4.1 Sui prompt commerciali il sito dell'azienda pesa poco
Misurato su Perplexity, quando un utente formula un prompt commerciale («quale azienda mi consigli per...»), solo il 17% delle fonti citate per descrivere un'azienda proviene dal sito dell'azienda stessa. Il restante 83% arriva da fonti esterne: profili LinkedIn, recensioni, directory di settore, articoli e menzioni.
Sui prompt informativi, dove l'utente cerca direttamente il brand per nome, la situazione è diversa: il 72% delle fonti citate riconduce al sito dell'azienda.
L'implicazione è netta. Nella fase in cui un potenziale cliente chiede un consiglio, che è la fase commercialmente più importante, la citazione di un'azienda si gioca in larga parte fuori dal suo sito. Il dato è coerente, e ne rappresenta una specificazione per intento, con le evidenze esterne sul peso dell'earned media (Muck Rack, 2025, 2026) e delle menzioni di brand (Ahrefs, 2025).

4.2 Per le PMI del campione la citazione è instabile
Ripetendo gli stessi prompt commerciali ogni giorno per un mese, la presenza di un'azienda nel set di aziende raccomandate non è costante. Sulle PMI del campione la variabilità settimanale media corrisponde a un coefficiente di variazione del 40%, pari a un Citation Stability Index di 60 su 100.
Il motore fa una differenza marcata.
| Motore | Coefficiente di variazione settimanale | Citation Stability Index |
Perplexity | 28% | 72 |
Gemini | 37% | 63 |
ChatGPT | 55% | 45 |
Media | 40% | 60 |
I tre valori restituiscono come media il 40% riportato, e quindi un CSI di 60. La lettura più plausibile della differenza tra motori è legata al loro funzionamento. Perplexity, che recupera un numero maggiore di fonti per ogni risposta, ancora il proprio output a evidenze esterne ed è il più stabile. ChatGPT, che si appoggia in misura maggiore alla memoria del modello, mostra la variabilità più alta.
Il campione è composto esclusivamente da PMI italiane e non include grandi brand nazionali o internazionali. È ragionevole attendersi che per aziende con un'entità molto consolidata (per esempio i grandi marketplace) la variabilità sia sensibilmente più bassa. La lettura che ne diamo è che più l'identità digitale di un'azienda è consolidata e coerente tra le fonti, più la sua citazione diventa stabile, perché il modello ha meno incertezza nel ricostruirne il profilo.

4.3 I contenuti citati sono scritti in modo semplice
Tra i contenuti che i motori citano sui prompt informativi, il 72% usa una sintassi lineare, con frasi mediamente sotto le 20 parole e poche subordinate. Il restante 28% usa una sintassi più articolata.
La lettura è che una scrittura chiara abbassa il costo con cui il modello estrae, comprende e riusa un'informazione. Il risultato è coerente con quanto rilevato dallo studio di Princeton (Aggarwal et al., 2024), secondo cui la sola ottimizzazione della leggibilità del testo, senza aggiungere contenuto, produce un aumento di visibilità del 15-30%.
4.4 Il formato è associato a una maggiore probabilità di citazione
Confrontando i contenuti che usano tabelle, elenchi puntati e dati quantitativi in apertura con quelli che ne sono privi, abbiamo osservato la differenza nella probabilità di citazione.
| Formato del contenuto | Probabilità di citazione |
Uno solo tra tabella, elenco o dato in apertura | associata a circa +25% |
Tutti e tre gli elementi combinati | associata a circa +55% |
Il confronto è osservazionale, quindi parliamo di associazione e non di un effetto causale isolato. I contenuti che usano questi formati tendono a essere anche più completi e aggiornati, e parte della differenza può dipendere da queste caratteristiche. L'ordine di grandezza resta in linea con la letteratura: lo studio di Princeton attribuisce a statistiche, citazioni e formati strutturati incrementi del 30-40%, e l'analisi di Muck Rack rileva che i contenuti citati tendono a contenere più statistiche ed elenchi.

4.5 Una sola recensione può orientare il giudizio del modello
Riportiamo questa osservazione per il suo valore qualitativo più che statistico. Tre delle 180 aziende concorrenti analizzate avevano un'unica recensione online, ed era negativa. Era l'unico segnale presente in rete sul loro conto, e i motori l'hanno ripresa, interpretata e accostata al brand nelle risposte.
Nei settori di nicchia, dove il volume di recensioni è basso, un singolo giudizio pesa in modo sproporzionato, perché non esiste un insieme più ampio di segnali a bilanciarlo.