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Il 1 giugno, 2018
Topic Ecommerce

Vuoi aprire un negozio e-commerce dove i tuoi clienti possano acquistare i tuoi prodotti con un solo clic e desideri sapere su cosa puntare per avere successo? Hai già un e-commerce e hai notato che non sta producendo i frutti che avevi preventivato? Vuoi conoscere le abitudini degli utenti italiani e le tendenze del 2018 nell’ambito del commercio elettronico?

Per qualsiasi motivo tu sia capitato in questo articolo, sembra proprio che tu sia interessato ad una serie di statistiche! Ecco, infatti, che di seguito potrai trovare una serie di statistiche riprese da Casaleggio Associati, che ho riadattato per offrirti un panorama completo riguardo l’e-commerce 2018 in Italia. Al termine dell’articolo saprai perfettamente su cosa puntare e quali sono i più comuni comportamenti degli italiani nell’immenso mondo del commercio elettronico. Sei pronto? Partiamo!😊

Cuore-Dot-RossoStai cercando le statistiche aggiornate al 2019? Ecco l'articolo che abbiamo preparato per te:
"Statistiche e-commerce 2019: quali sono le tendenze?".

e-commerce in italia

Premessa: l’e-commerce nel mondo

Prima di cominciare a “bombardarti” di statistiche molto precise riguardo l’Italia, ho ritenuto opportuno che osservassimo assieme qualche dato inerente al contesto mondiale dell’e-commerce. Questa premessa ti sarà di particolare aiuto per poter paragonare, successivamente, l’andamento dell’Italia nei confronti delle diverse potenze economiche online dell’intero globo.

e-commerce nel mondo

Tenendo presente che nel mondo sono più di 4 miliardi le persone che hanno accesso ad Internet, può sembrarti davvero sorprendente pensare che, durante il 2017, sono stati 1,79 miliardi gli utenti che hanno acquistato online: in pratica, quasi la metà di coloro che possiedono una connessione ad Internet si è affidato ad un e-commerce per effettuare almeno una spesa nel corso dell’anno. E questo numero è destinato ad aumentare ancora: i dati della prima metà del 2018 confermano ciò che era stato previsto da tempo, con un ulteriore incremento dell’8% nel campo del commercio elettronico.

Si tratta, per il momento, dell’unico settore in cui si registra una crescita a 2 cifre e le previsioni sono ottimistiche anche per il futuro: è per questo che è importante pensare seriamente di affidarsi all’e-commerce, sia come unico negozio di cui si possa disporre, sia come implemento di un’azienda fisica.

Come per gli scorsi anni, anche nel 2018 la Cina è entrata nel mondo dell’e-commerce dalla porta principale: si tratta, infatti, del più grande mercato elettronico del mondo, tanto che oltre la metà degli acquirenti online risiede nell’area asiatica. La Cina è seguita dagli USA, che hanno presentato nel 2017 un incremento delle vendite del 14% rispetto all’anno precedente e che si sono guadagnati, di conseguenza, la medaglia d’argento.

Per quanto riguarda la situazione europea, anche se Regno Unito, Germania e Francia restano i Paesi cardine dell’e-commerce, negli ultimi 5 anni sono l’Italia e l’Olanda ad aver vissuto una crescita esponenziale del mercato elettronico, tanto che si prevede un incremento del 14% ogni anno fino al 2021.  

In totale, in Europa il 68% degli utenti (situati principalmente nell’area occidentale del continente) fa acquisti online. Prova a pensare a quanti potenziali clienti, considerando anche – come vedremo in seguito – l’importanza che assume in questo contesto il Made in Italy, potresti raggiungere adottando tutte le tecniche giuste e di tendenza per avvicinarti a loro!

Proviamo a vedere qualche dato generale in Italia per addentrarci in questo piccolo pezzo di mondo: nel Belpaese sono 43 i milioni di italiani che dichiarano di poter accedere ad Internet attraverso dispositivo fisso o mobile, pari all’89,9% della popolazione. Molti di questi scelgono di acquistare online: nonostante l’Italia sia rimasta indietro nei primi anni di sviluppo dell’e-commerce, questo settore sta prendendo sempre più piede all’interno del nostro territorio. Piano piano, il Paese si sta allineando con il resto del mondo e questo fa ben sperare per il futuro. La voglia di raggiungere questo traguardo è dettata anche dalle statistiche: nonostante ci sia ancora chi definisce il mercato online un “fenomeno” e non una nuova realtà, i dati puntualizzano che il 74% delle aziende italiane investirà parte delle proprie risorse per poter vendere online, su piattaforma autonoma o su marketplace (come Amazon ed Ebay). In particolare, il 58% di loro lo farà tramite risorse interne, il 42% con consulenza esterna, che può essere un’agenzia che le aiuti a creare un sito e-commerce o un’azienda specializzata in pianificazione generale delle attività.

#1. Quali sono i settori più interessati all’e-commerce in Italia?

Vuoi sapere se il tuo negozio di abbigliamento potrebbe avere successo online? E la tua azienda che produce pezzi di arredamento per la casa? Vediamo assieme quali sono i settori che ottengono maggior profitto dall’e-commerce in Italia: saprai trovare una risposta alle tue domande e comprendere il livello di difficoltà di importi in un mercato online ben specifico.

e-commerce italia

Se operi nel settore dei viaggi e del tempo libero, ti farà sicuramente piacere sapere che la fetta maggiore della distribuzione del fatturato dell’e-commerce in Italia, pari al 70,4%, si riferisce proprio a questi due campi: questa percentuale è da considerare sui 35,1 miliardi di euro di fatturato prodotti nel corso del 2017 in Italia. Da dove deriva questa grande fetta di fatturato? Principalmente dalla vendita di biglietti aerei, pernottamenti in albergo e pacchetti di viaggio per quanto riguarda il turismo e dalle scommesse sportive, i biglietti per le partite e gli spettacoli e le attrezzature sportive per la sezione del tempo libero. Questo boom probabilmente è dovuto al fatto che, normalmente, alle vacanze ci si pensa la sera, quando si torna a casa – stanchissimi – dal lavoro e i bambini sono già a letto: in questi contesti, prenotare le proprie ferie online può rappresentare una comodità oltremisura. Mentre si è sdraiati sul divano, basta premere “prenota” per una vacanza o “acquista biglietto” per una partita di calcio e il gioco è fatto!😉

Se, invece, vuoi puntare su settori in crescita nell’online, puoi orientarti verso i campi di salute e bellezza, moda e alimentare, che nel corso dello scorso anno hanno preso un’impennata in termini di fatturato che va dal +24% al 39%. Cosa vogliono dire questi dati? A partire da turismo e tempo libero, ma proseguendo anche per i cosmetici (rientranti nel gruppo di “salute e bellezza”) potremmo fare una semplice considerazione: gli italiani fino ad oggi hanno dimostrato di comprare online principalmente servizi che non servono necessariamente a livello lavorativo o casalingo. Più impegnativi, infatti, risultano gli acquisti di mobili e tecnologie – qualsiasi esse siano – che richiedono sicuramente più tempo, anche se si tratta di ulteriori settori in notevole crescita.

fatturato e-commerce italia

A questo proposito, è bene ricordare che nel corso del tempo sta cambiando anche la concezione del negozio fisico, che da punto di riferimento per il potenziale cliente diventa un “touch point”. Cosa manca, infatti, all’e-commerce per divenire funzionale al 100%? Nient’altro che il fattore del “tatto”, ossia la possibilità di poter fare esperienza diretta del prodotto. Sono molte le aziende, come Zalando (se non l’hai testato personalmente lo saprai dalla famosa pubblicità con Rossella Brescia), che propongono il cambio di merce entro un tot di giorni. Ciononostante, vuoi mettere la noia di dover restituire gli articoli e attendere una settimana per avere il prodotto giusto? Ecco che il negozio fisico diventa facilmente uno “showroom”, esattamente come quelli per le automobili, che mette in mostra i prodotti, talvolta anche attraverso App di realtà aumentata. Per citare il report di Casaleggio Associati, che ben rende l’idea, “andare in negozio [in futuro] sarà considerata sempre più un’esperienza paragonabile ad andare al cinema a vedere un film, invece che guardarlo a casa”. Probabilmente è anche per questo che negli ultimi mesi sono nati numerosi “Temporary Shop”, letteralmente negozi temporanei, che, proprio come gli ambulanti, si spostano in continuazione, garantendo la presenza fisica di un marchio in diverse zone di una città o di un Paese. Di conseguenza, se stai pensando di aprire un e-commerce e buttare alle ortiche il tuo negozio fisico, non lo fare! Proponi eventi e fai toccare con mano i tuoi prodotti ai clienti: anche uno shop “reale” può divenire un ottimo punto di forza, se collegato efficacemente grazie ad una strategia multicanale che renda il tuo brand visibile online come offline.

Ritornando alle nostre statistiche, si presume che alla fine dell’anno il settore alimentare crescerà del 43% in termini di fatturato e raggiungerà il terzo posto per incremento, trovandosi subito sotto a salute e bellezza (+47%) e moda (+46%). Vorrei sottolineare anche il settore editoriale, che, nonostante l’arrivo di piattaforme digitali quali Netflix, Spotify,… trova il proprio spazio nell’e-commerce con una timida, ma convincente, crescita del 10% prevista per il 2018. Il turismo rallenterà un po’ la sua crescita, mentre i centri commerciali online (i siti che si occupano di più categorie e che, quindi, risultano più appetibili), registreranno un aumento del 113%! Impressionante, vero? 😉

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#2. Il “Made in Italy” per l’e-commerce: quanto conta?

Forse negli ultimi anni avrai pensato che, ormai, appiccicare la targhetta “Made in Italy” sia inutile, soprattutto se ci si approccia al mondo dell’e-commerce, dove non si può, come dicevamo in precedenza, “toccare con mano” la qualità di un prodotto. Beh, sono lieto di contraddirti.😉 I dati statistici, infatti, evidenziano come quello del “Made in Italy” possa diventare un ottimo valore competitivo per le aziende che si buttano nel mercato online.

made in italy

I prodotti originali, artigianali e realizzati interamente in Italia, con il tipico gusto – inconfondibile – del Belpaese, registrano continuamente dati positivi. Produrre articoli Made in Italy permette alle varie attività di accrescere la propria visibilità e incrementare la brand awareness, ossia la consapevolezza di ciò che un marchio può offrire in più rispetto a tutti gli altri presenti sul mercato. Tieni conto che il 74% delle aziende intervistate dal team di Casaleggio Associati ha evidenziato come il Made in Italy sia un “asset della propria strategia e comunicazione in rete”: in pratica, il solo fatto di nominare un prodotto realizzato in Italia fa alzare le orecchie e l’attenzione dei clienti, soprattutto se stranieri. Inoltre, il “papà” dell’e-commerce, il colosso Amazon, ha registrato per la sezione dedicata al Made in Italy un incremento del 40% sulle vendite all’estero, destinate soprattutto in Europa, USA e Giappone.

Non sei ancora convinto di tutti questi dati? Di seguito trovi un paio di aziende che hanno fatto del Made in Italy il loro cavallo di battaglia e hanno ottenuto non poco successo. Ho fatto un’attenta scrematura per non dilungarmi oltre, ma gli esempi potrebbero essere molteplici.

  • Atmosfera italiana. La sua innovatività la si scorge facilmente già dalle varie sezioni del sito: la categoria “Chi non siamo” ti farà sorridere non poco.😊 Si tratta di un’azienda di Biella che, fin dalla sua nascita, meno di una decina di anni fa, ha puntato tutto sull’e-commerce interamente basato sull’italianità. Atmosfera italiana propone specialità enogastronomiche di eccellente qualità, realizzate con prodotti esclusivamente italiani. Insomma, il Made in Italy in questo caso diventa un sinonimo di qualità e, grazie a questo, l’azienda gode oggi di grande visibilità.

Google Analytics registra per Atmosfera italiana circa 9.000 visitatori al mese, di cui gran parte sono stranieri. “Finché sono solo visitatori…” potresti pensare: ma non si tratta solo di utenti che mettono piede nel sito per poi sparire per sempre. Atmosfera italiana riesce, infatti, a vendere oltre un quintale di pasta a settimana.

Non solo una filosofia che punta esclusivamente sul Made in Italy e la concezione di qualità indiscussa che il Belpaese porta sempre con sé, ma anche riuscire a fare leva su chi è italiano ma abita all’estero è stata una strategia perfetta. Prova ad immaginare coloro che, per diversi motivi, vivono in Inghilterra e sono costretti a mangiare cibo scadente – sì, perché nel Regno Unito non si può pensare di trovare cibo di qualità! – dalla mattina alla sera: ti sei messo nei loro panni? Ecco, ora pensa a quanto poter acquistare online pacchi di buona pasta di qualità possa rappresentare un sollievo per loro e, soprattutto, un modo per sentirsi più vicino alla loro patria. Ora intuisci perché Atmosfera italiana sta avendo così tanto successo in tutto il mondo?

  • E-italy. Se pensi che, per quanto riguarda il Made in Italy, puoi sfruttare solo l’ottimo cibo, sei fuori strada!😉 Lo sa bene E-italy, che si definisce un “piccolo e-commerce boutique” e che vende tutto ciò che ha a che fare con l’artigianato italiano: opere d’arte, gioielli, pezzi di arredamento, moda! Presenta addirittura le sezioni vintage e lusso. All’interno del suo sito si dichiara una “start-up innamorata del fatto in Italia e fatto bene”, che è la filosofia primaria di tutte le aziende che sfruttano la realizzazione e la qualità dei prodotti italiani per ottenere visibilità e successo. Non solo. E-italy presenta un ulteriore obiettivo: quello di creare, attraverso i suoi articoli, “benessere sociale”, in cui l’Italia venga valorizzata in tutto e per tutto.

La passione che spinge un gruppo di persone a fondare la propria attività interamente sul prodotto italiano la si nota anche dalla categoria del sito intitolata “Il nostro pensiero”, un vero e proprio manifesto (ricorda molto il manifesto del futurismo comparso per la prima volta ne “Le Figarò”, nel lontano 1929!😉) che punta tutto su una concezione italiana prima ancora che su tutto il resto. Probabilmente è per questo che, da quando è nata, quest’attività sta raggiungendo sempre un maggior numero di potenziali clienti e si sta già garantendo una buona fetta del mercato online. Il fatto, poi, di avere a disposizione una vasta gamma di articoli per tutte le tasche (si passa, per esempio, da accessori da pochi euro per arrivare a opere d’arte da qualche migliaio di euro!) rappresenta un ulteriore valore aggiunto.

mercati esteri

Ovviamente, per potersi permettere un sito e-commerce che superi ogni tipo di confine, risulta opportuno avere dalla propria parte una piattaforma in più lingue: la percentuale di fatturato estero sul totale delle vendite online per aziende italiane è pari al 32% per le attività che dispongono di un sito multilingua; poco più della metà (19%) per le aziende che vendono in altri Paesi con un sito in sola lingua italiana. Se stai cercando di approcciarti ad un e-commerce che venda in tutto il mondo, tieni bene a mente i dati sopracitati e, soprattutto, quelli che seguiranno: il 65% delle attività vende oltreconfine; il 35% è chiuso ai soli confini italiani. Si potrebbe trattare, di conseguenza, di un ottimo modo per entrare in questo meccanismo prima che anche quel 35% decida di farne parte.

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#3. Il mobile nell’e-commerce: è davvero indispensabile?

mobile e-commerce

Mobile, mobile, mobile. Quanto si sente parlare dei dispositivi mobili per i siti e-commerce negli ultimi tempi? Ma la domanda corretta è: è davvero indispensabile poter essere trovati e vendere tramite smartphone? La risposta è quasi scontata, ma rispecchia la realtà del mondo di oggi: assolutamente sì! Ci troviamo in una società in cui, ormai, anche accendere il computer è divenuto una “perdita di tempo”, tanto che gli smartphone più evoluti possono sostituire i dispositivi fissi in tutto e per tutto. A volte, addirittura, sono più potenti. Per non parlare della comodità che deve provare l’utente quando vuole acquistare un prodotto nel tuo negozio online: deve poterlo fare tranquillamente sdraiato a letto, poco prima di addormentarsi; o mentre il parrucchiere gli fa lo shampoo; o, addirittura, durante la pausa pranzo al lavoro.

Insomma, “comodità” è la nuova parola chiave dell’e-commerce. Lo dimostrano le statistiche, sia italiane che mondiali. Nel 2017 il 42% delle sessioni nel mondo è avvenuta via mobile e il 21% si è tramutata in una vendita diretta sullo smartphone. In Italia, allo stesso modo, la percentuale di fatturato mobile sul totale delle vendite online (35,1 miliardi di euro) è stata pari al 28%, un numero in costante crescita. Per citare un esempio riguardo l’importanza del mobile, basti pensare che Booking.com, piattaforma per eccellenza dove prenotare le vacanze, genera in media 3 acquisti su 5 via mobile.

mobile

Ma perché avere un sito e-commerce ottimizzato per smartphone è così importante? Innanzitutto, come dicevamo, per un fattore di comodità: l’utente può usufruire dei numerosi vantaggi che l’e-commerce ha portato con sé (prezzi più competitivi, una vasta varietà di articoli,…) direttamente sul proprio smartphone. Per quanto riguarda il tuo benefit come attività online, grazie all’“m-commerce” puoi raggiungere l’utente nel momento esatto in cui sta cercando qualcosa. Basti pensare che l’82% dei consumatori ricerca tramite geolocalizzazione (a questo proposito, per trovare nuovi spunti di riflessione puoi leggere il nostro articolo dedicato a “Come apparire su Google Maps”). Infine, nel corso degli anni, si presume che le vendite tramite smartphone o tablet supereranno il 50% degli acquisti totali online: è proprio per questo che puntare sul mobile è indispensabile!

Cosa stai aspettando? Rendi il tuo sito e-commerce ottimizzato per mobile: fai in modo che sia responsive, ossia che si carichi in modo veloce e che si veda efficacemente sia da dispositivo fisso che da cellulare e tablet. Considera che l’utente odierno è “multichannel”: si interfaccia, cioè, su più canali prima di scegliere cosa comprare. È anche per questo che devi avere dalla tua parte un sito web efficace, che sia mobile-first e che spieghi dettagliatamente i vari prodotti, aumentando la possibilità di vendere.

In questo ambito, ho ripreso una serie di statistiche dal blog di mailup, con lo scopo di offrirti una serie di dati significativi relativi al mobile-commerce in Italia. Secondo una ricerca condotta dal Politecnico di Milano, per il 50% di chi naviga su Internet, il mobile ha sostituito il PC, mentre il 38% sostiene che i 2 tipi di dispositivi abbiano la stessa valenza. Ma i dati sicuramente più rilevanti derivano da un campione di 170 aziende a cui sono state poste domande più specifiche: cos’è emerso da questo tipo di ricerca e come hanno risposto le attività di diversi settori in tema di mobile?

  • La maggior parte delle aziende – ossia, il 60% – ha già cominciato ad intraprendere azioni volte ad implementare il mobile all’interno della loro struttura: l’obiettivo è riuscire ad arrivare ad avere un’azienda considerata “mobile-centrica”;

  • Alla domanda “i vostri siti sono mobile responsive?”, il 31% delle aziende ha risposto “sì, da prima del 2016”, mentre il 17% ha cominciato ad approcciarsi a questo nuovo metodo solo negli ultimi 2 anni. Solo l’8% ha dichiarato di avere un sito forte nella visione dei dispositivi fissi e decisamente meno forte per il mobile;

  • È interessante anche vedere come le aziende si siano mosse per ottenere delle App da utilizzare principalmente da mobile: il 26% delle attività intervistate ha risposto di aver realizzato un tool per mobile con le stesse funzionalità del sito. Il 14% ritiene le App per mobile “azioni strategiche” per migliorare l’approccio con il cliente e aumentare il fatturato.

     

Come puoi constatare da tutti questi dati, le aziende italiane che hanno deciso di investire tempo e denaro per la creazione di un sito che strizzi l’occhio a coloro che entrano da mobile o per la realizzazione di un’App specifica da smartphone sono veramente tante. Per i prossimi 10 anni, infatti, le attività italiane prevedono un aumento d’efficacia delle interfacce vocali, grazie all’utilizzo dell’Assistente di Google, di Siri, Cortana, ecc… che saranno implementati e, ovviamente, permetteranno un ulteriore sviluppo del mobile. Tutte queste aziende, come puoi facilmente intuire, hanno già compreso quanto l’m-commerce, nel giro di pochi anni, da sottogruppo dell’e-commerce diventerà una realtà autonoma, e come, di conseguenza, vada incrementato all’interno della propria strategia aziendale. E tu? Hai già un sito mobile-friendly? Se no, cosa stai aspettando a renderlo tale?😉

#4. Marketing: quali sono le tecniche più utilizzate (ed efficaci) nell’e-commerce?

Un e-commerce di successo non spunta dal nulla come un fungo, ma va costantemente alimentato perché possa portare frutti maturi. Cosa significa tutto ciò? Le attività di marketing e advertising sono fondamentali per fare in modo che un negozio online ottenga la maggior visibilità possibile. La visibilità è, infatti, un elemento chiave dell’e-commerce, in quanto, di norma, un maggior numero di visite si concretizza in un maggior numero di potenziali clienti che, se stuzzicati, potranno divenire clienti o, ancora meglio, clienti abituali. Ma qual è l’approccio delle aziende italiane nei confronti del marketing? Scopriamolo assieme!

marketing-2

Innanzitutto, mi preme sottolineare che ormai televisione, radio e stampa vengono considerati mezzi troppo tradizionali e, di conseguenza, “antiquati”: è per questo che raccolgono complessivamente solo il 3% degli investimenti, anche se il 2018, ha portato un +1% rispetto all’anno precedente. La maggior parte degli investimenti delle aziende italiane in questi ambiti viene svolto per le campagne di advertising tramite parole chiave (puoi scoprirne di più leggendo il nostro articolo sull’importanza di Google Advertising): nel 2018, il 26% degli investimenti delle aziende italiane per il marketing è stato destinato proprio a questa strategia di marketing. Di conseguenza, è facilmente presumibile come Google AdWords venga considerato il canale più efficiente per raggiungere nuovi potenziali clienti: in pratica, viene considerato il mezzo più semplice e veloce da utilizzare e che richiede competenze tecniche ben al di sotto di quelle della SEO.

All’attività di SEO, ossia Search Engine Optimization (l’ottimizzazione per i motori di ricerca, per far raggiungere al proprio sito le prime posizioni all’interno di Google,…), nel 2018 è stato predisposto il 15% del budget degli investimenti delle aziende. Si tratta di un dato in leggera diminuzione (-4%) rispetto agli anni passati. Questo perché, probabilmente, le aziende si aspettano un risultato nel più breve tempo possibile. Ciò non può avvenire con la SEO, che rappresenta a tutti gli effetti un investimento nel medio, ma soprattutto, nel lungo termine.

L’attività di e-mail marketing rimane, invece, stabile al 15%. In questo contesto è bene evidenziare come, negli ultimi anni, le attività italiane si stiano affacciando in modo sempre maggiore alla Marketing Automation. Di cosa si tratta te lo spieghiamo nell’articolo completamente dedicato all’argomento: per il momento, ti basta sapere che è un processo in grado di automatizzare le attività più ripetitive del marketing, tra cui, appunto, la creazione di e-mail e newsletter. Ebbene, il 54% delle aziende intervistate da Casaleggio Associati sostiene di aver adottato servizi di marketing automation nel corso del 2017. In particolare, la maggior parte di questo numero di aziende si è servita di questa strategia principalmente per l’e-mail marketing (85%); viene utilizzata la marketing automation anche per la creazione di una landing page efficace (41%) e per l’analisi dei dati (37%). Altre attività presentano percentuali minori.

marketing e-commerce

Nell’ambito del marketing non posso evitare di soffermarmi sui social media, che ricoprono una buona fetta di investimenti, raggiungendo la medaglia d’argento, subito dopo le campagne di advertising. In particolare, al marketing tramite Social Network viene destinato il 16% del budget per gli investimenti, con un 2% in più nel 2018 rispetto al 2017. Questo dato ci indica come Facebook e co. occupino un ruolo importante nel raggiungimento della visibilità per un e-commerce e come, difficilmente, le aziende riescono a farne a meno. A proposito, quali sono i Social Network più famosi in Italia e, quindi, i preferiti dalle diverse attività? Al primo posto, com’era facile aspettarsi, c’è Facebook, seguito da Instagram, Youtube (che sta diventando una delle tendenze del digital marketing nel 2018), LinkedIn, Twitter e Google+. La preferenza per uno o per l’altro, più che dalla loro diffusione, dipende soprattutto dal settore in cui è posizionata l’azienda e dall’obiettivo che vuole perseguire. Per fare un esempio, è più probabile che un e-commerce situato nel campo del turismo prediliga l’utilizzo di Instagram, dove mettere in mostra, attraverso immagini e video, i vari Paesi del mondo. Allo stesso modo, un’azienda che si occupa di assicurazioni e consulenze di questo genere troverà con maggior facilità il proprio spazio su LinkedIn, piattaforma decisamente più professionale rispetto alle altre. In genere, Facebook viene utilizzato principalmente con lo scopo di creare un’interazione con l’utente e instaurare con lui un rapporto.

Ma quanto viene considerata efficace una Social Media Strategy dalle aziende italiane intervistate? Il 71% delle attività sostiene che Facebook sia un Social Network molto efficace, anche se la percentuale è in leggera decrescita rispetto al 2016 (72%). Instagram cresce notevolmente rispetto ad un paio di anni fa, raggiungendo il 49% di efficacia e mantenendo, di conseguenza, salda la seconda posizione in classifica. Anche Youtube aumenta la propria efficacia in confronto al 2016, con un 35% contro il 32%. Infine, LinkedIn rimane stabile al 19% e Google+ cresce in modo esponenziale, raddoppiando il risultato di 2 anni fa.

efficacia social media

Ma non è tutto oro ciò che luccica, neanche nel campo blasonato dei Social Network: nel 2018, le aziende che ritengono soddisfacente il rapporto tra attività sui social media e fatturato sono il 25%, con una diminuzione dell’8% rispetto al 2017. Il 51% sostiene che questo tipo di marketing sia “difficoltoso” (+10% rispetto allo scorso anno), in quanto non si riesce bene ad intuire che impatto abbiano i social media sulle vendite dell’azienda. il 25% delle attività ascoltate, addirittura, dichiara una totale insoddisfazione nei confronti di questa strategia, che avrebbe uno “scarso impatto sulle vendite”. Ciononostante, è bene ricordare che le aziende continueranno ad investire in questo tipo di attività: il 55% dei negozi online, addirittura, nel 2018 ha incrementato le risorse destinate ai social media e il 31% prevede addirittura un investimento costante nel corso degli anni.

efficacia social media 2

Insomma, come puoi constatare, i Social Network influenzano notevolmente gli investimenti di un’azienda. Molti sono coloro che, magari, per il momento non stanno ottenendo risultati concreti (ovviamente, il tutto dipende anche da come si impronta la propria strategia di social media marketing), ma che continuano a destinare risorse in quest’ambito, fiduciosi che nel futuro porterà ottimi frutti.

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#5. Interagire con gli utenti: le chat nel mondo dell’e-commerce

chat e-commerce

Eccola qua, la vera tendenza del 2018, che si protrae dallo scorso anno e che acquisisce, mese dopo mese, un valore sempre maggiore. Si tratta della chat, un modo strategico per riuscire ad instaurare un rapporto sincero e fidato con il proprio cliente. Della sua efficacia sono convinti in molti, tanto che viene considerato dai “più” un ottimo strumento: il 48% dei consumatori nel 2017 ha utilizzato una chat di “brand”, nominandola il mezzo preferito per mettersi in contatto con un’azienda. In questo contesto, riprendiamo ciò che dicevamo in precedenza riguardo il mobile, e cioè l’importanza della comodità. Anche la chat presenta questo beneficio: l’utente non è più costretto a mandare e-mail – talvolta molto formali – o a telefonare: può richiedere maggiori informazioni scrivendo comodamente da Whatsapp o altri tool che conosce già molto bene. A questo proposito, il 69% delle aziende dichiara di aver usufruito di soluzioni di messaggistica istantanea per dialogare con i propri clienti e, addirittura, il 52% vede questo processo come un punto di forza per accrescere il proprio business.

Quali sono, in quest’ambito, gli strumenti preferiti dalle aziende? Al primo posto c’è, ovviamente, Facebook Messenger, che ogni mese viene utilizzata da 1,3 miliardi di persone. Non sono poche le aziende che si avvalgono di Messenger per essere raggiunti dai loro potenziali clienti: il profilo di un’attività può essere facilmente collegato a questo tool per garantire all’utente la possibilità di ottenere, in qualsiasi momento e nel modo più veloce possibile, una risposta ai suoi quesiti.

whatsapp business

La medaglia d’argento va a Whatsapp, che conta 1,5 miliardi di utenti attivi al mese e che ha appena offerto anche all’Italia la possibilità di scaricare Whatsapp Business. Di cosa si tratta? Stiamo parlando di un’applicazione che ti permette di creare un profilo aziendale con il quale puoi rispondere in modo rapido ai tuoi clienti. Grazie a quest’App, puoi instaurare una relazione con loro, chiarendo i loro dubbi e fornendo informazioni. Inoltre, puoi automatizzare diverse attività (per esempio, puoi impostare un “messaggio d’assenza” quando non sei presente). Il tutto tenendo monitorati dati precisi, attraverso una sezione specifica dedicata alle statistiche. L’unica pecca di Whatsapp Business? È un’applicazione destinata solo agli utenti Android (almeno per il momento).

Come sempre, la risposta di Apple non si è fatta attendere: è di questi ultimi tempi la notizia dell’arrivo di Business Chat per IPhone. Per le sue caratteristiche, risulta molto simile a Whatsapp Business. In pratica, gli utenti possono facilmente mettersi in contatto con la tua attività, richiedendoti informazioni. E lo fanno nel modo più sicuro possibile: i potenziali clienti in cerca di chiarimenti possono decidere spontaneamente se condividere i propri dati personali (nome, numero di telefono,…) o meno, e, una volta chiusa la conversazione, le aziende non potranno più mandare messaggi, evitando anche fastidiosi messaggi di SPAM.

Non dimentichiamo in questa carrellata anche i chat bot, che rispondono a tutto ciò che viene loro richiesto, proprio come fossero umani, ma che sono solo dei robot. Si tratta di un fenomeno che ha preso il boom nel 2017 e che, in questa prima metà del 2018, si è ulteriormente affermato: il 15% dei consumatori afferma di aver utilizzato un chat bot almeno una volta per mettersi in contatto con un negozio online e di esserne rimasto particolarmente soddisfatto. I chat bot, infatti, rispondono a tutte le esigenze del One2One Marketing: li puoi trovare 7 giorni su 7 e 24 ore su 24; riescono a offrirti i migliori contenuti in base ai tuoi spostamenti all’interno del sito; si appoggiano su tool che già conosci: per esempio, Facebook Messenger, che presenta oltre 100.000 bot attivi. Insomma, i chat bot, dal punto di vista delle risposte e dei servizi che possono offrire, possono rappresentare i migliori collaboratori per il tuo e-commerce.😉

Per concludere l'analisi e per riunire in modo efficace i dati che abbiamo riportato all'interno del post, abbiamo realizzato un'infografica riassuntiva: consultala per concentrare tutti i concetti che hai trovato nel corso dell'articolo!

Infografica-E-commerce-1

Conclusione

In questo articolo abbiamo visto alcune statistiche inerenti agli acquisti online di consumatori italiani e di tutto il mondo e le strategie adottate dai negozi e-commerce per rimanere sempre “al passo con i tempi”. In particolare, abbiamo constatato quali sono i settori che più richiamano l’attenzione degli utenti che acquistano online per aziende italiane: grande è il boom per turismo e tempo libero, mentre vengono tralasciati in questo contesto i campi “casa e arredamento” e le tecnologie, sebbene stiano crescendo bene rispetto agli anni passati. A proposito di aziende italiane, abbiamo approfondito il tema del “Made in Italy”, dimostrando con le statistiche ed esempi concreti (Atmosfera italiana ed E-italy) come, attraverso l’e-commerce, utenti stranieri decidano sempre più spesso di affidarsi alla tipica qualità italiana. Procedendo per il nostro percorso, abbiamo incontrato il tema del mobile, che sempre più spesso sfida il computer: le previsioni ci dicono che, nel giro di non molti anni, lo smartphone vincerà la sua battaglia. È per questo che i siti e-commerce hanno già cominciato ad investire in migliorie atte a rendere la loro piattaforma “mobile-friendly”, ossia fruibile in modo ottimale anche da smartphone e tablet. Ci siamo, poi, chiesti quali siano le strategie di marketing più attuate dalle aziende italiane che puntano sull’online: la risposta? I servizi di advertising e i social media, che, nonostante non vengano sempre considerati efficaci, coprono una buona fetta del budget di investimenti delle varie attività. Infine, abbiamo capito, attraverso alcuni numeri, l’importanza di disporre di una chat, che può essere “reale”, svolta tra persone, o “chat bot”, attraverso robot “intelligenti”. Questo mezzo ti permette di instaurare un rapporto di fiducia con il tuo potenziale cliente e può essere considerato un valore aggiunto per il tuo business online.

Con questo articolo spero di averti aiutato a comprendere al meglio i meccanismi attorno a cui, nel 2018, sta ruotando l’e-commerce. Grazie a questa serie di dati, potrai facilmente intuire su cosa puntare – e su cosa non puntare – per il tuo negozio online. D’altronde, come ben saprai, sono le mode e le tendenze ad indirizzare il mercato da una direzione o dall’altra: conoscere le statistiche ti aiuta a scegliere la strategia migliore per la tua azienda e-commerce e ad evitare di investire tempo e denaro in attività che, a lungo andare, si dimostrano inefficaci.

Detto questo, anche per oggi è tutto. Ti aspettiamo nei nostri prossimi articoli!😊 Nel frattempo, se hai dubbi o necessiti di chiarimenti, puoi contattarmi o richiedere una consulenza. Sarò a tua disposizione per realizzare con te la migliore strategia per il tuo e-commerce.

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Mattia Mella

SEO Expert - Talento SEO di NetStrategy, Mattia si è laureato all’Università di Verona e si è poi subito immerso nel mondo degli algoritmi e delle ottimizzazioni approfondendo sul campo le sue competenze sulla Search Engine Optimization. Grazie al suo spirito analitico e all’interesse naturale per il mondo digitale, è entrato a far parte del nostro team e oggi, navigando tra una keyword e l’altra, Mattia è il SEO Expert di NetStrategy.

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