Analisi SEO competitors: come si svolge e quali dati ti servono?

Secondo searchenginejournal.com, il 91% circa delle pagine online non riceve traffico organico. Se ti ritrovi in questa situazione, ti sei mai chiesto: chi riceve visite dai motori di ricerca al posto mio?

Sicuramente, la tua concorrenza online: aziende che acquisiscono ogni giorno nuovi potenziali clienti, di fatto “rubandoli” alla tua attività. Ecco perché è importante essere in #1 posizione su Google per ricevere visite (e poi contatti) da questo canale.

Per migliorare il posizionamento organico, non basta solamente attuare una strategia SEO: è necessario anche farla meglio della concorrenza. L’analisi SEO dei competitors ci permette di raggiungere questo obiettivo acquisendo informazioni importanti su quanti rischiano di compromettere la visibilità della nostra attività sui motori di ricerca.

In questo articolo, NetStrategy, web agency con sede a Verona e a Milano, offre qualche suggerimento su come eseguire un’analisi SEO della concorrenza efficace, che non ti porti a “replicare” le tattiche avversarie, bensì a ottimizzare la tua strategia.

Contenuti in breve:

Cos’è l’analisi SEO dei competitors?
È il punto di partenza per la tua strategia

L’analisi SEO dei competitors è lo studio delle performance dei tuoi concorrenti online nel campo dell’ottimizzazione per i motori di ricerca.

Quest’analisi rappresenta il punto di partenza della strategia SEO: è necessario, infatti, conoscere esattamente ciò che sta facendo online la concorrenza per poter stabilire le azioni strategiche e tattiche da intraprendere. In questo modo, potremo migliorare il posizionamento sul motore di ricerca e battere la concorrenza nella SERP (Search Engine Results Page, la pagina dei risultati), guadagnando visibilità e nuovi potenziali clienti.

L’obiettivo dell’analisi SEO dei competitors non è quello di imitare la strategia intrapresa dalla concorrenza: lo scopo ultimo è quello di analizzare le attività che stanno producendo risultati e implementarle, modificandole o potenziandole, all’interno della propria strategia, sfruttando al massimo le opportunità che il web offre.

Chi sono i tuoi competitors nella SEO? Non sempre corrispondono a quelli “reali”

Non sempre la concorrenza offline, sul mercato tradizionale, corrisponde a quella online, sui canali digitali: un’azienda attiva nel nostro territorio, che si rivolge allo stesso target e che vende lo stesso prodotto potrebbe non essere posizionata bene su Google. In questo caso, pur essendo un competitor diretto offline, non costituirebbe una minaccia online.

Come capire chi sono i nostri competitors nella SEO?

  • Inseriamo su Google le parole chiave legate al nostro business (più specifici saremo, maggiori probabilità avremo di trovare immediatamente la nostra concorrenza online);
  • Stiliamo un elenco delle aziende che appaiono nei primi 10 risultati.

Questa è la fase iniziale dell’analisi, quella che ci permetterà di comprendere, anche se in maniera ancora molto sommaria, chi sono i nostri competitors nel web. Tuttavia, ciò potrebbe non bastare. Per individuarne altri, dovremmo utilizzare tool tecnici, come Searchmetrics: inserendo il nostro dominio, ci presenterà siti simili posizionati più in alto nella SERP. Ancora più approfondita è l’analisi di moz.com. Per esempio, digitando il dominio di un negozio di abbigliamento – mixerishop.it – appare una tabella con i suoi principali competitors online. Questi sono stati selezionati in base all’autorità del dominio, ossia alla credibilità che il sito ha acquisito davanti a Google e gli altri motori di ricerca, e alla visibilità organica.

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Quali dati analizzare? Considera la SEO on-page e la SEO off-page

Ora che sappiamo cos’è l’analisi SEO dei competitors e qual è la concorrenza da monitorare, dobbiamo capire quali sono i dati che ci aiuteranno a sviluppare la nostra strategia SEO vincente. Innanzitutto, evitiamo di focalizzarci unicamente sulla SEO on-page, quella branca dell’ottimizzazione che si svolge all’interno delle pagine del sito. 

Per migliorare la Domain Authority, infatti, è necessario anche concentrarsi sulla SEO off-page, che comprende tutte quelle attività (come la link building, le citazioni su altri domini, il guest blogging e molto altro) che si svolgono all’esterno del sito. Ecco, quindi, i dati più importanti per effettuare l’analisi SEO dei competitors.

SEO tecnica: quali sono gli aspetti da non sottovalutare?

Esistono diversi aspetti che Google e gli altri motori di ricerca considerano importanti, anche se a un’analisi SEO dei competitors superficiale non appaiono. Sono tutti quegli elementi che rientrano nella SEO tecnica, eseguita principalmente da chi opera nel reparto IT su richiesta di un SEO Specialist. Uno di questi riguarda la creazione di una sitemap, un file che rivela agli spider del motore di ricerca la struttura del sito, velocizzando le fasi di indicizzazione SEO e posizionamento. Attraverso questo file, è possibile comprendere la struttura del sito, ma anche il numero di pagine indicizzate, ossia visibili agli spider: quante sono? Sono in numero superiore rispetto a quelle del nostro sito? Per il motore di ricerca è importante fornire all’utente un sito ricco di contenuti e informazioni, che possa rispondere alla sua richiesta.

Un altro aspetto molto importante riguarda la velocità di caricamento, riscontrabile per mezzo di Google PageSpeed Insights. A partire dai dati forniti da questo strumento, possiamo comprendere:

  • Qual è la velocità di caricamento delle pagine, sia da desktop che da mobile;
  • Se sono state attuate particolari tecniche per velocizzare il caricamento, che potremmo implementare anche all’interno del nostro dominio.

Sul posizionamento organico incide anche l’età del dominio, sul quale purtroppo non possiamo agire: maggiore sarà la longevità del sito, maggiori saranno le probabilità che risulti autorevole agli occhi del motore di ricerca. Se constatiamo che i siti della concorrenza hanno un’età più avanzata del nostro, sapremo di dover lavorare più duramente su altri aspetti della SEO per poter raggiungere le prime posizioni.

User Experience: com’è strutturato il sito?

La SEO richiede una perfetta User Experience: il sito web non dev’essere unicamente attento alla SEO, ma anche all’esperienza dell’utente. Gli algoritmi del motore di ricerca, infatti, hanno come obiettivo quello di individuare la risposta migliore da offrire a chi ne usufruisce, ricercando una determinata parola chiave. Un sito povero di contenuti, disordinato nella struttura, inadatto alla visualizzazione da dispositivo mobile difficilmente acquisirà ranking e raggiungerà la #1 posizione. Di seguito analizziamo alcuni elementi che possono risultarci utili nell’analizzare un sito competitor dal punto di vista della User Experience.

Traffico organico: il sito riceve visite “naturali” dal motore di ricerca?

Ottenere posizionamento sui motori di ricerca significa acquisire nuovo traffico organico e, successivamente, nuove conversioni in cliente o potenziale cliente. Il primo dato che ci interessa risponde quindi alla domanda: quanto traffico organico giunge ai nostri competitors? Sulla base della risposta, possiamo comprendere l’efficacia delle parole chiave adottate dalla concorrenza e, eventualmente, implementarle alla nostra strategia: investire in keyword poco ricercate o con un livello di concorrenza troppo elevato rappresenta infatti uno spreco di tempo e di denaro.

Keyword: per quali tipologie di parole chiave il sito appare tra le prime posizioni?

Sappiamo che i competitors che stiamo analizzando acquisiscono traffico organico. Ora ci chiediamo: quali sono le parole chiave SEO per le quali le pagine sono ottimizzate e hanno già guadagnato ranking? Se i competitors hanno avviato una strategia SEO efficace, potremmo riprendere quest’ultimo dato direttamente dai meta tag (meta title e meta description) presenti all’interno delle pagine. Si tratta di elementi HTML visualizzabili per mezzo del codice sorgente della pagina.

In alternativa, basterà visualizzare i titoli delle pagine (H1) per comprendere per quali parole chiave è stato ottimizzato il contenuto. Per quanto riguarda le keyword per le quali il sito è ben posizionato su Google, dovremo utilizzare strumenti tecnici.

Una volta ottenuta la lista delle parole chiave scelte dalla concorrenza, ci chiediamo:

  • Quali di queste keyword potrebbero essere interessanti per il nostro mercato?
  • Per quali di queste parole chiave non appariamo ancora nelle prime 10 posizioni della SERP?
  • Si tratta di parole chiave generiche (TOFU e MOFU), utilizzabili all’interno del blog e di altre sezioni informative, o specifiche (BOFU), rivolte a coloro che hanno già ottenuto informazioni e vogliono conoscere meglio i prodotti e i servizi offerti?

È fondamentale rispondere a queste domande per 2 motivi:

  • Se il nostro sito non possiede ancora contenuti ottimizzati per keyword interessanti dal punto di vista della concorrenza e del volume di ricerca, possiamo agire tempestivamente per realizzarli;
  • Se abbiamo già ottimizzato i nostri contenuti per quelle parole chiave ma non stiamo ottenendo successo nella SERP, possiamo individuare gli aspetti da perfezionare.

Content marketing: in che modo vengono utilizzate le keyword?

Una volta individuate le parole chiave scelte dalla concorrenza che potrebbero rivelarsi una nuova opportunità di crescita per la nostra attività, giunge il momento di chiedersi: in che modo vengono utilizzate queste keyword? Analizziamo le pagine del sito della concorrenza e riflettiamo al riguardo, rispondendo a queste domande:

  • Oltre alle pagine statiche, con le informazioni relative ai prodotti e servizi offerti, esiste una sezione dedicata al blog?
  • Se sì, la sezione blog è suddivisa in categorie?
  • Quali argomenti vengono trattati? Tra questi, esiste qualche topic che il nostro sito non ha approfondito?
  • Quante parole contiene in media ogni articolo?
  • Con che frequenza vengono pubblicati gli articoli?
  • È stata realizzata una strategia basata sulle pillar page, ossia articoli generici collegati, per mezzo di link interni, ad argomenti più approfonditi?
  • La parola chiave è presente all’interno dei meta tag, del titolo (H1), dell’URL e del testo? È evidenziata per mezzo del grassetto? Il contenuto è pertinente alla keyword?
  • All’interno degli articoli sono presenti contenuti multimediali (immagini, video, infografiche, podcast…)?

Grazie a tutte queste informazioni, potremo procedere alla creazione di nuovi contenuti (e, quindi, nuove pagine) per il nostro sito e all’ottimizzazione di quelle già presenti. L’obiettivo sarà quello di rispondere esattamente alla richiesta effettuata dall’utente attraverso il motore di ricerca: analizziamo il valore aggiunto offerto dai contenuti della concorrenza per rendere i nostri articoli ancora più interessanti, realizzando vere e proprie guide munite di immagini, video e altri elementi multimediali. In questo modo, aumenteremo il tempo di permanenza dell’utente all’interno del sito: ciò ci darà non solo maggiori possibilità di far conoscere la nostra attività, ma migliorerà anche la credibilità delle nostre pagine agli occhi di Google.

Link building: il sito viene consigliato da altri domini?

Oltre ai contenuti, uno dei principali fattori SEO è la presenza di backlink, ossia collegamenti che arrivano alle nostre pagine direttamente da un altro dominio. Il motore di ricerca, infatti, considera i link in ingresso delle vere e proprie raccomandazioni, sinonimo di affidabilità e credibilità. Attraverso strumenti tecnici, è possibile conoscere il numero di backlink presenti su un sito, nonché la loro qualità, basata principalmente sulla pertinenza e l’autorevolezza del dominio linkante.

Quest’analisi ci permette di individuare domini autorevoli che potrebbero linkare anche le nostre pagine. Per farlo, potremo per esempio attivare una collaborazione con i proprietari di questi siti per mezzo del guest blogging: l’attività di produrre contenuti per siti terzi che linkeranno successivamente al nostro blog, permettendoci di acquisire credibilità agli occhi del motore di ricerca e nuove visite al sito. Valutiamo quindi il numero, la qualità e la pertinenza dei siti che linkano la concorrenza e le tecniche svolte dalla stessa per ottenere tali backlink: potremmo integrarle alla nostra strategia per guadagnare fiducia di fronte ai motori di ricerca.

Quali tool puoi utilizzare per eseguire l’analisi SEO dei competitors?

Esistono diversi tool e strumenti tecnici che ci consentono di analizzare le mosse della concorrenza in chiave SEO. Ecco i principali.

  • Searchmetrics. Il suo scopo principale è quello di analizzare la visibilità organica di un sito, confrontandola con i suoi principali competitors online. Grazie a grafici e a dati, potremo comprendere a che punto della strategia ci troviamo, se la nostra presenza sulla SERP migliora e, soprattutto, se quella della concorrenza rischia di ostacolarci.
  • Pro Rank Tracker. Digitando il dominio della concorrenza e inserendo le keyword per le quali desideriamo ottenere posizionamento organico, potremo avere una panoramica chiara del ranking degli avversari per quelle parole chiave. Ciò ci permetterà di comprendere tempestivamente su quali keyword possiamo concentrare la nostra attenzione per rubare visibilità alla concorrenza.
  • Sem Rush. Si tratta di una piattaforma completa dedicata sia all’analisi del proprio sito, sia all’analisi del sito competitor. Oltre alla possibilità di monitorare il nostro ranking e l’andamento della strategia SEO giorno dopo giorno, ci consente di individuare le parole chiave che la concorrenza non sta sfruttando. Ci dà inoltre suggerimenti in merito a siti che potrebbero linkare la nostra attività, supportandoci nell’acquisizione di backlink.
  • Surfer SEO. Content planner per eccellenza, possiamo utilizzare questo tool prima di revisionare o creare nuovi contenuti per il nostro sito. Per una determinata parola chiave o per un testo (per esempio, l’articolo tratto dal blog della concorrenza), ci indicherà il numero di parole medio, la quantità di link interni, le espressioni più utilizzate. In questo modo potremo ottimizzare i nostri contenuti e renderli esattamente come Google e l’utente li desiderano.

In molti casi, per poter sfruttare al massimo le funzionalità di questi programmi ed effettuare un’analisi SEO dei competitors professionale è necessario sottoscrivere un abbonamento. Ma, oltre all’uso di questi tool, ciò che fa davvero la differenza è avere le competenze adatte a leggere, analizzare e interpretare i dati: un SEO Specialist professionista sarà in grado di unire le proprie abilità critiche alla conoscenza dei motori di ricerca, dei loro algoritmi e dei loro aggiornamenti. In questo modo, riuscirà a fare ipotesi più mirate e a sviluppare una strategia SEO su misura per le singole situazioni.

In conclusione

Eseguire un’analisi SEO dei competitors è fondamentale per ottimizzare la strategia e battere la concorrenza sui motori di ricerca. In questa guida abbiamo approfondito gli step per eseguirla in modo professionale ed efficace: dall’individuazione della concorrenza online allo studio del suo traffico organico e delle parole chiave adottate; dall’analisi dei contenuti a quella dei link in ingresso, passando per le caratteristiche tecniche del sito. L’obiettivo è quello di rispondere alle domande: cosa i miei competitors stanno facendo meglio di me online? Quali risultati stanno raggiungendo? Quali sono i punti della mia strategia su cui posso migliorare?

Se desideri effettuare un’analisi SEO dei tuoi competitors ma non ti senti pronto per affrontare tutto da solo, non ti preoccupare! Siamo qui per questo. Clicca qui e parliamo di come far crescere il tuo progetto.

Stefano Robbi

Stefano Robbi

C.E.O. di NetStrategy. Appassionato di digital marketing con forte propensione all'analisi quantitativa dei dati, ha dato vita al cuore digitale di NetStrategy® nel lontano 2009. Alla passione e alle competenze maturate sul campo nell’ambito del search marketing, Stefano può accostare una formazione specifica di marketing strategico, acquisita nel M.Sc. in Marketing Management all'Università Bocconi e nella pregressa esperienza presso Microsoft Italia.

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