considerevolmente senza perdere troppo in qualità. Le immagini .gif sono di qualità inferiore rispetto ai JPEG e sono utilizzate in contesti meno esigenti come icone o elementi grafici decorativi. Il formato GIF supporta anche le animazioni, come certamente tutti i Redditor-addicted sanno. In ambito SEO va benissimo utilizzare GIF per gli elementi semplici e con pochi colori di una webpage, mentre sono poco funzionali per immagini più complesse e dettagliate come le fotografie.

Le immagini PNG hanno preso piede come alternativa al formato GIF: supportano più colori e non sono lossy, cioè non comportano la perdita di parte delle informazioni originali durante la fase di compressione e decompressione dei dati. Le dimensioni dei file .png possono comunque essere molto maggiori dei corrispettivi in JPEG, perciò il loro uso deve essere dosato con attenzione.

Tirando le somme:

  • per la maggioranza delle situazioni di un e-commerce il JPEG è il formato più indicato;
  • non utilizzare il formato GIF per immagini prodotto di grandi dimensioni;
  • utilizza .gif per thumbnail o elementi decorativi;
  • il PNG è una valida alternativa sia al JPEG che al GIF;
  • prova ad utilizzare il PNG-8 al posto del PNG-24.

7- Impara a gestire le thumbnail

In molti siti e-commerce vengono utilizzate le thumbnail, cioè anteprime in formato ridotto di immagini più grandi. Sono molto utili perché permettono di presentare visivamente gli articoli di una categoria senza rubare troppo spazio. L'esempio che vedi qui sotto è uno screenshot dal sito di e-commerce EMP.

Esempio-Thumbnail-EMP

Appurato che le thumbnail sono un buon alleato dell’e-commerce, dobbiamo però sottolineare che potrebbero essere anche una minaccia silenziosa per il tempo di caricamento delle tue pagine. Appaiono infatti in uno step piuttosto critico del funnel, e se portano al rallentamento delle pagine categoria possono portare alla perdita del cliente.

Fai in modo che la dimensione delle thumbnail sia la minore possibile; in questo caso vale sicuramente la pena rinunciare ad un po’ di qualità in favore di un alleggerimento del file. Anche per queste immagini, il testo degli alt tag dovrebbe differenziarsi da quello associato alla versione più grande della stessa immagine. Oltre a creare un problema di contenuti duplicati, fare il contrario potrebbe comportare anche l’indicizzazione delle thumbnail al posto delle immagini delle quali costituiscono solo le anteprime, il che non è positivo. Piuttosto, meglio non attribuire alcun alt tag alle thumbnail.

8- Utilizza una site map per le immagini

Se il tuo sito impiega delle gallerie in JavaScript, pop-up per immagini o altri “tentativi Flash” di migliorare l’esperienza di shopping complessiva, una Google image site map potrebbe aiutarti ad essere notato dal re dei motori di ricerca. I web crawler non possono scansionare le immagini che non sono richiamate dal codice sorgente della pagina: per far sì che le trovino dovrai segnalare la loro localizzazione in un’apposita mappa.

Google mette a disposizione diverse linee guida per la pubblicazione delle immagini. Puoi inoltre utilizzare l’apposita estensione di Google Sitemaps per dare al motore di ricerca delle informazioni aggiuntive sulle immagini del tuo portale; così facendo farai in modo che Google possa trovare più immagini di quante ne avrebbe localizzate normalmente.

Anche se le sitemap non garantiscono che le tue immagini siano indicizzate da Google, sicuramente migliorano l’ottimizzazione del tuo sito. Google Webmaster Tools fornisce indicazioni dettagliate su come redigerle correttamente: un elemento molto importante che viene segnalato è di corredare le immagini con le informazioni necessarie utilizzando dei tag specifici.

9- Fai attenzione agli elementi decorativi

I siti web hanno spesso un assortimento di elementi grafici come sfondi, pulsanti e cornici; nel caso dei portali e-commerce, potremmo considerare qualunque immagine che non sia di un prodotto come un elemento decorativo.

Nonostante questo tipo di immagini possano fare la differenza dal punto di vista del design, anch’essi possono gravare sulla dimensione dei file e sui tempi di caricamento. Considera pertanto di ottenere un buon compromesso tra l’estetica e la funzionalità del tuo sito: né l’una e né l’altra dovrebbero ostacolare in alcun modo la conversione dei tuoi visitatori in acquirenti.

[bctt tweet="Sul web, specie in #seoimmagini, #estetica e #funzionalità dovrebbero collaborare, non fare a pugni tra loro."]

  • scegli formati PNG-8 o GIF per cornici o pattern semplici: puoi ottenere un effetto grafico gradevole anche con pochi bytes;
  • ove possibile, sfrutta i CSS per creare elementi decorativi al posto delle immagini;
  • se vuoi utilizzare un’immagine di background, un trucco che puoi adottare per ridurne la dimensione è di tagliarne la parte centrale – che verrà coperta dal corpo della pagina – e sostituirla con una zona trasparente o in colore flat.

10- Usa con cautela la CDN

CDN-mappa-globaleL’acronimo CDN sta per Content Delivery Network. Sono costituite da insiemi di localizzazioni nel mondo che ridistribuiscono il contenuto dei tuoi server e conservano in cache i file che non richiedono un continuo aggiornamento; diversi e-commerce le utilizzano come hosting per le immagini ed altri file. Offrono un servizio che può risultare efficace per velocizzare i tempi di caricamento delle pagine e risolvere problemi di banda.

Il problema si presenta quando parliamo di backlink, i link in ingresso. Come saprai, questi sono un elemento critico per la SEO e, in linea di massima, più il tuo sito ne ha e meglio viene valutato dai motori di ricerca. Mettendo le tue immagini in host in una CDN, in pratica le rimuovi dal tuo dominio e le consegni a quello della Content Delivery Network. Quando qualcuno linka alla tua immagine, quindi, in realtà sta regalando un backlink al sito della CDN. Insomma: come in molti altri contesti, dovrai operare una valutazione costi/benefici. Qualche appunto:

  • il fatto che una pratica sia molto diffusa non la rende automaticamente la mossa migliore per il tuo specifico business;
  • se il tuo sito web deve gestire quantità molto elevate di affari ogni mese, probabilmente appoggiarsi ad una CSN può essere una buona idea per sollevarlo da problemi di banda;
  • se, invece, il tuo e-commerce muove “solo” centinaia di visitatori al giorno, è possibile che tu non abbia bisogno di un ulteriore servizio di hosting;

Ci sono poi altre criticità SEO collegate all’utilizzo di CDN sulle quali per ora non ci soffermiamo; in generale, assicurati di avere il supporto di un professionista che possa consigliarti su quali mosse siano per te le più opportune.

11- Testa le tue immagini

Il fine ultimo dell’ottimizzare le immagini è di produrre un aumento nel tuo bilancio. Abbiamo parlato di come ridurre le dimensioni delle immagini e di come fare in modo che i motori di ricerca le indicizzino; ma come possiamo verificare quali convertono maggiormente?

  • Testa il numero delle immagini prodotto per pagina: ridurre il numero delle immagini per pagina potrebbe aumentare il click-through-rate e le vendite. Ma è anche possibile che fornire più immagini in una stessa pagina (come foto di un prodotto da più angolazioni) migliori la user experience e porti quindi ad un incremento delle vendite. L’unico modo per capirlo è fare degli esperimenti.
  • Testa quali inquadrature preferiscono i tuoi clienti: scegliere, per le immagini dei prodotti, le viste che i tuoi clienti preferiscono potrebbe incentivare la loro fidelizzazione. Un modo efficace per ottenere dati a questo proposito è chiederlo direttamente ai tuoi clienti: le interviste sono di solito un ottimo mezzo per comprendere se si è sulla strada giusta.

Conclusione

L’ottimizzazione delle immagini è un’operazione che spesso viene trascurata; tuttavia è un aspetto della Search Engine Optimization che riveste un ruolo molto più determinante di quanto si pensi per il posizionamento di un sito web su Google e, quindi, per una visibilità online ideale. Se poi il sito in questione è un e-commerce, l’importanza di tale manovra è più che mai amplificata.

Se vuoi che i prodotti del tuo shop online vengano presentati ai tuoi potenziali clienti prima di quelli dei tuoi competitor, allora non puoi esimerti dal curare in maniera puntuale anche questo aspetto SEO. Armati allora di pazienza e parti alla volta del perfezionamento di alt tag, nomi, formati e dimensioni delle immagini. Se poi sentirai l’esigenza di avere dei compagni di viaggio che conoscano bene la strada, chiamaci: in NetStrategy teniamo sempre la valigia pronta.

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Stefano Robbi

C.E.O. e Amministratore di NetStrategy. Appassionato di digital marketing con forte propensione all'analisi quantitativa dei dati, ha dato vita al cuore digitale di NetStrategy® nel lontano 2009. Alla passione e alle competenze maturate sul campo nell’ambito del search marketing, Stefano può accostare una formazione specifica di marketing strategico, acquisita nel M.Sc. in Marketing Management all'Università Bocconi e nella pregressa esperienza presso Microsoft Italia.

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