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Il 29 marzo, 2019
Topic SEO

Da ormai parecchio tempo, il colosso di Mountain View ci ha abituati a colpi di scena inaspettati. Se una delle ultime volte ci ha sorpresi proprio nel bel mezzo dell’estate (era un afoso primo giorno di agosto e gli specialist SEO si stavano godendo le loro meritate vacanze), questa volta Google ha deciso di far sentire la propria presenza pochi giorni prima dell’arrivo della primavera: il 12 marzo 2019, il sommo motore di ricerca ha aggiornato il proprio algoritmo, modificando ulteriormente i criteri per l’ottenimento del ranking. Hai notato che il tuo sito ha ricevuto un’impennata o una decrescita esponenziale proprio in quei giorni? Probabilmente ha subìto gli effetti del nuovo aggiornamento. Scopriamo assieme cosa potrebbe essere successo.

aggiornamento google 12 marzo

Le caratteristiche principali dell’aggiornamento del 12 marzo

Nel corso del 2018 Google aveva annunciato solamente 3 aggiornamenti, a marzo, agosto e settembre. In realtà, gli update sono stati molti di più. È raro, infatti, che il colosso di Mountain View annunci l’arrivo di un nuovo aggiornamento. In genere, quando succede è perché ci troviamo di fronte ad un update davvero importante. Ebbene, il 12 marzo, puntualissimo, Google ha comunicato tramite il classico tweet il rilascio di un “broad core algorithm update”:

annuncio Google 

Come sempre, il motore di ricerca non ha lasciato trapelare alcun indizio che potesse alleggerire la già dura vita degli SEO Specialist, che si sono immediatamente attivati per analizzare i siti dei loro clienti per carpire le caratteristiche di quest’ultimo aggiornamento. Lo abbiamo fatto anche noi di NetStrategy, ricavando importanti dettagli, utili al nostro operato...e anche al tuo.

Innanzitutto, è necessario specificare che dal 12 marzo ci troviamo di fronte ad un aggiornamento, e non ad una penalizzazione, 2 termini che troppo spesso vengono confusi. Qual è la loro differenza? La penalizzazione indica un algoritmo realizzato appositamente per colpire i domini che si presentano di scarsa qualità o che hanno attuato “scorciatoie” (come, attività di SPAM) per ottenere visibilità organica. Per citare un esempio, possiamo parlare di Penguin, aggiornamento realizzato appositamente per penalizzare siti di SPAM, directory e siti non strettamente collegati ai domini da cui ricevevano i backlink per la SEO.

Al contrario, un aggiornamento degli algoritmi ridisegna, in modo più o meno rilevante, i criteri di Google per l’ottenimento del posizionamento. Da qui possono quindi derivare siti penalizzati, perché considerati poco compliant ai requisiti dei motori di ricerca, sia siti beneficianti, che da un giorno all’altro vedono, con grande gioia, aumentare la propria visibilità sui motori di ricerca.

Ma c’è un’altra caratteristica principale da tenere in considerazione nel nuovo aggiornamento del colosso di Mountain View: si tratta, infatti, di un update effettuato a livello “granulare”. Cosa indica questo termine? Google, nella riassegnazione del ranking, non ha tenuto conto dell’autorità del dominio, bensì di quella di ogni singola pagina. Ciò significa che è capitato che la pagina “x” del sito “y” si ritrovasse catapultata dalla prima alla seconda pagina, mentre la pagina “z” dello stesso dominio salisse incredibilmente dalla seconda alla prima. Il tutto nell’arco di pochissime ore. È per questo che anche l’analisi da parte degli SEO Specialist si è rivelata più complessa rispetto al solito.

Proseguiamo ora nello studio dei diversi casi che abbiamo riscontrato nelle ultime settimane, nell’ottica di comprendere al meglio come potrebbe agire (ahimè, quando si parla di Google, il condizionale è sempre d’obbligo!) l’aggiornamento del 12 marzo.

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Siti con visibilità organica in costante crescita

Prima di tutto, per svolgere al meglio la nostra analisi ci siamo focalizzati sul sito di NetStrategy e su quei domini dei nostri clienti che si dimostrano in costante crescita, anno su anno. Ciò ci serviva come punto di partenza per comprendere se qualcosa fosse cambiato in modo radicale e avesse dato uno “scossone”, in positivo o in negativo, alla visibilità organica. Il grafico che segue si riferisce a NetStrategy, per il quale, ovviamente, applichiamo una strategia intensiva di SEO:

ranking sito in crescita

Come puoi notare, nonostante una piccola fluttuazione naturale nelle prime settimane del 2019, a partire dalla settimana dell’aggiornamento algoritmico, www.netstrategy.it ha subito un’ulteriore impennata, raggiungendo il proprio picco massimo di visibilità organica. Lo stesso processo lo abbiamo riscontrato anche nei siti dei nostri clienti che presentavano una costante ascesa.

Dopo aver constatato anche un aumento del ranking per le parole chiave per le quali vogliamo posizionarci, abbiamo tratto alcune importanti conclusioni:

  • Anni ed anni di ottimizzazione SEO stanno dando i giusti risultati (di conseguenza, armati di pazienza e non avere fretta...prima o poi arriveranno i frutti maturi di questo duro lavoro!);
  • Una strategia SEO completa (tecnica, on-site e off-site) e costantemente monitorata permette di comprendere meglio le dinamiche con le quali Google stabilisce se un sito può essere considerato di qualità o meno. Di conseguenza, sarà meno complesso perseguire i requisiti richiesti dal motore di ricerca ed ottenere un proprio posto nell’ampio spazio del web;
  • La qualità dei contenuti e delle informazioni fornite agli utenti rimane il punto fisso di Google, che continua a prediligere i siti composti di un buon numero di pagine, chiari, ben strutturati.

Siti ancora privi di una buona ottimizzazione SEO

A questo punto, dopo aver analizzato i siti con visibilità organica costante e con visibilità organica altalenante, ci siamo concentrati sui siti dei nostri nuovi clienti. Si tratta di aziende che hanno appena cominciato ad approcciarsi in modo approfondito alla SEO, in quanto fino a qualche settimana fa si dedicavano specificamente alla strategia di SEM.

In particolare, per uno dei nostri nuovi clienti, che gestisce un e-commerce di elettrodomestici, avevamo constatato una presenza piuttosto nutrita di link spammosi all’interno delle pagine, che sicuramente non giovavano al ranking. Per questo motivo, fino a qualche giorno prima dell’aggiornamento abbiamo dato via ad un processo di disavow, per fare in modo che Google non tenesse conto di link che avrebbero potuto compromettere l’autorità online del nostro cliente.

Ebbene, questo è il grafico di Search Metrics ad oggi:

importanza dei link

Non possiamo dire con certezza quanto abbia influito il nuovo aggiornamento e quanto la nostra richiesta di disavow di alcuni link, ma una cosa è certa: da qualche mese il sito non godeva di sufficiente visibilità e negli ultimi giorni ha aumentato notevolmente la propria organicità.

Che conclusione abbiamo tratto a riguardo? Possiamo sostenere che, ancora una volta, la link popularity diviene uno dei capisaldi della politica di Google: da qualche anno a questa parte, il sommo motore di ricerca considera autorevole un sito al quale provengono numerosi link in ingresso. Non solo, però. Questi link devono risultare di elevata qualità, provenire da siti che presentano una visibilità organica e, soprattutto, tematiche legate a ciò che viene trattato nel dominio principale. infatti, Google ci mette assai poco a scovare link spammosi e a penalizzare il sito, diminuendone il posizionamento e, quindi, la visibilità.

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Grandi siti e-commerce

Sono molti coloro che hanno ricollegato quest’ultimo importante aggiornamento a quello dello scorso agosto (di cui trovi tutte le informazioni nella nostra guida: “Aggiornamento algoritmico di Google in agosto 2018: scopri chi ne beneficia e chi viene penalizzato”). Questo perché, per la sua attenzione al trinomio E-A-T (Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness), l’update sembrava rivolto principalmente a quei siti definiti “YMYL” (“Your Money Your Life”), che offrono informazioni mediche, finanziarie, legali e simili. Tuttavia, abbiamo già visto alcuni esempi al di fuori di questi contesti che hanno subito un aumento o un decremento della visibilità organica a partire dal 12 marzo scorso.

Non ancora soddisfatti delle informazioni che abbiamo reperito nelle precedenti analisi, abbiamo deciso di indirizzarci anche verso i “big” del mondo online, per capire cosa potesse essere successo. E, sorprendentemente, abbiamo scoperto che Amazon non se la passa troppo bene dopo l’ultimo aggiornamento algoritmico:

decrescita esponenziale

Come possiamo constatare, nemmeno i grandi siti del web sono esenti dalle penalizzazioni. Ma cosa potrebbe essere successo ad Amazon, colosso mondiale, per ricevere una bastonata così forte nella sua visibilità organica? È difficile dirlo con certezza, anche perché, volendo mettere la pulce nell’orecchio, viene anche spontaneo chiedersi: è possibile che Google, imperatore incontrastato tra i motori di ricerca, abbia voluto colpire pesantemente un proprio competitor? Sappiamo perfettamente, infatti, che un buon numero di consumatori che acquista online, molto spesso bypassano la ricerca dei prodotti su Google e arrivano in modo diretto al marketplace di Amazon. Ciò, ovviamente, diviene un ostacolo non di poco conto per il colosso di Mountain View, che vive degli annunci a pagamento e che, a causa della ricerca diretta su Amazon, vede portarsi via una buona fetta di mercato. Potrebbe, quindi, questo aspetto essere causa della caduta di Amazon? Non potendo ricevere risposte certe, ti lasciamo con una tua specifica idea.

La top 10 dei siti che hanno beneficiato dell’aggiornamento del 12 agosto

Avvalorando la tesi secondo cui l’update del 12 agosto non ha riguardato solo i siti YMYL, pubblichiamo la top 10 dei domini che hanno aumentato la propria visibilità organica, secondo il blog di Search Metrics:

top 10

In prima posizione troviamo YouTube, la cui importanza a livello mondiale è già sufficientemente nota. Anche Yelp, piattaforma che permette l’incontro tra azienda e cliente, ha potuto vantare un’ottima crescita di visibilità (13%). A seguire, troviamo domini dedicati ai video-games, all’informatica e alla tecnologia. Solamente uno dei siti presenti nella Top 10 si occupa attivamente di argomenti specializzati nella medicina.

Potrebbe avvilire constatare come nella Top 10 siano presenti prevalentemente siti di marchi noti (per esempio, Apple). Ciò, in realtà, porta a pensare quanto, per Google possa essere rilevante aumentare la brand reputation, per rendere il marchio riconoscibile in modo positivo dall’utente.

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La top 10 dei siti che sono stati penalizzati dall’aggiornato del 12 agosto

Sempre lo stesso articolo di Search Metrics, mostra anche la Top 10 negativa a partire dal 12 marzo. E anche qui le considerazioni che si possono trarre sono particolarmente rilevanti:

top 10 negativa

È interessante constatare come, fatta eccezione per alcuni casi sporadici, nella Top 10 siano presenti alcuni dei più importanti giornali e periodici mondiali: New York Times (-12% di visibilità organica), The Atlantic (addirittura -48%), Vanity Fair e New Yorker (-44%), The Guardian (-10%), Washington Post (-10%), Rolling Stone (-12%).

Secondo l’esperienza di NetStrategy, molto spesso i giornali online si rendono protagonisti di vere e proprie azioni di copia-incolla dai comunicati stampa, causando in questo modo problematiche relative ai contenuti duplicati (ne parliamo nel dettaglio nel nostro articolo “Marketing editoriale: come far crescere online il tuo giornale”). Si tratta di una pratica che da sempre infastidisce Google, fervido supporter dell’originalità dei contenuti. Proprio per tutte queste considerazioni, possiamo sostenere che il sommo motore di ricerca anche in questo caso, con l’uscita dell’ultimo aggiornamento, abbia prestato grande attenzione anche a questo aspetto per stabilire il livello di qualità delle singole pagine di un sito.

Conclusione

In questo articolo abbiamo visto le caratteristiche principali dell’aggiornamento algoritmico di Google del 12 marzo 2019. Analizzando diversi siti, abbiamo compreso come i punti focali restino quelli dell’update dello scorso agosto:

  • Elevata qualità delle pagine;
  • Originalità dei contenuti;
  • Link autorevoli in ingresso;
  • Brand reputation ottima.

Da questi princìpi è necessario dare il via ad un’efficace strategia di SEO, che permetta all’azienda di incrementare costantemente la propria visibilità organica, attirando nuovi potenziali clienti al sito.

Desideri conoscere in modo più approfondito come funzionano gli algoritmi di Google e in che modo puoi seguirli per migliorare la visibilità online della tua attività? Parlami del tuo progetto e scopriamo assieme quale strada percorrere per farlo  crescere.

Stai perdendo ranking? Analizziamo il tuo sito!

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Mattia Mella

SEO Expert - Talento SEO di NetStrategy, Mattia si è laureato all’Università di Verona e si è poi subito immerso nel mondo degli algoritmi e delle ottimizzazioni approfondendo sul campo le sue competenze sulla Search Engine Optimization. Grazie al suo spirito analitico e all’interesse naturale per il mondo digitale, è entrato a far parte del nostro team e oggi, navigando tra una keyword e l’altra, Mattia è il SEO Expert di NetStrategy.

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