Building Future Together
Immagine di presentazione sezione sito web
Immagine di presentazione sezione sito web

ULTIMO AGGIORNAMENTO

31.05.26

La divergenza a K dei consumi italiani: cosa dicono le ricerche su Google nel 2026

SEO
home >
SEO >
La divergenza a K dei consumi italiani: cosa dicono le ricerche su Google nel 2026

Questa analisi fa parte dell' Osservatorio NetStrategy, la ricerca proprietaria con cui NetStrategy monitora le ricerche degli italiani sui motori di ricerca e i conseguenti comportamenti d'acquisto.
 
I primi dati dell'Osservatorio sono stati ripresi in esclusiva da Milano Finanza in un articolo dedicato all'evoluzione dei consumi italiani. La ricerca è stata sviluppata dal team di NetStrategy attraverso l'analisi delle ricerche Google e dei comportamenti osservati sui mercati monitorati dall'agenzia.

Cosa cambia quando cala il potere d'acquisto

Dal primo marzo 2026, dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz, in Italia sono salite di colpo le ricerche su carburanti, prezzo del petrolio e costo dei generi alimentari. Tre mesi dopo abbiamo guardato cosa è rimasto in quei dati, incrociando il monitoraggio di Google Trends, le metriche di vari eCommerce che gestiamo e l'osservazione diretta sui clienti che seguiamo in vari settori.

Il quadro è più articolato del previsto. Il calo del potere d'acquisto sta spingendo gli italiani in direzioni opposte a seconda della fascia di spesa di partenza: a parità di rincaro, le scelte si separano. Il mercato dei consumi sta assumendo una forma a K, con un ramo che sale e uno che scende.

Cosa cambia quando cala il potere d'acquisto

Le ricerche sul prezzo dei prodotti

Il controllo del prezzo entra nella spesa di tutti i giorni

Il primo segnale arriva dalla tavola. Le ricerche costruite sulla formula "quanto costa + [alimento]" sono cresciute su tutta la categoria, con un picco del 60% su base annua su beni di prima necessità, come il chilo di patate. La query "alimentari online a basso costo" è salita del 51% anno su anno.

Il dato che pesa di più è dove questo comportamento si sta diffondendo. La verifica del prezzo prima dell'acquisto sta entrando in categorie dove fino a poco tempo fa era inusuale. Le ricerche sul prezzo della Coca Cola sono cresciute del 35,9% su base annua ad aprile 2026. Una bevanda di consumo abituale finisce così nella stessa logica di confronto che fino a pochi mesi fa riguardava i beni durevoli o di lusso.

Le ricerche sul prezzo dei prodotti

L'impatto sui voli aerei

Il dato controintuitivo: il volo aereo si polarizza

Sul trasporto aereo i numeri raccontano una separazione netta. Tra gennaio e aprile 2026 le ricerche per "compagnie aeree low cost" sono calate mese dopo mese: -1%, -13%, -27% e -30% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nello stesso quadrimestre le ricerche per "business class flight" sono cresciute del 733%, 184%, 211% e 156%. In mezzo, le ricerche di "traghetti" sono salite tra l'8% e il 28% anno su anno, mese su mese.

L'impatto sui voli aerei

Le fasce premium accelerano

Messi in fila, questi tre andamenti descrivono tre pubblici diversi. Chi ha alta capacità di spesa intensifica la ricerca di prodotti premium del trasporto. Chi sta nella fascia intermedia sostituisce l'aereo low cost con il viaggio via mare. Chi si muoveva sul low cost come unico gradino di prezzo accessibile sta uscendo dal mercato del volo, perché sotto a quel gradino non c'è nient'altro.

Le fasce premium accelerano

I numeri principali

  • "quanto costa + [alimento]": fino a +60% su base annua sui beni di prima necessità
  • "alimentari online a basso costo": +51% su base annua
  • Prezzo della Coca Cola: +35,9% su base annua ad aprile 2026
  • "compagnie aeree low cost": da -1% a -30% su base annua tra gennaio e aprile
  • "business class flight": fino a +733% su base annua
  • "traghetti": da +8% a +28% su base annua

Cosa cambia per chi fa comunicazione

"Le aziende italiane si stanno muovendo in un mercato che vede una repentina polarizzazione nelle reazioni alle variazioni di prezzo", spiega Stefano Robbi, founder di NetStrategy. "Sui dati di ricerca degli italiani vediamo emergere una segmentazione molto netta dei comportamenti di consumo: chi era già al livello più basso esce dal mercato, chi era a metà cerca soluzioni alternative, chi era in alto accelera".

Commentando i risultati della ricerca anche su LinkedIn, Robbi aggiunge: "Dobbiamo evolvere le modalità con cui le aziende comunicano" continua Robbi "lo stesso messaggio, lo stesso tono e perfino la stessa promessa di prezzo arrivano in modo opposto a seconda di chi li riceve.

In un mercato che accentua la sua polarizzazione, serve essere molto precisi nella comunicazione. Conosco molte aziende che hanno le idee chiare sul loro pubblico, ma spesso si cade nella trappola "il buyer persona principale è X, ma poi comunichiamo in modo che anche Y e Z possano essere attratti".

Questo approccio potrebbe pagare sempre meno nei prossimi mesi. Bisogna scegliere bene a quale di questi pubblici ci si sta rivolgendo, e costruire posizionamento e linguaggio attorno a quello.

Accontentare anche "Y" e "Z" significa non essere chirurgici nelle comunicazioni per "X". E se non costruisci un posizionamento abbastanza forte per renderti la scelta ovvia per "X", qualcun altro lo farà.

Chi continua a rivolgersi a un "cliente medio" parla a un destinatario che sul mercato si è assottigliato. Un messaggio calibrato per accontentare tutte e tre le fasce finisce per non intercettarne nessuna.

Cosa cambia per chi fa comunicazione

Il pattern visto dalla SEO

"Sul piano SEO il fenomeno è documentabile keyword per keyword", aggiunge Mattia Mella, Head of SEO di NetStrategy. "Le SERP italiane si stanno riconfigurando intorno a intent di ricerca polarizzati. Sulle stesse categorie merceologiche crescono insieme termini come 'low cost' e 'di lusso', mentre la parte mediana si svuota. Per chi lavora sui contenuti questo significa intervenire sulle architetture editoriali: i siti che servono pubblici eterogenei oggi devono separare i percorsi in modo molto più deciso rispetto al passato."

Una trasformazione strutturale

Lo shock legato a Hormuz ha reso tutto più visibile, ma la compressione del potere d'acquisto era già in corso nei mesi precedenti. I comportamenti che si stanno consolidando hanno radici più profonde dell'evento che li ha resi evidenti, e difficilmente regrediranno con la stessa rapidità con cui sono emersi. Per chi comunica con il mercato italiano, gestire questa segmentazione è una delle priorità del 2026.

Nota metodologica

L'analisi combina tre fonti: il monitoraggio sistematico di Google Trends sulle query citate, le metriche di traffico e conversione di vari eCommerce in gestione e l'osservazione diretta dei clienti seguiti da NetStrategy in ambiti rilevanti. Le variazioni percentuali sono calcolate su base annua, confrontando il periodo gennaio-aprile 2026 con lo stesso periodo del 2025. I dati sono aggiornati ad aprile 2026.


Osservatorio NetStrategy. Analisi a cura del team di ricerca dell'agenzia. I primi dati del nostro studio sono stati ripresi in esclusiva da Milano Finanza . Lo studio completo è pubblicato integralmente da NetStrategy.

Nota metodologica

It's time to connect.

Facciamo crescere il tuo progetto insieme

Compila il form per essere contattato dal nostro team. Insieme cercheremo di capire se siamo l'agenzia giusta per aiutare la tua azienda.

Confermo di aver preso visione della privacy policy
https://strapi.netstrategy.it/uploads/sky_partner_badge_82401cf1e3.webp
https://strapi.netstrategy.it/uploads/Partner_RGB_2_f46_3b32e81856.webp
https://strapi.netstrategy.it/uploads/GA_certified2_fd8e9c8c11.webp
https://strapi.netstrategy.it/uploads/tuv_logo_694c2255d8.jpg
https://strapi.netstrategy.it/uploads/Hubspot_partner_7c0294931f.webp
https://strapi.netstrategy.it/uploads/FMP_Badges_Dark_RGB_medium2_d776f4e391.webp