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Il 23 agosto, 2018
Topic SEO

Ogni giorno la nostra impresa combatte nel mercato per cercare di acquisire nuovi clienti; ogni giorno i nostri dipendenti si impegnano e cercano di fornire il valore aggiunto più alto all'interno delle loro mansioni per soddisfare le esigenze della clientela. Tuttavia, nel mercato moderno i paradigmi classici sui quali un'azienda si fondava anni fa sono variati: per riuscire a mantenere la propria quota di mercato o per crescere più rapidamente rispetto ai competitor è ncessario oggi, anche per le PMI, riuscire ad investire con efficacia anche nel mercato online. Sempre più utenti ricercano online prima di acquistare ed è per questo che è necessario riuscire a far trovare la propria impresa prima dei competitor su Google. Ecco alcuni metodi per migliorare il posizionamento su Google!

diventare primi su google

#1 SEO, Search Engine Optimization

seoQuando si parla di “migliorare il posizionamento su Google” si pensa immediatamente alla SEO. Questo acronimo sta per Search Engine Optimization, ossia “ottimizzazione per i motori di ricerca”. Di cosa si tratta? È un processo che, attraverso una serie di azioni specifiche, ci porta ad occupare le prime posizioni dei risultati del motore di ricerca. Tutto si basa sul fatto che al giorno d’oggi i consumatori si rivolgono ad Internet per molteplici motivi: non solo per ascoltare la musica o per restare in contatto con amici e parenti lontani, ma anche per cercare informazioni o prodotti. Ancora prima di entrare in un negozio fisico, anche il più diffidente nei confronti delle nuove tecnologie, cerca su Google la risposta al proprio problema e, una volta individuata, ne studia i dettagli specifici. È proprio in questo contesto che agisce la SEO, che permette ad un’azienda di essere trovata alla ricerca di determinati termini.

Come funziona la SEO e in che modo un’impresa può sfruttare questa strategia per diventare prima su Google? Tutto prende il via con un’analisi delle parole chiave efficaci per l’azienda. Si tratta di capire per quali termini che verranno cercati dall’utente si vuole far apparire le pagine del proprio sito aziendale. Quest’analisi dev’essere svolta con cura a monte del processo di ottimizzazione per evitare di perdere tempo e denaro su keyword troppo generiche o poco ricercate.

Proviamo a fare un esempio per rendere il concetto più chiaro. La nostra azienda vende articoli sportivi: non solo indumenti, ma anche palloni, racchette, pattini e tutto ciò che può servire ad un atleta. Sarebbe magnifico migliorare il posizionamento su Google per la parola chiave “articoli sportivi”, ma si tratta di un termine troppo generico, che difficilmente potrebbe portare un reale beneficio alla nostra azienda. Il consumatore che si affida a Google di norma trascrive esattamente ciò di cui ha bisogno: “pallone da basket”, “pattini in linea”, “tuta da sci”, queste potrebbero risultare alcune delle molteplici keyword per le quali potremmo ottimizzare il nostro sito per i motori di ricerca. Cosa significa fare SEO per le parole chiave? Significa che la nostra impresa apparirà tra i primi risultati, concentrando su di sé l'attenzione del potenziale cliente.

keywordDopo aver stabilito le parole chiave che permetteranno agli utenti di trovarci, dobbiamo fare in modo che Google le posizioni, se non al primo posto (difficile da raggiungere, soprattutto quando si “combatte” contro colossi multinazionali), quantomeno all’interno della prima pagina dei risultati di una ricerca. Non sono molti, infatti, gli utenti che cercano una risposta al loro problema andando oltre la prima pagina, un po’ per pigrizia, un po’ perché, nella maggior parte dei casi, il risultato adatto alle loro esigenze si trova tra i primi dieci. È per questo motivo che, attraverso una serie di azioni che rientrano nel processo di SEO, dovremo fare in modo che le nostre pagine vengano considerate migliori di quelle dei competitor. Quali sono gli elementi che Google considera prioritari, in questo senso?

  • La qualità e la lunghezza dei contenuti delle pagine del sito. L’obiettivo principale di Google è quello di offrire all’utente il miglior risultato possibile, rispondendo alla sua esigenza. Ti piacerebbe cercare la soluzione ad un tuo problema e trovarti di fronte ad una pagina semi vuota, con 2 righe di testo e priva di utilità? Sicuramente no: è per questo che anche Google non ama particolarmente siti con queste caratteristiche;
  • Un’ottima user experience. Il nostro sito, per essere ben posizionato, deve risultare facilmente navigabile dall’utente, il quale non deve perdersi tra migliaia e migliaia di pagine e non deve spazientirsi di fronte ad una durata di caricamento troppo lunga: Google valuta positivamente la velocità di un dominio, il suo essere mobile friendly, la presenza di una determinata organizzazione per l’ordine delle sezioni interne;
  • Un dominio autoritario e credibile. Esattamente come nella vita reale ci si fida ciecamente del parere di un amico su un determinato negozio, in questo senso agisce anche il motore di ricerca: se il nostro sito viene citato e/o linkato da un dominio considerato “affidabile”, Google inizierà a guardarci di buon occhio e ad aumentare il ranking – ossia il posizionamento – del nostro sito;
  • La sicurezza delle pagine. Soprattutto se gestiamo un e-commerce e chiediamo i dati delle carte di credito, è fondamentale garantire la massima protezione dei dati personali dell’utente. Come fare? Grazie al protocollo https che, al contrario della più tradizionale http, crea un canale di comunicazione criptato, si è in grado di garantire una maggiore riservatezza dei dati personali. Tieni presente che Google mette al centro dell’attenzione il benessere e la sicurezza dell’utente quando naviga: è per questo che valuta positivamente chi ha già implementato la variante https e predilige questi siti a quelli che, invece, sono rimasti al vecchio http.

Queste sono solo alcune delle azioni principali della SEO che possono aiutare un’azienda a diventare prima su Google. Se vuoi approfondire l’argomento, di seguito trovi altri spunti provenienti dal nostro blog:

#2 SEM, Search Engine Marketing

Un altro metodo molto utilizzato per migliorare il posizionamento su Google nel più breve tempo possibile è la SEM, acronimo che sta per Search Engine Marketing. Inizialmente, come si può intuire dal termine stesso, questo termine veniva utilizzato per indicare tutte le tattiche di marketing che il proprietario di un sito sviluppava per essere presente all’interno dei motori di ricerca (quindi, anche la SEO). Oggi questo termine ha assunto un altro significato: la SEM indica quella strategia di marketing online che ci permette di pagare i motori di ricerca per raggiungere in breve tempo le prime posizioni.

Avrai constatato anche tu che alla ricerca di una determinata parola chiave, oltre ai classici risultati “organici”, appare anche un altro tipo di risultati, che vengono definiti “annunci sponsorizzati” e si contraddistinguono per la presenza dell’abbreviazione ANN di fianco. Si tratta di siti che hanno deciso di attuare la SEM:

sem

Ma cos’è, di preciso, la SEM e come si attua? La SEM può essere rappresentata come un’attività di promozione delle pagine del proprio sito sul motore di ricerca: esattamente come nei più comuni metodi tradizionali di marketing, si paga qualcuno (in questo caso Google o Bing o qualsiasi altra piattaforma che lo consenta) per ottenere pubblicità ed essere messi in primo piano. Di norma, all’interno della pagina dei risultati corrispondenti ad una determinata keyword le prime quattro posizioni vengono proprio occupate da questo tipo di annunci. Ma la SEM non è solo un annuncio sui motori di ricerca: può essere anche un banner pubblicitario che compare quando si entra in siti particolarmente simili al nostro.

Con la SEM si instaura una “lotta” con altri siti affini per ottenere la prima posizione. Il vincitore di questa lotta viene stabilito attraverso un’asta. Come avviene il pagamento? La SEM è normalmente caratterizzata dal concetto di cost-per-clic, siglato CPC. Ogni volta che un utente clicca sull’annuncio sponsorizzato, a colui che gestisce la campagna viene addebitato il costo prestabilito per ogni clic, che può variare da pochi centesimi ad una manciata di euro, a seconda del volume di ricerca e della concorrenza per la keyword. Ovviamente, è possibile stabilire un budget giornaliero, ossia un tetto massimo di spesa per l’annuncio.

La SEM rappresenta una strategia di marketing online che, se svolta con attenzione e con il supporto di un SEM Specialist, può portare fin da subito a notevoli risultati, attirando molti visitatori. Il beneficio più grandenon è solo quello di poter raggiungere le prime posizioni di Google nel più breve tempo possibile, ma anche il fatto di poter targettizzare gli annunci. Cosa significa? Ogni annuncio che scriviamo può rivolgersi ad un pubblico qualificato, con caratteristiche ben definite. Possiamo decidere di mostrare l’annuncio sui palloni da calcio solo ad un pubblico maschile e che rientri in una fascia d’età giovanile; allo stesso modo, se vendiamo cosmetici sarà più intuitivo rivolgerci solo al gentil sesso. Esiste anche un metodo, che viene definito “remarketing”, che ci permette di richiamare utenti che hanno già visitato il nostro sito e, quindi, conoscono già la nostra azienda.

Il tool principale per svolgere l’attività di SEM è dato da Google Ads, specifico per la creazione degli annunci a pagamento. Nel nostro articolo dedicato trovi un approfondimento a riguardo: “Sfruttare il Google Advertising: come e perché”.

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#3 Google My Business

In questa guida ho deciso di mettere in risalto Google My Business, in quanto si tratta di un tool che, soprattutto negli ultimi tempi, sta ottenendo particolare successo e che può divenire uno strumento utile per migliorare il posizionamento su Google. Ti è mai capitato di trovarti in una città che non conosci e di voler cercare una pizzeria in cui pranzare su Google? A me capita spesso e il risultato, solitamente, è simile a questo:

immagine google my business

Il pannello che appare quando cerchiamo qualcosa a livello locale rientra in Google My Business, strumento che Google mette a disposizione delle aziende in modo gratuito per permettere loro di migliorare la propria visibilità. È importante usufruire di questo servizio non solo perché ci permette di essere trovati quando qualcuno cerca un’attività del nostro settore nella zona, ma anche perché contribuisce a migliorare il ranking del nostro sito sul motore di ricerca.

Come fare per inserire il nostro profilo aziendale su Google My Business? Molto semplicemente, si entra sulla sezione dedicata, al link https://www.google.it/business/, e si compilano tutti i dati richiesti. Su che base, poi, Google deciderà di mostrare il nostro risultato e non quello di un competitor? Il motore di ricerca si basa essenzialmente su 3 princìpi:

  • Pertinenza. Come abbiamo visto nel nostro articolo dedicato all’aggiornamento algoritmico di Google dell’estate 2018, il motore di ricerca sta dando sempre più importanza alla qualità e alla rilevanza della pagina che appare come risultato con la keyword digitata dall’utente. Per questo motivo, se vendiamo indumenti sportivi, molto difficilmente la nostra azienda apparirà sul pannello di Google My Business alla ricerca di “abiti da cerimonia”.
  • Distanza. Quando si parla di Local SEO non si può evitare di imporre come parametro quello della distanza dell’attività dall’utente che presenta un bisogno immediato. Se la nostra azienda è situata a Milano, non potrà mai comparire per una ricerca effettuata a Verona.
  • Evidenza. Si tratta del parametro su cui la nostra attività può incidere maggiormente. Mi spiego meglio: supponiamo di riuscire a rispondere perfettamente ai criteri di pertinenza e di distanza. A questo punto, come facciamo a superare la concorrenza? Per esempio, Google tiene in considerazione la completezza dei dati inseriti. Se manca il numero di telefono, difficilmente appariremo in modo migliore rispetto ai competitor che hanno inserito questa informazione. Google valuta anche la quantità e la valutazione delle recensioni: è per questo che se decidi di improntare la tua strategia verso Google My Business, dovresti spingere i tuoi clienti a rilasciare il maggior numero possibile di recensioni, che dovrebbero essere, ovviamente, positive. Anche avere a disposizione un buon numero di foto può divenire un valore aggiunto in questo senso.

Queste sono solo alcune delle molteplici particolarità di Google My Business. Desideri conoscere da cima a fondo il tool offerto da Google che ti permette di sviluppare un’efficace attività di Local SEO? Ecco a te la guida completa su Google My Business!

#4 Il blog aziendale

Può sembrare banale, ma uno dei migliori modi per migliorare il posizionamento su Google è quello di aprire (o migliorare) il blog aziendale. Non solo: questo strumento, che fa capo al Content Marketing, è fondamentale anche nell’ottica di offrire un’immagine aziendale professionale e credibile. Grazie al blog si è in grado di proporre contenuti di qualità, che possano soddisfare appieno la sete di conoscenza dell’utente, e allo stesso tempo di posizionare il proprio sito per determinate parole chiave, aumentandone il ranking. Infine, se gli articoli vengono redatti in modo efficace e sono muniti di link interni, sarà possibile anche incrementare la durata media di permanenza dell’utente nel sito: è un altro dei fattori di cui Google tiene molto conto.

blogNelle sue origini – erano gli anni ‘90 del secolo scorso – il blog veniva utilizzato semplicemente come un diario che conteneva pensieri ed opinioni. Successivamente ha assunto un nuovo ruolo, divenendo talvolta anche la fortuna di molte aziende o liberi professionisti. Ma a questo punto chiediamoci: in un mondo online dominato da milioni e milioni di siti che gestiscono i blog, cosa potremmo fare per differenziarci dai competitor e poter beneficiare appieno di questo strumento? Innanzitutto, è importante impostare un approccio specifico nei confronti dell’utente: dovremmo avere ben chiaro che, attraverso i nostri articoli, non dobbiamo necessariamente vendergli i nostri prodotti, ma divenire per lui una risorsa. Il primo step per avere successo online è quello di mostrarsi disponibili ad offrire una soluzione per il bene del nostro potenziale cliente.

Il concetto non è del tutto chiaro? Leggiamo i seguenti esempi:

  1. “Compra da ABC srl: i nostri articoli sportivi sono i migliori sul mercato!”
  2. “Stai cercando una soluzione per non dover cambiare pallone ogni settimana? I palloni di ABC srl sono pensati appositamente per resistere anche quando entrano in contatto con piante spinose e terreni ruvidi”.

Se ti chiedessi qual è, secondo te, il modo di comunicare più efficace tra i 2, sono quasi sicuro che sceglieresti l’esempio B. Infatti, anche se il primo “slogan” è sicuramente più vicino alla vendita, il secondo mette in luce “perché” il potenziale cliente dovrebbe scegliere i nostri palloni e non quelli del competitor. Ma soprattutto l’esempio B fa leva sul suo “mal di pancia”, ossia sul problema che l’ha spinto ad entrare sul nostro sito: è costretto a cambiare pallone ogni settimana perché questo si buca in continuazione. È proprio questa una delle caratteristiche che differenzia un blog aziendale efficace da uno superato, che difficilmente potrà portare a risultati concreti.

Un altro segreto nel mondo del Content Marketing sta nella ricerca delle parole chiave idonee per le quali posizionarsi. Purtroppo, il blog aziendale non funziona più come un diario, in cui scrivere tutto ciò che ci passa per la mente. Nel mondo del marketing online si scrive per business, oltre che per passione, e bisogna prenderne atto. È a questo proposito che può risultare utile constatare quali siano gli argomenti e le keyword scelti dalla concorrenza e che vengono particolarmente apprezzati online: gli articoli più gettonati dei competitor si possono facilmente scoprire con una ricerca su www.buzzsumo.com. Prendendo spunto dalle informazioni raccolte, è possibile posizionarsi per le medesime parole chiave, cercando di puntare su una migliore qualità e una maggiore lunghezza dei contenuti. Il tutto dev’essere organizzato per mezzo di un piano editoriale efficace, un calendario che indica, settimana dopo settimana, quanti e quali articoli pubblicare.

Un ultimo consiglio? Negli ultimi tempi le ricerche da mobile si stanno diffondendo a macchia d’olio e secondo le statistiche in un futuro non molto lontano rappresenteranno la metà delle ricerche online totali. È per questo motivo che bisognerebbe adeguare i propri contenuti a parole chiave più discorsive rispetto a quelle attuali: ne parliamo nel nostro articolo intitolato “Il marketing nell’era del riconoscimento vocale: Siri, Cortana e Assistente Google”. Solo sfruttando tutti questi aspetti sarà possibile ottenere un pass speciale per disporre di tutti i benefit che un blog aziendale può offrire.

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#5 Google News

Riallacciandoci al paragrafo precedente dedicato al blog aziendale, ci buttiamo a capofitto in un nuovo metodo per migliorare il posizionamento su Google: se decidiamo di trattare prevalentemente notizie attuali e aggiornate in modo costante, possiamo puntare su Google News.

Cos’è Google News e perché potrebbe andare a beneficio di un'attività? Si tratta di un servizio che Google mette a disposizione delle aziende che vogliono pubblicare notizie interessanti e degli utenti che vogliono approfondire determinati argomenti. Si tratta di un vero e proprio contenitore di notizie diviso per topic e per zona.

Google News si trova al link https://news.google.com/news, ma è facile scovare gli articoli che raccoglie anche cercando una parole chiave su Google e cliccando sulla sezione “notizie”.

immagine google news

Se ci si è fatti un nome come azienda e i nostri articoli risultano molto noti, potrebbe capitare anche di apparire direttamente sulla SERP principale, quella che rientra nella sezione “tutti”:

immagine google news

Il principio su cui si basa questo servizio di Google è quello di offrire articoli nuovi e aggiornati, di elevata qualità. È per questo che il motore di ricerca risulta abbastanza selettivo da questo punto di vista: di norma, sono presenti nella lista delle news siti che risultano autorevoli (ottengono cioè numerosi link in ingresso) e che smuovono una grande massa di utenti. Ciononostante, se siamo certi di seguire precisamente i requisiti imposti da Google, non è detto che anche il nostro sito non possa far parte della lista e comparire tra i primi risultati. Si tratta di un valore aggiunto enorme, non solo in termini di ranking, ma anche per mostrare al mondo la propria professionalità e per migliorare la brand reputation. È per questo che Google News non è un servizio da prendere sottogamba, anche perché ad oggi non sono molti quelli che sfruttano appieno le sue potenzialità.

Ma cosa possiamo fare per riuscire a pubblicare i nostri articoli su Google News? Google impone delle regole ben precise. Vediamo assieme nel seguente elenco come devono essere i nostri contenuti:

  • Privi di errori grammaticali;
  • Privi di un elevato numero di link che mirano a promuovere i prodotti della nostra azienda;
  • Privi di informazioni personali e riservate;
  • Originali e non copiati da altri siti;
  • Devono trattare argomenti che suscitino interesse ed interazioni nei lettori;
  • Trasparenti nell’indicare il nome dell’autore e informazioni a lui collegate, informazioni di contatto (indirizzo di posta elettronica e numero di telefono);
  • Specificati con data e luogo di pubblicazione.

Dopo esserci assicurati che il nostro articolo risponda appieno alle linee guida generali imposte da Google, dovremo richiedere l’inclusione del sito della nostra azienda al link https://news.google.com/publisher#p:id=pfehome e verificare la proprietà tramite Search Console. Ricorda che uno dei criteri principali di selezione del motore di ricerca è quello di avere un dominio dedicato a notizie “fresche” ed originali: per questo, in presenza di un blog “statico”, in cui siano perlopiù presenti guide e articoli generici, difficilmente Google ci accetterà. Una soluzione a questo problema potrebbe essere quella di differenziare le 2 sezioni: quella dedicata alle guide e quella dedicata alle notizie attuali. Da questo momento in poi, dovremo attendere da una a 3 settimane per avere una risposta negativa o positiva alla nostra richiesta.

Conclusione

In questo articolo abbiamo visto 5 metodi, più o meno conosciuti, per migliorare il posizionamento su Google e superare la concorrenza online: dev’essere uno degli obiettivi principali di tutte le aziende che nel 2018 vogliono crescere. Pensare di dare importanza alla brand reputation, ai propri prodotti e servizi e metterli in evidenza rispetto a quelli dei competitor senza sfruttare le potenzialità di Google risulta una strategia poco efficace o incompleta. Il primo metodo che abbiamo approfondito è la SEO, ossia il processo di ottimizzazione del sito per i motori di ricerca. Tutto prende il via con l’analisi delle parole chiave per le quali si vogliono posizionare i contenuti del sito, che devono essere pertinenti al settore in cui l’azienda opera e ai prodotti e servizi che offre. Successivamente abbiamo trattato la SEM, processo con il quale si paga il motore di ricerca per raggiungere le primissime posizioni nella SERP. Proseguendo per la nostra guida, abbiamo approfondito Google My Business, uno strumento molto utile messo a disposizione gratuitamente da Google, che permette di essere visibili principalmente a livello locale. Si tratta di un tool da non sottovalutare, che consente ad un’azienda di rispondere al bisogno immediato di un utente. Un altro strumento importante per migliorare il posizionamento su Google è il blog aziendale, su cui bisogna scrivere seguendo regole precise, quali: keyword ricercate e contenuti che permettano all’attività di divenire una risorsa per il consumatore, riuscendo ad arrivare al suo problema per proporgli la soluzione migliore. Infine, abbiamo trattato uno strumento ancora oggi poco utilizzato dalle aziende ma molto utile sia per il ranking sia per migliorare la brand reputation: si tratta di Google News, altro servizio di Google che permette di essere visibili con notizie aggiornate ed originali.

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Alessandro Agnoli

Graphic & Social Designer - Anima creativa di NetStrategy, Alessandro si è laureato in Comunicazione per poi seguire la sua passione per la grafica specializzandosi in Design. Ha fatto esperienza in agenzie di comunicazione e, dopo un master in Social Media Marketing, ha approfondito le sue conoscenze nell’ambito della comunicazione digitale. Dando forma alle idee dei nostri clienti con pixel e colori, Alessandro usa estro artistico e spirito critico come binomio vincente per NetStrategy.

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