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Il 14 giugno, 2018

Quasi tutti, al giorno d’oggi, abbiamo utilizzato almeno una volta uno strumento di riconoscimento vocale per trovare un’informazione sul motore di ricerca nel più breve tempo possibile. Che si tratti di indagare sull’età del nostro attore preferito o di trovare una consegna di pizze a domicilio, la ricerca vocale sta divenendo un vero e proprio fenomeno. È per questo che è entrata dalla porta principale delle aziende e tu devi essere pronto ad accoglierla a braccia aperte! Vuoi conoscere i migliori modi per approfittare del riconoscimento vocale, ottenendo maggiore visibilità ed evitando di perdere una grande fetta di potenziali clienti che si affida a questo strumento?

Se vuoi saperne di più riguardo il mondo delle interfacce vocali, leggi questo articolo. Al termine saprai come improntare una strategia di marketing in grado di sfruttare al meglio le loro potenzialità per il tuo business. Sei pronto? Iniziamo!😉

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Siri, Cortana, Assistente Google: cosa sono e quali sono le loro funzioni?

supercarLa voglia dell’uomo di interloquire con le macchine nasce molto tempo fa. Il sogno è proseguito nel corso dei secoli, con la realizzazione anche di veri e propri telefilm dedicati all’argomento sul finire del ‘900. Quello che, forse, ne è l’esempio per eccellenza è “Supercar”, in cui il protagonista, Michael Knight, combatte contro i criminali con il supporto di un’auto completamente automatizzata, KITT. Ecco, questo telefilm, che risale alla prima metà degli anni ‘80, può essere considerato l’emblema di un desiderio umano che, in anni recenti, è divenuto realtà. Grazie all’introduzione del concetto di “intelligenza artificiale”, oggi abbiamo dalla nostra parte degli ottimi assistenti digitali che possono aiutarci all’interno del nostro percorso su Internet (e non solo). Si tratta di:

  • Siri. È l’assistente vocale di tutti i dispositivi Apple (iPhone, iPad, Mac e Apple Watch) ed è nata ufficialmente nel 2010. In questo momento esaudisce più di un miliardo di richieste al giorno in tutto il mondo. Tantissime sono le funzioni a cui può farti accedere: con un paio di parole ti porta alla fotocamera interna per scattare un selfie, ti ricorda che nel pomeriggio devi andare dal dentista, ti cerca e prenota un ristorante quando hai fame;
  • Cortana. È l’assistente per eccellenza di Windows, anche se può essere scaricabile anche per un qualunque altro dispositivo Android e iOS. Tra le sue funzioni, ci sono il monitoraggio minuto per minuto della partita che sta giocando la tua squadra del cuore, la ricerca di dati specifici nel dispositivo e la gestione della tua agenda;
  • Assistente Google. Si tratta di un assistente vocale realizzato sia per Android che per iOS e presente anche per i Chromebook; di conseguenza, è considerabile un’interfaccia “onnipresente”. L’Assistente Google è la diretta evoluzione di Google Now; si apre automaticamente sul dispositivo pronunciando la frase “Ok, Google” ed è in grado di svolgere in modo rapidissimo operazioni matematiche, di giocare a “testa o croce”, di cercarti delle foto scattate mesi e mesi prima e “perse” nella galleria.

Oltre a queste 3 interfacce vocali principali ce ne sono altre, tra cui Google Home e Alexa. Il primo viene definito “assistente per la casa”, che permette di caricare playlist con canzoni da ascoltare quando si è a casa; realizzare una lista della spesa e cambiare canale alla televisione. Alexa, invece, è l’assistente vocale per Amazon e viene utilizzato sui dispositivi precisi di questo marchio (per esempio, Amazon Echo) e rivela informazioni, legge le notizie e, ovviamente, fa acquisti.

Quali sono le principali funzioni delle interfacce vocali? Innanzitutto, ti permettono di trovare in modo rapido una serie di informazioni sul web, come la data di nascita del tuo attore preferito, senza l’utilizzo di una tastiera touch:   

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Sempre a loro possiamo rivolgerci se stiamo cercando un cinema nella zona in cui ci troviamo:

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E da loro possiamo ricevere la ricetta della buonissima torta paradiso:

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Non solo ricerche sui comuni motori di ricerca, comunque. Tra le tante funzioni che Siri, Cortana e l’Assistente Google possono compiere per “alleggerirci” la vita, ci sono anche: la creazione di promemoria, l’impostazione della sveglia, una telefonata ad un contatto preciso della rubrica. In tempi recenti ho scoperto addirittura la possibilità di collegare il climatizzatore di casa con il mio smartphone: ebbene, basta un “Assistente Google, per favore, regola il climatizzatore sui 20 gradi” per abbassare o alzare in un istante la temperatura di casa mia. Senza dovermi alzare dal divano per cercare il telecomando.😉

Insomma, come abbiamo visto negli esempi sovrastanti, le funzioni che i nostri “amici virtuali” possono svolgere sono tantissime. Nonostante qualche volta non capiscano appieno ciò che stiamo chiedendo loro, i maggiori brand nel campo della tecnologia hanno già specificato che in futuro verranno implementati ulteriormente. Nel frattempo, ce li godiamo così come sono. Disponibili. Intelligenti. E talvolta anche dolci e simpatici.😉

Si tratta, come puoi notare, di strumenti utilissimi per l’utente, in quanto creati appositamente per lui: il loro scopo non è pubblicizzare qualcosa o qualcuno, tanto che quando li utilizzi non ti trovi di fronte a banner pubblicitari; loro sono stati pensati appositamente per ascoltarti e rendere migliore la tua vita. Tutto bellissimo finora, vero? C’è però anche un aspetto meno positivo: a livello di motore di ricerca, non sempre la ricerca che un utente svolge a livello vocale corrisponde a quella digitata dalla tastiera. È per questo motivo che, se siamo ben posizionati su Google, non è necessariamente detto che la nostra azienda appaia anche ad una ricerca vocale. Questo succede principalmente perché, anche se magari inconsciamente non ce ne rendiamo conto, utilizziamo normalmente un modo diverso di ricercare rispetto a quello tradizionale. Proprio in virtù di questo, bisogna fare in modo che il sito della nostra azienda sia riscontrabile attraverso la ricerca vocale, con lo scopo di sfruttare al meglio l’enorme potenzialità portata dalle interfacce vocali. Nonché la loro popolarità.

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Riconoscimento vocale: sarà rivoluzione?

Quanto sono popolari Siri, Cortana e Assistente Google? A rivelarci l’importanza di sfruttare questi sistemi sono le statistiche riprese e riadattate da www.wordstream.com, che sostengono che:

  • Il 20% delle ricerche su Google effettuate da dispositivo mobile nascono proprio da una ricerca vocale. Questo numero è destinato ad aumentare in maniera esponenziale, tanto che nel 2020 si presuppone che la metà di tutte le ricerche sarà svolta in questo modo;
  • Il 52% delle persone interloquisce con Siri, Cortana o l’Assistente Google nel proprio salotto; il 25% in camera da letto e il 22% in cucina;
  • Il 72% dei fruitori, inoltre, ritiene questi aiutanti “parte della propria ruotine quotidiana”. Un altro dato da tenere in considerazione è che il 42% degli intervistati li considera come degli “amici” o altre persone con cui conversare;
  • Ad utilizzare gli assistenti vocali sono principalmente i giovani, pari al 55% tra coloro che ne usufruiscono. In particolare, vengono utilizzati principalmente per chiamare qualcuno (43%), per richiedere informazioni di vario genere (38%) o per trovare aiuto nei compiti (31%). Gli adulti, invece, si servono delle interfacce vocali in prevalenza per richiedere la direzione esatta (40%) e per chiamare qualcuno (31%), come ripreso da super.digital;
  • Per quali motivi il riconoscimento vocale è così apprezzato? Il 43% degli intervistati sostiene che “la ricerca vocale è più veloce rispetto ad andare su un sito web o ad utilizzare un’app specifica”. Il 42%, invece, adopera la ricerca vocale quando non ha le mani libere (per esempio, si trova in macchina). Infine, il 38% degli intervistati lo considera un metodo più “divertente” o semplicemente più facile da utilizzare.

Cosa emerge da questi dati? Prima di tutto che il fenomeno sta prendendo piede sempre di più, tanto che negli USA parlano già di “Voice Search Revolution”, ossia di “rivoluzione della ricerca vocale”. In secondo luogo, che, nonostante le interfacce vocali stiano ottenendo popolarità, le persone non si sentono ancora pienamente a loro agio quando “parlano” con il loro telefono in pubblico. Questo è dimostrato dal fatto che gli assistenti vocali vengono perlopiù utilizzati all’interno delle mura domestiche. Infine, a rivelare l’importanza delle interfacce vocali è il fatto che quasi la metà degli intervistati le considerino quasi come “persone”: in pratica, quando chiedono a Siri, a Cortana o all’Assistente Google di cercare qualcosa, è come domandassero un favore al loro vicino di casa, alla loro cognata o alla loro migliore amica.😉

riconoscimento vocale 2Tutti questi dati risultano utili a capire la portata di questo fenomeno: se deciderai di non intraprendere alcuna azione per fare in modo che la tua azienda venga trovata su Google a seguito di una ricerca vocale, nel giro di pochissimi anni perderai una grande fetta di utenti. Infatti, anche se hai lavorato sodo per ottimizzare il tuo sito (ossia, renderlo visibile agli occhi dei motori di ricerca e posizionarlo il più in alto possibile al loro interno), questo non basterà se poi non riuscirai ad essere trovato da un assistente vocale. È per questo motivo che è importante che tu segua alcune, semplici, regole per aggiornare il tuo sito e renderlo conforme anche al riconoscimento vocale. Si tratta di un metodo per fare in modo che la tua azienda possa, effettivamente, essere trovata da qualunque dispositivo (mobile o fisso che sia) e da qualunque tipo di ricerca (vocale e manuale). Se ,quindi, può sembrarti una scelta obbligata, prova a guardare l’intera vicenda dall’altro lato della medaglia: in questo modo sarai sicuro di poter “catturare” in ogni istante migliaia e migliaia di nuovi utenti, che non scompariranno quando la rivoluzione delle ricerche vocali raggiungerà l’apice! Scopriamo assieme, quindi, tutte le regole per apparire ad una ricerca vocale!

Come puoi sfruttare a partire da oggi il riconoscimento vocale per la tua azienda?

Abbiamo visto come il processo di rendere il proprio sito visibile alla ricerca vocale possa essere visto come una strategia utile per avere a disposizione nuovi utenti e per non perderne nemmeno uno. Ora ci chiediamo: in che modo viene svolto questo processo? Ci sono, principalmente, delle regole concettuali da seguire. Prima di tutto, è importante sottolineare che gli elementi su cui si basa Google per offrire, ad una domanda precisa tramite ricerca vocale, un risultato, sono essenzialmente 3:

  • Rilevanza, ossia: il tuo sito risponde alla domanda dell’utente in modo coinciso e pertinente?
  • Distanza, ossia: quanto è vicina la sede rispetto alla posizione in cui si trova l’utente?
  • Prominenza, ossia: com’è posizionato il tuo sito rispetto a quelli della concorrenza? Presenti delle buone recensioni?

Sulla base di questi 3 fattori, dovrai fare in modo che ad un utente che ha richiesto a Siri, per esempio, una “gelateria nelle vicinanze” appaia la tua attività. O di riuscire a rispondere, attraverso meta title e meta description, in modo preciso alla domanda dell’utente. Infine, dovrai dimostrare di aver svolto un processo SEO per ottenere un posizionamento.

Di seguito analizzeremo alcune strategie per fare in modo che il tuo sito appaia quando un utente svolge una ricerca tramite riconoscimento vocale. Non ti preoccupare, non c’è nulla di impossibile! Nel caso, però, ti sentissi in balìa delle onde, sappi che un’agenzia di inbound marketing potrà aiutarti e consigliarti al meglio!

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  1. Utilizza un linguaggio naturale e colloquiale.

La caratteristica principale della ricerca vocale è quella che, consapevolmente o meno, l’utente non utilizza quasi mai lo stesso linguaggio che userebbe, invece, nella ricerca con tastiera. Cosa vuol dire tutto ciò? Proviamo a fare un esempio. Il prossimo weekend vorremmo andare al mare e vorremmo capire se le previsioni del tempo saranno dalla nostra parte. A questo proposito, tramite tastiera digiteremo: “Meteo Monterosso al Mare domenica”. Ed ecco cosa ci appare:

meteo monterosso

A livello vocale, il nostro modo di ricercare sarà differente. Tenendo presente che l’Assistente Google (così come i suoi fratelli, Siri e co.) è nostro amico, parliamo con lui in modo molto familiare: “Ok Google, sapresti dirmi come sarà il tempo a Monterosso al Mare domenica?”. Ecco il risultato:

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Ora, per puro sfizio, proviamo a scrivere su Google, in maniera manuale, la ricerca che abbiamo svolto in maniera vocale:

meteo monterosso 2

Come puoi notare, il contesto generale è lo stesso: appaiono, infatti, i siti che parlano di previsioni meteo. In compenso, però, non appare la schermata immediata che, invece, usciva prima: in pratica, ora sono costretto ad entrare in un risultato per avere una risposta alla mia domanda! Insomma, Google ha fatto 2+2 e ha capito cosa volessi chiedere, ma non è riuscito a rendermi soddisfatto al 100%. È lo stesso concetto di cui abbiamo parlato in precedenza: se si vuole cercare una determinata cosa ma la si ricerca in modo diverso, non è detto che compaiano gli stessi risultati. Se ci pensi, è lo stesso concetto che spinge alla ricerca efficace delle parole chiave per la tua azienda, ma visto da un’altra prospettiva: c’è chi cerca “pasta al pomodoro” e c’è chi cerca “pasta in rosso”. Si indica la stessa cosa, ma non è detto che il risultato sia lo stesso.

pasta al pomodoro

 

pasta in rosso

 

Nel caso in cui si ricerchi tramite riconoscimento vocale, il linguaggio diventa, come abbiamo constatato, più sciolto e familiare. Non vengono più soppesate le parole chiave specifiche, ma vengono poste delle domande. Normalmente, infatti, si segue la “regola delle cinque W”, che proviene dall’ambito giornalistico: si chiede a Google qualcosa tramite una domanda che inizia con: What? Where? When? Who? Why? A queste domande, ovviamente, si aggiunge la più classica H, ossia: how?

riconoscimento vocale 3Tieni presente che, in generale, chi si affida alla ricerca vocale, lo fa principalmente per comodità. Se, infatti, la tastiera su touch risulta molto bella a livello visivo (ricordo ancora l’emozione che provai la prima volta che ebbi tra le mani un cellulare touch e provai la tastiera!), lo stesso non lo si può dire a livello di praticità. Non si tratta più di una tastiera fisica – come quella del vecchio Nokia 3310 – che era particolarmente facile da usare: la tastiera touch non è altrettanto semplice, in quanto per usarla dobbiamo avere gli occhi costantemente puntati sullo smartphone; inoltre, il fatto che le parole cambino a seconda dei suggerimenti, non ci permette di stare pienamente sereni. È anche per questo che la ricerca vocale sta divenendo un mezzo sempre più diffuso: ci consente di non dover stare con gli occhi appiccicati al cellulare mentre chiediamo qualcosa al nostro assistente. Oltre a questo, non siamo costretti a ricercare parole chiave specifiche, ma possiamo trattare Google esattamente come fa mia mamma, che, ricerca vocale o no, quando deve sapere qualcosa, digita esattamente così: “Per favore, una bicicletta rossa con fanale, sellino morbido, cambio a 6 marce e possibilmente con cestino. Grazie!”.

Insomma, grazie all’assistente vocale, possiamo mettere in moto la nostra fantasia e richiedere in modo semplice e colloquiale tutto ciò che desideriamo. Si tratta di un elemento magnifico dal punto di vista dell’utente. Per quanto riguarda il sito web, l’attività di content marketing dovrà certamente adeguarsi a questo nuovo tipo di ricerca. A questo proposito, sarà importante che tutti gli articoli e i contenuti testuali presenti nel sito (per esempio, la famosa sezione “Chi siamo?”) rispondano a domande ben precise. Per rendere tutto più chiaro, potresti pensare al tuo sito come ad un enorme documento contenente le FAQ dei tuoi clienti! In quest’ottica, provvedi ad aggiornare in questo modo tutti i testi già realizzati: ci impiegherai un po’ di tempo, ma si tratta di un’attività fondamentale per essere trovati in modo facile anche attraverso Assistente Google e i suoi fratelli. Inoltre, rendi il tuo testo di facile comprensione, in modo che risponda chiaramente alla domanda che si è posto l’utente. Se, per esempio, cerco “Quanta farina bisogna usare per la torta paradiso?” pretendo come risposta il numero preciso, non un inutile giro di parole che non porta a nulla se non alla mia perdita di pazienza.😉 Ricorda, a questo proposito, di utilizzare un linguaggio informale: l’utente sta parlando con l’assistente vocale come se parlasse con il suo vicino di casa. Per questo motivo, è importante riceva una risposta dello stesso tono.

Grazie a queste semplici mosse riuscirai a realizzare un sito a “domanda e risposta”, che piace tanto agli utenti. In questo modo, ti sarà possibile rientrare nei risultati della ricerca vocale e, di conseguenza, aumentare il traffico del tuo sito e la brand awareness della tua attività.

  1. Punta sull’aspetto locale della tua attività

Un importante aspetto che ho voluto lasciare appositamente per questo paragrafo è che il 22% delle ricerche tramite riconoscimento vocale avviene a livello locale. Cosa significa? In pratica, un utente sente una necessità in quell’esatto momento e ricerca l’attività che può soddisfarla nella zona in cui si trova. È il caso di chi sta visitando una città che non conosce e vuole trovare un ristorante “nelle vicinanze”. O di colui che si era dimenticato di aver invitato a casa i suoi amici e che cerca una pizzeria che consegna pizza a domicilio all’ultimo minuto. Gli assistenti vocali, in questo contesto, fungono un ruolo fondamentale: ti permettono, infatti, di cercare le attività che si trovano nei dintorni della tua posizione. È per questo che devi puntare tutto sulla Local SEO, ossia quell’attività che permette alla tua azienda di posizionarsi nei motori di ricerca in modo migliore rispetto ai tuoi competitor locali.

google my business-3È proprio per battere su ogni fronte la concorrenza che risulterà importante per te creare un profilo su Google My Business. Grazie a questo, otterrai un primo posizionamento e, soprattutto, potrai disporre di un pannello in cui inserire tutte le informazioni sulla tua azienda. Quest’ultimo apparirà nella pagina dei risultati e in Google Maps, facendoti ottenere grande visibilità. Tieni presente che, come dicevamo precedentemente, chi svolge una ricerca vocale, nella maggior parte dei casi, è pronto a divenire cliente in un brevissimo tempo. È principalmente per questo che devi metterti in mostra!😉

Ma quali informazioni potrai inserire nel pannello, detto “knowledge panel”? In poche parole, tutto ciò che riguarda la tua attività: il nome dell’azienda, l’indirizzo, il link al sito, il numero di telefono e l’indirizzo e-mail. Non solo. Troveremo qui gli orari e i giorni di apertura e quelli con la maggior affluenza; quanta fila, normalmente, c’è da fare e così via. In questo modo, come puoi constatare, darai una panoramica completa all’utente e acquisirai autorità. Normalmente, infatti, chi svolge una ricerca locale arriccia il naso quando vede che un’attività non contiene informazioni concrete su Google e, anzi, considera più credibili e professionali le aziende che presentano un knowledge panel completo. Che aspetti? Fai in modo che la tua attività sia presente quando si cerca un’impresa del settore nella tua zona!

Per approfondire l’argomento, ti consiglio di leggere l’articolo: “Come apparire su Google Maps: la guida completa su Google My Business”.

  1. Presta attenzione ai “rich snippet” e ai “featured snippet”

Abbiamo appena rivelato quanto sia importante aggiungere quante più informazioni possibili all’interno del proprio knowledge panel. Ebbene, non è tutto! Quando si parla di riconoscimento vocale, questa volta non necessariamente a livello locale, bisogna anche prestare attenzione ai “rich snippet”. Di cosa si tratta? Principalmente, lo scopri qui: “rich snippet di Google: cosa sono e perché contano in SEO”. Letteralmente, parliamo di “ricchi frammenti”, ossia tutte quelle informazioni aggiuntive rispetto a meta title e meta description che compaiono nella pagina dei risultati. Di seguito trovi un esempio:

spaghetti allo scoglio

Tieni presente che i rich snippet rappresentano una “risposta diretta” dell’assistente vocale alla tua richiesta. Per questo motivo, devono essere ben dettagliati e contenere il massimo delle informazioni riguardo la tua attività: una fotografia principale di qualità e un riassunto generico ma stuzzicante di tutto ciò di cui ti occupi. Insomma, fai in modo che, alla ricerca di una parola chiave specifica tramite riconoscimento vocale, tu riesca a dare una panoramica completa di tutti i tuoi servizi e di ciò che offri. Non solo. Aggiungi la possibilità per i tuoi clienti di inserire delle recensioni riguardo la tua azienda: si tratta di elementi molto apprezzati dagli utenti, che possono capire tramite pareri esterni se vale la pena o meno entrare nel tuo sito web.

Un’ultima considerazione riguardo il mondo degli snippet: oltre ai “rich snippet”, esistono anche i “featured snippet”, ossia breve frammento di testo che compare in primo piano quando un contenuto è giudicato particolarmente pertinente agli occhi di Google. Il tuo obiettivo dovrà essere quello di posizionare il risultato nella cosiddetta “posizione zero”, ossia in quel punto in cui il tuo risultato viene considerato il migliore dal motore di ricerca e viene letto a voce alta dall’assistente vocale.

torta paradiso

 

Anche in questo contesto, maggiori saranno le informazioni che riesci ad offrire anche all’interno degli articoli, maggiori saranno le possibilità di essere notato da Google. Per questo motivo, riuscirai ad arrivare alla posizione zero e a canalizzare un maggior numero di utenti sul sito della tua attività.

  1. L’importanza di disporre di un sito “mobile-friendly”

Abbiamo già visto che il 20% delle ricerche tramite dispositivo mobile si riferisce al riconoscimento vocale. Sulla base, quindi, del fatto che molti utilizzino lo smartphone quando si affidano a Siri, Cortana e all’Assistente Google, possiamo facilmente arrivare alla conclusione che è fondamentale disporre di un sito “mobile-friendly”. Cosa significa? Questo termine indica la particolarità di un sito di essere ben visualizzabile da ogni tipo di dispositivo, mobile o fisso che sia. Si tratta, insomma, di ottimizzare la tua piattaforma online affinché la lettura possa essere semplice, veloce e scorrevole anche da smartphone e tablet.

mobile friendly-1In pratica, il tuo scopo dev’essere quello di realizzare un sito accessibile a chiunque. Per riuscire a raggiungere l’obiettivo, ottimizza le immagini e rendile più “leggere” per non appesantire la piattaforma: in questo modo potrai disporre di un sito “responsive”, ossia che risponde in modo rapido e che non impiega ore ed ore a caricarsi.😉 Per quanto riguarda i contenuti, cerca di suddividerli in più paragrafi per fare in modo di non sovraccaricare l’occhio dell’utente: vedere milioni e milioni di piccoli caratteri sullo schermo dello smartphone può essere davvero terribile! Formattando l'interfaccia e il contenuto del tuo sito web in modo che sia ottimizzato per i dispositivi mobili, semplificherai la navigazione e, di conseguenza, il testo sarà più facile da leggere. Insomma, si tratta di unire l’utile al dilettevole, come si suol dire: dalla creazione di un sito “mobile-friendly” deriva non solo una migliore navigazione per l’utente, ma anche la possibilità, per te, di essere trovato più facilmente tramite ricerca vocale. E, di conseguenza, di richiamare maggior traffico nel tuo sito e un numero enorme di nuovi potenziali clienti!

In tutto questo processo, tieni presente che, a partire dagli ultimi mesi, Google ha iniziato un processo di indicizzazione a parte, definito “mobile-first”: il sito viene indicizzato e, di conseguenza, posizionato, in modo diverso a seconda che ci si connetta ad Internet da dispositivo mobile o fisso. Per questo motivo è fondamentale che il sito della tua attività sia in prima linea sia nell’uno che nell’altro caso!

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  1. Cerca di capire come “ragiona” ogni assistente

Ultimo, ma non per importanza, è il processo di comprensione di tutto ciò che sta dietro il mondo dell’assistente vocale. Come abbiamo visto all’inizio dell’articolo, infatti, ogni dispositivo presenta la propria app predisposta, che “ragiona” e, di conseguenza, risponde in modo diverso di domanda in domanda. È per questo che tu dovrai essere in primo piano su tutti i fronti. Non si tratta di un’impresa semplice, ovviamente, ma di un punto focale per stabilire una strategia che metta la tua attività sotto tutti i riflettori.

assistente vocaleIn linea di massima, tieni presente che Siri è l’assistente vocale più garbato di tutti. Per questo motivo, è difficile che comprenda esattamente ciò che stai dicendo se utilizzerai un linguaggio decisamente troppo colloquiale. Allo stesso modo, Cortana viene principalmente utilizzata da dispositivo fisso, nell’ottica di trovare facilmente cartelle e file o, nel caso dell’online, di trovare informazioni nel più breve tempo possibile. Si tratta di un dispositivo particolarmente utile a livello lavorativo. Assistente Google, forse perché integrato pienamente nelle infinite funzioni di Google, risulta essere l’assistente vocale più completo. Ma non per questo devi sottovalutare tutti gli altri.

Nell’ottica di riuscire ad entrare appieno nella mentalità di ognuno degli assistenti vocali e di inserire la propria attività nel mezzo, uno dei metodi è quello di: testare, testare, testare. In base a ciò che produce la tua attività e ai contenuti del tuo sito che hai deciso di ottimizzare, poni domande specifiche agli assistenti. Per esempio, se gestisci una gelateria, chiedi: “Ok Google, trovami una gelateria nelle vicinanze”. Se il titolo di un articolo del tuo blog è “Come nasce il gelato artigianale?”, poni la stessa domanda a Siri. Insomma, mettiti nei panni dell’utente e cerca di tutto e di più circa la tua gelateria: in questo modo potrai facilmente intuire se sei ben visibile o se hai ancora del lavoro da fare. Inoltre, riuscirai a capire se i tuoi contenuti rispecchiano effettivamente i 3 fattori principali che spingono gli assistenti vocali a scegliere un risultato piuttosto che un altro: distanza, rilevanza e prominenza. Al termine di questo processo, oltre ad aver acquisito maggiori informazioni riguardo come funzionano gli assistenti vocali e se la tua attività è presente come risposta ad una ricerca, avrai trovato minimo 3 nuovi amici: Siri, Cortana e Assistente Google!😉

Conclusione

In questo articolo abbiamo trattato la ricerca tramite riconoscimento vocale: si tratta di un fenomeno che sta acquisendo sempre maggior successo e che, secondo le previsioni, nel 2020 interesserà il 50% delle ricerche. Partendo da questo presupposto, è facilmente intuibile l’importanza di riuscire ad essere ben visibili come risultati degli assistenti vocali, i cui principali sono Siri, Cortana e Assistente Google. L’obiettivo è quello di adottare una serie di semplici mosse per non perdere una grande fetta del mercato. In questo contesto, la prima cosa da fare riguarda il modo di creazione dei contenuti testuali presenti all’interno del sito della tua attività: dev’essere presente un linguaggio molto più naturale e colloquiale rispetto a quello utilizzato fino ad oggi. In genere, si mette fine all’utilizzo delle parole chiave, preferendo delle vere e proprie domande. In questo modo puoi rendere il tuo sito un grande contenitore di FAQ. Un’altra mossa intelligente per non trovarsi impreparati di fronte al ciclone delle ricerche vocali comprende l’uso di Google My Business, che ci permette di essere trovati a livello locale. A questo proposito, è bene non dimenticare il ruolo dei rich snippet e dei featured snippet, che devono essere mirati ad ottenere, attraverso dettagli e particolarità della tua azienda, la “posizione zero”. Sappiamo, inoltre, che la maggior parte delle ricerche vocali avviene tramite smartphone: per questo motivo è importante che la tua piattaforma online sia “mobile-friendly”, ossia ottimizzata per il dispositivo mobile. Infine, cerca di “rapportarti” il più possibile con le interfacce vocali: in questo modo riuscirai a capire al meglio se devi ancora migliorare la tua attività di inserimento in queste app. Grazie a queste poche mosse non rischierai di perdere parte tuo bacino d’utenza e, anzi, potrai incrementare il traffico sul tuo sito. E, di conseguenza, le vendite! Buon lavoro!😊

Se vuoi conoscere altri fenomeni che stanno toccando il mondo del marketing negli ultimi mesi, non perderti i nostri articoli dedicati: “Le tendenze del Digital Marketing nel 2018 (e oltre)” e “Social Media Marketing: le tendenze del 2018 (e oltre)”. Se, invece, vuoi conoscere più da vicino le tattiche per essere visibile online, contattami direttamente o prenota una consulenza. Entrerai nel mondo dell’inbound marketing dalla porta principale!😊

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Alessandro Agnoli

Laureato in comunicazione e diplomato in design, Alessandro è il talento artistico di NetStrategy®. Grazie ad un passato trascorso con importanti agenzie di comunicazione e un master in Social Media Marketing, Alessandro ha potuto approfondire le strategie più persuasive per una comunicazione efficace e rivolta al futuro. Esperto comunicatore, Alessandro riesce a coniugare la passione per la scrittura con quella del design formando un binomio vincente all'interno di NetStrategy®.

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