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SEO audit: le tecniche per analizzare il tuo sito dalla A alla Z

Hai investito tanto nella realizzazione del tuo sito web, ma, a oggi, non riesce ad assicurarti nuovi contatti e nuove vendite?

Se, nonostante gli sforzi il tuo sito non appare su Google, mentre i tuoi concorrenti compaiono addirittura tra i primi risultati di ricerca, forse è tempo di controllare lo stato di salute SEO del tuo sito. È proprio per questo che nasce l’audit SEO, una vera e propria radiografia per le pagine del tuo sito.

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SEO audit: le tecniche per analizzare il tuo sito dalla A alla Z

Hai investito tanto nella realizzazione del tuo sito web, ma, a oggi, non riesce ad assicurarti nuovi contatti e nuove vendite?

Se, nonostante gli sforzi il tuo sito non appare su Google, mentre i tuoi concorrenti compaiono addirittura tra i primi risultati di ricerca, forse è tempo di controllare lo stato di salute SEO del tuo sito. È proprio per questo che nasce l’audit SEO, una vera e propria radiografia per le pagine del tuo sito.

Grazie a un’analisi costante per mezzo di specifiche tecniche, potrai ottimizzare la strategia SEO e finalmente potrai superare la concorrenza e aumentare visite e clienti. Ma come si svolge l’audit SEO? Scopriamolo insieme in questo articolo.

SEO-AUDIT

Che cos’è la SEO audit e perché è importante?

La SEO audit è un processo tecnico di analisi e di verifica di un sito web volto a valutarne la solidità dal punto di vista SEO. Lo scopo di questa analisi è appunto quello di identificare eventuali problemi che possono influenzare negativamente le prestazioni del sito nella SERP (Search Engine Results Page).

Per esempio, con l’audit SEO è possibile individuare falle a livello di:

  • Struttura di un sito web;
  • Architettura dell’informazione;
  • User Experience;
  • Velocità di caricamento delle pagine;
  • Scansione delle pagine da parte degli spider di Google;
  • Visibilità sui motori di ricerca;
  • Contenuto testuali.

Per poter essere davvero efficace, questa procedura deve essere eseguita almeno una volta ogni 3 mesi. Tuttavia, a livello generico, il monitoraggio del posizionamento SEO e delle visite organiche al sito dev'essere svolto costantemente, di settimana in settimana.

Ma quali sono gli step che compongono una SEO audit completa? Vediamoli nel dettaglio.

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Obiettivi strategici

Per poter avere un punto di riferimento durante l’analisi, è fondamentale stabilire preventivamente gli obiettivi strategici per la SEO, che devono essere SMART:

  • Specific (specifici);
  • Measurable (misurabili);
  • Achievable (raggiungibili);
  • Realistic (realistici);
  • Time-line (con una scadenza ben delineata).

Per esempio, è possibile definire come macro-obiettivo l’incremento del 50% delle visite organiche in 6 mesi; oppure, l’aumento del 20% dei potenziali clienti (lead) provenienti dai risultati organici nell’arco di un anno. Stabilendo il traguardo da raggiungere, sarà più facile mantenere alta l’attenzione sulla SEO e porre le basi per una strategia solida e durevole nel tempo. Inoltre, potremo avere un punto di riferimento che ci permetta di capire se stiamo andando nella direzione giusta o di individuare tempestivamente eventuali scostamenti rispetto all’obiettivo prefissato.

Analisi dei competitor e delle keyword

Come nelle strategie di marketing offline è fondamentale analizzare il comportamento della concorrenza, lo stesso accade anche nel marketing online. È questo uno dei punti di partenza della SEO audit, che comunque deve considerare che sul Web si annullano i confini geografici: la concorrenza digitale non sempre combacia quindi con i competitor tradizionali.

Lo studio dei competitor riguarda principalmente le loro azioni sul Web, il loro posizionamento sui motori di ricerca e le caratteristiche del sito web.

Qual è la visibilità del competitor su Google?

Per quali parole chiave è posizionato in prima pagina su Google?

Come sono state strutturate le pagine?

Quale esperienza di navigazione vive l’utente a contatto con il brand?

È a partire dalle risposte a queste domande che è possibile individuare punti di forza e di debolezza della concorrenza: prenderemo spunto dai primi per migliorare il nostro sito e valorizzeremo tutti quegli aspetti che risultano superficiali o assenti nei siti dei nostri competitor.

L’analisi dei competitor in relazione al nostro sito verte anche e inevitabilmente sull’analisi delle parole chiave. Studiare le keyword del nostro settore e il nostro posizionamento e quello della concorrenza per queste è uno step imprescindibile.

Stiamo puntando sulle parole chiave giuste?

In che posizione mi trovo alla ricerca delle keyword giuste per la mia azienda?

E il mio competitor dove si trova?

Sto scegliendo parole chiave troppo generiche, con un livello di concorrenza troppo elevato?

In questa fase possiamo osservare quali parole chiave portano maggior traffico di visite al nostro sito e quali conducono più efficacemente alla conversione da visita a contatto (lead). Inoltre, possiamo individuare quelle parole chiave congeniali al nostro core business ma che non stiamo ancora sfruttando al massimo.

Se stiamo tentando di posizionarci per parole chiave troppo generiche, è probabile che i risultati siano meno efficaci. Per questo, con la SEO audit andremo a definire anche tutte quelle parole chiave più specifiche – composte da minimo 3 termini – che ci permetteranno di acquisire ranking nel più breve tempo possibile.

È sulla base di queste prime informazioni che potremo quindi proseguire con un’analisi approfondita on site, volta alla risoluzione delle problematiche tecniche e al miglioramento dei contenuti presenti sul sito.

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Analisi on-site

#1 Analisi tecnica

Prima ancora di andare ad analizzare i contenuti e la struttura del sito, ci dedichiamo a tutte quelle problematiche di carattere tecnico che possono causare frizioni nell’acquisizione di ranking su Google. Il punto di partenza per ottenere posizionamento organico è infatti offrire la migliore risposta all’utente che sta cercando una parola chiave. Per questo è fondamentale che il sito si presenti pronto e accogliente non solo nei contenuti testuali, ma anche in tutti quegli elementi strettamente correlati alla User Experience.

Ecco, quindi, una lista di alcuni aspetti a cui la SEO audit deve prestare attenzione in questa fase.

  • Tempi di caricamento. L’obiettivo è quello di offrire una risposta immediata all’utente che atterra sul sito: se le pagine impiegano troppo tempo a caricarsi, è probabile che lui si spazientisca ed esca dalla pagina, entrando nel risultato di ricerca della concorrenza.
  • Contenuti duplicati. È fondamentale mostrare all’utente una risposta originale, creativa. Per questo, Google penalizza tutte quelle pagine che presentano un contenuto copiato e incollato da un’altra pagina o da un altro sito. In questa fase di analisi, si studia come proseguire per evitare questo problema: vengono creati nuovi contenuti testuali o viene utilizzato il rel=canonical? Con questo tag, viene individuata una pagina prioritaria che i crawler di Google scansioneranno più assiduamente rispetto alle pagine considerate “secondarie”.
  • Visualizzazione da mobile. Oggigiorno, sono tantissimi gli utenti che si connettono a Internet direttamente dallo smartphone o dal tablet: il sito dev’essere perfettamente visualizzabile anche da questi dispositivi.
  • File robots.txt. È necessario controllare che non siano bloccate le pagine del sito che vogliamo vengano indicizzate, altrimenti lo spider non riesce a rilevarle e, quindi, a posizionarle.
  • Errori 404. Gli errori 404 rappresentano per l’utente e per Google una navigazione interrotta: per questo, è fondamentale utilizzare tool tecnici (per esempio, Google Search Console o ScreamingFrog) per individuare queste pagine. Successivamente, si procederà con reindirizzazmenti (redirect) alle pagine attive.
  • Sitemap. La struttura e le informazioni del sito devono essere organizzate in modo chiaro e lineare, accessibile all’utente e agli spider di Google. Se non disponiamo ancora di una sitemap, realizziamola e carichiamola sul sito fare in modo che i crawler siano agevolati in fase di scansione delle pagine del sito.
  • Indicizzazione SEO. Per poter essere posizionate su Google, le pagine devono superare un processo di indicizzazione, ossia risultare visibili al motore di ricerca. Verifichiamo quindi che ogni pagina del nostro sito sia stata scansionata da Google e possa acquisire ranking.
  • Cannibalizzazione delle keyword. Se nel sito dovessero essere presenti pagine che tentano di posizionarsi per parole chiave uguali o troppo simili, Google potrebbe scegliere in autonomia quale pagina risulti migliore. Per indirizzarlo al contenuto giusto, è fondamentale quindi utilizzare il tag rel=canonical oppure ottimizzare le pagine per keyword diverse.

#2 Analisi dei contenuti

Dopo aver analizzato a fondo le caratteristiche tecniche del sito e aver risolto eventuali problematiche, si passa a un altro step decisivo per la SEO audit: quello relativo allo studio dei contenuti. Questo step risponde alle domande:

La mia attività di Content Marketing sta funzionando?

Quali articoli performano meglio e perché?

Ci sono pagine che non stanno producendo risultati in termini di visite organiche e conversioni? Se sì, perché?

I contenuti testuali devono risultare originali e educativi per l’utente: all’interno delle nostre pagine, deve trovare esattamente la risposta al suo problema. A questo ambizioso risultato si arriva per mezzo di un’analisi approfondita dei contenuti dei competitor: l’obiettivo è quello di trarre ispirazione dalle pagine già posizionate per una determinata keyword per creare qualcosa di migliore.

L’analisi dei contenuti comprende anche l’individuazione degli articoli più performanti: studiando i punti di forza e gli aspetti che li hanno resi appetibili al pubblico e a Google, sarà possibile individuare nuove linee guida e suggerimenti da seguire. E, dopo aver individuato questi elementi, potremo dedicarci all’ottimizzazione degli articoli che non stanno producendo visite.

Nel momento in cui analizziamo le pagine del nostro sito, non focalizziamoci unicamente sui testi, ma anche sui link interni, affinché non ve ne siano di interrotti o poco pertinenti. Inoltre, considereremo anche l’importanza di un utilizzo appropriato e spontaneo delle parole chiave: il discorso risulta troppo macchinoso? La keyword è inserita appositamente per la SEO e non per l’utente? In questo caso dovremo rendere i contenuti testuali più vicini al linguaggio umano. Evitiamo anche che siano presenti in modo eccessivo banner pubblicitari che potrebbero risultare fastidiosi agli utenti o interromperne la lettura.

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#3 Analisi della User Experience

La User Experience è il punto di riferimento di ogni SEO Specialist: è a partire dalla soddisfazione dell’utente che naviga nel sito che si può aspirare a un posizionamento organico elevato e a nuovi potenziali clienti. Ecco perché durante la SEO audit è fondamentale verificare come i visitatori interagiscono con le pagine, le categorie, gli elementi testuali e multimediali: quest’analisi ci aiuterà a rendere il nostro sito accogliente e ospitale, in tutto e per tutto.

In questa fase vengono studiati:

  • L’intuitività di navigazione. L’alberatura del sito dev'essere tale da assicurare un processo di navigazione rapido, facile e intuitivo all’utente. Chiediamoci, quindi, se il nostro sito presenta una struttura congeniale, se le categorie sono nel posto giusto, se il visitatore riesce a trovare esattamente ciò che sta cercando senza difficoltà.
  • L’esaustività delle informazioni. Stiamo fornendo informazioni a sufficienza? Ne stiamo fornendo troppe? Essere esaustivi significa anche essere chiari ed equilibrati, evitando di sovraccaricare l’utente di dati e notizie o di farlo rimanere con la curiosità.
  • I form di contatto. Questi elementi sono essenziali, perché permettono di convertire un utente senza un’identità in un potenziale cliente con cui avviare una trattativa commerciale. Per questo, i form di contatto devono essere presenti in ogni pagina: così facendo, l’utente può mettersi in contatto con la nostra azienda in qualsiasi momento.

Come analizzare questi aspetti? Google Analytics, tool gratuito di Google, ci permette di desumere questi dati studiando il comportamento dei visitatori del nostro sito. Se la frequenza di rimbalzo (il rapporto tra tutti coloro che entrano nel sito e coloro che decidono di uscire subito) è elevata, è probabile che siano presenti bug e sia necessario apportare modifiche o integrazioni nelle pagine. Oltre a questo dato, è fondamentale tenere in considerazione anche il tasso di conversione, il tempo medio di permanenza..

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Analisi off-site

Per migliorare la visibilità sui motori di ricerca è fondamentale applicare non solo tecniche on-site, ma anche off-site, ossia indirizzate ad acquisire autorevolezza grazie al supporto di siti esterni. È per questo che una parte della SEO audit è dedicata proprio a tutte quelle attività che hanno come obiettivo quello di ottenere link da altri domini.

In questa fase vengono verificati i backlink SEO del nostro sito: è fondamentale, infatti, che i link seguano regole specifiche per essere considerati un valore aggiunto per la nostra visibilità online. Per esempio, devono essere perfettamente pertinenti con il nostro business e provenire da domini diversi tra loro.

Un altro requisito essenziale è che il backlink derivi da un dominio considerato a sua volta autorevole: ricevere un link proveniente da un sito penalizzato potrebbe causare problemi anche al nostro sito. Nel caso in cui notassimo qualche link in ingresso dannoso per il nostro portale, dovremo procedere tempestivamente al desavow, con il quale comunichiamo a Google quali backlink non deve tenere in considerazione.

In conclusione…

Grazie alla SEO audit, possiamo realmente comprendere lo stato di salute SEO del nostro sito, monitorando le performance della strategia. Al termine di questo studio approfondito avremo quindi tra le mani un documento che mostra tutte quelle modifiche e integrazioni da effettuare per raggiungere il successo sui motori di ricerca. La posta in palio è alta: nuove visite e nuovi potenziali clienti per la nostra azienda. In questo modo, il sito diviene un’ulteriore opportunità di crescita e incremento del fatturato.

Proprio per l’importanza che ricopre, la SEO audit richiede un altissimo livello di accuratezza e normalmente viene effettuata da un SEO Specialist o SEO Strategist. Desideri conoscere lo stato di salute del tuo sito e conoscere cosa puoi fare per raggiungere la #1 posizione? Siamo qui per questo! Clicca qui e parliamo di come far crescere il tuo progetto.

Stai perdendo posizioni? Chiamaci e analizzeremo il tuo sito

 

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Stefano Robbi

C.E.O. di NetStrategy. Appassionato di digital marketing con forte propensione all'analisi quantitativa dei dati, ha dato vita al cuore digitale di NetStrategy® nel lontano 2009. Alla passione e alle competenze maturate sul campo nell’ambito del search marketing, Stefano può accostare una formazione specifica di marketing strategico, acquisita nel M.Sc. in Marketing Management all'Università Bocconi e nella pregressa esperienza presso Microsoft Italia.

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