
Ultimo aggiornamento
16.10.2026
Canonical link: come suggerire a Google quale pagina indicizzare
Il tuo sito web presenta due URL con contenuti che affrontano lo stesso argomento.
Cercando la pagina su Google noti che, tra le due, si posiziona quella commercialmente meno rilevante.
Questo accade quando Google sceglie di dare visibilità a un URL diverso da quello che vorremmo posizionare, perché lo ritiene più pertinente e di valore.
In queste situazioni, il canonical link permette di indicare al motore di ricerca quale pagina considerare come versione principale.
In questo articolo vedremo alcuni suggerimenti e consigli proprio sull’utilizzo del canonical link. Nello specifico: come inserirlo correttamente, quali problemi può risolvere e come controllare che il motore di ricerca lo accetti.
Cos'è il canonical link tag e a cosa serve nella SEO
Il canonical link tag, chiamato anche tag canonical, è un’indicazione inserita nel codice HTML di una pagina che comunica a Google che si tratta della versione principale di un contenuto.
In sostanza, il tag indica quale URL si preferisce considerare rappresentativo tra pagine equivalenti.
Dal punto di vista della SEO, il tag canonical suggerisce a Google quale URL canonico mostrare nei risultati di ricerca.
Non si tratta però di un obbligo che il motore di ricerca deve per forza rispettare, bensì di un’indicazione forte che Google può decidere di accettare o meno.

Perché Google mostra un URL diverso da quello che vogliamo posizionare?
Succede perché Google non parte dalle nostre preferenze, ma valuta la priorità della pagina basandosi sui segnali che trova, chiamati proprio segnali di canonicalizzazione.
Davanti a due o più pagine con stesso contenuto principale, stessa funzione per l'utente e stessa risorsa rappresentata, Google sceglie quale considerare come principale valutando:
- Sitemap: preferisce le URL presenti nella sitemap rispetto a quelle escluse.
- Link: sceglie la pagina che riceve più link interni ed esterni di valore.
- Redirect 301: dà priorità alla pagina di destinazione.
- HTTPS rispetto a HTTP: preferisce la versione più sicura.
- Tag Canonical: preferisce la pagina suggerita come principale.
L’assenza del tag canonical non impedisce la canonicalizzazione, Google può comunque creare un cluster di duplicati e selezionare un URL canonical (anche diverso da quello desiderato) usando gli altri segnali.
Al tempo stesso, se inseriamo il tag canonical ma tutti gli altri segnali di canonicalizzazione suggeriscono l’esatto contrario, Google potrebbe decidere comunque di non accettare la nostra preferenza e scegliere un altro URL canonico.
Questa situazione può contribuire, in alcuni casi, a far sì che Google dia visibilità a una pagina diversa da quella desiderata.

Quando utilizzare il tag canonical
Il tag canonical si usa quando due o più URL accessibili sono equivalenti per contenuto principale e funzione, e vogliamo che ne venga indicizzato uno solo.
Vediamo ora nel dettaglio in quali circostanze può accadere, quando il tag canonical non è necessario o quando, addirittura, può creare un problema.
Tag canonical in URL per parametri e contenuti duplicati
I parametri sono stringhe di testo che il sito aggiunge alla fine di un URL per gestire le sessioni, tracciare il comportamento degli utenti e per ordinamento, filtri, tracking o ricerca interna.
Per Google, ognuna di queste righe rappresenta un URL indipendente, ma con lo stesso identico contenuto degli altri. Ed è proprio questa una delle cause più frequenti di contenuti duplicati.
Se in tutte le URL con parametri si inserisce un tag canonical che punta all’URL che si vuole considerare come principale, si suggerisce a Google di indicizzare e posizionare solo quella.
Tag canonical per filtri eCommerce e pagine molto simili
Quando nelle pagine di categoria di un eCommerce si usano dei filtri per ottimizzare la ricerca di un prodotto, può generarsi una nuova URL dinamica a ogni filtro attivato.
Se Google dovesse indicizzare ogni combinazione finirebbe per sprecare tutto il crawl budget in pagine molto simili tra loro.
In questo caso bisogna chiedersi se le combinazioni generate hanno una domanda di ricerca propria. In caso contrario, si può utilizzare il tag canonical per dire a Google che la pagina di categoria principale è l’unica autorevole.
Due pagine sullo stesso argomento devono avere lo stesso canonical?
No, due pagine che trattano lo stesso argomento non sono per forza duplicate e, di conseguenza, non devono avere lo stesso canonical.
Se su un sito eCommerce sono presenti una guida informativa e una pagina commerciale sullo stesso prodotto, rispondendo a intenti di ricerca diversi, hanno entrambe diritto ad essere indicizzate.
Se le due pagine, invece, competono per lo stesso intento di ricerca, allora ci troviamo di fronte a un fenomeno di cannibalizzazione SEO che, tuttavia, non sempre può essere risolto inserendo un tag canonical.
Quando inserire un tag canonical è sbagliato
Un tag canonical è sbagliato quando rischia di escludere dalla ricerca pagine con un valore autonomo.
Facciamo un esempio:
Un eCommerce ha una pagina di categoria dedicata alle scarpe da corsa da uomo e una dedicata alle scarpe da corsa da donna.
I testi di categoria sono quasi uguali e molti dei modelli di scarpa si ripetono. A quel punto, a qualcuno viene in mente di impostare un tag canonical verso la pagina dedicata alle scarpe da uomo.
Cosa potrebbe succedere? La pagina non canonical potrebbe uscire dall’indice o venire ignorata, e chi cerca “scarpe da corsa da donna” potrebbe non trovare più una pagina dedicata.
In questo caso il tag canonical è sbagliato, perché i contenuti delle due pagine appaiono simili ma in realtà servono due pubblici differenti.
La soluzione migliore è quindi differenziare maggiormente le due pagine e non prioritizzare l’una o l’altra.

Se Google posiziona la pagina sbagliata, conviene sempre impostare un canonical verso quella giusta?
Non sempre, dipende dal tipo di pagine.
- Se parliamo di due pagine duplicate, il tag canonical verso quella giusta può effettivamente avere senso, ma solo se accompagnato da sitemap e link interni coerenti.
- Se parliamo di due pagine diverse il tag canonical non è la soluzione giusta. Ad esempio, se per una determinata ricerca, Google mostra un articolo del blog anziché la pagina di categoria che vorremmo posizionare, potrebbe significare che considera il primo contenuto più pertinente all'intento di ricerca degli utenti.
Nel secondo caso è meglio lavorare sui contenuti delle due pagine e sull’internal linking per comunicare il giusto intento.
Canonical, domini diversi, lingue e paginazione: come si comportano i casi particolari?
Vi sono poi alcuni casi particolari nell’utilizzo del tag canonical che richiedono ragionamenti a parte.
- Cross-domain canonical per contenuti ripubblicati: riguarda la situazione in cui un contenuto compare su due domini diversi, come ad esempio un articolo ripubblicato su una rivista di settore. In tal caso, il canonical può puntare anche a un altro dominio e deve essere inserito da chi ospita la copia del contenuto. In questo modo chi ripubblica indica a Google l’originale.
- Canonical + hreflang per varianti regionali/internazionali: quando un sito ha più versioni linguistiche o regionali della stessa pagina, l’errore più comune è mettere come canonical di tutte le versioni la pagina in italiano. In questo modo, infatti, Google ignora le altre versioni e l’hreflang smette di funzionare. Ogni versione linguistica deve avere un canonical su se stessa, e le diverse versioni devono essere collegate tra loro con i tag hreflang.
- Paginazione: il contenuto di un sito può essere diviso in pagina 1, 2, 3 e così via. D’istinto, si potrebbe pensare di dover mettere come canonical di ogni pagina la numero 1. Ma questo sarebbe in realtà sbagliato perché nasconderebbe a Google i prodotti che compaiono dalla seconda pagina in poi. In questi casi, ogni pagina della serie deve avere un canonical verso se stessa.

Una volta compreso quando utilizzare il tag canonical, metà del lavoro è fatto. Per l’altra metà bisogna saperlo inserire nel modo giusto. Vediamo come nel prossimo paragrafo.
Come inserire correttamente un canonical link tag
Un canonical link tag si inserisce nell’<head> del codice HTML di ogni versione della pagina e deve puntare all’URL principale.
La sintassi nel codice risulta quindi così:
<link rel="canonical" href="https://www.esempio.it/pagina-principale/" />
Esempio concreto dell'inserimento di un tag canonical:
URL principale: https://www.esempio.it/scarpe-da-corsa/
URL duplicato: https://www.esempio.it/scarpe-da-corsa/?sort=prezzo
Tag canonical nel codice:
<head>
<link rel="canonical" href="https://www.esempio.it/scarpe-da-corsa/" />
</head>
A volte può essere utile utilizzare anche un tag canonical autoreferenziale, ovvero un tag canonical che punta alla stessa pagina in cui è inserito.
Il suo utilizzo è puramente pratico: nel momento in cui qualcuno linka la pagina con l’aggiunta di parametri, la versione che si crea riporta già nel codice il canonical verso l’URL principale.
Esistono implementazioni del tag canonical tramite CMS?
Sì, nei principali CMS il tag canonical viene generato in automatico.
WordPress, ad esempio, inserisce di default un tag canonical autoreferenziale nei contenuti singoli, e utilizzando plugin come Yoast SEO e Rank Math lo si può gestire e modificare pagina per pagina.
Anche piattaforme eCommerce come Shopify e PrestaShop gestiscono il canonical per i prodotti raggiungibili da più percorsi.
In questi casi occorre però verificare cosa esce davvero dalle generazioni automatiche. Per farlo basta aprire il codice sorgente della pagina e cercare “canonical”.
Quando serve il canonical tramite header HTTP?
Il canonical tramite header HTTP serve per i file non-HTML che non hanno un <head>, come i PDF.
In questo caso, infatti, l’indicazione non si trova nel codice di una pagina ma nella risposta del server.
Differenze tra canonical, redirect 301, noindex e quale scegliere
Per gestire eventuali contenuti duplicati o simili ci sono tre soluzioni diverse che agiscono in modi differenti.
Cos’è | Tipo di comando | Cosa fa | Effetto sull’utente | Effetto sul motore di ricerca | Quando serve | |
| Tag canonical | Tag nell’HTML della pagina | Suggerimento | Indica la versione principale tra più pagine uguali | Nessuno, anche gli altri URL restano accessibili | Google decide se accettare il suggerimento e considerare quella pagina come principale oppure no | Quando ci sono più URL identici o simili e tutti devono rimanere accessibili agli utenti |
| Redirect 301 | Codice di stato HTTP del server | Direttiva obbligatoria | Comunica che una pagina è stata spostata in modo permanente verso un altro URL | Cliccando sul vecchio URL viene reindirizzato alla nuova pagina | Il vecchio URL viene sostituito o rimosso e il link juice passa al nuovo URL | Quando una pagina è stata eliminata definitivamente e si vuole indirizzare sia Google che gli utenti verso un altro URL valido |
| Noindex | Tag HTML o intestazione HTTP | Direttiva obbligatoria | Vieta ai motori di ricerca di includere una pagina dell'indice | Nessuno, la pagina rimane visibile e accessibile | Il crawler legge la pagina ma non la indicizza e non la mostra nei risultati di ricerca | Quando una pagina deve essere visibile sul sito e raggiungibile dagli utenti, ma non deve apparire tra i risultati di Google |
La scelta tra tag canonical, redirect 301 e noindex dipende dunque dalle singole circostanze, dalle necessità tecniche e dall’obiettivo.
Per fare la scelta corretta può essere utile rispondere a queste domande:
- L’URL deve rimanere accessibile sia a Google che agli utenti?
- L’URL deve rimanere accessibile agli utenti ma non deve essere indicizzato?
- L’URL deve scomparire definitivamente?
- Gli URL contengono informazioni identiche o differenti?
- L’URL ha un valore unico per l’utente?
Partire da queste domande permette di avere un quadro più chiaro della situazione e fare la scelta giusta, anche se l’utilizzo del tag canonical non è comunque esente da eventuali errori. Di seguito vediamo insieme i più diffusi.

Quali sono gli errori più comuni nell'utilizzo dei canonical
Nell’utilizzo del canonical link può capitare di commettere errori, soprattutto nella configurazione. Vediamo i più comuni e quali conseguenze possono portare.
- Canonical verso URL errati: puntare il canonical verso URL errati, per errori di battitura o impostazioni scorrette, costringe il motore di ricerca ad ignorare l’indicazione, a fare da solo una scelta arbitraria oppure a scansionare URL inesistenti disperdendo crawl budget.
- Pagine non equivalenti: utilizzare canonical in pagine non equivalenti (che magari condividono soltanto il tema generale ma non i contenuti) porta il motore di ricerca a ignorare totalmente il tag.
- Segnali contraddittori tra sitemap e canonical: se si inserisce un URL nella sitemap, dandogli così priorità, ma al suo interno si configura un tag canonical che punta ad un altro URL, il motore di ricerca potrebbe valutarli come segnali contraddittori e non comprendere l’indicazione.
- Implementazioni multiple: inserire più di un tag canonical nella stessa pagina costringe i motori di ricerca ad ignorarli tutti. Affinché abbia valore deve sempre essercene uno solo per pagina.
- Problemi con pagine non indicizzabili: il tag canonical deve sempre puntare a una pagina indicizzabile, in caso contrario si crea un forte conflitto di segnali che porta il motore di ricerca a scartare l’indicazione e scegliere in autonomia.
- Tag canonical inserito del <body>: il tag canonical deve essere inserito nell’<head> dell’HTML, se per sbaglio viene inserito nel <body> l’indicazione viene ignorata dal motore di ricerca.
Per evitare questi errori è utile seguire 4 semplici regole:
- Allineare correttamente la sitemap.
- Utilizzare URL assoluti.
- Puntare il tag a URL attive e indicizzabili.
- Inserire sempre il canonical autoreferenziale.

Non dimentichiamo però che, anche in assenza di errori, il tag canonical rimane per Google un suggerimento e non un obbligo. Per questo, dopo averlo configurato, è sempre utile verificare se il tag viene effettivamente rispettato. Nel prossimo paragrafo vediamo come fare.
Come verificare se Google rispetta il canonical impostato
Il primo metodo per verificare se Google rispetta il canonical impostato consiste nell’utilizzo di Google Search Console. Ecco i passaggi da seguire.
- Utilizzare lo strumento Controllo URL inserendo nella barra di ricerca in alto l’URL della pagina se si vuole controllare.
- Premere invio e attendere la generazione del report con i dati dell’indice di Google.
- Aprire i dettagli di Indicizzazione della pagine e scorrere fino al riquadro informativo in cui si trovano i tag canonical. In questa sezione è possibile vedere sia l’URL canonico dichiarato dall’utente che l’URL canonico selezionato da Google.
- Confrontare i due URL e interpretare il risultato: se i due URL coincidono significa che Google ha rispettato l’indicazione impostata, se i due URL sono diversi significa che Google ha ignorato il suggerimento e ha scelto un altro URL che ritiene più appropriato, autorevole e di valore.
Per controllare i tag canonical su molte più pagine contemporaneamente, si possono utilizzare anche strumenti di crawling SEO, in grado di analizzare in maniera massiva il codice del sito. Tra i più noti troviamo:
- Screaming Frog SEO Spider: permette di scansionare l’intero sito analizzando la scheda “Canonical”. Mostra il tag canonical impostato e segnala eventuali canonical mancanti, multipli o che puntano a pagine di errore.
- Ahrefs / Semrush: includono strumenti di SEO Audit che scansionano il sito e inviano avvisi in caso di tag canonical non corrispondenti o pagine duplicate senza tag.
- Sitebulb: offre la visione grafica immediata di eventuali problemi legati al tag canonical.
Se l’URL canonico indicato nel tag non coincide con quello scelto da Google, non bisogna sempre dare per scontato che Google stia sbagliando: a volte la pagina selezionata è effettivamente quella più adatta.
Vale la pena fare un ulteriore controllo per capire se ci sono motivi validi per approvare la scelta del motore di ricerca o se utilizzare altre tecniche per rafforzare l’indicazione.

Dopo aver analizzato tutte le basi di una corretta gestione del tag canonical, potrebbe comunque rimanere un ulteriore dubbio: basta il tag canonical a risolvere i problemi di contenuti duplicati?
Il tag canonical risolve davvero i problemi di contenuti duplicati?
In generale, il canonical non dovrebbe diventare una soluzione automatica per ogni duplicazione.
Bisogna prima capire perché questi URL duplicati esistono e quale valore hanno per gli utenti, mettendo in conto anche che il tag canonical presenta comunque dei limiti:
- È un suggerimento forte e non un obbligo.
- Può essere soggetto a errori di implementazione.
- Non risolve totalmente lo spreco di crawl budget.
In alcuni casi il canonical può essere sufficiente per risolvere il problema di contenuti duplicati, in altri casi servono invece interventi strutturali, editoriali o sull'architettura del sito.
Nell’ambito di una consulenza SEO, lo Specialist valuta quali URL consolidare (giustificandone il motivo), se necessario configura il tag canonical nel modo giusto o, ancora, ricorre ad altri interventi tecnici.
Domande frequenti sul canonical link
Cos’è la canonicalizzazione nella SEO?
È il processo con cui si suggerisce ai motori di ricerca quale URL considerare come principale tra più pagine identiche o molto simili. Si effettua configurando il tag canonical nel codice html delle pagine in questione.
Come faccio ad aggiungere un tag canonical in Wordpress?
Per aggiungere tag canonical in Wordpress il metodo più semplice e sicuro è utilizzare plugin come Yoast SEO, Rank Math o All in One SEO. Wordpress genera di default un tag canonical autoreferenziale per le pagine singole, ma attraverso questi plugin è possibile modificarlo e personalizzarlo.
Qual è la differenza tra URL e canonical URL?
Un URL è l’indirizzo di una pagina o di una risorsa web.
Un canonical URL è l’URL considerata preferibile tra più versioni equivalenti.
Il tag canonical è importante per la SEO?
Sì, il tag canonical è molto importante per la SEO perché aiuta i motori di ricerca a individuare l’URL principale tra più pagine uguali, di conseguenza consolida l’autorevolezza di quella pagina, aiuta a non sprecare troppo crawl budget e ad evitare contenuti duplicati.
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