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ULTIMO AGGIORNAMENTO

03.05.26

Ricerca parole chiave: consigli e strumenti essenziali nel 2025

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Ricerca parole chiave: consigli e strumenti essenziali nel 2025

La ricerca delle parola chiave (o keyword research) è il punto di partenza per costruire una strategia efficace di visibilità online. Si tratta del processo di identificazione e analisi delle parole e frasi che gli utenti digitano online, tipicamente sui motori di ricerca, per trovare informazioni, prodotti o servizi.

La keyword research è quindi un'attività strategica e trasversale, utile non solo per la SEO, ma per tutte le fasi di un piano di marketing digitale: dalle campagne pubblicitarie su Google Ads ai social media, fino alla creazione di contenuti ottimizzati per blog, eCommerce e landing page.

Una keyword research ben strutturata permette di intercettare traffico altamente qualificato, ossia utenti realmente interessati a ciò che un’azienda offre, aumentando così il tasso di conversione e il ritorno sull’investimento (ROI) delle proprie attività di marketing digitale.

Oggi esistono numerosi strumenti – sia gratuiti che a pagamento – che aiutano a individuare le parole chiave più efficaci per un determinato mercato. Tuttavia, il vero valore della ricerca non sta solo nella tecnologia utilizzata, ma nella capacità di identificare le keyword realmente strategiche per il proprio target.

Non basta individuare termini generici con un alto volume di ricerca: è fondamentale analizzare le intenzioni degli utenti e trovare parole chiave che rispecchino esattamente il modo in cui il pubblico di riferimento effettua le sue ricerche online.

In questo articolo vedremo come condurre una ricerca efficace, quali strumenti utilizzare e come definire una strategia vincente basata sulle keyword migliori per la tua azienda.

Punti chiave dell’articolo

  • Quando è utile fare keyword research: una ricerca efficace delle parole chiave è indispensabile per la SEO ma anche per attività di content marketing, PPC, eCommerce e strategie social.
  • Tipologie di parole chiave: distinzione tra short-tail e long-tail, classificazione TOFU - MOFU - BOFU nel funnel di vendita e suddivisione per intento di ricerca (informazionale, navigazionale, transazionale).
  • Strumenti utili per la ricerca: Google Trends, Strumento di Pianificazione delle Parole Chiave di Google Ads, SEOZoom, Semrush, Ahrefs, Ubersuggest, Google Suggest e People Also Ask.
  • Come condurre una ricerca efficace: definire obiettivi, raccogliere keyword in target, analizzare i competitor e la SERP, verificare l’intento di ricerca e ottimizzare i contenuti.
  • Analisi della SERP e di snippet di risultati: comprendere come Google interpreta una query osservando snippet, come il "People Also Ask", schede prodotto, video e immagini.
  • Esempi pratici di keyword research: applicazione della strategia per ottimizzare una pagina ecommerce e per scrivere un blog post informativo.
  • Tendenze su piattaforme emergenti: TikTok, YouTube, Instagram e LinkedIn influenzano sempre più le ricerche degli utenti e possono offrire insight preziosi.
  • Scegliere le keyword giuste: usare keyword errate porta a uno spreco di tempo, risorse e budget, mentre keyword mirate massimizzano traffico e conversioni.
  • Aggiornamento costante: la SEO non è statica, monitorare keyword, competitor e trend permette di mantenere una strategia sempre efficace.

Quando è utile fare Keyword Research?

1 SEO e posizionamento sui motori di ricerca

Per ottimizzare i contenuti di un sito web e migliorarne la visibilità organica. Per individuare keyword a bassa concorrenza (nicchie) che possano portare traffico qualificato. Per analizzare e superare i competitor sui risultati di ricerca.

2 Creazione di contenuti per blog e siti web

Per sviluppare articoli e pagine web basati su ricerche reali degli utenti. Per strutturare un piano editoriale efficace, individuando le keyword più rilevanti per il proprio settore. Per migliorare la leggibilità e l’indicizzazione dei contenuti grazie all’uso di parole chiave correlate.

3 Strategie di advertising (Google Ads, Meta Ads, etc.)

Per scegliere keyword mirate nelle campagne PPC (pay-per-click) e ottimizzare il costo per clic (CPC). Per identificare termini con alta intenzione d’acquisto e massimizzare il ROI delle campagne pubblicitarie. Per creare annunci più pertinenti e performanti.

4 eCommerce e marketplace

Per ottimizzare le schede prodotto con keyword ad alto potenziale di conversione. Per migliorare la visibilità su Amazon, eBay e altri marketplace. Per intercettare il pubblico in fase decisionale attraverso keyword transazionali.

5 Email marketing e newsletter

Per creare oggetti email e contenuti più in linea con le ricerche e gli interessi del pubblico. Per testare diverse varianti di copy e migliorare open e click rate.

6 Social media e content strategy

Per individuare argomenti di tendenza e migliorare l’engagement su piattaforme come Instagram, Facebook, TikTok e LinkedIn. Per ottimizzare hashtag e descrizioni nei post in base alle parole chiave più cercate.

7 Analisi della concorrenza e trend di mercato

Per scoprire le keyword per cui si posizionano i competitor e individuare opportunità di crescita. Per monitorare l’evoluzione delle ricerche e adattare le strategie di marketing in base ai trend emergenti.

Tipologie di parole chiave

Esistono diversi modi per classificare le keyword, in base alla loro lunghezza, alla fase del funnel di vendita in cui vengono cercate e all'intento dell'utente. Comprendere queste differenze è essenziale per creare contenuti mirati e ottimizzare il proprio sito web o le proprie campagne pubblicitarie.

1 Short-tail e Long-tail Keyword

Una delle prime distinzioni riguarda la lunghezza e la specificità delle parole chiave. Le short-tail keyword, dette anche keyword generiche, sono composte da una o due parole. Sono tipicamente caratterizzate da un volume di ricerca elevato, ma anche da un’alta concorrenza e da un intento di ricerca poco definito. Ad esempio, la parola chiave "scarpe" può essere digitata da chi vuole acquistare un nuovo paio di scarpe, da chi cerca informazioni sulla loro produzione o da chi vuole leggere recensioni su diversi modelli.

Le long-tail keyword, invece, sono più lunghe e specifiche. Spesso sono composte da tre o più parole e hanno un volume di ricerca inferiore, ma una maggiore probabilità di conversione. Un utente che cerca "scarpe da running nike air zoom recensioni" ha un’intenzione molto più chiara rispetto a chi digita semplicemente "scarpe". Le long-tail keyword sono particolarmente utili per intercettare un pubblico più qualificato e ridurre la competizione nei motori di ricerca.

2 Funnel di vendita (TOFU, MOFU, BOFU)

Un altro metodo di classificazione è legato alla fase del funnel di marketing in cui si trova l’utente.

Le TOFU keyword (Top of the Funnel) sono parole chiave tipicamente informazionali, utilizzate da chi sta cercando informazioni generali su un argomento. L’obiettivo in questa fase è fornire contenuti utili, come articoli di blog e guide approfondite. Un esempio di keyword TOFU potrebbe essere "digital marketing".

Le MOFU keyword (Middle of the Funnel) sono keyword comparative, ricercate da utenti che hanno già un'idea del prodotto o servizio di cui hanno bisogno, ma stanno valutando diverse opzioni. Sono spesso utilizzate per confronti tra prodotti o per recensioni dettagliate. Un esempio, sempre in ambito Digital Marketing, potrebbe essere "strategie digital marketing", con cui possiamo definire un utente già avvezzo al mondo del Digital Marketing ma focalizzato nel valutare le migliori tecniche e strategie da poter applicare al proprio contesto. L’utente quindi conosce l’ambito in cui si sta muovendo e ne comprende le esigenze di base ma non è ancora giunto ad una fase finale di valutazione della soluzione utile (es. agenzie / freelance).

Le BOFU keyword (Bottom of the Funnel) sono keyword transazionali, digitate da utenti pronti all'acquisto. In questa fase, l’utente ha già preso una decisione ed è alla ricerca del miglior modo per completare l'acquisto. Un esempio è tipicamente "agenzia digital marketing".

Questa suddivisione aiuta a creare contenuti adeguati per ogni fase del percorso dell’utente, accompagnandolo dalla ricerca iniziale fino alla decisione d’acquisto. Tuttavia, questa classificazione può essere rigida: la stessa parola chiave può appartenere a più fasi del funnel in base all'intento di chi la ricerca, come vedremo nel prossimo capitolo.

3 Parole chiave per intento di ricerca

La grande differenza rispetto al metodo di classificazione precedente sta nella maggiore flessibilità di valutazione delle singole parole chiave prese in esame. Se il metodo TOFU, MOFU, BOFU dà per scontato che una singola parola chiave possa appartenere quasi esclusivamente ad uno solo dei gruppi citati, l’analisi dell’intento di ricerca permette di spacchettare la singola parola chiave in più intenti, possibilmente molto diversificati tra loro.

Per fare un esempio concreto, tornando alla keyword “agenzia digital marketing”, un utente potrebbe non stare solo cercando possibili partner per lo sviluppo di attività digitali. I diversi intenti infatti potrebbero essere principalmente questi:

  • Possibile azienda in cerca di un’effettiva agenzia di Digital Marketing
  • Possibile candidato che cerca lavoro presso un’agenzia ideale
  • Utente che non ha ancora un’idea precisa di cosa sia e cosa faccia un’agenzia di Digital Marketing e che quindi è alla ricerca di maggiori informazioni
  • Un’altra agenzia in cerca di opportunità di collaborazione
  • Molto altro…

Ad oggi si tratta del metodo di classificazione più utilizzato e remunerativo per lo svolgimento delle attività descritte nel primo capitolo, permettendo lo sviluppo di attività più mirate e redditizie.

Reminder: l'importanza di scegliere keyword in target

La scelta delle keyword non deve basarsi solo sul volume di ricerca o sulla concorrenza, ma deve tenere conto dell’intento dell’utente e della sua fase nel percorso di acquisto. Puntare su keyword generiche e ad alto traffico può sembrare una strategia efficace, ma in molti casi si traduce in uno spreco di tempo, risorse e budget, portando traffico non qualificato che non genera conversioni.

Un eCommerce di elettronica che cerca di posizionarsi per "miglior smartphone" rischia di attirare utenti in fase esplorativa, interessati a confrontare modelli ma non ancora pronti all'acquisto. Il risultato? Alti volumi di traffico ma poche vendite, con una dispersione di investimenti in contenuti e SEO che non portano un ritorno reale. Scegliere parole chiave più mirate, come "vendita iphone", permette invece di intercettare chi ha già deciso di comprare e sta solo cercando la migliore offerta, massimizzando così il tasso di conversione e il valore effettivo della strategia SEO.

Strumenti utili per la ricerca delle parole chiave

Oggi esistono numerosi strumenti che aiutano a svolgere una ricerca keyword approfondita, sia gratuiti che a pagamento. Alcuni offrono un’analisi di base, sufficiente per piccole realtà o per chi muove i primi passi nella SEO, mentre altri forniscono dati avanzati indispensabili per strategie più competitive.

1 Google Trends: analisi dell’interesse e dei trend

Google Trends è uno strumento gratuito particolarmente utile per analizzare l’andamento dell’interesse di una parola chiave nel tempo. Permette di confrontare fino a cinque termini contemporaneamente, offrendo una visione chiara della loro stagionalità e delle variazioni di ricerca negli ultimi anni. Questo è utile per pianificare contenuti in base ai periodi di maggiore interesse, evitando di puntare su keyword che hanno già raggiunto il picco di popolarità e sono in fase di declino. Oltre a monitorare singoli termini, Google Trends consente di esplorare argomenti correlati e suggerimenti di parole chiave emergenti, il che è fondamentale per individuare nuove opportunità e adattare la propria strategia in base ai trend di ricerca. Ad esempio, se si lavora nel settore del fitness, si potrebbe scoprire che la keyword "allenamento a casa" ha avuto una crescita significativa negli ultimi anni e, di conseguenza, creare contenuti ottimizzati su questo tema.

2 Google Ads Keyword Planner

Questo strumento è pensato principalmente per chi gestisce campagne pubblicitarie, ma è utile anche per la SEO ed altri canali di marketing. Consente di ottenere informazioni sui volumi di ricerca di una keyword e di analizzarne la stagionalità, grazie alla possibilità di personalizzare il periodo di riferimento. Questo aiuta a prevedere le fluttuazioni nel tempo e a organizzare le attività di content marketing in modo più strategico. Un altro aspetto rilevante è la sezione dei suggerimenti correlati, che permette di scoprire nuove keyword legate all’argomento principale. Tuttavia, essendo uno strumento progettato per la pubblicità, i dati forniti gratuitamente sono limitati e spesso generici. Per ottenere numeri più precisi sui volumi di ricerca, è necessario attivare una campagna Google Ads e destinare un budget, anche minimo, alla pubblicità.

3 SEOZoom o Semrush

SEOZoom e Semrush sono due delle piattaforme più complete per la ricerca delle parole chiave SEO.

Entrambi permettono di analizzare l’intento di ricerca associato a una keyword, distinguendo tra parole chiave transazionali, commerciali e informative. Questa funzione è fondamentale per comprendere se una keyword è più adatta ad una fase informativa o commerciale, idonea per portare conversioni.

Questi strumenti offrono anche una panoramica sulla tipologia di risultati che si posizionano per una determinata keyword, indicando se nei primi risultati compaiono articoli di blog, pagine commerciali, video di YouTube o schede prodotto. Questo aiuta a capire quale formato di contenuto ha maggiori possibilità di ottenere visibilità su Google.

Una delle funzionalità più interessanti offerte da SEOZoom è la possibilità di analizzare non solo le pagine posizionate per una specifica parola chiave, ma anche tutte le pagine che si posizionano per parole chiave correlate. Questo consente di ottenere una visione più ampia delle opportunità SEO legate a un determinato argomento e di ottimizzare in modo più efficace la strategia di interlinking interno, collegando tra loro i contenuti pertinenti per migliorare la distribuzione dell’autorità all’interno del sito.

Inoltre, questa funzione è particolarmente utile per individuare e correggere casi di cannibalizzazione delle keyword, ovvero situazioni in cui più pagine del sito competono per la stessa query, riducendo l’efficacia complessiva del posizionamento. Identificare queste criticità consente di consolidare i contenuti o di differenziarli meglio, evitando dispersioni di traffico organico.

Un'altra funzionalità avanzata è l’analisi del gap di contenuti, che mostra le parole chiave per cui i competitor sono posizionati ma che il proprio sito non sta ancora coprendo. Questo consente di individuare opportunità per espandere il proprio piano editoriale. Inoltre, SEOZoom e Semrush aiutano a costruire una struttura SEO efficace suggerendo come linkare tra loro i contenuti del sito per migliorarne l’autorità.

Questi strumenti sono a pagamento, ma offrono prove gratuite o versioni limitate con funzionalità di base. Per chi lavora sulla SEO, l’investimento è giustificato dall’accuratezza e dalla profondità dei dati forniti.

4 Alternative come Ubersuggest o Ahrefs

Ubersuggest e Ahrefs sono due alternative utili per la ricerca delle parole chiave.

Ubersuggest, sviluppato da Neil Patel, offre una versione gratuita che permette di ottenere suggerimenti di keyword, volumi di ricerca e livello di difficoltà della concorrenza. Tuttavia, i dati forniti senza abbonamento sono limitati e meno dettagliati rispetto a strumenti come Semrush e SEOZoom.

Ahrefs, invece, è uno strumento avanzato molto apprezzato per l’analisi dei backlink, ma offre anche un modulo dedicato alla ricerca di parole chiave SEO. Rispetto a Semrush, si distingue per una maggiore precisione nel calcolo della difficoltà di posizionamento di una keyword e per una panoramica dettagliata sui siti che attualmente si classificano per un determinato termine. Ahrefs è uno strumento interamente a pagamento, senza una versione gratuita disponibile.

5 People Also Ask individuare domande frequenti

Una fonte preziosa per comprendere meglio gli intenti di ricerca degli utenti è la sezione "People Also Ask" di Google, che mostra domande correlate a una determinata keyword. Questo strumento, completamente gratuito, permette di scoprire quali domande specifiche vengono poste dagli utenti e di creare contenuti che rispondano in modo diretto alle loro esigenze. Ad esempio, se si sta scrivendo un articolo sulla SEO, potrebbe emergere una domanda come "Quanto tempo serve per posizionarsi su Google?". Creare un paragrafo che risponda a questa domanda non solo migliora la rilevanza del contenuto, ma aumenta anche la possibilità di ottenere uno snippet in primo piano nei risultati di ricerca.

6 Chat GPT e motori NLP per generare idee

Strumenti basati sull’intelligenza artificiale, come ChatGPT, si rivelano particolarmente utili non tanto per individuare parole chiave specifiche, quanto per identificare argomenti rilevanti legati a un determinato business o settore. La vera forza di questi strumenti risiede nella capacità di analizzare grandi quantità di contenuti provenienti da fonti eterogenee, come recensioni degli utenti, forum di discussione e piattaforme social.

Questa capacità di elaborazione consente di cogliere insight preziosi su tendenze emergenti, bisogni latenti del pubblico e modalità con cui le persone parlano di un determinato prodotto o servizio. Più che fornire semplici liste di parole chiave, l’AI aiuta a comprendere il contesto in cui si muove il target di riferimento, offrendo spunti per la creazione di contenuti in linea con gli interessi reali degli utenti.

In questo modo, è possibile sviluppare strategie di content marketing più mirate, basate non solo su metriche quantitative come il volume di ricerca, ma su un approccio qualitativo orientato alla comprensione delle dinamiche di mercato e delle esigenze del pubblico. Tuttavia, le keyword e gli argomenti individuati grazie all’AI devono sempre essere validati con strumenti SEO specifici come Google Ads Keyword Planner o Semrush, per verificarne la rilevanza in termini di volume di ricerca e competitività.

L’integrazione dell’intelligenza artificiale nel processo di keyword research consente quindi di andare oltre la semplice analisi dei dati, favorendo un approccio strategico che unisce la comprensione delle tendenze emergenti con l’ottimizzazione delle performance SEO.

7 Forum e blog di settore: una risorsa utile per nicchie specifiche

Per alcuni settori molto specifici, come l’abbigliamento tecnico, il gaming o il mondo delle moto, i forum e i blog di settore possono essere una fonte preziosa per la ricerca di parole chiave. I commenti degli utenti, le discussioni su argomenti di nicchia e le domande frequenti possono rivelare keyword che non emergono dai classici strumenti di analisi. Un esempio concreto è il settore delle moto: nei forum specializzati si possono trovare discussioni dettagliate su modelli di giacche tecniche, protezioni e accessori. Analizzare i termini utilizzati dagli utenti può fornire spunti per la creazione di contenuti mirati e altamente rilevanti.

Strumenti gratuiti e a pagamento: quali scegliere?

Gli strumenti per la ricerca di parole chiave gratis, come Google Trends, Google Ads e People Also Ask, sono utili per ottenere dati di base, ma hanno limitazioni in termini di precisione e volume di informazioni. Gli strumenti avanzati, come Semrush, SEOZoom e Ahrefs, offrono analisi più dettagliate, ma sono a pagamento. Il loro costo può variare da decine a centinaia di euro al mese, a seconda del piano scelto. Per chi lavora in modo professionale sulla SEO, investire in uno di questi strumenti è spesso necessario per ottenere dati accurati e competitivi.

Come condurre una ricerca di parole chiave efficace

Una keyword research efficace si sviluppa in più fasi, ciascuna delle quali contribuisce a definire un elenco di parole chiave realmente utili e pertinenti.

1 Definire il contesto e gli obiettivi della ricerca

Il primo passo per una ricerca efficace è chiarire l’obiettivo dell’attività. A seconda della finalità, il tipo di parole chiave da ricercare e il metodo di analisi possono cambiare.

Se l’obiettivo è posizionare un sito web o un eCommerce sarà importante trovare keyword con un buon equilibrio tra volume di ricerca e concorrenza, privilegiando quelle transazionali o commerciali per le pagine di vendita. Se invece si sta creando un piano editoriale per un blog, la ricerca si concentrerà su keyword informazionali, che attraggono traffico utile a costruire autorevolezza e a intercettare utenti nelle prime fasi del funnel.

Nel caso di contenuti multimediali come video su YouTube, la ricerca dovrà tenere conto delle query più digitate all’interno della piattaforma, privilegiando keyword che si prestano a tutorial, recensioni o guide pratiche. Infine, se l’obiettivo è la pianificazione di contenuti social, è utile individuare parole chiave e argomenti di tendenza nel proprio settore per creare post che stimolino l’interazione e l’engagement.

2 Raccolta delle idee per le parole chiave

Una volta chiariti gli obiettivi, si passa alla fase di raccolta delle parole chiave. Inizialmente, è utile adottare un approccio basato sul brainstorming e sull’analisi del settore.

Un metodo efficace è coinvolgere il reparto commerciale o chi ha contatti diretti con i clienti. Spesso, le domande più frequenti poste dai clienti possono rivelarsi ottime fonti di keyword. Ad esempio, se un’azienda vende software gestionali, le domande dei clienti potrebbero includere “quale software gestionale scegliere per una piccola impresa?” oppure “quali sono le funzionalità indispensabili in un software gestionale?”.

Parallelamente, si può procedere con un’analisi diretta dei competitor, osservando le parole chiave per cui si posizionano e le pagine più performanti dei loro siti. Strumenti come SEOZoom, Semrush e Ahrefs permettono di individuare le keyword più redditizie dei competitor e di scoprire eventuali opportunità non ancora sfruttate.

3 Verifica della pertinenza e dell’intento di ricerca

Non tutte le parole chiave raccolte saranno effettivamente utili. È fondamentale verificare che siano in target e che corrispondano alle reali intenzioni degli utenti.

Una buona pratica è analizzare l’intento di ricerca associato a ogni parola chiave, per capire se l’utente sta cercando informazioni, sta valutando un acquisto o è già pronto a comprare.

Se si vuole ottimizzare una pagina prodotto è inutile puntare su keyword puramente informative. Allo stesso modo, un articolo di blog non dovrebbe basarsi su keyword transazionali, perché difficilmente riuscirà a competere con risultati eCommerce.

Strumenti come SEOZoom e Semrush aiutano a classificare le parole chiave in base all’intento di ricerca, distinguendo tra keyword informative, navigazionali, commerciali e transazionali. Tuttavia, un passaggio essenziale è l’analisi manuale della SERP, ovvero dei risultati che Google restituisce per una determinata parola chiave (prossimo capitolo).

4 Analisi della morfologia della SERP

Un aspetto trascurato nella ricerca delle parole chiave è l’analisi della SERP, ovvero la pagina dei risultati di Google. Ogni parola chiave può generare tipi di risultati diversi, e comprendere questa struttura è fondamentale per valutare la reale opportunità di posizionamento. Digitando una parola chiave su Google, si può osservare:

  • Se la SERP è dominata da schede prodotto di eCommerce o da pagine informative.
  • Se la SERP è dominata da sponsorizzazioni attraverso Google Ads (forte segnale della presenza di intenti commerciali / transazionali)
  • Se tra i risultati in prima pagina compaiono video, suggerendo che Google favorisca la presenza di contenuti multimediali (es. "How to" o DIY)
  • Se sono presenti snippet in primo piano, box "People Also Ask" o risultati locali.

Ad esempio, cercando “migliori scarpe da corsa”, si noterà che la SERP è composta prevalentemente da articoli di blog e recensioni, il che indica che questa parola chiave è più adatta a una guida piuttosto che a una scheda prodotto.

Al contrario, cercando “comprare scarpe da corsa online”, i risultati saranno dominati da pagine eCommerce, segnalando un intento transazionale. Questa analisi aiuta a evitare di investire risorse su keyword per le quali non si ha una reale possibilità di posizionamento e a ottimizzare i contenuti in base alle aspettative di Google.

5 Analisi degli snippet di risultati

L'analisi degli snippet in SERP è un passaggio fondamentale nella ricerca delle parole chiave perché permette di comprendere ciò che Google considera rilevante per una determinata query. Oltre a valutare la concorrenza e il tipo di contenuti che si posizionano meglio, osservare la SERP aiuta a identificare le opportunità di ottimizzazione e a scegliere il formato giusto per i propri contenuti.

Google Immagini: l’importanza del visual search

Le immagini stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nella ricerca online. Se una SERP mostra molte immagini tra i primi risultati, significa che gli utenti tendono a cercare contenuti visivi per quella specifica query.

Un caso tipico è quello delle ricerche legate alla moda, al design o ai prodotti con forte componente estetica, come “idee arredamento soggiorno moderno” o “tagli capelli corti donna”. In questi casi, ottimizzare le immagini con alt text descrittivi e nomi file pertinenti può aiutare a ottenere visibilità non solo nei risultati classici, ma anche su Google Immagini.

Se per una parola chiave sono presenti molti risultati visivi, potrebbe essere utile creare contenuti con un focus più visual, come guide fotografiche o infografiche, per aumentare le possibilità di posizionarsi.

Contenuti video: YouTube e la crescente rilevanza

Google mostra spesso video nei risultati di ricerca, specialmente per query che richiedono una dimostrazione pratica o una spiegazione dettagliata.

Ad esempio, cercando “come applicare eyeliner” o “esercizi per addominali”, tra i primi risultati compariranno sicuramente video tutorial, perché Google ha capito che gli utenti preferiscono guardare una dimostrazione piuttosto che leggere una guida testuale.

Se una SERP include molti video tra i primi risultati è un segnale che per quella keyword può essere utile creare un contenuto video, magari ottimizzato con una descrizione dettagliata e timestamp per migliorare la sua indicizzazione su YouTube.

Schede prodotto: Google Shopping e risultati transazionali

Quando Google mostra schede prodotto con prezzi e link diretti agli eCommerce nei risultati di ricerca, significa che la parola chiave ha un chiaro intento d’acquisto.

Ad esempio, per una keyword come “acquista iPhone 15 Pro”, Google mostrerà schede di Google Shopping o schede prodotto provenienti da siti di eCommerce. Questo indica che per competere su questa parola chiave è necessario puntare su una scheda prodotto ben ottimizzata o, in alternativa, su annunci Google Ads per ottenere visibilità.

Domande frequenti (FAQ): posizionamento con risposte dirette

Nelle SERP di molte keyword informazionali compare il box “People Also Ask” (Le persone hanno chiesto anche), che mostra una serie di domande correlate. Questo box rappresenta una grande opportunità per individuare argomenti da trattare nei contenuti e migliorare le possibilità di apparire nei risultati di ricerca con risposte dirette.

Se ad esempio per la query “come funziona la SEO” il box mostra domande come:

  • “Quanto tempo serve per vedere i risultati della SEO?”
  • “Quali sono i fattori più importanti per il ranking su Google?”

Significa che includere queste domande all’interno di un articolo o una pagina FAQ può aumentare la possibilità di ottenere visibilità nella SERP. Un’ottima strategia è quella di creare contenuti ottimizzati con sezioni FAQ, rispondendo in modo chiaro e diretto alle domande più frequenti sugli argomenti trattati.

Box “Ricerche correlate”: approfondire l’intento di ricerca

Alla fine di ogni SERP Google mostra una sezione chiamata "Ricerche correlate", che suggerisce altre keyword strettamente connesse alla query principale. Se ad esempio si cerca “piano editoriale social media”, tra le ricerche correlate potrebbero apparire:

  • “piano editoriale social esempio”
  • “come creare un piano editoriale”
  • “migliori tool per gestione social”

Questi suggerimenti possono essere utilizzati per individuare nuove varianti di keyword e ampliare la strategia di contenuti, creando pagine o articoli che rispondano a ricerche correlate ma con minor concorrenza.

Come questi elementi influenzano la scelta delle parole chiave

L’analisi della SERP non serve solo a capire cosa si posiziona, ma anche a scegliere le parole chiave più strategiche in base alla loro effettiva competitività e al tipo di contenuti che Google favorisce.

Se una keyword è dominata da risultati di eCommerce, probabilmente un articolo di blog non avrà molte chance di posizionarsi bene. Se invece la SERP mostra prevalentemente guide e articoli informativi è un segnale che ha senso investire in contenuti editoriali.

Inoltre, analizzando l’evoluzione della SERP nel tempo, è possibile capire come Google sta adattando i risultati alle nuove tendenze di ricerca e regolarsi di conseguenza.

Ad esempio, la crescente presenza di video e immagini suggerisce che investire in contenuti visuali sarà sempre più importante.

Dopo aver letto tutti questi consigli utili, se preferisci disporre anche di una guida visiva e concisa per ripassare le basi strategiche e metodologiche essenziali prima di iniziare la tua ricerca, ecco un video che ti mostrerà i passaggi chiave per scegliere le keyword più adatte alla tua strategia di posizionamento SEO.

Esempi pratici di keyword research

Per comprendere l'applicazione pratica della ricerca delle parole chiave, analizziamo due scenari concreti legati alla keyword "shampoo capelli secchi". Nel primo caso, vedremo come individuare le parole chiave migliori per ottimizzare la pagina di categoria di un eCommerce. Nel secondo, esploreremo la selezione di keyword per un articolo informativo.

Caso studio #1: categoria e-commerce

Un negozio online di prodotti per capelli vuole migliorare il posizionamento della sua pagina dedicata agli shampoo per capelli secchi, attirando utenti con un'intenzione d'acquisto chiara. La prima fase consiste nell’analizzare l’intento di ricerca. Chi cerca "shampoo capelli secchi" sta probabilmente valutando prodotti specifici e, in molti casi, è già pronto all'acquisto. Google, infatti, tende a privilegiare nelle SERP i risultati eCommerce e le schede prodotto, piuttosto che articoli informativi.

La ricerca delle parole chiave deve quindi concentrarsi su keyword transazionali e commerciali. Strumenti come Google Ads Keyword Planner, Semrush e SEOZoom permettono di identificare varianti più specifiche e correlate, come “miglior shampoo capelli secchi”, “shampoo idratante capelli secchi” e “shampoo capelli secchi senza siliconi”. Un'analisi più approfondita può rivelare anche keyword più lunghe e dettagliate, come “shampoo capelli secchi ricci” o “shampoo bio capelli secchi sfibrati”.

L'analisi della SERP conferma che i primi risultati sono dominati da marketplace e da grandi eCommerce. Per competere è essenziale ottimizzare la pagina con un titolo e una meta description accattivanti che contengano le keyword principali. Un’introduzione ben scritta nella pagina, che evidenzi benefici e caratteristiche dei prodotti, può migliorare la rilevanza della pagina agli occhi di Google. È altrettanto importante strutturare la categoria con filtri ben organizzati, in modo da facilitare la navigazione e rispondere a ricerche specifiche come "shampoo capelli secchi senza solfati" o "shampoo capelli secchi con cheratina".

Infine, ottimizzare le schede prodotto con descrizioni dettagliate, basate sulle keyword ricercate, può fare la differenza in termini di visibilità e conversioni. Descrivere i benefici dello shampoo, la tipologia di capelli a cui è adatto e i suoi ingredienti distintivi permette di intercettare le esigenze del pubblico e migliorare il ranking della pagina.

Caso studio #2: realizzazione di un articolo informativo

Lo stesso eCommerce vuole anche attrarre traffico informativo con un articolo di blog dedicato alla scelta dello shampoo per capelli secchi.

L’obiettivo in questo caso è intercettare utenti che ancora non sanno quale prodotto acquistare e guidarli nella decisione. La ricerca delle keyword deve concentrarsi su termini informazionali e interrogativi. Strumenti come SEOZoom e Ahrefs permettono di individuare ricerche comuni degli utenti, come “come scegliere shampoo capelli secchi”, “ingredienti da evitare shampoo capelli secchi” o “shampoo capelli secchi con o senza siliconi”. Analizzando la sezione "People Also Ask" di Google, emergono domande frequenti che possono essere integrate nell’articolo, come “qual è il miglior shampoo per capelli secchi?” o “perché i capelli diventano secchi?”.

L’analisi della SERP suggerisce che per questa keyword Google privilegia articoli guida e confronti tra prodotti. Creare una guida completa che affronti i diversi aspetti della scelta dello shampoo, includendo una sezione con le migliori opzioni disponibili sul mercato, può favorire il posizionamento e aumentare il tempo di permanenza sulla pagina. Titoli come "Come scegliere lo shampoo per capelli secchi: ingredienti, consigli e migliori prodotti" risultano più efficaci rispetto a un semplice elenco di prodotti, perché intercettano sia chi sta cercando informazioni generali sia chi vuole suggerimenti d’acquisto.

Strutturare l’articolo con sezioni ben organizzate, utilizzando sottotitoli chiari e ottimizzati per le keyword individuate, migliora la leggibilità e aiuta a rispondere meglio all’intento di ricerca. Includere un paragrafo FAQ con risposte concise aumenta inoltre le possibilità di ottenere visibilità nei featured snippet di Google.

Bonus tip: osservare tendenze su piattaforme emergenti

Una strategia SEO efficace non può limitarsi all’analisi delle parole chiave sui motori di ricerca, ma deve considerare anche ciò che accade fuori dal sito web. Il comportamento degli utenti sta cambiando e le piattaforme social influenzano sempre più le ricerche, il modo in cui le persone scoprono i brand e la loro percezione di un prodotto o servizio.

Per individuare le migliori parole chiave e comprendere a fondo le esigenze del pubblico è fondamentale guardare oltre Google e integrare dati provenienti da altre fonti.

Un aspetto spesso sottovalutato è il confronto con il reparto commerciale di un’azienda. Chi è in contatto diretto con i clienti conosce meglio di chiunque altro le domande più frequenti, le problematiche e i bisogni reali del target.

Allo stesso modo, monitorare le tendenze sui social media è essenziale per anticipare ricerche emergenti e creare contenuti che rispondano agli interessi attuali del pubblico.

TikTok: trend e hashtag popolari

TikTok è diventato uno dei principali motori di ricerca per le nuove generazioni. Gli utenti non si limitano più a cercare su Google, ma utilizzano TikTok per scoprire prodotti, consigli e recensioni. Analizzare i trend del momento e gli hashtag più popolari aiuta a individuare argomenti di interesse e possibili keyword emergenti.

Ad esempio, se si nota che l’hashtag #haircaretips è in forte crescita e molti video parlano di shampoo per capelli secchi con ingredienti naturali si può valutare l’inserimento di keyword legate a questi aspetti nei contenuti del sito. Creare articoli o schede prodotto che rispondano alle tendenze virali può aumentare la visibilità e intercettare traffico da ricerche influenzate dai social.

YouTube: l’importanza della ricerca visiva

YouTube è il secondo motore di ricerca più utilizzato al mondo, il che lo rende una piattaforma fondamentale per l’analisi delle parole chiave. Molti utenti preferiscono i contenuti video alle guide testuali, soprattutto per argomenti pratici come tutorial, recensioni e consigli di acquisto.

Esplorare le keyword più ricercate su YouTube, analizzare i titoli e le descrizioni dei video più visualizzati aiuta a capire quali temi stanno attirando l’attenzione. Se un video intitolato “Migliori shampoo per capelli secchi del 2024 – Test e recensione” ottiene migliaia di visualizzazioni, è un chiaro segnale che esiste una domanda su questo argomento. Adattare i contenuti testuali del sito per rispondere a queste ricerche può migliorare il posizionamento organico e attrarre traffico qualificato.

Monitorare altre piattaforme: Instagram, LinkedIn, Pinterest

Canali social come Instagram, LinkedIn e Pinterest possono offrire altri spunti preziosi.

Instagram, con la sua enfasi sulle immagini e i reel, permette di individuare termini e trend visivi che possono influenzare le ricerche. Ad esempio, se molti creator parlano di "shampoo solidi" o "routine per capelli secchi", è utile considerare queste keyword nelle pagine del sito.

LinkedIn è particolarmente utile per il B2B e aiuta a capire quali argomenti stanno generando discussioni tra professionisti di un settore. Osservare i post con maggiore engagement aiuta a individuare temi su cui vale la pena creare contenuti approfonditi.

Pinterest, essendo una piattaforma basata su ricerca visiva, offre suggerimenti sulle tendenze emergenti nel design, nella moda, nella bellezza e in molti altri settori. Le ricerche su Pinterest spesso si traducono in acquisti, quindi analizzare quali termini vengono utilizzati nelle descrizioni dei pin più popolari può fornire spunti per ottimizzare titoli e descrizioni sul proprio sito.

Conclusione e best practices

La ricerca delle parole chiave è il cuore di una strategia SEO efficace. Non si tratta solo di trovare termini con un buon volume di ricerca, ma di comprendere l’intento dell’utente, analizzare i competitor e adattare i contenuti alle reali esigenze del pubblico. Una keyword research ben strutturata permette di aumentare la visibilità di un sito, attrarre traffico qualificato e migliorare le conversioni, sia per un eCommerce che per un blog o una strategia di content marketing più ampia. Per mantenere il sito competitivo e allineato alle ricerche degli utenti, è dunque fondamentale seguire alcune best practices:

  • Aggiornare costantemente le keyword
  • Osservare la concorrenza
  • Sfruttare nuove tendenze
  • Analizzare la SERP prima di scegliere una keyword
  • Integrare SEO e strategia di conversione

Ogni business ha esigenze specifiche e una strategia di keyword research deve essere personalizzata in base al settore, al target e agli obiettivi aziendali. Se vuoi migliorare il posizionamento del tuo sito, ottimizzare i contenuti esistenti o sviluppare una strategia SEO mirata, contattaci.

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