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Ultimo aggiornamento

08.10.2026

Cannibalizzazione SEO: come liberare il tuo sito dalla competizione interna

Immagina di coltivare due piantine di pomodoro nello stesso vaso, a pochissimi centimetri di distanza l’una dall’altra.

L’idea inizialmente può sembrarti ottima: due piantine, più pomodori da mangiare.

Crescendo, però, le radici delle due piantine iniziano ad intrecciarsi e a competere tra loro per riuscire ad assorbire la stessa acqua e gli stessi nutrienti dal terreno.

Cosa accade alla fine? Che nessuna delle due piante riesce a nutrirsi nel modo giusto e a diventare abbastanza sana e forte da produrre i tanto desiderati pomodori.

Tutto questo mentre l’unica pianta del tuo vicino cresce rigogliosa producendo i pomodori più belli che tu abbia mai visto.

Questo è esattamente ciò che accade nella cannibalizzazione SEO.

Il vaso con il terreno è la SERP di Google, mentre le due piante sono due URL dello stesso sito che cercano di soddisfare lo stesso bisogno senza una differenziazione sufficiente di main context, intent o funzione.

Il risultato? Tra le due pagine c’è una collisione di ruolo, competono tra loro per lo stesso obiettivo e nessuna delle due riesce veramente a raggiungerlo.

In questo articolo vediamo nel dettaglio cos’è la cannibalizzazione SEO, come rilevarla in un sito web e come risolverla nel modo giusto.

Cos’è la cannibalizzazione SEO

La cannibalizzazione SEO (o keyword cannibalization) si verifica quando due o più URL di un sito web competono per lo stesso intento di ricerca.

Due URL possono condividere keyword e topic senza cannibalizzarsi se hanno funzione diversa; il conflitto nasce quando competono per lo stesso bisogno e svolgono lo stesso ruolo nella SERP.

Partendo da questa definizione è quindi necessario fare subito una distinzione:

  • La keyword è il termine esatto digitato dall’utente nella sua ricerca.
  • Il topic è l’argomento più ampio all’interno del quale rientra la ricerca dell’utente.
  • L’intento di ricerca (search intent) è ciò che l’utente vuole ottenere dalla sua ricerca. 

Può accadere infatti che due pagine di un sito web appartengano allo stesso topic ma soddisfino due intenti di ricerca differenti.

Il problema nasce, invece, nel momento in cui due pagine che appartengono allo stesso topic rispondo anche alle stesso identico intento di ricerca, ritrovandosi quindi a competere per ottenere un buon posizionamento su Google.

Un fenomeno che nel corso di una consulenza SEO deve essere valutato attentamente perché può influire negativamente sulle performance complessive del sito.

Allo stesso tempo, due pagine che si posizionano per la stessa keyword non sono automaticamente in cannibalizzazione: un tema che approfondiremo nel prossimo paragrafo.

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Quando due pagine che si posizionano per la stessa keyword NON sono in cannibalizzazione 

Se due pagine si posizionano per la stessa keyword, questo non comporta sempre una cannibalizzazione SEO.

Infatti, il fenomeno non si verifica se le due pagine rispondono comunque a intenti di ricerca differenti, anche posizionandosi per la stessa keyword.

Esempio pratico: su un sito web eCommerce, con blog integrato, due pagine si posizionano per la keyword “Scarpe da corsa”. La pagina del blog risponde ad un intento informativo per chi cerca informazioni su come scegliere le giuste scarpe da corsa. La pagina eCommerce risponde a un intento transazionale per chi vuole acquistare subito il paio di scarpe.

Avendo due search intent diversi, le due pagine non entrano necessariamente in competizione tra loro. Ogni caso va però valutato singolarmente da un esperto SEO, in grado di distinguere un rischio di cannibalizzazione da una scelta strategica intenzionale. 

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Perché si verifica la cannibalizzazione SEO

La cannibalizzazione SEO può verificarsi in diversi casi. 

  • Creazione di contenuti troppo simili: la produzione di molti contenuti nel corso degli anni può portare involontariamente alla pubblicazione di pagine simili tra loro.
  • Evoluzione del sito nel tempo: in caso di redesign o migrazioni, se vecchi e nuovi URL rimangono attivi contemporaneamente si possono creare contenuti duplicati. Proprio per questo una buona checklist di migrazione SEO deve prevedere anche il controllo degli URL residui.
  • Categorie e tag: se si utilizzano tag con lo stesso nome della categoria si possono creare URL diversi con contenuti praticamente identici.
  • Filtri e faceted navigation: con la navigazione a faccette la presenza di più filtri può portare a creare infinite combinazioni di URL, a volte anche identiche tra loro o con variazioni minime.
  • Pagine blog e pagine servizio sovrapposte: nei siti aziendali succede molto spesso che articoli di blog e pagine di servizio finiscano per competere perché i contenuti al loro interno sono troppo simili e non permettono a Google di comprendere i diversi intenti di ricerca ai quali rispondono.
  • Contenuti programmatici: quando molte pagine vengono generate dallo stesso template e cambiano solo pochi elementi, si rischia di creare decine di URL che rispondono allo stesso intento di ricerca. Si tratta di uno dei rischi a cui deve fare maggiore attenzione chi si occupa di programmatic SEO.
  • PDF e versioni differenti: versioni alternative o PDF indicizzabili dello stesso contenuto possono portare a cannibalizzazione.
  • Refresh senza redirect: refresh pubblicati su un nuovo URL senza redirect dalla versione precedente creano conflitto.
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Come abbiamo visto, i motivi per cui ci si può trovare di fronte al fenomeno della cannibalizzazione sono molteplici, e tutti possono avere effetti negativi sulla SEO, proprio come vedremo nelle prossime righe. 

Quali effetti può avere la cannibalizzazione sulla SEO

La cannibalizzazione può avere molteplici effetti negativi sulla SEO: vediamo quali, perché si verificano e a quale conseguenza possono portare. 

Effetto cannibalizzazione

Perché e come si verifica 

Conseguenza 

URL sbagliato in SERPSe pagine dello stesso sito sono troppo simili tra loro, Google non sa quale considerare più rilevante e può decidere erroneamente di mostrare in SERP la pagina con meno valoreLe pagine con reale valore per il business rimangono nell’ombra e perdono visibilità
Alternanza delle pagine posizionate in SERPSe tra due pagine simili Google non riesce a capire quale deve mostrare per un determinato intento di ricerca, può decidere di mostrarle entrambe alternando i diversi URL nella SERPLa mancanza di ranking stabile fa perdere visibilità ad entrambe le pagine
Dispersione dei segnali I segnali di autorevolezza e le interazioni degli utenti si dividono tra le pagine con stesso intento di ricerca Nessuna pagina riesce ad acquisire abbastanza forza e autorevolezza per fronteggiare i competitor 
Spreco di crawl budgetSe Google deve utilizzare le sue risorse per analizzare più pagine simili, può arrivare a non averne più per pagine realmente importanti e strategiche Difficoltà nel far emergere le pagine strategicamente più importanti per il business 
Ripercussioni sulla User Experience Ritrovarsi davanti a contenuti troppo simili sullo stesso sito può portare gli utenti a scegliere siti che rispondono al loro intento di ricerca in un una sola pagina Aumenta il tasso di abbandono del sito e il Bounce Rate. 

Per evitare che accada tutto questo, il primo passo è capire se un sito ha effettivamente problemi di cannibalizzazione. Nel prossimo paragrafo spieghiamo come farlo.

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Come capire se un sito ha problemi di cannibalizzazione

Per capire se un sito ha problemi di cannibalizzazione SEO occorre incrociare l’analisi di query e URL, l’andamento delle pagine nel tempo e il controllo delle SERP.

Per prima cosa si può utilizzare Google Search Console. Nel report sulle prestazioni è possibile filtrare i dati per la specifica query che si vuole analizzare e verificare quali pagine del sito compaiono nei risultati per quella ricerca.

Se, nel tempo, le pagine associate a quella query tendono a cambiare, questo significa che più pagine si stanno facendo concorrenza tra loro per lo stesso search intent.  

Allo stesso tempo, è fondamentale monitorare l’andamento dei dati di traffico delle pagine sospette. Se una pagina ritenuta strategica per il proprio business perde traffico e, contemporaneamente, la visibilità di un’altra pagina molto simile cresce in maniera notevole, significa che le due pagine sono in conflitto.

Infine, è possibile ricercare la query direttamente su Google con navigazione in incognito per controllare se due o più pagine dello stesso dominio si sovrappongono posizionandosi entrambe in prima pagina.

Con quali altri metodi e strumenti digitali si può rilevare la cannibalizzazione SEO 

Esistono poi anche altri strumenti digitali e metodi per capire se un sito web ha problemi di cannibalizzazione SEO. 

  • Controllo preliminare con site: utile come controllo esplorativo per trovare URL potenzialmente sovrapposti da approfondire con dati e analisi manuale. Digitando site:nomedeltuodominio.com “parola chiave” viene mostrato l’elenco di tutte le pagine che Google indicizza per quella parola chiave secondo il suo criterio di rilevanza. In questo modo è possibile controllare la giusta pertinenza o meno.
  • Screaming Frog può individuare la cannibalizzazione potenziale analizzando il codice e la struttura del sito. Nel dettaglio, può segnalare near-duplicate o pagine semanticamente simili, impostando anche una determinata soglia di somiglianza. Questo, fermo restando che una soglia di similarità non dimostra un conflitto di search intent e deve comunque essere valutata singolarmente. Se collegato a Google Search Console, permette anche di esportare tutti gli URL strutturalmente simili con dati reali dei click e keyword associate.
  • Semrush e Ahrefs permettono di identificare la cannibalizzazione grazie ai loro database storici. Semrush presenta la funzione Cannibalization Report che mostra un vero e proprio punteggio di cannibalizzazione del sito (filtrabile per kw o per pagina). Ahrefs, grazie al filtro Multiple URLs only, mostra le parole chiave per le quali il sito si posiziona con più URL contemporaneamente. Entrambi i tool permettono, inoltre, di vedere grafici sullo storico delle keyword e le eventuali oscillazioni tra più URL.
  • Analisi manuale della SERP per validare i risultati dei tool. Serve per controllare se due pagine che si posizionano per la stessa keyword sono in competizione per lo stesso intento di ricerca oppure no. 
    È bene ricordare che, a volte, i tool per rilevare cannibalizzazioni SEO possono anche dare falsi positivi che bisogna sapere riconoscere. Come? Vediamo tutti i passaggi nel prossimo paragrafo. 

Come distinguere una cannibalizzazione reale da un falso positivo

Quando si rileva una possibile cannibalizzazione tra due pagine di un sito bisogna assicurarsi che non si tratti di falsi positivi valutando intento, tipo di pagina, SERP effettiva, performance e funzione dei diversi URL.

Caratteristica da valutare 

Cannibalizzazione reale 

Falso positivo 

Intento di ricerca Entrambe le pagine si posizionano per lo stesso intento di ricerca competendo tra loro Le due pagine si posizionano per la stessa parola chiave ma per intenti di ricerca diversi senza ostacolarsi
Tipologia di pagina Le due pagine hanno stesso layout e stesso tipo di contenuto Le due pagine hanno strutture e funzioni diverse 
SERP effettiva e fluttuazione degli URL Le due URL si alternano in continuazione nei risultati di ricerca per la stessa query Entrambe le URL sono stabili e Google le mostra contemporaneamente nella stessa pagina perché ritenute ugualmente utili per l’utente 
Performance Una pagina “ruba” impressioni e click all’altra (potenzialmente quella di maggior valore che, in questo modo, cala nelle performance) ed entrambe subiscono cali di posizionamento Entrambe le pagine presentano traffico, interazioni e conversioni stabili su un ampio paniere di keyword senza competere tra loro 
Funzione e struttura dell’URLURL strutturali molto simili che trattano lo stesso argomento e Google non è in grado di capire quale dei due sia quello più autorevole e di valore Pagine di servizio necessarie alla navigazione come i filtri dei parametri o le versioni internazionali: se gestite bene dal punto di vista tecnico con portano alla cannibalizzazione 

Questa tabella dimostra l'importanza di una valutazione attenta di ogni caso di potenziale cannibalizzazione rilevato da tool digitali.

Per questo, sempre più aziende si rivolgono a professionisti del settore per una SEO Audit professionale che tenga conto anche della possibilità di incappare in falsi positivi durante la ricerca di eventuali cannibalizzazioni.

Cannibalizzazione SEO negli eCommerce e nei siti di grandi dimensioni

In un eCommerce o un sito di grandi dimensioni, incappare in problemi di cannibalizzazione è ancora più facile proprio a causa della grande quantità di contenuti presenti, spesso generati attraverso template per una produzione su larga scala.

Basti pensare alla presenza di molteplici contenuti simili tra pagine local, di categoria, di prodotto o di filtro che finiscono per competere per le stesse parole chiave o query di ricerca.

Per evitare questo tipo di problemi, è necessario che all’interno delle pratiche di SEO eCommerce venga pianificata fin dall’inizio la corretta gerarchia delle pagine.

Per ciò che riguarda, ad esempio, pagine categoria, prodotti e filtri è utile seguire questa struttura:

  • La pagina di categoria presidia la keyword generica.
  • Le pagine prodotto presidiano le query legate allo specifico prodotto o modello di categoria.
  • Le pagine filtro devono essere indicizzate solo se presentano una domanda propria e un contenuto in grado di differenziarsi da quello già presente nella pagina di categoria.

Per ciò che riguarda la presenza di pagine local, queste ultime vengono spesso generate su larga scala attraverso l’utilizzo della Programmatic SEO.

Questo significa che tutte le pagine presentano lo stesso template all’interno del quale cambiano solo poche variabili (come il nome della città).

In questi casi per evitare cannibalizzazione è essenziale che per ogni pagina il contenuto risulti abbastanza differenziato.  Pagine identiche in cui il contenuto è lo stesso e l’unica variazione consiste nel nome della città che viene riportato, danno a Google la stessa risposta e finiscono di conseguenza per competere tra loro.

Indicando in ogni pagina dati locali specifici, servizi unici, disponibilità per quel determinato luogo e informazioni non ripetibili da altre parti, si può evitare la sovrapposizione.

E se quelle appena citate sono ottime tecniche per evitare la cannibalizzazione in siti eCommerce e di grandi dimensioni, ora vediamo più in generale come risolvere problemi di cannibalizzazione già presenti in un sito web. 

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Come risolvere la cannibalizzazione SEO

Per risolvere un problema di cannibalizzazione SEO si possono adottare strategie diverse, a seconda della causa e delle pagine coinvolte. Questo ricordando che, tra più pagine in conflitto, è sempre meglio scegliere come pagina principale la versione più performante.

  • Accorpamento dei contenuti: se due pagine rispondono allo stesso bisogno e allo stesso intento di ricerca, si può decidere di accorpare i contenuti all’interno di una pagina sola.
  • Redirect 301: se due pagine sono in competizione, e una ha meno valore strategico dell’altra, è possibile impostare un redirect 301 alla pagina di maggior valore per il business. A seguire, è consigliata la pulizia dei link interni e della sitemap.
  • Differenziazione del search intent: se due pagine si assomigliano troppo ma hanno comunque entrambe senso di esistere perché rispondono a bisogni diversi, bisogna differenziare ancora di più l’intento di ricerca. Magari dando ad una un valore più informativo, e all’altra un valore più commerciale.
  • Revisione e ottimizzazione delle pagine e dell’internal linking: se la pagina principale appare debole, e facilmente superabile dalle pagine di supporto nel posizionamento, è necessario rafforzarne il contenuto con aggiornamenti e l’utilizzo di una buona tecnica di internal linking.
  • Rel canonical: quando due pagine simili devono rimanere entrambe accessibili, il tag canonical permette di segnalare a Google quale URL si preferisce considerare come versione principale.   
  • Tag noindex: in caso di pagine utili all’utente ma senza valore di ricerca, si può utilizzare il tag noindex affinché rimangano solo scansionabili ma non indicizzabili.

Ma ora veniamo alla domanda più critica: come capire quando utilizzare una soluzione al posto di un’altra? Lo vediamo nel prossimo paragrafo. 

Come scegliere la soluzione corretta

Le soluzioni citate in precedenza per risolvere problemi di cannibalizzazione SEO sono tutte valide, ma per capire qual è la più corretta occorre valutare caso per caso. 

Soluzione

Quando utilizzarla

Perché utilizzarla 

Accorpamento dei contenutiDue pagine con contenuti simili, stesso intento di ricerca e presenza in entrambe di segnali di valorePermette di concentrare segnali di valore e autorevolezza verso un unico URL 
Redirect 301 Due pagine con stesso intento di ricerca, dove una è più forte e ha più segnali, mentre l’altra non porta traffico o valore aggiunto Permette di valorizzare la pagina più strategica e non preservare il valore di quella che le fa concorrenza 
Differenziazione del Search Intent Intenti diversi ma contenuti troppo simili che confondono Google Permette di preservare il valore di entrambe le pagine senza che queste si ritrovino in competizione  
Revisione e ottimizzazione delle pagine e dell’internal linking Pagina buona ma debole che viene facilmente superata da pagine simili di supporto Permette di rafforzare la pagina più strategica permettendole di posizionarsi al di sopra delle altre 
Rel canonical Due pagine simili e importanti per diversi motivi dove solo una deve rispondere alla domanda degli utenti duranta la loro ricerca Permette di preservare entrambe le pagine ma indica chiaramente a Google quale delle due mostrare in SERP 
Tag noindex Pagine di valore per gli utenti ma non per la ricercaPermette di mantenere le pagine scansionabili ma non indicizzabili evitando cannibalizzazioni con altre pagine 

La scelta della pagina da mantenere o reindirizzare non dipende sempre solo da quale URL vorremmo far posizionare. In alcuni casi, la pagina che consideriamo meno strategica potrebbe essere quella che Google riconosce già come più rilevante e autorevole. Anche in questo caso, la decisione su quale URL preservare e quale reindirizzare richiede una valutazione da parte di uno specialist, basata sui dati e sulle caratteristiche specifiche del caso.

Dopo aver visto quando utilizzare le diverse soluzioni, approfondiamo l’importanza dell’internal linking nel risolvere problemi di cannibalizzazione. 

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Internal linking e cannibalizzazione 


L’internal linking di un sito è fondamentale perché indica a Google la gerarchia dei contenuti, quale pagina è da considerarsi come la principale e quali invece sono di supporto, diminuendo così il rischio di cannibalizzazione.

Ecco alcuni consigli pratici per strutturare correttamente l'internal linking: 

  • Le pagine di supporto devono contenere un link diretto alla pagina principale con anchor text descrittiva e coerente.
  • La pagina principale deve prevedere link alle pagine di supporto per approfondire i sottotemi.
  • L’anchor esatta non deve puntare a URL diversi.
  • Attenzione alle pagine orfane che possono diventare causa di cannibalizzazione SEO se non gestite nel modo giusto. 

Tutte queste tecniche trovano applicazione anche nei progetti SEO che seguiamo quotidianamente. Nel prossimo paragrafo vediamo proprio due casi di successo affrontati di recente dal nostro team. 

Casi di successo NetStrategy: come abbiamo gestito la cannibalizzazione SEO per TraghettiPer e Juice

Il primo caso da citare è TrateghettiPer che, gestendo un network di ben 10 portali diversi nel settore della prenotazione di traghetti, poteva essere un ottimo candidato a problemi di cannibalizzazione SEO.

Se un brand gestisce molti portali verticali nello stesso settore, il rischio che questi finiscano per competere l’uno contro l’altro diventa molto alto, a meno che non si attui una corretta mappatura dei contenuti e delle parole chiave per prevenire il problema.

Essendosi affidato a NetStrategy proprio per un’ottimizzazione SEO completa, abbiamo lavorato in maniera trasversale evitando anche che le tante pagine dei portali si sovrapponessero penalizzando così il loro posizionamento organico. Per farlo, abbiamo implementato una rigorosa strategia di keyword mapping, strutturando al contempo un’architettura delle informazioni differenziata per ciascun sito.

Definendo chiaramente il target e i diversi intenti di ricerca di ogni singolo dominio abbiamo quindi evitato eventuali problemi di cannibalizzazione SEO interna. Grazie a questo, accanto ad altre tecniche SEO, siamo quindi riusciti a ottenere risultati molto soddisfacenti: una crescita delle visite organiche del 63% e un incremento delle vendite da canale organico del 113%, senza cannibalizzazione tra le pagine (periodo di riferimento 2024-2025).

A questo vogliamo però aggiungere anche un altro caso di successo, ovvero quello relativo alla nostra collaborazione con Juice, uno dei principali Apple Premium Partner in Italia. Trattandosi di un eCommerce di grandi dimensioni, la cannibalizzazione può verificarsi tra pagine di categoria, schede prodotti e filtri, che molto spesso presentano contenuti simili con variazioni davvero minime.

Il problema maggiore, in questo caso, è la difficoltà di Google nel comprendere quale sia la risorsa principale e di maggior valore da mostrare in SERP. Proprio per questo abbiamo deciso di riorganizzare l’intera alberatura di navigazione e la distinzione tra query ad alto volume per le categorie e query long-tail per i singoli prodotti, rendendo la scelta di Google molto più semplice. 

Risolvendo i problemi di sovrapposizione e implementando ulteriori tecniche per l’ottimizzazione SEO e UX, l’eCommerce ha registrato un aumento del 95% delle visite organiche (periodo 2023-2025) e un +41% del fatturato online (periodo 2022-2025).

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Dopo aver visto tutte le tecniche per risolvere eventuali problemi di cannibalizzazione SEO e due casi di successo firmati NetStrategy, nel prossimo paragrafo scopriamo come cercare di prevenire il problema alla radice. 

Come prevenire nuove cannibalizzazioni

Prima di creare nuovi contenuti all’interno di un sito, per prevenire eventuali cannibalizzazioni, bisogna valutare ciò che già esiste al suo interno.

La strategia migliore consiste nel partire con il content mapping, ovvero la creazione di una mappa che ad ogni URL del sito associa un intento di ricerca. Un passaggio che deve avere alla base una buona ricerca delle parole chiave suddivise per intenti.

Grazie a questo, prima di pubblicare nuovi contenuti è possibile chiedersi:

  • Esiste già un contenuto che risponde a questo intento?
  • Il nuovo contenuto da pubblicare aggiunge valore rispetto a ciò che già esiste?
  • La SERP sta premiando il tipo di formato che si vuole pubblicare?

In aggiunta, diventa fondamentale anche la governance editoriale, ovvero regole condivise sull’approvazione di nuovi contenuti prima della pubblicazione, sull’utilizzo di tag, filtri e così via.

Infine, non possono mancare content audit periodici per individuare e valutare eventuali sovrapposizioni prima che arrivino a creare seri problemi all’intero sito. 

Domande frequenti sulla cannibalizzazione SEO

Come identificare la cannibalizzazione SEO in un sito web aziendale?

Per identificare la cannibalizzazione SEO in un sito aziendale si possono utilizzare strumenti come Google Search Console, Screaming Frog, Semrush e Ahrefs e analisi manuale della SERP.

Quali sono le strategie più efficaci per risolvere la cannibalizzazione SEO?

Le strategie più efficaci per risolvere la cannibalizzazione SEO sono:

  • Accorpamento dei contenuti
  • Redirect 301
  • Differenziazione del search intent
  • Revisione e ottimizzazione delle pagine e dell’internal linking
  • Rel canonical
  • Tag noindex

Come risolvere la cannibalizzazione SEO senza perdere traffico organico?

Per risolvere la cannibalizzazione SEO senza perdere traffico organico le tecniche più efficaci consistono nell’accorpare i contenuti, nell’utilizzare redirect 301, nel differenziare ancor meglio l’intento di ricerca in pagine molto simili, nell'utilizzare le giuste tecniche di internal linking e nell’utilizzare tag canonical e noindex in maniera appropriata.

Cosa fare se Google sceglie di mostrare la pagina sbagliata?

Se Google sceglie la pagina sbagliata, davanti a due pagine troppo simili, molto spesso la scelta migliore è accorpare le due pagine o utilizzare un redirect 301 proprio verso la pagina scelta da Google per trasferirle definitivamente tutti i segnali di valore e aumentarne la forza.

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Autore

Stefano Robbi
Stefano Robbi

Founder & CEO di NetStrategy

Stefano Robbi ha fondato NetStrategy nel 2010 e la guida ancora oggi, con un team di oltre 45 specialisti in-house. In 16 anni di attività ha seguito personalmente più di 90 progetti di digital marketing per aziende B2B, B2C ed e-commerce, contribuendo a generare oltre 23,5 milioni di euro di fatturato attribuibile ai canali digitali per i clienti dell'agenzia.

Coordina l'Osservatorio NetStrategy conducendo ricerche proprietarie sui comportamenti di ricerca degli italiani e sui criteri con cui i motori AI selezionano e citano le proprie fonti. Le ricerche dell'Osservatorio sono state riprese da Corriere della Sera, Milano Finanza e Millionaire.

Ha conseguito un M.Sc. in Marketing Management all'Università Bocconi e, prima di fondare NetStrategy, ha lavorato in Microsoft Italia nella divisione SMB. Oggi insegna marketing all'Italian Institute of Fashion Management ed è relatore in eventi del settore tra cui Netcomm Forum, We Make Future, Global Summit e Digital 1to1.

Aree di specializzazione: SEO, GEO, strategia digitale, analisi dei dati.

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Docente in varie università e formatore ad eventi di livello internazionale

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