SEO internazionale: cosa puoi fare per essere visibile anche all’estero?

Hai intenzione di far conoscere la tua attività oltre i confini nazionali e sul Web hai letto che una strategia di SEO Internazionale potrebbe esserti d’aiuto?

Quali sono i passi da compiere? Come essere sicuro che la strategia di SEO internazionale attuata porterà traffico al tuo sito? Su quali mercati dovresti puntare?

Secondo Backlinko, il primo risultato sulla SERP di Google ottiene circa il 32% dei clic mentre solo lo 0,78% degli utenti fa clic su un risultato della seconda pagina. Pensa se il tuo sito si trovasse in terza, quarta o quinta pagina: quante opportunità di farti trovare da potenziali clienti staresti perdendo?

In questo articolo, NetStrategy, web agency con sede a Verona e Milano, ti spiega quando conviene applicare una strategia di SEO internazionale e perché quest’ultima può aiutare un’azienda a essere visibile anche all’estero.

Contenuti in breve:

Cosa NON è la SEO internazionale

La tua azienda desidera farsi trovare fuori dal mercato italiano con la SEO internazionale? Non è sufficiente tradurre i contenuti testuali del tuo sito in più lingue, occorre invece delineare un piano d’azione strutturato e personalizzato, basato su quelle che sono le specifiche necessità della tua realtà.

Ottimizzare un sito web è un lavoro che richiede esperienza, pazienza e la collaborazione di diverse figure professionali. Inoltre, considerando che l’algoritmo dei motori di ricerca cambia di frequente, è indispensabile essere sempre al passo con gli ultimi aggiornamenti di Google.

Tutto questo vale anche per la SEO internazionale, solo che, in questo caso, le tecniche di SEO sono da applicare a una o più lingue diverse dall’italiano, a seconda di quali Paesi vuoi raggiungere. Inoltre, una buona strategia di SEO internazionale assicura che contenuti specifici vengano mostrati agli utenti nella loro posizione geografica: la local SEO è importante ovunque, non solo nel nostro Paese.

Hai già qualche domanda?

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La SEO internazionale ti serve davvero?

La risposta è: dipende. Come qualsiasi strategia di marketing online, anche una strategia di SEO internazionale parte sempre da un’analisi approfondita delle esigenze della tua attività, a seconda che la tua azienda fornisca o meno prodotti e servizi solo in Italia.

Va da sé che un’attività locale non ha nessun motivo per far conoscere la propria realtà all’estero, per un eCommerce, invece, la SEO internazionale può diventare uno strumento preziosissimo, utile ad aumentarne il fatturato.

Una volta capito che alla tua impresa conviene adottare una strategia di SEO internazionale, è il momento di valutare le opportunità nei diversi Paesi. Per farlo, dovrai innanzitutto analizzare le prestazioni del tuo sito web. Google Analytics può fornirti informazioni su quali sono i principali Paesi da cui provengono i tuoi visitatori e le loro rispettive lingue. Attraverso Google Trend, invece, puoi individuare quali informazioni e termini sono ricercati con maggior frequenza all’interno di un determinato territorio.

Solo a seguito di queste valutazioni saprai se una strategia di SEO internazionale può essere davvero utile alla tua azienda e, soprattutto, verso quali Paesi indirizzare i tuoi sforzi.

Come impostare una strategia di SEO internazionale efficace?

Una strategia di SEO internazionale richiede un lavoro più articolato rispetto alla SEO tradizionale. Sarà infatti necessaria una conoscenza approfondita del Paese in cui si desidera promuovere il proprio sito: si tratta prima di tutto di un lavoro culturale, oltre che tecnico.

Per ogni Paese individuato è indispensabile creare una user experience specifica che tenga conto non solo della lingua ma anche delle abitudini di acquisto e delle peculiarità del mercato di riferimento. Infatti, non è detto che un sito web pensato per il mercato spagnolo sia altrettanto efficace in Messico o in Argentina, anche se la lingua è sempre la stessa.

Partendo da questo presupposto, vediamo quali sono i 4 step fondamentali per impostare una strategia di SEO internazionale di successo.

1. Analisi delle parole chiave

In prima battuta è fondamentale occuparsi della ricerca delle parole chiave. A questo proposito, non basterà tradurre le keywords utilizzate per la strategia SEO in italiano.

Infatti, le parole chiave SEO tradotte non sono necessariamente le query di ricerca degli utenti, anzi possono differire molto. Senza contare che, in diversi Paesi, la stessa lingua ha le sue peculiarità e varianti. Ad esempio, un utente statunitense può cercare lo stesso oggetto di un utente inglese ma utilizzando una parola diversa. Ecco perché il lavoro di ricerca keywords in una strategia di SEO internazionale dovrà tenere conto di molteplici variabili e fattori culturali.

Inoltre, per espandersi in un nuovo mercato non basta solo parlare la stessa lingua del target, bensì occorre analizzare le tendenze commerciali di uno specifico Paese, per capire quali tipologie di prodotti sono più ricercate e apprezzate, dunque più vendibili.

Per questo, come prima cosa (ancor prima dell’analisi delle parole chiave) è necessario analizzare i trend di ricerca nei Paesi di destinazione. Un tool molto utile a questo scopo è Google Market Finder, che consente di effettuare un’analisi delle corrispondenze in lingua e ci fornisce i volumi di ricerca per ogni parola chiave.

2. Contenuti localizzati

La realizzazione di contenuti – siano essi testuali, foto o video – sono il fulcro della tua strategia di marketing, anche quando parliamo di una strategia di SEO internazionale. Sarà cruciale realizzare e aggiornare i contenuti del tuo sito web nelle diverse lingue tenendo conto delle differenze culturali tra un Paese e l’altro, nonché delle peculiarità del mercato.

Potrebbe essere una buona idea creare un glossario di termini da utilizzare in ogni paese di riferimento, per una più precisa localizzazione linguistica.

Non solo, è sempre meglio affidarsi al lavoro di traduttori professionisti madrelingua. A fronte di traduzioni grossolane si correrebbe il rischio di andare incontro a pesanti penalizzazioni. Infatti, per Google requisiti quali l’autorevolezza e la credibilità dei contenuti sono cruciali: il motore di ricerca premia i siti delle aziende che dimostrano di essere esperte del proprio ambito di competenza.

3. Lavorare su ogni aspetto tecnico è fondamentale

Innanzitutto, scegli un dominio valutando attentamente quelli che sono i tuoi obiettivi e le risorse che hai a disposizione. Puoi fare una selezione tra diverse alternative, tuttavia, utilizzare delle sottocartelle è l’opzione più conveniente e maggiormente utilizzata in una strategia di SEO internazionale. In questo modo, tutte le versioni internazionali del tuo sito web dipenderanno da quella principale e, di conseguenza, le URL risultareanno così: netstrategy.it/en, netstrategy.it/es, netstrategy.it/de…

L’alternativa a questa prima opzione prevede l’utilizzo di un dominio specifico per ogni paese di destinazione: una possibilità che il più delle volte non risulta però conveniente. Per quale motivo? In questo caso le versioni internazionali sono considerate come siti web diversi da quello principale. L’aspetto critico di tale scelta è che sarà necessario moltiplicare gli sforzi di SEO internazionale per riuscire a posizionare il nostro portale in alto su Google.

Se vogliamo davvero raggiungere risultati concreti con la SEO internazionale – in termini di visibilità e vendite – è fondamentale considerare un’ulteriore serie di aspetti tecnici. Il primo da implementare riguarda sicuramente i tag hreflang: link aggiunti al codice sorgente che aiutano Google a comprendere meglio la relazione tra le diverse pagine del tuo sito. Questo evita a Google di riconoscere duplicazioni di contenuti, permettendogli di collegare le diverse variazioni di una pagina pubblicata in più lingue.

Questo perchè la presenza di contenuti duplicati, ossia quelle parti di testo che risultano essere uguali – totalmente o in parte – ad altri testi presenti nello stesso sito o in siti concorrenti, riduce di molto l’efficacia di una strategia di SEO internazionale.

Se prendiamo come esempio un eCommerce sviluppato in più lingue, è altamente probabile che le pagine che lo compongono – riferite a ciascun paese – siano tra loro similari. In questi casi applicare correttamente gli attributi tag canonical e hreflang favorisce l’indicizzazione SEO del sito sui motori di ricerca.

Ma se il mio sito è tradotto in due o più lingue, quante sitemap è necessario creare? Il consiglio è quello di creare almeno una sitemap per lingua. Successivamente, per contenere la dispersività data dalla presenza di diverse sitemap è possibile raggruppare queste ultime in un sitemap index, il quale funge da sommario utile a raggruppare le URL di tutte le sitemap, nonché inserirle all’interno di un file robots.txt che Google poi scansionerà.

Per riuscire a raggiungere la prima posizione su Google è cruciale non incappare negli errori più comuni legati alla SEO internazionale. È bene infatti utilizzare URL differenti per le diverse pagine del sito, nonché realizzare delle URL parlanti, le quali facilitano la condivisione da parte dell’utente ne ottimizzano il CTR nella SERP.

4. Backlink internazionali

Una parte spesso trascurata in una strategia di SEO internazionale è quella che riguarda i backlink.

Questo avviene perché, spesso, si dà la priorità alla sola ottimizzazione on site. In realtà l’attività di link building si rivela molto utile quando si tratta di posizionare un sito web in alto sui motori di ricerca e diventare autorevoli agli occhi di Google.

Per prima cosa analizza il profilo del tuo sito web e scopri se ci sono link internazionali che ti stanno portando del traffico.

In secondo luogo, studia i siti dei tuoi competitor e scopri se ci sono opportunità per costruire una strategia di link building anche verso il tuo sito.

La SEO internazionale si fa solo su Google?

Anche se Google è il motore di ricerca più utilizzato al mondo, in una strategia di SEO internazionale dovrebbe esserci spazio anche per altri motori di ricerca. Infatti, ne esistono tanti altri, alcuni dei quali molto popolari in diversi Paesi. Qui di seguito troverai alcuni esempi:

  • In Europa, Bing è il secondo motore di ricerca più utilizzato, mentre in altri Paesi occupa una posizione poco rilevante sul mercato. Ad esempio, nel Regno Unito ottiene il 4% delle ricerche mentre in Francia il 2,8%.
  • In Russia, Google – che conta il 47% delle query – condivide il mercato con Yandex, il quale supera il Re dei motori di ricerca arrivando al 48% delle ricerche.
  • In Cina, invece, Google è bandito e sono presenti una serie di motori di ricerca alternativi: Baidu è il principale.

Una strategia di SEO internazionale è indispensabile se vuoi allargare il tuo bacino di clienti all’estero. Tuttavia, ti sarai reso conto che strutturare e implementare un piano d’azione di questo tipo non è affatto un gioco da ragazzi.

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Stefano Robbi

Stefano Robbi

C.E.O. di NetStrategy. Appassionato di digital marketing con forte propensione all'analisi quantitativa dei dati, ha dato vita al cuore digitale di NetStrategy® nel lontano 2009. Alla passione e alle competenze maturate sul campo nell’ambito del search marketing, Stefano può accostare una formazione specifica di marketing strategico, acquisita nel M.Sc. in Marketing Management all'Università Bocconi e nella pregressa esperienza presso Microsoft Italia.

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